mercoledì 21 ottobre 2009

This is "giudiziaria": l'inchiesta Santa Giulia in 3 minuti!

Un'indagine durata 8 anni, ricostruita in 3 minuti per voi! E' quella che ha portato ieri all'arresto dell'assessore provinciale Rosanna Gariboldi e dell'imprenditore "re delle bonifiche" Giuseppe Grossi, per le indagini sulla bonifica dell'Area Santa Giulia.

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(Video Courtesy of TelepaviaWeb)

Qui sotto il testo integrale:


"L’ inchiesta che ha portato all’arresto dell’assessore Rosanna Gariboldi è partito lo scorso anno su input del tribunale tedesco di Kaiserslautern, che indagava su «sei cittadini tedeschi sospettati di infedeltà, evasione nonché corruzione in relazione alle operazioni di smaltimento dei rifiuti speciali provenienti dall' Italia». I rifiuti provenivano proprio «dall' ex area industriale Montecity-Rogoredo rientrante nel cosiddetto progetto Santa Giulia» ed avrebbero fruttato alla società «Ma.Te.Co.», fondata nel 2004 dai due ex finanzieri , Giuseppe Anastasi e Paolo Paqualetti, arrestati insieme all’avvocato svizzero Fabrizio Pessina lo scorso febbraio, fatturazioni per oltre 14 milioni e mezzo.

A coinvolgerli nell’affare era stato Giuseppe Grossi, proprietario della Green Holding, una delle principali imprese di smaltimento rifiuti in Italia “per proteggersi – diceva - dalle infiltrazioni della ‘ndrangheta che avevano colpito le sue attività. La Ma.te.co faceva da mediatrice per l’impresa di Grossi. Una mediazione che come ha scritto il gip Fabrizio D’Arcangelo serviva soltanto a imporre prezzi “esagerati” all’impresa a cui era affidata la bonifica dell’area, la “Servizi Industriali”. Nello specifico, la Ma.Te.Co avrebbe ottenuto 50 euro per tonnellata smaltita in Germania contro un prezzo medio di 38. Gli arresti sono scattati anche per evitare che lo strano meccanismo si estendesse ad altri progetti. Secondo il gip, infatti, «dall' esame delle conversazioni intercorse fino all' 8 gennaio scorso emerge che i soggetti già coinvolti nella bonifica di Santa Giulia stessero adottando lo stesso modus operandi nell' ex area Sisas nel comune di Pioltello, inserita nell' accordo di programma stipulato, tra gli altri, con la Regione Lombardia”.


I soldi, circa 22 milioni di euro in totale, venivano in parte dal proprietario dell’area, l’imprenditore Luigi Zunino, ma c’erano anche una grossa fetta di fondi pubblici, provenienti dal Comune e dalla Provincia di Milano, dalla Regione Lombardia e dalla Comunità Europea. Ignota invece era la loro destinazione. Si parla di fondi neri, con soldi che passavano attraverso una serie di scatole cinesi tra Madeira, le isole Cayman e il Delaware. Un sospetto che il gip Fabrizio D' Arcangelo mette nero su bianco in una delle sue ordinanze : la differenza di prezzo sborsata - scrive - «sembra rispondere alla necessità di assicurare un "sovrapprezzo" necessario per la costituzione di riserve occulte a favore di soggetti allo stato ignoti». Rosanna Gariboldi è accusata di aver ricevuto soldi da conti esteri a Montecarlo "schermati" di Grossi, partecipando di fatto al riciclaggio. Nei mesi scorsi, la procura aveva avviato una rogatoria in terra monegasca sul conto dell'assessore.

Gli inquirenti avevano individuato un conto corrente a Montecarlo dal quale, nel luglio del 2007, era partito un bonifico su un deposito svizzero gestito da un fiduciario di Grossi per 500.000 euro. Poi, in due tranche, nel marzo e nell'ottobre del 2008, sul conto monegasco erano arrivati complessivamente 632.000 euro da conti esteri «schermati» che per l'accusa facevano riferimento a Grossi. Rosanna Gariboldi aveva dichiarato che le somme non erano altro che la restituzione di un prestito fatto a Grossi, che aveva definito «un amico». Da qui l’accusa in concorso in riciclaggio, e l’arresto ieri assieme a Giuseppe Grossi.

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