martedì 12 agosto 2008

La Apple controlla a distanza gli iPhone per rimuovere i software "indesiderati". Voi lo sapevate?

E' aperta la polemica sul melafonino che sta conquistando rapidamente tutto il pianeta...

Da Cablogrammi, il blog di Massimo Russo (giornalista di Repubblica)


APPLE CONTROLLA A DISTANZA GLI I-PHONE E PUO' RIMUOVERE SOFTWARE "INDESIDERATO"


Apple ha la possibilità di controllare a distanza tutti gli iPhone e disabilitare, qualora lo ritenga opportuno, applicazioni e software installati sui terminali degli utenti. Dopo una settimana di indiscrezioni in proposito, è stato lo stesso amministratore delegato Steve Jobs ad ammetterlo a margine di un colloquio con il Wall Street Journal sull’andamento lusinghiero delle vendite delle applicazioni per il gadget tecnologico più desiderato del momento.

La possibilità per Apple di rimuovere software in remoto dai propri telefoni esiste, ha affermato Jobs, giustificandola come un estremo rimedio all’eventuale distribuzione di un programma dannoso attraverso l’Apple App store, il negozio online al quale è necessario ricorrere per scaricare e installare programmi sul telefono: “Speriamo di non aver mai bisogno di tirare quella leva”, ha aggiunto, “ma sarebbe irresponsabile non avere una maniglia come quella da tirare in caso di necessità”.

La discussione sull’esistenza del “kill switch”, l’interruttore killer, era iniziata da una settimana sui forum degli appassionati in rete e nei siti specializzati in software e telefonia. Ad accenderla era stato Jonathan Zdziarski, uno sviluppatore di codice indipendente che, esaminando i file all’interno del telefono, si era reso conto che l’apparecchio di tanto in tanto scarica dalla casa madre un file di “applicazioni non autorizzate” inserite in una lista nera, che potrebbero poi essere eliminate in automatico dalla memoria del terminale. Il fatto, precisava lo stesso Zdziarski, non significa che Apple abbia la capacità di spiare i telefoni per sapere cosa contengano, ma vuol dire che potrebbe invece cancellare dai terminali - se presente - software inserito in una lista nera e ritenuto indesiderato.

L’esistenza di una tale facoltà solleva comunque una serie di dubbi sulla possibile violazione di diritti dei consumatori. Innanzitutto per la mancata trasparenza, considerato che si tratta di una informazione che un acquirente potrebbe voler conoscere prima di acquistare il telefono. In secondo luogo per la possibile falla alla sicurezza: che accadrebbe se qualcuno utilizzasse tale funzionalità per danneggiare i terminali degli utenti? Infine, e soprattutto, per la discrezionalità lasciata ad Apple: chi decide quali sono le applicazioni potenzialmente dannose? Mentre la cosa è ovvia per un software che ad esempio ruba i dati personali degli utenti, la questione non è altrettanto chiara per programmi ritenuti da Apple illegittimi per ragioni commerciali o di politica industriale. E’ facile immaginare, ad esempio, il fuoco di indignazione che sarebbe divampato se una cosa analoga l’avesse fatta Bill Gates su tutti i pc equipaggiati con il sistema operativo Microsoft.

Più in generale, si aprono quesiti su quali siano i limiti ai diritti dei fabbricanti su quel che acquistiamo. Comprereste, ad esempio, un’automobile alla quale la casa madre inibisse la possibilità di percorrere alcune strade perché dichiarate “potenzialmente pericolose?”

Aggiornamento delle 19:15 - L’Adoc chiede controlli e chiarimenti. L’associazione di tutela dei consumatori Adoc, sulla vicenda del controllo in remoto dell’iPhone da parte di Apple, chiederà controlli all’autorità italiana per la garanzia dei dati personali e alla stessa polizia postale. Obiettivo, verificare se non siano state violate leggi italiane. Secondo Carlo Pileri, presidente dell’associazione, “è necessario che le autorità italiane facciano chiarezza sul fatto che siano state rispettate le leggi italiane sulla privacy nella commercializzazione del telefonino, altrimenti chiederemo il sequestro di tutti gli apparecchi non ancora venduti e la sostituzione di quelli già venduti se gli acquirenti lo richiederanno, affinchè venga disattivato il sistema di controllo installato dalla Apple”.
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Qualcuno suggerisce nei commenti al post che il controllo si riferisca solo alle applicazioni che fanno uso del "CoreLocation", API di programmazione che gli sviluppatori possono usare per localizzare il telefono per mezzo del GPS. "Apple non avrebbe fatto altro che mettere in atto un metodo con il quale può mettersi al riparo da quelle applicazioni che, passato un primo controllo, si rivelano successivamente utilizzate per la localizzazione del dispositivo a scopi poco…. ortodossi".

...e voi invece che ne pensate?

3 commenti:

Simone ha detto...

Meno male che il melafonino non ce l'ho allora... Cmq son d'accordo... se sta cosa usciva fuori con WINZOZZ a quest'ora Bill e compagni erano sulla pubblica graticola, con fior fiori di avvocati a intentargli cause astronomiche. Ma si sa, Apple fa tendenza...

Anonimo ha detto...

Semplicemente, pensavo di comprarmi l'iPhone (mi stavo mettendo da parte i soldi...), ma ora che si è scoperto questa cosa (che delusione!!!!), non lo comprerò più. Penso che le vendite avranno un crollo: a nessuno piace essere spiato di nascosto. Mi dispiace che abbiano già incassato tanti soldi.

Anonimo ha detto...

Non ho resistito dopo tanto che lo vedevo in giro l'ho comprato anche se sinceramente non mi serviva.Adesso invece mi sono dovuto ricredere è una cosa di un'altro mondo se lo vuoi usare a pieno devi avere tutto apple e per cambiare una suoneria devi quasi impazzire. per quanto mi riguarda l'apparechio manca di compatibilità e se sapevo che spendevo 1400000£ per essere anche controllato col cavolo che li spendevo