Visualizzazione post con etichetta usa. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta usa. Mostra tutti i post

giovedì 24 aprile 2008

Belle parole che hanno quasi 50 anni ma non li dimostrano...


(cliccate sull'immagine per allargare)



Da:
illaicista.ilcanocchiale.it.
Grazie per avermela fatta conoscere... :)


lunedì 11 febbraio 2008

Reporterist.com: una "eBay" per giornalisti.

Una Ebay per i giornalisti? Se può servire ad aiutare i giovani sconosciuti a farsi conoscere in un mercato sempre più chiuso e difficile, perchè no? L'idea per ora è partita in America, dove una laureata in una scuola di giornalismo ed un ex ingegnere hanno creato Reporterist.com, una vetrina online/mostra mercato di articoli e servizi digitali e non per avvicinare i due mondi di freelance e testate giornalistiche!

Sperando che arrivi presto anche in Italia, vi giro la notizia dal sito originale (che potete trovare qui):

---

Hemant e Sindya Bhanoo (nella foto) hanno dato vita a questa sorta di “mostra-mercato” editoriale online, una “eBay” dove giornalisti e capi delle redazioni possono discutere e contrattare in rete. I primi presentando i loro articoli e i secondi valutandone le possibilita’ di pubblicazione

E’ Reporterist.com, una piattaforma lanciata recentemente. Lei – racconta l’ Online Journalism Review (OJR) - è laureata alla Scuola di giornalismo di Berkeley e lui e’ un ex ingegnere che lavorava ad Amazon.

In una intervista a OJR Sindya Bhanoo spiega che lei e il suo compagno hanno dato vita a Reporterist.com dopo essersi resi conto di un grosso gap che caratterizza il mercato dei freelance e sperando così di favorire la diffusione delle notizie ai lettori in maniera più puntuale e meno costosa.

“Il processo del ‘lancio’ di un articolo e della sua pubblicazione ha avuto finora dei vuoti. Con le attuali tecnologie mi sembrava che potesse essere realizzato in un modo molto più veloce e snello”, ha precisato, sottolineando anche l’ importanza di costruire un network fondato sulla fiducia.
“Abbiamo parlato con molti direttori. E loro ci hanno detto che con i tagli dei costi, c’ è molto bisogno ora di un lavoro freelance di alta qualità, ma che è difficile trovare dei freelance fidati a cui rivolgersi. Un direttore riceva qualcosa come 500 email al giorno e non ha il tempo per cercare fra di esse per individuare le cose migliori”, ha spiegato Bahnoo.

Da qui la decisione di mettere a punto Reporterist, una piattaforma dove freelance e capi delle redazioni possono entrare in collegamento.
I giornalisti scaricano sul sito il loro lavoro e indicano eventualmente per quale pubblicazione possa essere adatto, dando due settimane di tempo per esaminarlo e valutarne la pubblicazione. Oppure possono elencare diversi giornali che potrebbero avere accesso a quegli articoli entro l’ arco delle due settimane. Oppure – aggiunge Bhanoo – l’ offerta può essere fatta anche in maniera generica, mettendo i materiali “sul mercato” – un servizio che comunque non funziona ancora.


Bhanoo ci tiene a sottolineare le differenze fra Reporterist e eBay. Dal momento che i giornalisti possono fissare un prezzo base per gli articoli oppure accettare il compenso minimo fissato per I freelance, non c’ è asta.

“Non avrebbe senso avere un modello di questo tipo – aggiunge Bhanoo -, perché I giornali tendono a pagare un compenso fisso”.
C’ è comunque un modello di pagamento che è stato sviluppato ma non ancora perfezionato sul sito. Quando un giornalista vende un articolo su Reporterist, il giornale paga immediatamente. Il sito ricava il 10 per cento. In magazzino ci sono anche dei contratti elettronici che consentono ai giornalisti di aggirare i lunghi ritardi nei pagamenti causati dal lavoro amministrativo.

E tra l’ altro, secondo Bhanoo, oltre ad aiutare le persone a costruirsi una buona reputazione attraverso un network di giornalisti e redattori affidati, Reporterist permette ai freelance di realizzare un portfolio online e ai giornali di avere un quadro del lavoro passato dei giornalisti.

Il sito è stato lanciato con la collaborazione della UC-Berkeley’s Graduate School of Journalism e dal momento del lancio ha raccolto circa 60 utenti attivi. La Columbia University ha mostrato interesse introducendo questo modello fra i suoi studenti.

“Secondo la nostra visione, Reporterist potrebbe costituire la nuova generazione dei servizi di agenzia consentendo anche di selezionare le notizie e gli articoli per luogo e argomento. Vorremmo essere un servizio di informazione locale e di settore”, ha concluso Bhanoo.

martedì 29 gennaio 2008

Il giornalismo che vorrei.

Il giornalismo che vorrei? Solo un po' più serio.

Che faccia quello per cui è nato: informare, sopra di tutto. Prima di distrarre la gente dalle cose serie, rintronandola con gossip, veline scosciate e telerisse politiche alla "Studio Aperto" o "Tg4".


Basterebbe poco, solo più gente che facesse come lei... Ve la ricordate? Si chiama
Mika Brzezinski, giornalista dell'emittante americana MSNBC, e divenne famosa perchè si rifiutò di dare in diretta l'ennesima notizia di gossip su Paris Hilton: dapprima tentando di bruciare il foglio che le era stato dato, ed infine infilandolo nel tritacarte all'insistenza della redazione!





D'altra parte cosa c'era nel mondo nel giugno 2007? "Solo" la guerra in Iraq, ad esempio...

Un mito, Mika...

lunedì 26 novembre 2007

Sei piccole variazioni sul tema (sottotitolo: la Fiat 500 e l'ironia italiana)

Vabbè. Cambio idea come un politico sotto elezioni...

Però questi sono carini parecchio! Lo spunto viene da una discussione di oggi al master...
E poi dicono che gli italiani non hanno fantasia! :)

Due originali e 5 piccole variazioni sul tema: voi che ne dite?



Versione "Originale"



Versione "Originale II (credo)"



Versione "Usa 2007"



Versione "(ma)FIA"



Versione "Silvio"



Versione "A.S. Roma"



Versione "A.S.Fiorentina"

venerdì 23 novembre 2007

Nave da crociera naufraga nell'Antartico, per probabile urto con iceberg. Mi ricorda qualcosa....

Dal sito dell'Ansa: agenzia delle 10:10 di oggi.

Nave da crociera, acque polari, iceberg.... Non so voi, ma mi ricorda qualcosa....




OCEANO ANTARTICO, NAUFRAGA NAVE DA CROCIERA

LONDRA - La guardia costiera britannica e' impegnata in operazioni di salvataggio dei 154 passeggeri a bordo della nave da crociera 'Explorer' che starebbe affondando dopo aver colpito un oggetto nell'Oceano Antartico. Lo riferisce la Bbc. Le operazioni sono coordinate dalla guardia costiera di Falmounth.

Passeggeri ed equipaggio - con l'eccezione del capitano e di un altro ufficiale - hanno lasciato la nave e sono saliti sulle scialuppe di salvataggio: aspettano l'arrivo dei soccorsi. La nave si trova non lontano dalle isole South Shetlands e alle operazioni di soccorso partecipano le guardie costiere di Argentina e Stati Uniti. Secondo le ultime informazioni a bordo della 'Explorer' c'erano 100 passeggeri e 54 membri d'equipaggio. La guardia costiera britannica è stata coinvolta nelle operazioni di soccorso per l'esperienza che vanta in questo genere di situazioni.

La 'Mn Explorer' è una motonave di 2.400 tonnellate di stazza costruita nel 1969. Batte bandiera liberiana. Dopo aver urtato un "oggetto" imprecisato (con ogni probabilità un iceberg) si è inclinata di 25 gradi. L'allarme è scattato stamattina alle 6,24 ora italiana e una nave in navigazione nella zona - Artic Dream - è stata prontamente dirottata per i soccorsi. "In quella zona - ha sottolineato un portavoce della Guardia Costiera britannica - c'é un mucchio di ghiaccio ma la nave è stata costruita per resistere al ghiaccio".

Integrazione dall'articolo di Repubblica.it: la nave è di costruzione italiana, ed è stata assemblata nel 1969 dai cantieri navali "Mariotti" di Genova.

Altre integrazione dal sito di Corriere.it.
Ecco la galleria di foto della nave e dell'incidente. il link è qui.

giovedì 22 novembre 2007

Chi proteggerà l'America? Chuck Norris!

Non ci posso credere... E' cominciata in America la campagna presidenziale 2008, e guardate cosa si è tirato fuori questo candidato repubblicano, tal Mike Huckabee?

Chi proteggerà l'America? Nientemeno che...Chuck Norris!
Come dire: un nome, una garanzia...



Qui sopra il video, direttamente da Youtube!

venerdì 16 novembre 2007

Riemerge dalle sabbie un aereo della Seconda Guerra Mondiale.Completamente integro.

Troppo bella questa storia.... Ve l'ho mai detto che il sottoscritto è anche un appassionato di archeologia? Una cosa del genere me la sognavo di notte... Camminare sulla sabbia e ritrovare nientemeno che...un aereo della seconda guerra mondiale completamente integro!

La news è presa dal sito di Repubblica.it:

"La foto, scattata dall'alto, mostra un Lockheed P-38 Lightning, un caccia pesante bimotore statunitense della Seconda Guerra Mondiale che si era quasi schiantato 65 anni sulla costa gallese, in seguito ad un atterraggio di emergenza dovuto a un improvviso problema legato al carburante, ed era rimasto seppellito sotto la sabbia.

E' riemerso in questi giorni, a causa delle pessime condizioni del tempo che hanno modificato la struttura della sabbia e dei fondali. Si trova nel Galles del Nord: la località precisa non è stata svelata per tutelare il reperto da eventuali sciacalli. L'aereo è stato identificato e riconosciuto da esperti: è stato costruito nel 1941 e ha sorvolato la Gran Bretagna l'anno successivo. Era condotto dal tenente Robert F. "Fred" Elliott, allora ventiquattrenne.

Secondo la ricostruzione, Elliott avrebbe effettuato un atterraggio di emergenza sulla costa gallese, e si sarebbe salvato, per poi morire però tre mesi dopo in Tunisia. Il suo corpo, e il suo aereo, non erano mai stati trovati.
Il nipote del militare, Robert Elliott, 64, di Blountville, Tennessee, ha cercato per 30 anni di sapere cosa era successo al suo congiunto. Si è detto molto commosso per la scoperta. Adesso esperti del British Museum dovrebbero presentare un progetto per estrarre l'aereo dalla sabbia mantenendolo integro".

giovedì 15 novembre 2007

Quando il blogger è anche un giornalista

Niente... oggi trovo da scrivere solo sui giornalisti.... che ci volete fare....

Questo viene da Zeus News:

Se il blogger è un giornalista

Dalla vertenza legale per uso improprio di un marchio registrato ad una interpretazione che farà discutere e rischia di far testo nel diritto d'oltre oceano. Sperando che non sbarchi anche in casa nostra.

[ZEUS News - www.zeusnews.it - 13-11-2007]

Un certo Daniel Philips si è visto citare in giudizio da D. Schmidt in rappresentanza del sito di aste online Bidzirk, con l'accusa di aver inserito il logo della socità sul suo blog nonché di altre simili e concorrenti "nefandezze".

La difesa di Philips invece non solo ha rivendicato il diritto di scrivere su quanto di pubblico dominio, ma ha anche fatto riferimento al Freedom of Information Act, cioè quella norma del diritto statunitense che prevede il diritto per il giornalista di pubblicare in pratica qualsiasi cosa senza che si possa opporre riservatezza, violazione di privacy e via discorrendo, purché nella specie si tratti di persone o fatti in qualche modo "pubblici".

La cosa deve aver posto in grave imbarazzo il magistrato, che da ultimo ha deciso di ricorrere all'analisi di quanto pubblicato dal blogger per riscontrare se avesse o no i requisiti richiesti dal legislatore per il superamento degli interessi privati; cioè se il parto di Philips avesse o no contenuti "giornalistici".

Evidentemente la decisione deve essere stata favorevole, poiché chi ha iniziato la controversia è stato condannato a pagare danni e spese; tuttavia il fatto sarebbe senza storia se non inducesse a qualche riflessione sulle cose recenti di casa nostra.

Innanzi tutto c'è da dire che, in in Paese in cui certi giornalisti, pochi (per fortuna) magistrati e quasi tutti i politici si dedicano a tempo pieno allo sberleffo, alle recriminazioni o all'insulto più o meno mascherato, la questione dei blog e della loro sopravvivenza è essenziale; e tanto più è essenziale quanto più ci si affanna a irreggimentarli o a combatterli per costringerli al silenzio.

"Fare" un blog - almeno da noi - può essere o non essere giornalismo, ma sicuramente è espressione libera di chi è al di fuori delle "caste" e non ha altrimenti voce in capitolo su quel che succede e su quel che vorrebbe invece avvenisse.

Perciò l'idea di mettere dapprima la mordacchia ai blogger col pretendere l'iscrizione a un albo (o a un elenco, che fa lo stesso) e successivamente di comunque ridurre l'habitat dei medesimi mediante tassazione, la dice lunga sul fastidio che danno le voci inconsuetamente fuori dal coro.

Dodi Casella

---------

Che dire... Andate a rileggervi il post sul ddl Levi di un po' di tempo fa qui su questo blog, e scoprirete che qui in Italia tanta distanza da questo non c'è....

Premio "sfiga del giorno": così nasce una leggenda metropolitana.

Ma che cavolo di giornata è oggi? Oggi il blog torna per un attimo poco serio come il suo creatore, perchè notizie del genere sono veramente da leggenda metropolitana..... Rispettivamente dal sito dell'Ansa e del Corriere.it .


USA: RUBA AUTO E FINISCE IN LAGO, MANGIATO DA ALLIGATORE
WASHINGTON.

Furto senza destrezza e dal finale tragico quello messo a segno da un ladro d'auto in Florida: per sfuggire alla polizia si è buttato in un laghetto ma è stato mangiato da un alligatore. E' successo nella riserva indiana di Miccosukee, in Florida. La polizia è stata avvertita che dal parcheggio del locale casinò qualcuno aveva rubato un'auto. Una pattuglia ha intercettato poco dopo due uomini che, non lontano da quel parcheggio, camminavano lungo gli argini di un vicino laghetto. Uno di loro (che ha successivamente ammesso di aver rubato l'auto insieme all'amico) si è fermato all'alt degli agenti. L'altro no: per fuggire si è buttato in acqua senza sapere che quello era il regno di un alligatore di quasi tre metri da anni attrazione del piccolo lago di Miccosukee. L'uomo è riuscito a fare solo qualche bracciata: dalla riva gli agenti lo hanno sentito urlare, poi lo hanno visto scomparire. Più tardi è stato recuperata la salma. Le ferite sul volto e su altre parti del corpo sono compatibili con quelle che può aver inferto un alligatore.

LA DONNA RICOVERATA AL REPARTO DI TERAPIA INTENSIVA DEI GRANDI USTIONATI

Fuoco della passione. E lei si ustiona

Una notte d'amore con candele si trasforma in un incubo per una coppia di amanti padovani, 44 anni lei, 67 lui

PADOVA - Una romantica notte di passione trasformatasi in un incubo. I malcapitati? Una coppia di focosi amanti padovani, 44 anni lei, 67 lui: sono finiti all'ospedale per colpa di una serata un po' troppo hard. I due avevano preparato tutto per una serata "calda", ma le sole fiamme che hanno cominciato ad ardere sono state quelle sprigionate dalle candele che hanno "attecchito" l'abitino succinto di lei e anche una tenda di casa. I due avevano preparato tutto in un appartamento in città: luci soffuse, anzi candele dappertutto per rendere l'atmosfera più complice. Ma le fiammelle della passione hanno fatto presa sul vestitino della donna che inavvertitamente ha sfiorato le candele.

PROFONDE USTIONI - La signora è stata investita da una fiammata che le ha procurato profonde ustioni tanto da farla finire al reparto di Terapia intensiva dei grandi ustionati, l'uomo ha cercato di spegnere le fiamme e si è procurato lievi ferite. Intervento dei vigili del fuoco e delle ambulanze e la serata si è conclusa in ospedale.


Conclusione: c'è sempre qualcuno che sta peggio di voi...