Non ne potete più delle migliaia di manifesti che tappezzano - in molti casi anche abusivamente - i muri delle vostre città? Siete tra quelli che hanno denunciato questi episodi, sperando che gli autori fossero condannati a pagare delle salate multe sperando così di far cessare il fenomeno? Ebbene, sappiate che quest'anno sarà invece peggio che mai, almeno per quanto riguarda la Lega Nord! Perchè non solo con un audace blitz si sono "auto condonati" tutti gli abusi precedenti, ma si sono anche "coperti" fino al 31 maggio 2010!
Non ci credete?
A raccontare i dettagli, qui, è Mario Staderini, segretario dei radicali italiani. Per comodità lo stesso articolo lo trovate anche qui sotto.
Che dire...bella schifezza!!!!
Con un blitz notturno in Commissione affari costituzionali del Senato, in perfetto stile partitocratico, la Lega Nord , con la complicità del PDL, si è regalata il condono alle migliaia di multe che deve pagare per i manifesti abusivi che hanno devastato le città del Nord.
Anzi, il condono sarà valido sino al 31 maggio 2010, in pratica una licenza a delinquere per tutte le prossime elezioni regionali.
Come sul finanziamento pubblico, dove la Lega e’ in prima fila tra i partiti che si spartiscono i 300 milioni di euro l’anno della truffa dei rimborsi elettorali, incassando oltre 40 milioni di euro pur avendone spesi poco più di 3 milioni, il partito di Bossi conferma la sua leadership tra i ladri di legalità e di denaro pubblico.
I manifesti abusivi non sono solo un gesto di inciviltà, sono un crimine, un danno alla democrazia e ai diritti dei cittadini di conoscere le diverse proposte politiche.
Il condono è un atto criminogeno, che reca danni enormi alle casse dei Comuni, i quali già hanno messo in bilancio le sanzioni dopo aver comunque speso milioni di euro per la defissione dei manifesti.
Complice della Lega è, al solito, il Ministro Tremonti che rispondendo ad una interrogazione parlamentare di Rita Bernardini ammette di non essere nemmeno in grado di quantificare l’ammontare delle minori entrate.
Noi Radicali, che da anni rinunciamo ai manifesti e presentiamo esposti in procura mentre le istituzioni si girano dall’altra parte, lotteremo dentro e fuori il Senato affinché venga respinto il tentativo dei partiti, per il quindicesimo anno consecutivo, di autoassolversi dalle loro condotte criminali.
Ps: ve lo ricordate il servizio delle Iene sul tema dei manifesti abusivi?
State cercando in tutti i modi di vedere la 33esima edizione della Coppa America di Vela e la fantastica sfida tra Oracle ed Alinghi in diretta streaming senza spendere un cent? In realtà è più facile del previsto, visto che la cosa è stata resa possibile direttamente dal sito ufficiale della competizione addirittura in due modalità: Alta qualità (scaricando però un lettore apposito) e media, per la quale bastano di solito i normali plugin già installati nei browser.
Qualcuno si potrà chiedere il perchè di tanta munificenza, in un mondo come quello sportivo dove di solito i diritti delle grandi manifestazioni sono contesi a colpi di milionate: il fatto è che la gara per i diritti delle immagini è andata subito deserta (costi esagerati?) e dopo qualche rapido conto gli sfidanti hanno capito che era meglio lasciare liberi i diritti televisivi dell’evento (chiunque li può acquistare al prezzo tecnico) per poter raggiungere il maggior numero di persone possibili diffondendo i marchi degli sponsor.
Ma tant'è, a noi basta guardare: ed accontentiamoci così! Ho aggiunto solo qui sotto la webcam che trasmette in diretta dal porto di Valencia, così potete vedere le condizioni meteo in diretta aspettando le regate!
Buon vento a tutti, e vinca il migliore!Intanto se lo trovo posto un lettorino pure qui... :)
Annuncio di servizio: da oggi, causa assedio di spam che rischiava seriamente di trasformare il blog in una rivendita clandestina di Viagra, sono costretto ad inserire la moderazione nei commenti (detta altrimenti catcha, o "quelle letterine da inserire per vedere pubblicato il commento").
In sostanza non cambia niente, salvo che ci vorrà solo un passettino in più per vedere pubblicato il proprio commento sul blog, che resta sempre comunque a perto a tutte le voci così come lo è stato finora.
Approfitto per scusarmi con i lettori più fedeli dello scarso aggiornamento del blog in questo periodo: è solo che ho appena cambiato lavoro, e per ora di tempo per scrivere ce n'è pochino...ma conto di tornare in attività nel minor tempo possibile!
Pausa pranzo con "piccante" extra a prezzi concorrenziali. Ad offrirla ad Arluno (provincia di Milano) erano sette prostitute rumene che sono finite denunciate dai carabinieri della Compagnia di Legnano. Accanto alle borsette durante la perquisizione i carabinieri hanno scoperto uno scatolone con panini, bibite bottigliette di vino, ed è saltata così fuori l'inedita ricetta "anticrisi". I prezzi? Circa 40 euro, "servizio" incluso: una proposta più che concorrenziale nel mercato del sesso a pagamento.
Ecco qui sotto il servizio (manco a dirlo) di Studio Aperto sul fatto:
Poi dicono che in tempo di crisi non si sa più cosa inventare....
Era il 2 luglio 2009 quando il Senato approvava il decreto legge sulla sicurezza che introduceva tra le altre cose il reato di clandestinità, che doveva servire nelle intenzioni dei legislatori a permettere un rapido processo, appena 15 giorni, che portasse all’espulsione diretta dei clandestini dal territorio nazionale. Il reato è poi diventato di competenza del giudice di pace, entrando definitivamente in vigore l’8 agosto 2009. Ma vi siete mai chiesti a cosa abbia portato effettivamente in questi 5 mesi l'introduzione di questo nuovo reato?
Sono andato a curiosare nell'ufficio del giudice di pace di Pavia, competente per i processi intentati per il solo reato di Clandestinità (non cioè quando la clandestinità è riconosciuta solo come aggravante di un altro reato, dal furto a qualsiasi altra cosa), e questa è la mini inchiesta che ne è venuta fuori.
Che svela come tutto sia in realtà rimasto come prima, tranne sotto il versante finanziario dove le cose sono addirittura peggiorate, e non di poco. Perchè il totale dei costi da pagare è cresciuto, ma solo per lo Stato: e a pagare in realtà non sono i clandestini, ma tutti noi.
Ecco a voi la video inchiesta: "Clandestinità: col nuovo reato paga solo lo Stato"
Era il 2 luglio 2009 quando il Senato approvava il decreto legge sulla sicurezza che introduceva tra le altre cose il reato di clandestinità, che doveva servire nelle intenzioni dei legislatori a permettere un rapido processo, appena 15 giorni, che portasse all’espulsione diretta dei clandestini dal territorio nazionale. Il reato è poi diventato di competenza del giudice di pace, entrando definitivamente in vigore l’8 agosto 2009. Ma a cosa ha portato in concerto questo provvedimento in 5 mesi di vita?
Siamo andati a vedere la situazione a Pavia, entrando nelle stanze del giudice di pace coordinatore Francesca Miceli. “I procedimenti in cui è stato contestato il solo reato di clandestinità - racconta il giudice -escludendo quelli in cui la clandestinità era solo un’aggravante di un altro reato, sono stati in questo periodo circa una settantina, tutti conclusi con condanne ad una pena pecuniaria variabile dai 5 ai 10 mila euro. Con soldi effettivamente incassati: zero. Di espulsione invece c’è n’è stata solo una: l’unica altra chiesta con forza addirittura dall’imputato stesso è stata negata. Il ragazzo, che chiedeva di rientrare in Russia, era infatti di nazionalità cecena, ed i giudici hanno ritenuto non prudente rimandarlo in patria. In compenso a sborsare soldi è sempre lo Stato. Gli accusati del reato infatti molto spesso non possono permettersi un avvocato, che gli viene così assegnato d’ufficio.
A pagare la parcella è così lo Stato. “L’unica parcella che ho visto – racconta la Miceli – è quello di un avvocato che per una processo conclusosi in una sola udienza ha chiesto 150 euro di onorario. Ma si può anche salire”.I processi infatti, che dovrebbero durare al massimo 15 giorni, spesso ritardano: gli imputati, che possono essere trattenuti massimo 24 ore dalle forze di polizia per l’identificazione, appena rilasciati fanno in genere perdere le loro tracce, e tantomeno si presentano al processo a loro carico, che per leggeparte comunque. Ad essere convocati come testimoni spesso sono i poliziotti che hanno compiuto l’arresto, che a volte non si presentano per altri impegni causando così lo slittamento delle udienze che finiscono per sovrapporsi agli altri procedimenti penali in corso generando il caos.
I 4 giudici di pace di Pavia, su un organico che invece dovrebbe contarne 10 per coprire un’area di circa 42 paesi in provincia di Pavia ed altri 8 nel basso milanese, oberati di lavoro hanno infatti dovuto stabilire un turno appositamente dedicato a questi processi ogni 15 giorni. Se qualcosa ritarda, esce dal turno infilandosi nel mare magnum degli altri processi.
“La cosa si gestisce – spiega la Miceli -ma certo non è semplice”. A tutto questo va sommato il costo della macchina giudiziaria, che ovviamente ricade anch’essa sul costo per lo stato.
Tirando le somme: se l’intenzione del legislatore era quella di spaventare i clandestini italiani con l’effetto annuncio, il reato di clandestinità è stato un successo. Se invece era quella di favorire le espulsioni dopo processi veloci che condannassero gli stessi a pene esemplari, il flop è stato totale. In un gigantesco effetto boomerag, infatti, a pagere fino ad ora è stato solo lo Stato.
Alla faccia di chi pensa che siano solo gli immigrati a compiere reati: guardate cos'è successo in questo autobus a Padova, dove un controllore - evidentemente anche lui di questo pensiero - ha deciso durante un controllo di chiedere i titoli di viaggio solo ai passeggeri di colore, ignorando tutti gli altri. Gli immigrati ovviamente hanno protestato (visto che tra l'altro avevano tutti il biglietto in regola) e, assieme agli altri passeggeri, hanno preteso che il controllo si estendesse a tutte le persone a bordo.
..indovinate com'è finita e chi alla fine è stato trovato senza biglietto?
PADOVA - Un controllo "chirurgico", quello compiuto dal conducente dell´autobus numero 12 che collega il centro storico all´hinterland: durante una fermata notturna, l´addetto della società di trasporto Aps si è rivolto esclusivamente ai passeggeri di colore, chiedendo loro di esibire il biglietto e ignorando platealmente tutti gli altri, nonostante, pochi minuti prima, fosse salito a bordo un gruppo di ragazze e ragazzi visibilmente alticci.
È stata questa la scintilla che ha acceso la protesta dei pendolari africani, una decina in tutto: «Devi controllare tutti, non solo noi neri. Altrimenti sei un razzista», hanno intimato all´autista, circondandolo ed esibendo polemicamente gli abbonamenti al bus. L´addetto ha cercato di opporsi: «Spetta a me decidere i criteri del controllo a campione»; ma gli immigrati hanno cominciato a urlargli contro: «Razzista, razzista. Anche noi paghiamo le tasse». Grida, insulti, accuse di xenofobia: il braccio di ferro è durato quasi un quarto d´ora, con l´autobus bloccato lungo la Riviera Ponti Romani (l´asse centrale della città) e molti passeggeri - bianchi - che sollecitavano, a loro volta, un controllo completo perché la corsa potesse riprendere.
Alla fine, il conducente ha dovuto cedere: a verifica compiuta, tre adolescenti venete sono risultate prive di biglietto e costrette a scendere all´istante - irritatissime - perché lo acquistassero al vicino distributore automatico. Un epilogo salutato dal polemico applauso dei contestatori.
Non è il primo caso di sospetto razzismo sugli autobus. È successo che qualche conducente abbia tirato dritto quando alla fermata c´erano persone di colore. Ma anche che alcuni stranieri senza biglietto, abbiano reagito con violenza. Così il personale Aps ha chiesto e ottenuto la presenza di alcune guardie private a bordo.
A parte il fatto che la descrizione delle ragazze "irritatissime" per essere state costrette ad acquistare il biglietto (come avrebbero dovuto fare fin dall'inizio) fa quantomeno ridere, la vogliamo smettere ora con gli sterotipi - anche razzisti - e cominciare finalmente a pensare con la nostra testa?!?
Silvio Berlusconi in visita all'Aquila inaugura una scuola nel capoluogo, e scherza coi bambini. Ma attenzione alla risposta: quante dita ci sono in dieci mani dottor Berlusconi?
Alessandro Gigante: giornalista professionista ed aspirante inviato/reporter, attualmente neo entrato nello staff milanese GSA.
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