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mercoledì 17 giugno 2009

دليل للكتابة مجهولة على شبكة الإنترنت ، لالإيرانية المدونين

Traduco questo vecchio articolo del blog in arabo con il traduttore automatico di Google, nella speranza che possa essere utile ai blogger iraniani che si vedono sistematicamente ridurre gli spazi di espressione e la libertà di informazione dalle proteste di questi giorni.

Non so quanto potrà essere comprensibile, perché io l'arabo non lo parlo né lo capisco. Ma spero vi arrivi questo piccolo segnale per dirvi solo una cosa: non siete soli.

ترجمة هذه المادة القديمة من بلوق في العربية إلى مترجم غوغل ، على أمل أن ذلك يمكن أن تكون مفيدة لأصحاب المدونات الذين يرون في إيران بصورة منتظمة للحد من فرص التعبير وحرية الإعلام من خلال الاحتجاجات التي شهدتها الأيام الأخيرة.

أنا لا أعرف ما يمكن أن يكون مفهوما ، لأنني لا أتكلم العربية أو فهم. لكن آمل أن تصل هذه إشارة صغيرة لاقول لكم شيئا واحدا فقط : هل لسنا وحدنا

"Oggi, complici anche le vicende degli ultimi giorni ( per curiosità leggete qui , anche i commenti) vi voglio regalare qualcosa che gira in rete ormai da un paio d'anni, ma che forse non tutti conoscono: l' " Handbook for Bloggers and Cyber-dissidents ". اليوم المتواطئين معهم كما حدث في الايام الاخيرة (من باب الفضول القراءة هنا ، بما في ذلك التعليقات) أريد أن أعطيك ما يخالف الآن على الشبكة لمدة عامين ، ولكن ربما لا يعلم الجميع : 'دليل المدونات وسايبر بين المنشقين ".

Cos'è? ماذا؟ Un pratico manualetto, edito dall'associazione Reporter Sans Frontieres , che insegna come fare a costruire un blog e ألف يدوية كتيب نشرته منظمة صحفيون بلا حدود ، والذي يدرس كيفية بناء وبلوق mantenerlo aggiornato anche nelle situazioni in cui questo sembra difficile o impossibile, come negli stati in cui è alto il livello di censura sulla Rete. Creare hosting non rintracciabili, mantenere il blog anonimo e postare senza lasciare tracce che portino al vostro pc sono alcune delle cose spiegate all'interno del fascicolo, in quello che vuole essere non uno strumento per incoraggiare la delinquenza via web (non sognatevi di usarlo per creare siti anonimi di insulti gratuiti a qualcuno!) ma una via per poter rendere possibile a tutti di far ascoltare la propria voce anche dove ciò non è reso possibile. الصيانة حتى في الحالات التي يكون فيها هذا يبدو صعبا أو مستحيلا ، كما هو الحال في دول فيها مستوى عال من الرقابة على الانترنت لا يمكن تتبعها استضافة تكوين ، والحفاظ على وظيفة بلوق مجهولة ودون ترك أي أثر التي تؤدي إلى جهاز الكمبيوتر هي بعض الأشياء وأوضح ضمن الملف ، في ما لا يريد أحد أن تكون أداة لتشجيع الانحراف عبر الإنترنت (sognatevi عدم استخدامها لتهيئة مواقع مجانية الشتائم لشخص مجهول!) ولكنها وسيلة لتمكين الجميع من الاستماع إلى صوتها حتى إذا لم يكن ذلك ممكنا.

Molto spesso, come dimostra il recente caso della Birmania o quello ancora caldo dell'Iraq, i blog sono l'unico modo di far uscire e rendere pubbliche informazioni che rappresentano "l'altra faccia" rispetto a quella ufficiale, plagiata e distorta. في كثير من الأحيان ، وهو ما يشهد عليه في الآونة الأخيرة حالة بورما أو الحرارة في العراق ، بلوق هي السبيل الوحيد للخروج وتقديم المعلومات العامة والتي تشكل "الطرف الاخر" غير مسؤول واحد ، ومسروق ومشوهة. Sono stati i blog a rendere pubbliche le esecuzioni dei monaci in Birmania e le violenze da loro subite (come potete vedere anche qui ) e sono stati ancora i blog, in mancanza del Peter Arnett della situazione, a raccontare il punto di vista della Baghdad conquistata dagli americani. وكان هذا بلوق للدعاية الإعدام من الرهبان في بورما ، والعنف الذي يتعرض لها (كما ترون أيضا هنا) ومع بلوق ، في غياب بيتر Arnett للحالة ، على قول ونظرا للاحتلت بغداد من جانب الامريكيين.
Famoso in questo caso divenne il blog di un iracheno in particolare, Salam Pax (cardine della mia tesi alla triennale di Scienze della Comunicazione, che giuro prima o poi pubblicherò qui!), che finì persino per essere assunto dal prestigioso quotidiano britannico " Guardian ". الشهيرة في هذه القضية أصبحت بلوق عراقي على وجه الخصوص ، سلام باكس (حجر الزاوية في رسالتي إلى ثلاث سنوات لعلوم الاتصال ، وأقسم إن عاجلا أو آجلا نشر هنا) ، والذي جاء بل ينبغي أن تتخذها البريطانية المرموقة صحيفة "الغارديان" . Il suo blog " Where is Raed " potete leggerlo qui e vi assicuro che se masticate un po' di inglese bene merita, Se non altro per confrontare il punto di vista tra culture diverse! بلوق له "أين رائد" يمكنك أن تقرأ وهنا أود أن أؤكد لكم أنه إذا كنت تمضغ قليلا 'الانجليزية بشكل جيد يستحق ، لم يكن أي شيء آخر للمقارنة بين وجهات نظر مختلف الثقافات!

Prima di perdermi in altri mille ricordi e discorsi vi dò i due link del manuale và! قبل أن يخسر في آخر لي آلاف الذكريات والكلمات وأنا على إعطائك هما صلات الدليل và! Il primo lo trovate qui ( link diretto al download ), il secondo invece, in versione leggermente modificata qui (credo sia solo un discorso di stampanti). الأول يمكن أن تحصل عليها من هنا (الوصلة المباشرة للتنزيل) ، والثانية ، في صيغة معدلة بشكل طفيف اليوم (اعتقد انها ليست سوى كلمة والطابعات).

P S: curiosando sul sito di Reporter Sans Frontieres si scopre che nel mondo nel primo mese del 2008 sono stati uccisi 3 giornalisti, imprigionati altri 126 insieme a 7 assistenti, ed imprigionate 63 persone sotto l'etichetta di "Cyberdissidenti". ف د : الفضول عن موقع منظمة صحفيون بلا حدود هي التي اكتشفت في العالم في الأشهر الأولى من عام 2008 كانت 3 الصحفيين الذين قتلوا او سجنوا مع 126 من المساعدين الآخرين 7 و 63 شخصا في السجن تحت مسمى "المنشقين الذين يستخدمون شبكة الانترنت".

Nel 2007 invece era andata così (dal sito rsf.org ): في عام 2007 ، مع ذلك ، هو الطريقة التي كان (من موقع rsf.org) :

-- 86 journalists and 20 media assistants were killed 86 صحفيين و 20 اعلاميا قتلوا
-- 887 arrested اعتقال 887
-- 1,511 physically attacked or threatened 1.511 لاعتداء بدني أو تهديد
-- 67 journalists kidnapped 67 خطف الصحفيين
-- 528 media outlets censored 528 وسائل الإعلام للرقابة

Online: على الانترنت :
-- 37 bloggers were arrested تم القبض على 37 من المدونين
-- 21 physically attacked 21 اعتداء البدني
-- 2,676 websites shut down or suspended 2.676 إغلاق المواقع أو تعليق

In 2006 في عام 2006
-- 85 journalists and 32 media assistants were killed 85 صحفيين و 32 اعلاميا قتلوا
-- 871 arrested اعتقال 871
-- 1,472 physically attacked or threatened 1.472 لاعتداء بدني أو تهديد
-- 56 journalists kidnapped 56 خطف الصحفيين
-- 912 media outlets censore 912 فرض رقابة على وسائل الاعلام

Informare può costare ancora caro. ويمكن أن تبلغ تكلفة أكثر تكلفة.

martedì 14 aprile 2009

Organizzare senza organizzazioni: il nuovo potere delle notizie sul web

Dal sito di Repubblica.it, un'interessante analisi su nuovi media e comunicazione. Dai blogb a Wikipedia, come cambia il modo di far girare le notizie usando le potenzialità del web 2.0...

Società: se la piazza protesta online. Cosi' la rete organizza la gente.

Clay Shirky, docente di Nuovi Media, parla di "distruzione creativa". L'analisi di Andrew Keen è più severa: "Questa rivoluzione rovinerà la nostra cultura
" (di RICCARDO STAGLIANO'

E' la storia di come un cellulare smarrito su un sedile di un taxi di New York finisce con lo scatenare un'inarrestabile gogna pubblica. Ma anche di una frase razzista, sfuggita ai radar dei giornali, che costa il posto a un mammasantissima repubblicano. E di un caso di pedofilia che, tracimando dal web, dilaga in scandalo internazionale e prelude alla cacciata di un alto prelato. E' la storia di masse che si coordinano. Di greggi che diventano pastori. Di "dilettanti" irregolari che armati solo della voce di internet riescono a radunare una forza collettiva impressionante. Uno per uno, tutti per tutti. Il potere di organizzare senza organizzazione di Clay Shirky (Codice Edizioni, pagg. 242, euro 23) tratta della "distruzione creativa" portata dalla rete sul modo in cui viviamo, collaboriamo, produciamo.

Shirky, docente di nuovi media della New York University parte da qui: "Ogni consumatore è oggi un potenziale produttore con l'intero mondo come potenziale pubblico". Siamo tutti "ex audience", come spiegò Dan Gilmor nel suo We, the media. Ci siamo alzati dal divano e siamo andati alla scrivania. Abbiamo posato il telecomando e imbracciato la telecamera. Il terremoto in Abruzzo, con le sue centinaia di video amatoriali, ne è solo l'ultima conferma. Shirky, collaboratore a sua volta del New York Times e Wired, constata la fine del monopolio dei giornalisti nell'informazione. Porta, tra gli altri, l'esempio di Trent Lott, capogruppo repubblicano al senato. Che a una cena aveva lodato Strom Thurmond, noto segregazionista. Molti media non avevano raccolto, i blogger sì. E l'imbarazzante dichiarazione, una volta entrata in loop, l'aveva spinto alle dimissioni. Sottovaluta il lato oscuro della forza, però. Come quando Matt Drudge, alfiere del "prima pubblica poi verifica", dette la notizia (falsa) che Sidney Blumenthal, allora consulente di Clinton, picchiava la moglie. E della causa da 30 milioni di dollari per diffamazione che ne seguì. Il punto è qui: la rete è un mare dove circolano molte notizie. Che possono essere vere o false. Al contrario di quel che accade nei quotidiani non ci sono responsabili a renderne conto. Spesso accertare se ci si trova di fronte ad un fatto o ad una bufala che circola on line è impossibile.

Parole come pietre rotolano a valle, diventano valanghe e seppelliscono reputazioni. Per esempio: nel 2002 a Boston la notizia era vera. Preti accusati di abusi sessuali su bambini. Il Boston Globe fa il suo mestiere ma la notizia esplode soprattutto grazie a Voice of the Faithful. Trenta parrocchiani offesi che, dandosi appuntamento sul web, diventano 25 mila in sei mesi. Alla fine il responsabile della diocesi, cardinale Bernard Law, lascia. Shirky parla del suo paese, noi sappiamo del nostro. Del caso di Federico Aldrovandi, diciottenne di Ferrara morto nel 2005 durante un controllo di polizia. Gli agenti chiudono presto il caso, sua madre lo riapre un post alla volta. Il suo blog obbliga i giornali a tornarci su e i poliziotti finiscono in tribunale. Online il confine tra informazione e azione politica si assottiglia. Succede per il testamento biologico, all'indomani della vicenda Englaro. I radicali presentano 2.500 emendamenti alla proposta del governo. Il 20 per cento raccolti via internet. Non era mai successo, succederà sempre più spesso.

Si può discutere tutto di Beppe Grillo, non la sapienza con cui ha saputo sfruttare la piattaforma internettiana. La stessa con cui Barack Obama ha concepito parte della sua vittoriosa campagna. A dire solo "no, non mi piace", rimpiangendo gli anni eroici dei comizi nelle piazze, si rischia di fare la figura di Giovanni Tritemio, rievocato nel libro. L'abate di Sponheim nel 1492 scrive un pamphlet in cui difende la superiorità degli scriba, minacciati di estinzione dall'invenzione della stampa di Gutenberg. Affida però De laude scriptorum ai tipografi, perché abbia più vasta e spedita circolazione. Mai autosmentita fu più efficace. Eppure la tentazione sopravvive. Dilettanti.com (DeAgostini, pagg. 269, euro 15) di Andrew Keen spiega "come la rivoluzione del web 2.0 sta uccidendo la nostra cultura e distruggendo la nostra economia". Ma se certi contenitori (la carta) sono sotto botta ma il contenuto (il giornalismo) non è mai stato così prezioso.

La Cultura può dormire sogni tranquilli. Perché le masse organizzate, oltre a prendere a picconate le istituzioni, sanno costruire. Shirky cita Wikipedia, l'enciclopedia editata dall'intelligenza collettiva. Ne dà una definizione originale: "E' essenzialmente una burocrazia per litigare". Nel senso che uno scrive una voce, un altro propone modifiche, un terzo obietta e corregge di nuovo, in un affinamento progressivo. Escono anche bufale colossali. Mai come qui è utile la lezione delle scuole di giornalismo americane: "Se vostra madre vi dice che vi ama... verificatelo". Però, onestamente, chi ne farebbe a meno?


Il libro di Shirky deluderà i più "digitalizzati". Scrive: "Gli strumenti di comunicazione non sono socialmente interessanti sin quando non diventano tecnologicamente noiosi". Parla di sms, blog, mailing list, pleistocene internettiano solo adesso diventato normale, precipitato dalle élite alle masse. Così quando la giovane Ivanna dimentica il suo telefonino in un taxi e poi scopre che chi l'ha trovato non ha alcuna intenzione di restituirlo, mette in piedi un sito (evanwashere.com/StolenSidekick/) tanto che la polizia è costretta a intervenire. Così va il mondo quando tutti collaborano con tutti. Per i ragazzi è più facile, i post-1980 non ne conoscono un altro. "In un periodo di rivoluzioni l'esperienza diventa zavorra" avverte l'autore, perché se hai una weltanschaung tradizionale, "quando arriva un cambiamento epocale rischi di considerarlo cosa di scarsa importanza".

L'Aquila e gli avvoltoi 2/ La vendetta della rete

Vi ricordate il TG1 che si vantava dei record d'ascolto ottenuti il giorno del terremoto in Abruzzo?

Beh, ecco come gli hanno fatto i complimenti gli internauti... :)




E sottotitolo: ben gli sta!

mercoledì 8 aprile 2009

Scaricare gli Mp3 da Deezer? Cosi' si puo'!

Vi ricordate Deezer, il sito per ascoltare gratuitamente quasi ogni tipo di musica sul web?

Solamente in streaming pero', senza la possibilità di poterla scaricare sul proprio computer. Ma oggi ho trovato un modo per poter downlodare tutta la musica che vorrete da Deezer (in formato mp3,!) che voglio condividere con voi: il merito é tutto di un programmino chiamato Freezer.

Per salvare e scaricare musica da Deezer.com; scaricate Freezer, quindi aprite Firefox (usate questo browser per andare su Deezer).
Poi, andate su Strumenti->Opzioni->Avanzate->Rete->Impostazioni; mettete il pallino della checkbox su "Configurazione manuale dei proxy", e riempite il campo "Proxy HTTP" con "localhost" (senza virgolette), e nel campo "Porta" inserite "8800" (senza virgolette).

Fatto ciò, premete ok (lasciate il resto dei campi in bianco), e aprite il programma Music Freezer scaricato precedentemente. Una volta avviato il programma, apparirà una finestra, lasciatela pure aperta; nel frattempo tornate su Firefox, e vi accorgerete che vi farà navigare solo su Deezer.
Infatti il programma Freezer fa da proxy tra voi e deezer, permettendovi così di scaricare gli Mp3.

Basterà infatti scegliere la canzone normalmente, e premere play. Appena premuto, subito apparirà la finestra per salvarla in mp3.
Per tornare alla navigazione normale, basterà naturalmente tornare alla finestra dove avevamo configurato il Proxy, e selezionare la checkbox "Nessun proxy".

Fatto questo: infilate gli mp3 dove volete ed ascoltateli pure!

(tnks to thetotalsite per le istruzioni)

venerdì 20 febbraio 2009

Le libertà di Internet sono in pericolo! Ecco tutte le magagne del pacchetto "Telecom" in discussione al Parlamento Europeo.

Lo sapevate che le libertà in Internet sono al momento in grave pericolo?
Qualora dovesse essere approvato un insieme di direttive in discussione al Parlamento Europeo infatti Internet potrebbe cambiare così:

- non potrai più collegarti a Internet solo per aver condiviso un file;
- sarà possibile conoscere il contenuto del tuo traffico Internet;
- non potrai usare liberamente FTP, Skype, chat, p2p;
- sarà il tuo provider a scegliere quali siti web potrai visitare e quali no.

Se tutto questo non ti piace, continua a leggere: questo è il testo integrale della lettera aperta disponibile sul sito
www.scambioetico.org Per fermare tutto questo, o anche solo per far conoscere tutto alla gente ed ai navigatori che ancora lo ignorano, è nato un forum ed un coordinamento di siti a cui chiunque può iscriversi che spiega nel dettaglio le direttive e l'origine delle proposte in discussione in questi giorni, le modifiche che potrebbero essere effettuate alla rete ed i modi a tua disposizione per provare a fare qualcosa . Inoltre è stato anche aperto un gruppo sul popolare sito di social networking Facebook che potete trovare al seguente indirizzo: http://www.facebook.com/group.php?gid=51688215993&ref=mf.

Se pensi che la Rete debba rimanere libera così come è nata, diffondi la lettera aperta e copia il banner sottostante nel tuo sito con il link all'iniziativa!
Aiuta la rete a rimanere libera!


Caro cittadino della Rete,

il Consiglio dei Ministri dell'Unione Europea ha infatti raggiunto un accordo politico su norme e direttive fortemente lesive dei diritti dei cittadini europei e dei consumatori. Tale regolamentazione è inclusa nel Pacchetto Telecom, un complesso sistema di cinque Direttive che influenzerà profondamente le leggi degli Stati Membri dell'Unione Europea, Italia inclusa, per molti anni a venire. L'accordo politico del Consiglio stravolge il contenuto del Pacchetto, che con voto democratico, e con l'appoggio della Commissione Europea, il Parlamento Europeo aveva approvato a larghissima maggioranza nel settembre 2008 con emendamenti che garantivano e tutelavano i diritti fondamentali dei cittadini e dei consumatori.


Il 19 febbraio il Parlamento Europeo darà inizio alla Seconda Lettura del Pacchetto Telecom, e se non avrà la forza di opporsi alla volontà del Consiglio dei Ministri, entro pochissimo tempo le leggi dei Paesi Membri dovranno obbligatoriamente adeguarsi con le seguenti conseguenze:

- sarà possibile disconnetterti dalla Rete sulla base di semplici indizi, raccolti da società private senza autorizzazione della magistratura, che facciano sospettare che tu abbia condiviso contenuti protetti da copyright. Il tuo fornitore di accesso Internet sarà obbligato a collaborare con le società private per fornire i tuoi dati, e sarà costretto a procedere alla sospensione del servizio. Non avrai diritto né alla difesa né ad un equo processo;


- il tuo fornitore di accesso sarà libero di filtrare contenuti, servizi e applicazioni a piacimento. Per fare solo un esempio fra i tanti possibili, diventerà lecito e legale bloccare Skype al fine di promuovere e costringerti ad acquistare un servizio VoIP a pagamento;


- il tuo fornitore potrà applicare "differenziazioni di tariffe", e farti pagare abbonamenti aggiuntivi per applicazioni e protocolli specifici, ad esempio per e-mail, FTP, newsgroups, chat, peer-to-peer ecc.; potrà inoltre liberamente decidere a quali siti web potrai accedere senza limitazioni, a quali potrai accedere con de-prioritizzazione del traffico (quindi con rallentamento nello scambio dati), e a quali non potrai accedere affatto;

- qualsiasi società privata, per generici scopi di sicurezza di rete, potrà intercettare, memorizzare a tempo indefinito, leggere e analizzare, tutti i dati che invii e che ricevi sulla Rete senza autorizzazione di alcun organismo governativo, inclusa la magistratura.


Per tutelare i tuoi diritti fondamentali, si è formata un'ampia coalizione europea che riunisce le più importanti associazioni in difesa dei diritti digitali e dei diritti dei consumatori. La coalizione comprende 16 organizzazioni non governative e associazioni che si battono per i diritti dei consumatori, con sedi in 22 Paesi Membri dell'Unione Europea e altri Paesi non Membri. Da settimane rappresentanti della coalizione stanno attivamente partecipando a Brussels al fine di tutelare i tuoi diritti. In Italia le organizzazioni che fanno parte della coalizione sono Altroconsumo, l'Istituto per le Politiche dell'Innovazione, NNSquad Italia e ScambioEtico.


ABBIAMO TUTTAVIA BISOGNO DEL TUO AIUTO, E NE ABBIAMO BISOGNO CON URGENZA.

Ti chiediamo di dedicare qualche minuto del tuo tempo per scrivere un'e-mail, e se ti è possibile telefonare, all'europarlamentare italiano che ritieni ti possa meglio rappresentare in Parlamento Europeo, al fine di sensibilizzarlo sui gravi rischi che il Pacchetto Telecom arrecherà a Internet e a i tuoi diritti fondamentali, fra i quali la libertà di espressione, di informazione, il diritto alla difesa e a un equo processo, e il diritto alla privacy. Se ti è possibile, ti chiediamo di sensibilizzare i tuoi familiari, conoscenti e amici, e se ti capita di scrivere in Internet, di informare tramite interventi nei forum e nei blog.

Se sei un blogger o un giornalista e ne vuoi sapere di più, non esitare a contattare il Portavoce di ScambioEtico Paolo Brini


Ti forniamo il LINK per reperire le e-mail e il numero di telefono di tutti gli europarlamentari italiani, al fine di farti scegliere quello che ritieni più coerente con le tue idee. Ti forniamo il link al PDF della lettera aperta della coalizione, indirizzata al Parlamento Europeo e a tutti i suoi Membri, in modo da darti tutti i riferimenti normativi che delineano quanto è stato sopra affermato. Per qualsiasi richiesta o necessità, non esitare a leggere e a scrivere in questo forum LINK, che rimarrà sempre aperto e fornirà supporto nonché aggiornamenti sulla Seconda Lettura del Pacchetto Telecom.


...e ora tocca a voi!!!!!!!!!!

lunedì 22 settembre 2008

Dedicato ai porno maniaci del web

AH AH AH AH AH!!!



Confessate! Chi non ha mai visto un porno su internet...

Ieri ho scaricato tramite un noto programma di file sharing "Batman: il Cavaliere Oscuro".
O almeno credevo, perchè quando sono andato per vederlo l'unica cosa di oscuro era un negrone di 2 metri che...vabbè, il resto ve lo lascio immaginare... :)

lunedì 11 agosto 2008

Olimpiadi 2008: i calendari delle gare e i link per lo streaming in diretta delle gare

Riguardo alla trasmissione in streaming delle Olimpiadi 2008 del blog (che potete trovare qui con 9 canali tutti a vostra disposizione in diretta via web): qualcuno mi ha chiesto se era possibile mettere dei calendari aggiornati con le gare per ogni canale di trasmissione: li sto cercando, ma non è per nulla facile...

Intanto un buon calendario lo trovate qui, dal sito del Corriere dello Sport , oltre a quello disponibile sul buon sito costruito dalla Rai per l'occasione consultabile cliccando qui. Forse stasera se ci riesco ne metto su uno buono, al più tardi domani... Non disperate...

Se avete problemi di qualche genere con lo streaming lasciate un commento, così vedrò di provare a risolverli quanto prima...conto su di voi, altrimenti non saprò mai se funzionano o meno!

Infine - parentesi a parte - un saluto a "The Voice" alias "Lucifera" from Firenze: grazie della chiamata miss, mi ha fatto piacere sentirti... :)

Dopotutto una fan affezionata meritava almeno una citazione...

giovedì 31 luglio 2008

Beijing, ultimo capitolo: censurato anche il web.

Che dire, lo si poteva immaginare: ma credo che chi nel 2001 ha preso quella solenne cantonata che fu l'assegnazione alla Cina dei giochi olimpici del 2008 forse ora se ne sia definitivamente reso conto....
Eppure vorrei tanto andarci, provare a capire, provare a parlare con la gente anche se so che probabilmente non riuscirei a fare nulla di tutto ciò... Ma mi piacerebbe, per una volta, vedere al di là della cortina di fumo che mettono i regimi...

Dal sito di Repubblica.it:

A pochi giorni dal via, è diventato evidente l'intreccio di limitazioni alle libertà e di pesanti paletti all'informazione
PECHINO, I GIOCHI CENSURATI - LE MANCATE PROMESSE DEI CINESI
Cade così la speranza che le Olimpiadi potessero portare novità positive. Le vicende tibetane e le proteste sulla fiaccola hanno provocato arroccamento

dal nostro corrispondente FEDERICO RAMPINI

PECHINO - Il primo dicembre 2006, Pechino annunciava che di lì a poco sarebbero scomparse le ultime restrizioni sulla libertà di circolazione per noi giornalisti stranieri sul territorio della Repubblica Popolare. Il giorno dopo, nel descrivere quel provvedimento, scrivevo su Repubblica: "I Giochi del 2008 semineranno qualche germe di cambiamento in questa Cina". Quella previsione, ahimé, si è avverata nella direzione diametralmente opposta.

I reporter stranieri che arrivano in questi giorni, e che si aggiungono a noi corrispondenti permanenti per coprire le Olimpiadi, trovano una Cina per molti aspetti peggiorata dal 2006. Quello che colpisce subito i nuovi arrivati, naturalmente, è l'insopportabile groviglio di restrizioni alla nostra libertà. Non possiamo andare in Tibet. Non possiamo usare una webcam su Piazza Tienanmen, né in alcuno degli stadi olimpici. Non possiamo accedere a diversi siti Internet oscurati dalla censura.

Dietro questi limiti che ci colpiscono direttamente, c'è una situazione ben più drammatica per i cinesi. Rispetto alla tradizionale mancanza di libertà di informazione c'è stato un ulteriore arretramento. Proprio in vista dei Giochi il governo ha "ripulito" la capitale dei potenziali disturbatori dell'ordine: dagli immigrati che appartengono alle minoranze etniche tibetana e uigura, ai dissidenti, agli avvocati che difendono cause umanitarie. Alcuni di questi attivisti oggi sono agli arresti domiciliari per impedire che entrino in contatto con gli stranieri.

Che cos'è accaduto dunque perché le speranze accese nel dicembre 2006 si vanificassero così brutalmente? Gran parte della spiegazione sta negli avvenimenti tragici di questa primavera, che hanno colto la leadership cinese impreparata, e hanno provocato una reazione furibonda. La rivolta del Tibet a metà marzo, seguita dalle contestazioni contro la fiaccola olimpica a Londra, Parigi e San Francisco, hanno provocato un arroccamento. Il regime di Pechino ha vissuto improvvisamente un incubo: il rischio che questi Giochi con l'accresciuta visibilità che comportano, diventino un'occasione per un "processo virtuale" alla Cina, ai suoi abusi contro i diritti umani, ai suoi gravi ritardi sul terreno delle libertà individuali.

La reazione della nomenklatura ha fatto appello al riflesso condizionato del vittimismo nazionalista: il popolo cinese è stato chiamato a serrare i ranghi contro "l'offensiva" degli stranieri. In questo clima di unità nazionale, invocato per difendere l'immagine della Repubblica Popolare, gli spazi di tolleranza che si erano aperti negli ultimi anni si sono nuovamente ristretti. Ogni voce critica è catalogata come un "sabotatore" dei Giochi, un nemico della patria. La censura è tornata ad avere carta bianca.

Anche le maggiori libertà che erano state promesse a noi giornalisti stranieri sono state revocate, per effetto di questo clima. Ma le vere vittime non siamo noi: sono le tante voci di dissenso che negli ultimi anni avevano trovato nuovamente il coraggio di farsi sentire in Cina, e ora tacciono in attesa di tempi migliori. In attesa che passi la "nottata" dei Giochi, un avvenimento che paradossalmente ha fatto fare ai leader cinesi un grande balzo all'indietro.

giovedì 27 marzo 2008

Non sapete come votare? Ve lo dice la Rete!

Che faccio il 13 e il 14 Aprile?!? Vado al mare? Vado in collina? Voto? E per chi? Per chi come me non ha la più pallida idea di chi o cosa votare, oggi dopo la vacanza pasquale ho scoperto che su internet sono disponibili addirittura le guide!

Precisamente due, accessibili dai siti dei principali quotidiani online, il Corriere della Sera e Repubblica, che dovrebbero in teoria in base ad una serie di risposte date dall'utente a quesiti riguardanti un po' tutti gli aspetti dei vari programmi politici, dare la vostra posizione all'interno del panorama politico italiano.


Quello del Corriere si appoggia ad un sito già diventato famosissimo nella scorsa tornata elettorale,
www.voisietequi.it, che assegna la posizione politica in base ad un questionario di 25 domande miste, scelte sul modello di Wikipedia dopo una consultazione con tutti gli utenti del sito.

Come è stato fatto il questionario? Dal sito del Corriere, che lo presenta qui, si legge che "per realizzare il quiz che vi colloca politicamente sullo scacchiere dei candidati alle elezioni è stato seguito questo criterio: gli utenti hanno inviato le domande e gli argomenti di maggiore interesse, 221 i quesiti totali poi scremati a 25 da una discussione pubblica aperta a tutti. I 25 quesiti sono stati inviati a tutti i partiti, anche quelli molto piccoli quindi, presenti con liste alla Camera e al Senato. Nove partiti hanno risposto al questionario in modo completo. Tra i grandi assenti si segnalano il Partito Democratico e l'Udc; la Destra di Daniela Santanché ha invece inviato risposte spurie. Per questi tre partiti il gruppo di Depp ha compiuto un accurato studio dei programmi elettorali deducendone le risposte".

"Voi siete qui" è un progetto realizzato da un'associazione senza scopo di lucro che promuove l'uso delle Rete per favorire la trasparenza pubblica e la partecipazione collettiva al controllo delle informazioni e delle scelte politiche, Democrazia Elettronica Partecipazione Pubblica (Depp), un'associazione senza scopo di lucro che promuove l'uso delle Rete per favorire la trasparenza pubblica e la partecipazione collettiva al controllo delle informazioni e delle scelte politiche, interamente con software Open Source.

Il test di Repubblica.it è invece il "Politometro": dal sito si legge che "Il Politometro è un gioco per scoprire il proprio orientamento rispetto ad alcuni temi chiave della campagna elettorale per le Politiche 2008. Esprimendo il grado di consenso rispetto a 15 affermazioni si ottiene la propria collocazione rispetto a due assi: conservatori-progressisti, confessionali-laici. Il test è liberamente ispirato a esperienze analoghe, quali
Political compass e The compass, realizzata dal Washington Post per Facebook.

L'orientamento dei principali candidati premier è stato ottenuto mappando con il maggior rigore possibile le affermazioni rispetto ai rispettivi programmi elettorali. In diversi casi, dove nel programma non era prevista una risposta esplicita sull'argomento, si è proceduto sulla base di approssimazioni".

Ovviamente spinto dalla curiosità li ho provati tutti e due: devo dire che certe volte le risposte alle domande sono un po' troppo radicali, pendendo o decisamente in un senso o nell'altro e discriminando un po' chi si trova nel mezzo. Per questioni come la regolamentazione dell'immigrazione ad esempio, o la ricerca o ancora precariato e tasse secondo me una risposta si/no secca lascia da parte un po' troppe questioni e spedisce chi prova a fare il questionario abbastanza agli estremi di ognuno dei due "mondi possibili".

Difatti guardate un po' dove sono finito..


Per il "Politometro" di Repubblica io sono qui:



Mentre per "Voi siete qui" mi potreste scambiare per il figlio illegittimo di Antonio Di Pietro...














...e voi? Fatemi sapere, e buon voto in ogni caso...

mercoledì 12 marzo 2008

Concorrenza sleale!!!

Dal sito del Corriere della Sera, una "notizia di sicuro interesse" per la popolazione italiana!:

"Arriva anche in Italia "Nakednews", il tg letto da conduttrici che a ogni notizia si tolgono un indumento fino allo strip tease integrale. Concepito per Internet e i telefonini, lo show, nato nel 1999, programmato in 172 Paesi, sarà disponibile tutti i giorni feriali, alle 17, attraverso il sito www.nakednews.it" (Emmevi)


"Il tg, con il sottotitolo "il programma che non ha nulla da nascondere", è stato presentato a Milano da David Warga, amministratore delegato "Naked News" Internazional, Marco Ottolini, ad di Small Formats, e dalle anchor storiche americane. In sala anche le quattro conduttrici di Naked News Italia, giovani donne tra i 22 e i 27 anni, selezionate tra le 100 che si erano presentate per il ruolo". (Emmevi)


Eh, vabbè, ma questa io la chiamerei "concorrenza sleale"! Ma non solo per me: ora il povero "Studio Aperto", già noto come il tg italiano della gnocca per eccellenza, che cosa farà?

Vabbè, se cercate un barista sono qui...al giornalismo è meglio rinunciarci... :)

martedì 26 febbraio 2008

Quando su Ebay si vende di tutto: dal voto...all'anima!

Quasi quasi lo faccio anch'io...
Dal sito del Corriere.it, "Flash news 24":

Elezioni: ignoto venditore mette voto all'asta su e bay

26 feb 17:06

ROMA - Ai tempi di Achille Lauro il voto si vendeva per un paio di scarpe (rigorosamente una prima e l'altra dopo le elezioni). Ora la mercificazione dei voti si adegua ai tempi e finisce su e bay. In realta' e' "newechoes", un "cittadino italiano deluso e schifato" dai politici, a cedere al miglior offerente il proprio diritto per il 13 aprile. E l'intento provocatorio e' ribadito anche dall'esiguita' della base d'asta: appena un euro. L'ignoto venditore assicura che nei 19 anni passati il suo voto e' stato sempre "usato con coscienza e coerenza". Per fare un'offerta c'e' tempo fino alle 12.46 del 7 marzo. Avvertito chi e' a caccia di consensi, magari per superare la soglia di sbarramento. (Agr)

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E per chi fosse appassionato di cazzate in vendita su Ebay o avesse semplicemente un minuto disponibile per il cazzeggio, vi consiglio di fare un salto qui, su "Incredibile ma Ebay"!
Cos'è? Solamente un sito che raccoglie "in diretta" le inserzioni più assurde pubblicate sul popolare sito di aste, rogorosamente vere e certificate: volendo potrete anche partecipare alle aste e seguirle in tempo reale! Mezze 500 old style vendute "per farne poltrone", sacchetti di "monnezza napuletana DOC", denti "usati ma poco", "gruppi musicali emergenti disposti a vendersi a qualche major", e via dicendo! Un esempio lo trovate qui sotto, col widget autoaggiornante disponibile sul sito...





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Che dire... il mondo è bello perchè è vario... :)

lunedì 25 febbraio 2008

Basta Sanremo! Rivoglio i "JSF"!

...e si entra nella settimana di Sanremo!

Il Festival di Sanremo sinceramente è una di quelle cose che mi chiedo come facciano ad esistere ancora nel mondo di oggi: un festival di cui non frega nulla o quasi a nessuno, che resta comunque capace di intasare ogni canale audio o video con le sue canzoni.
Speciali sui tg, speciali nelle radio, speciali sul web: dovunque è Sanremo. Accendo la radio cercando di scapparne, e lo ritrovo sempre! Polemiche su polemiche, ruderi resuscitati ad arte che torneranno al loro oblio una volta finita la "settimana santa" di "sua Pippità Bauda", e sotto tutto il nulla. O meglio: un morto eccellente.

Una volta Sanremo era un trampolino di lancio, a cui si rivolgevano tutti i discografici o quasi, e dove andavano i cantanti importanti: le canzoni vincitrici si ricordavano, e alcune si cantano ancora oggi (se siete curiosi, le trovate tutte qui). Ora i grandi fuggono, gli ospiti non vengono se non per essere pagati ben salati, i dischi di Sanremo non vendono (solo l'anno scorso, in controtendenza, la compilation fece vendite decenti, ma solo perchè fu venduta anche in edicola e sottocosto rispetto ai normali dischi) e ciò che domina e resta (poco) sono le polemiche su testi, vestiti delle soubrette sconosciute di turno, giuria & Co...

Io sarei curioso di vedere cosa succederebbe se i giornali, le radio e i media in generale trattassero il Festival di Sanremo come tutti gli altri "festival qualunque", senza speciali e redazioni dedicate...quanto durerebbe? Avete idea di quanti festival musicali ci sono in Italia che non si fila nessuno? Alcuni sono anche di livello internazionale, seguiti più all'estero che qui nella madrepatria! Eppure, nulla...

Sabato pomeriggio per esempio in una trasmissione su RaiTre di cui non mi ricordo il nome (Bell'italia, o qualcosa del genere), ho imparato che a Rapallo, in Liguria, un'intera collina sta venendo sbancata per costruire un'auditorium su un progetto regalato da un famoso architetto per rilanciare il festival musicale del luogo, principale risorsa turistica della popolazione (almeno a detta del servizio). E chi ne parla di questo festival? NESSUNO!

Io avrei una proposta..Cose vecchie per cose vecchie, sostituiamo anche per un solo anno, questo...



...con questo?



I buoni vecchi "Jeux Sans Frontières"...che fine hanno fatto?!? Ascolti storici, anni di trasmissione e poi....? Quante serate ho passato a guardarli non ne avete idea... E secondo me, tirerebbe ben più del vecchio carrozzone....o mi sbaglio? Voi che ne pensate?

Pietà, basta Sanremo....ridatemi Giochi senza Frontiere... Pagherò anche il canone, ma Sanremo no.....

giovedì 21 febbraio 2008

Magmypic.com: Copertine d'autore!

Dopo i due giorni passati a Ravenna si ritorna, e si ritorna in stile morbido!

Quello che volevo segnalarvi oggi è un sito particolarmente stupido ed insieme carino: www.magmypic.com!

Cos'è? E' un simpatico sito che permette di creare copertine "taroccate" delle più famose riviste mondiali (Time, Sports Illustrated, National Geographic, etc), con la vostra foto come soggetto di copertina! Bastano due minuti, una connessione internet possibilmente veloce, ed una foto a buona definizione non più pesante di un Mb: uploadate direttamente sul sito, scegliete il magazine, e il gioco è fatto!

Lo scopo? Farsi due risate e sollevarsi l'autostima! :)


D'altra parte... quale ragazza non uscirebbe col modello sulla copertina di Sports Illustrated?!? :)

Purtroppo non ci crederete ma sono eccezionalmente tante...
Fatevi sotto và, che sono in edizione limitata!!!!! :)

Oggi mi sento particolarmente ignorante...

lunedì 11 febbraio 2008

Reporterist.com: una "eBay" per giornalisti.

Una Ebay per i giornalisti? Se può servire ad aiutare i giovani sconosciuti a farsi conoscere in un mercato sempre più chiuso e difficile, perchè no? L'idea per ora è partita in America, dove una laureata in una scuola di giornalismo ed un ex ingegnere hanno creato Reporterist.com, una vetrina online/mostra mercato di articoli e servizi digitali e non per avvicinare i due mondi di freelance e testate giornalistiche!

Sperando che arrivi presto anche in Italia, vi giro la notizia dal sito originale (che potete trovare qui):

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Hemant e Sindya Bhanoo (nella foto) hanno dato vita a questa sorta di “mostra-mercato” editoriale online, una “eBay” dove giornalisti e capi delle redazioni possono discutere e contrattare in rete. I primi presentando i loro articoli e i secondi valutandone le possibilita’ di pubblicazione

E’ Reporterist.com, una piattaforma lanciata recentemente. Lei – racconta l’ Online Journalism Review (OJR) - è laureata alla Scuola di giornalismo di Berkeley e lui e’ un ex ingegnere che lavorava ad Amazon.

In una intervista a OJR Sindya Bhanoo spiega che lei e il suo compagno hanno dato vita a Reporterist.com dopo essersi resi conto di un grosso gap che caratterizza il mercato dei freelance e sperando così di favorire la diffusione delle notizie ai lettori in maniera più puntuale e meno costosa.

“Il processo del ‘lancio’ di un articolo e della sua pubblicazione ha avuto finora dei vuoti. Con le attuali tecnologie mi sembrava che potesse essere realizzato in un modo molto più veloce e snello”, ha precisato, sottolineando anche l’ importanza di costruire un network fondato sulla fiducia.
“Abbiamo parlato con molti direttori. E loro ci hanno detto che con i tagli dei costi, c’ è molto bisogno ora di un lavoro freelance di alta qualità, ma che è difficile trovare dei freelance fidati a cui rivolgersi. Un direttore riceva qualcosa come 500 email al giorno e non ha il tempo per cercare fra di esse per individuare le cose migliori”, ha spiegato Bahnoo.

Da qui la decisione di mettere a punto Reporterist, una piattaforma dove freelance e capi delle redazioni possono entrare in collegamento.
I giornalisti scaricano sul sito il loro lavoro e indicano eventualmente per quale pubblicazione possa essere adatto, dando due settimane di tempo per esaminarlo e valutarne la pubblicazione. Oppure possono elencare diversi giornali che potrebbero avere accesso a quegli articoli entro l’ arco delle due settimane. Oppure – aggiunge Bhanoo – l’ offerta può essere fatta anche in maniera generica, mettendo i materiali “sul mercato” – un servizio che comunque non funziona ancora.


Bhanoo ci tiene a sottolineare le differenze fra Reporterist e eBay. Dal momento che i giornalisti possono fissare un prezzo base per gli articoli oppure accettare il compenso minimo fissato per I freelance, non c’ è asta.

“Non avrebbe senso avere un modello di questo tipo – aggiunge Bhanoo -, perché I giornali tendono a pagare un compenso fisso”.
C’ è comunque un modello di pagamento che è stato sviluppato ma non ancora perfezionato sul sito. Quando un giornalista vende un articolo su Reporterist, il giornale paga immediatamente. Il sito ricava il 10 per cento. In magazzino ci sono anche dei contratti elettronici che consentono ai giornalisti di aggirare i lunghi ritardi nei pagamenti causati dal lavoro amministrativo.

E tra l’ altro, secondo Bhanoo, oltre ad aiutare le persone a costruirsi una buona reputazione attraverso un network di giornalisti e redattori affidati, Reporterist permette ai freelance di realizzare un portfolio online e ai giornali di avere un quadro del lavoro passato dei giornalisti.

Il sito è stato lanciato con la collaborazione della UC-Berkeley’s Graduate School of Journalism e dal momento del lancio ha raccolto circa 60 utenti attivi. La Columbia University ha mostrato interesse introducendo questo modello fra i suoi studenti.

“Secondo la nostra visione, Reporterist potrebbe costituire la nuova generazione dei servizi di agenzia consentendo anche di selezionare le notizie e gli articoli per luogo e argomento. Vorremmo essere un servizio di informazione locale e di settore”, ha concluso Bhanoo.