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Da: illaicista.ilcanocchiale.it.
Grazie per avermela fatta conoscere... :)
"Anche un orologio rotto due volte al giorno avrà sempre ragione" (Get Fuzzy)

E’ Reporterist.com, una piattaforma lanciata recentemente. Lei – racconta l’ Online Journalism Review (OJR) - è laureata alla Scuola di giornalismo di Berkeley e lui e’ un ex ingegnere che lavorava ad Amazon.
In una intervista a OJR Sindya Bhanoo spiega che lei e il suo compagno hanno dato vita a Reporterist.com dopo essersi resi conto di un grosso gap che caratterizza il mercato dei freelance e sperando così di favorire la diffusione delle notizie ai lettori in maniera più puntuale e meno costosa.
Bhanoo ci tiene a sottolineare le differenze fra Reporterist e eBay. Dal momento che i giornalisti possono fissare un prezzo base per gli articoli oppure accettare il compenso minimo fissato per I freelance, non c’ è asta.
“Non avrebbe senso avere un modello di questo tipo – aggiunge Bhanoo -, perché I giornali tendono a pagare un compenso fisso”.
C’ è comunque un modello di pagamento che è stato sviluppato ma non ancora perfezionato sul sito. Quando un giornalista vende un articolo su Reporterist, il giornale paga immediatamente. Il sito ricava il 10 per cento. In magazzino ci sono anche dei contratti elettronici che consentono ai giornalisti di aggirare i lunghi ritardi nei pagamenti causati dal lavoro amministrativo.
E tra l’ altro, secondo Bhanoo, oltre ad aiutare le persone a costruirsi una buona reputazione attraverso un network di giornalisti e redattori affidati, Reporterist permette ai freelance di realizzare un portfolio online e ai giornali di avere un quadro del lavoro passato dei giornalisti.
Il sito è stato lanciato con la collaborazione della UC-Berkeley’s Graduate School of Journalism e dal momento del lancio ha raccolto circa 60 utenti attivi. La Columbia University ha mostrato interesse introducendo questo modello fra i suoi studenti.
Dal sito dell'Ansa: agenzia delle 10:10 di oggi.
Nave da crociera, acque polari, iceberg.... Non so voi, ma mi ricorda qualcosa....
OCEANO ANTARTICO, NAUFRAGA NAVE DA CROCIERA
La 'Mn Explorer' è una motonave di 2.400 tonnellate di stazza costruita nel 1969. Batte bandiera liberiana. Dopo aver urtato un "oggetto" imprecisato (con ogni probabilità un iceberg) si è inclinata di 25 gradi. L'allarme è scattato stamattina alle 6,24 ora italiana e una nave in navigazione nella zona - Artic Dream - è stata prontamente dirottata per i soccorsi. "In quella zona - ha sottolineato un portavoce della Guardia Costiera britannica - c'é un mucchio di ghiaccio ma la nave è stata costruita per resistere al ghiaccio".Niente... oggi trovo da scrivere solo sui giornalisti.... che ci volete fare....
Questo viene da Zeus News:
Dalla vertenza legale per uso improprio di un marchio registrato ad una interpretazione che farà discutere e rischia di far testo nel diritto d'oltre oceano. Sperando che non sbarchi anche in casa nostra.
[ZEUS News - www.zeusnews.it - 13-11-2007]
Un certo Daniel Philips si è visto citare in giudizio da D. Schmidt in rappresentanza del sito di aste online Bidzirk, con l'accusa di aver inserito il logo della socità sul suo blog nonché di altre simili e concorrenti "nefandezze".
La difesa di Philips invece non solo ha rivendicato il diritto di scrivere su quanto di pubblico dominio, ma ha anche fatto riferimento al Freedom of Information Act, cioè quella norma del diritto statunitense che prevede il diritto per il giornalista di pubblicare in pratica qualsiasi cosa senza che si possa opporre riservatezza, violazione di privacy e via discorrendo, purché nella specie si tratti di persone o fatti in qualche modo "pubblici".
La cosa deve aver posto in grave imbarazzo il magistrato, che da ultimo ha deciso di ricorrere all'analisi di quanto pubblicato dal blogger per riscontrare se avesse o no i requisiti richiesti dal legislatore per il superamento degli interessi privati; cioè se il parto di Philips avesse o no contenuti "giornalistici".
Evidentemente la decisione deve essere stata favorevole, poiché chi ha iniziato la controversia è stato condannato a pagare danni e spese; tuttavia il fatto sarebbe senza storia se non inducesse a qualche riflessione sulle cose recenti di casa nostra.
Innanzi tutto c'è da dire che, in in Paese in cui certi giornalisti, pochi (per fortuna) magistrati e quasi tutti i politici si dedicano a tempo pieno allo sberleffo, alle recriminazioni o all'insulto più o meno mascherato, la questione dei blog e della loro sopravvivenza è essenziale; e tanto più è essenziale quanto più ci si affanna a irreggimentarli o a combatterli per costringerli al silenzio.
"Fare" un blog - almeno da noi - può essere o non essere giornalismo, ma sicuramente è espressione libera di chi è al di fuori delle "caste" e non ha altrimenti voce in capitolo su quel che succede e su quel che vorrebbe invece avvenisse.
Perciò l'idea di mettere dapprima la mordacchia ai blogger col pretendere l'iscrizione a un albo (o a un elenco, che fa lo stesso) e successivamente di comunque ridurre l'habitat dei medesimi mediante tassazione, la dice lunga sul fastidio che danno le voci inconsuetamente fuori dal coro.
Dodi Casella
Ma che cavolo di giornata è oggi? Oggi il blog torna per un attimo poco serio come il suo creatore, perchè notizie del genere sono veramente da leggenda metropolitana..... Rispettivamente dal sito dell'Ansa e del Corriere.it .
PADOVA - Una romantica notte di passione trasformatasi in un incubo. I malcapitati? Una coppia di focosi amanti padovani, 44 anni lei, 67 lui: sono finiti all'ospedale per colpa di una serata un po' troppo hard. I due avevano preparato tutto per una serata "calda", ma le sole fiamme che hanno cominciato ad ardere sono state quelle sprigionate dalle candele che hanno "attecchito" l'abitino succinto di lei e anche una tenda di casa. I due avevano preparato tutto in un appartamento in città: luci soffuse, anzi candele dappertutto per rendere l'atmosfera più complice. Ma le fiammelle della passione hanno fatto presa sul vestitino della donna che inavvertitamente ha sfiorato le candele.
PROFONDE USTIONI - La signora è stata investita da una fiammata che le ha procurato profonde ustioni tanto da farla finire al reparto di Terapia intensiva dei grandi ustionati, l'uomo ha cercato di spegnere le fiamme e si è procurato lievi ferite. Intervento dei vigili del fuoco e delle ambulanze e la serata si è conclusa in ospedale.
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La foto sotto il logo del titolo è di Riccardo Roiter Rigoni (da www.venessia.com), lo sfondo è un rifacimento grafico di Corto Maltese, dal genio di Hugo Pratt.