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mercoledì 22 settembre 2010

Applausi

 
Anche l'applauso degli stessi deputati alla fine, per il voto che sancisce ancora una volta l'intoccabilità della casta politica e nega alla magistratura l'autorizzazione per l'uso delle intercettazioni nelle inchieste sull'ex sottosegretario in odor di camorra Nicola Cosentino, accusato di concorso contiguità in ambienti camorristici.


Ci hanno messo meno di quattro minuti per far capire agli italiani in modo veloce e conciso che neppure la Costituzione (che all'articolo 3 recita un vano "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali) vale più in questo Paese.

Bravi, complimenti: da applausi, appunto.

venerdì 22 maggio 2009

L'appello degli studenti fuorisede: "vogliamo poter votare anche noi"

Giustissimo. Ma non solo per gli studenti. Chi glielo fa fare ad esempio un precario che guadagna 500 euro al mese, lavora a Milano ma risiede a Caserta, di farsi centinaia di chilometri col treno per andare a votare a casa sua spendendo un sacco di soldi che nessuno gli rimborserà? Oltretutto Trenitalia ti dà si' lo sconto del 70% per il viaggio di andata se esibisci la tessera elettorale: ma il ritorno lo paghi quasi sempre intero!

Riusciamo a votare se siamo in Nicaragua, e non lo si puo' fare qui in Italia? Appoggio l'iniziativa, e spero sinceramente che ne venga fuori qualcosa! Comunque, l'articolo di Repubblica che spiega tutto lo trovate qui sotto:

Una petizione online e un movimento che chiede che il diritto di voto sia garantito anche a chi frequenta gli atenei lontano da casa
L'APPELLO DEGLI STUDENTI FUORISEDE:"ANCHE NOI VOGLIAMO POTER VOTARE"
Sono 250mila gli iscritti adn università in regioni diverse dalle loro. "I reclusi possono dare la loro preferenza, ma noi no".

ROMA - Chiedono di esercitare un proprio elementare diritto. Quello al voto, che, da fuorisede, risulta molto difficile da realizzare, dispendioso - quando ci si può muovere - del tutto impossibile quando per diverse circostanze non si riesce a tornare alla città di residenza in tempo utile.

Gli studenti fuori sede - sono più di 250mila - alzano la voce, in modo cortese ma fermo, e lanciano un appello alle più alte autorità dello stato, perché anche a loro sia permesso di dare il proprio voto, sollevando il problema proprio ora che l'appuntamento alle elezioni europee del 6 e 7 giugno prossimi è alle porte.

"L'Italia è un paese strano", spiegano i promotori di IOVOTOFUORISEDE, un gruppo di studenti che ha scelto atenei lontani dal proprio paese o città di residenza, ed ha lanciato una petizione online per sensibilizzare istituzioni e opinione pubblica sul problema. E il loro appello in breve tempo è stato firmato da oltre 3.400 persone. "Perfino i reclusi possono votare dal luogo di reclusione mentre noi giovani, studenti fuori sede e futura classe dirigente di domani, non abbiamo la possibilità di scegliere la classe dirigente che determina il nostro presente", argomentano.

Se è vero che si lamenta continuamente la scarsa affluenza alle urne, "non si fa niente di concreto per agevolarla mentre ciò avviene regolarmente, da decenni, in altri paesi europei quali Francia, Germania, Spagna, Inghilterra, Irlanda, Svizzera, Belgio, Danimarca e Paesi Bassi, solo per fare alcuni esempi", denunciano.
Difficile che il problema possa essere risolto per le prossime consultazioni, ma i ragazzi non si arrendono: "durante questo periodo pre-elettorare vorremmo sensibilizzare al massimo l'opinione pubblica sull'argomento". Sperando che per la prossima volta qualcosa possa cambiare.

lunedì 4 maggio 2009

Come votare alle Europee? Ve lo dice EU Profiler!

Non avete idea di come votare alle europee? Siete titubanti sui candidati e vorreste qualcuno che vi aiutasse a capire? Come ogni anno la rete viene in aiuto con qualche software, ed anche per le europee di giugno non c'é eccezione.

Quest'anno il vostro piccolo consulente chiarificatore si chiama EU Profiler, e potete trovarlo cliccando sull'immagine sotto!


Costruito per tutti ipaesi della UE, permette di scoprire la propria posizione rispetto ai partiti in lizza sulle varie questioni economiche, etiche e legislative attualmente in discussione. Si sceglie la nazione di appartenenza (già, volendo potete provare anche a vedere a che partito finnico o spagnolo assomigliate come profilo), rispondete a 30 domande, mette un po' di crocette stile schedina ed il risultato é pronto!

Se volete provare...basta solo cliccare!

venerdì 19 settembre 2008

La politica, il voto e la delusione che genera consenso

Un bell'articolo di analisi politica dal blog di Ilvio Diamanti. Vale 5 minuti per leggerselo tutto, credetemi...

SE LA DELUSIONE GENERA CONSENSO

E' un po' sorprendente che la delusione, tanto diffusa nella società, non produca sfiducia nel governo e, in primo luogo, nel premier. Eppure in passato aveva sempre funzionato l'equazione: più delusione meno consenso a chi governa. Tanto che la delusione era divenuta una fra le più efficaci tecniche di opposizione. Complici i media, che ne hanno fatto un genere di successo, miscelando la delusione con altri sentimenti di largo uso, nel linguaggio comune.

La paura, l'incertezza, l'inquietudine, l'insicurezza. Così, per restare a questo decennio, gli italiani delusi hanno punito, dapprima, Berlusconi e il centrodestra. Il quale ha perduto tutte le elezioni intermedie, dopo il 2001: comunali, regionali, europee. Tutte. Per riprendersi - e quasi a rivincere - nel 2006, dopo una breve e intensa campagna elettorale tutta protesa a deviare il corso della delusione verso Prodi e il centrosinistra. Suscitando sfiducia preventiva nei loro confronti. Come avrebbero potuto, gli elettori, soprattutto i più moderati, fidarsi dei comunisti, neo o ex non importa, e dei loro alleati? Quelli che avrebbero aumentato le tasse, anzitutto sulla loro casa; quelli che avrebbero aperto le porte ai delinquenti e agli immigrati: cioè, lo stesso; quelli che avrebbero allargato ancora lo spazio dello stato e ridotto quello del privato. Non ne avevano ... "paura"?

Argomenti riproposti, con successo, nella breve parentesi del secondo governo Prodi. Neppure due anni di navigazione faticosa e affaticata, poi il naufragio. Nelle acque torbide della delusione. A poco è servito il tentativo di Veltroni di voltar pagina, cancellare il passato. Un nuovo partito, una nuova strategia, da soli da soli! Opposizione senza pregiudizio e senza antagonismo, Berlusconi: avversario mai più nemico. Troppa la delusione retrospettiva. Al punto da rendere inutile e controproducente il tentativo di rimuovere il passato - insieme a Prodi. Da ciò la vittoria schiacciante di Berlusconi, sopravvissuto alla delusione, emerso da un mare di delusione. E ora là, luminoso faro nella nebbia della delusione. Un sentimento che, sei mesi dopo il voto, non si è dissolto, ma, al contrario, continua a crescere. Una foschia grigia e densa.

D'altronde, non ne va bene una. La crisi economica e finanziaria deborda. I prezzi sono fuori controllo. La paura della criminalità non flette. La fiducia nel futuro... da che parte sta il futuro? E poi, nessuna promessa mantenuta. Le tasse? Non caleranno. Alitalia? Affonda. Neanche nel calcio le cose vanno bene. La Nazionale ha perso gli europei. (Altro che ai mondiali del 2006, quando c'era Prodi ...). Eppure, il rapporto fra il governo e il paese; fra Berlusconi e gli elettori non ne risente. Al contrario: i livelli di fiducia crescono. Piove, anzi, tempesta: governo virtuoso. Edmondo Berselli, su Repubblica, ha sostenuto questa inversione di tendenza vi sia l'affermarsi di una forma di comunicazione politica. Anzi di un "format". Interpretato, sulla scia del Cavaliere, maestro insuperato, da alcuni attori politici abili. Anzitutto, Brunetta, il persecutore dei fannulloni annidati nel pubblico impiego. Poi, la Gelmini, domatrice dei professori e dei maestri, incapaci di educare e disciplinare i nostri figli. Maroni, difensore degli italiani dall'invasione minacciosa di stranieri e rom. Infine, perfino la Carfagna, alla caccia di prostitute e clienti, da punire direttamente sulla strada; Un format che comunica in modo semplice problemi complessi; personalizzando le paure e le crisi, attraverso bersagli facili da colpire, che riflettono il senso comune e spostano il flusso della sfiducia e della delusione lontano dal governo.

Così la maggioranza degli italiani, riconoscente, si stringe intorno al governo, che li difende dalla minoranza deviante: professori, maestri, statali, immigrati, puttane. E dai piloti e i sindacati, colpevoli del possibile fallimento di Alitalia. Loro, non la politica che ha governato - e retto - le sorti della compagnia di bandiera per anni, decenni. Oltre ogni ragionevole ragione. Loro, che, pochi mesi fa, apparivano vittime del disegno del centrosinistra di svenderli agli stranieri, insieme alla compagnia.

Tuttavia, oltre al format comunicativo del governo, c'è un'altra spiegazione. E' che ci siamo abituati, assuefatti alla delusione. Non la consideriamo uno emergenza, di cui ha colpa, anzitutto, chi manovra le leve di governo. Ma una situazione normale, per quanto sgradevole. Come la nebbia in val padana d'inverno e le zanzare d'estate. Gli italiani: non possono non dirsi delusi. A prescindere. Perché nessuno, è stato capace di sanare i bilanci, abbassare le tasse, rilanciare l'economia, ridurre la paura della criminalità. E se anche avvenisse, non ce ne accorgeremmo. D'altronde, anche se i crimini sono diminuiti, la paura è cresciuta lo stesso. E se il tasso di criminalità in Italia è tra i più bassi d'Europa, noi restiamo il paese europeo più impaurito e deluso. Il più sfiduciato. Chiunque ci governi. Berlusconi o Prodi.

Per cui, dopo aver provato, invano, a invertire la rotta con il voto, cambiando governo e maggioranza, gli italiani si sono rassegnati. Così, oggi che la delusione è penetrata dovunque: nelle case, nelle famiglie nei vicoli, nei programmi tivù, negli indici di borsa che sembrano bollettini di guerra, nelle stime dei mercati, della produzione e dei consumi: oggi che la delusione è dappertutto, gli italiani hanno smesso di considerarla un accidente. La considerano una perturbazione durevole, uno stato di necessità. Che non è il caso di imputare a qualcuno.

D'altronde, chi c'era prima ha fatto di meglio? E' riuscito a darci fiducia? A renderci felici? Allora, inutile ritorcere la nostra rabbia, la nostra delusione, su chi governa oggi. Teniamocelo. Accontentiamoci. Tanto più se riesce a consolarci e a offrirci capri espiatori, a suggerirci che non è colpa nostra (né tanto meno sua). Ma se la delusione non costituisce più uno strumento di delegittimazione del governo, né un metodo di opposizione, allora - scusate la tautologia - per fare opposizione la delusione non serve. Non solo, ma diventa dannosa. Un boomerang. Per fare opposizione occorrerebbe, al contrario, spingere la delusione più in là. Generare speranza, non nuove illusione. Ma la speranza è un attributo del futuro. E il futuro, per ora, è solo una speranza. Pardon: un'illusione, che in pochi si ostinano a coltivare.

Ps sulla delusione e sulla rassegnazione: dopo il fallimento della trattativa per Alitalia se ci fate caso d'improvviso il treno è diventato molto più bello... Tutti scrivono che è più attraente, che sostituirà con la nuova Alta Velocità le rotte interne della compagnia di bandiera, e che di sicuro diventerà sempre più bello... Dei ritardi e di tutto il resto non si sente quasi più: ci siamo rassegnati anche a quello....

giovedì 29 maggio 2008

..ma l'Onorevole che giustificazione ha?

In effetti mi ero sempre chiesto anche io che storie adducessero per queste "clamorose" assenze parlamentari... Sono pagati per star là o no? Da Corriere.it.

DOPO LA CADUTA

«In bagno». «In missione per Silvio»
Le «giustificazioni» dei cento assenti

Mondello: ero stanca per la campagna elettorale. Versace: in Russia, aiuto il sistema Paese

ROMA — «Fannullone io? Non scherziamo, ragazzi! Sto lavorando per tutti voi, per promuovere la mia azienda e il made in Italy nel mondo». Non potrebbe farlo dal suo scranno in Parlamento, onorevole Santo Versace? «Ho comunicato per iscritto al capogruppo del Pdl il mio viaggio a Mosca per presentare la torre di 52 piani che sorgerà a Panama, un grattacielo da cento milioni tutto arredato Versace ». E quindi non si sente un peone-fannullone, lei. «I fannulloni alla Camera sono quelli che presentano certi emendamenti. E poi io a questa storia ci credo poco, cento deputati assenti sono un segnale politico».

Troppo impegnati (altrove) o troppo stanchi, malatissimi o solo incontinenti, in missione segreta a Palazzo Grazioli o, semplicemente, un filino distratti. C'è di tutto nella lista nera stilata da Berlusconi dopo il flop della maggioranza sulla tutela della fauna selvatica: 48 onorevoli di Pdl-Lega-Mpa in missione e 51 assenti al momento del voto, quando la corazzata del Cavaliere è andata sotto in Aula con relativo strascico di polemiche tra alleati.

E adesso, sulla lunga guida rossa che taglia in due il Transatlantico, i «pentiti» camminano a testa bassa, in attesa che da Palazzo Chigi giunga la lettera di richiamo auspicata da Giorgio Stracquadanio: «Spero che ci sia una lezione, una vera e propria sanzione...». Assente ingiustificato? «Ero a Palazzo Grazioli a lavorare sulla comunicazione». Analoga scusa accampa il forzista Gianni Mottola, «uscito a fare una cosa per il presidente Berlusconi». Ce la racconta? «Non mi sembra il caso». Misterioso anche Giancarlo Pittelli, dice che si è assentato «solo tre minuti» ma non vorrebbe rivelare il perché e poi si scopre che era alla toilette. Probabilmente in fila, visto il fuggi fuggi verso i bagni all'ora del quarto voto, spiegazione ufficialmente addotta anche dal barese Carmine Santo Patarino di An: «Pensavamo che la cosa tirasse avanti, ci siamo presi qualche minuto di pausa e siamo cascati nella trappola del Pd».

Gli assenti per motivi politici, i diniani Italo Tanoni e Daniela Melchiorre. Le vittime dei ritardi Alitalia come Maria Grazia Siliquini, che chiama Italo Bocchino dall'aeroporto e geme «sono bloccata dallo sciopero». E gli sgobboni alla Gabriella Mondello, «traditi» dalla stanchezza dopo aver conquistato la palma degli stakanovisti parlamentari: «Sono dispiaciutissima, per tre legislature ho raggiunto percentuali bulgare di presenza in Aula, il mio record è il 97 per cento...». E martedì? «È che non sto bene, non mi sono ripresa dalle fatiche della campagna elettorale — sospira l'ex sindaco di Lavagna —. Ho scompensi di pressione da caldo e il medico mi ha detto di stare a casa. Se avessi saputo che quel voto era importante, sarei venuta anche in barella». E c'è un altro onorevole che ha perso punti quanto a pulsanti schiacciati: il responsabile esteri di An, Marco Zacchera, si annovera «tra i dieci parlamentari più secchioni » però al momento del voto incriminato stava presenziando all'avvicendamento in Italia tra numeri due dell'ambasciata di Israele.

Impegni politici pure per il presidente della commissione Esteri, il leghista Stefano Stefani («Aveva delle persone nella stanza») e per Barbara Saltamartini, responsabile donne di An: «Ho preso un giorno di permesso, ero a Palermo a sostenere le nostre candidate alle provinciali. Altro che fannullona, c'erano 45 gradi!». E quando Adriano Paroli risponde al cellulare quasi ci resta male: «Perché chiamate proprio me? Ero assente giustificato, sono il sindaco di Brescia e stavo preparando l'anniversario della strage di piazza della Loggia». Nell'affollatissima casella malati si incontrano gli ex ministri Antonio Martino e Mirko Tremaglia, la giovane Chiara Moroni («Accertamenti in ospedale, ho il certificato») e Roberto Tortoli, scappato a casa dopo i primi due voti causa «febbre a 39». L'avvocato gallipolino Ugo Lisi era a Milano per «controlli medici», però confessa di aver sentito anche lui di supposti «maldipancia per promesse non mantenute ». L'azzurra Maria Teresa Armosino è stata bloccata da un malanno, cinque giorni di terapia. Si sente supergiustificata, eppure si dispera: «Avevo inviato tutti i certificati, assicuro. Ma mi dicono che si è perso tutto». Anche Giulia Cosenza (An) era «semplicemente malata, un antipaticissimo malessere».


E c'è un capitolo lutti in area leghista. Il sindaco di Cittadella, Massimo Bitonci, ha perso la mamma e il comasco Nicola Molteni l'amico del cuore. Mario Baccini non ha nessun problema a raccontare: «Ero appena tornato dalla Mongolia dove ho inaugurato un ospedale per bambini». Si scopre infatti che l'ex Udc passato per la Rosa Bianca è anche presidente di una fondazione dal nome latino, Foedus: «Sì, è vero che ho votato la fiducia, però sto nel gruppo misto...». E quindi si sente con le mani libere. E Niccolò Ghedini? Risponde quasi stupito: «Veramente io stavo con il Cavaliere. Come sempre. La mattina ho votato, ma il pomeriggio avevo una riunione inderogabile con Berlusconi sui rifiuti napoletani, le intercettazioni e tante altre cose. Comunque, il capogruppo lo sapeva benissimo».

Maledetto fu il pulsante di Nicola Cosentino (Forza Italia): «Non ha funzionato, non so perché, proprio in quella votazione. Sono andato a dirlo al presidente, l'hanno messo a verbale». Anche il leghista Giacomo Chiappori dà la colpa al pulsante, schiacciato meno del dovuto. Il neosottosegretario allo Sport Rocco Crimi (Forza Italia) invece si era allontanato: «Mi dispiace, ero andato qualche minuto a lavorare nel mio ufficio». Cose che capitano? Risponde, con autodisciplina: «Sì, ma non devono capitare più». «Un problema di organizzazione», invece, per Basilio Catanoso (An): «Siamo un grande gruppo, noi del Pdl e a volte può capitare un po' di confusione. Io stavo facendo una riunione per il governo siciliano e non mi sono accorto che dovevo andare a votare».

Anche il compagno di partito Carmelo Briguglio si occupava di cose siciliane, ma con altre motivazioni: «Sono candidato sindaco di Taormina, che non è una passeggiata ». Sempre di An e sempre in campagna elettorale Benedetto Fabio Granata: «Ho accompagnato Alemanno ad aprire la campagna per le provinciali di Palermo». E l'Mpa di Raffaele Lombardo? Roberto Di Mauro ha una giustificazione inappuntabile: «Sono subentrato all'onorevole Leanza che ha scelto il governo siciliano, ma non mi sono ancora insediato ». Non ha votato Antonio Milo e così Arturo Iannaccone, che ha pigiato con diligenza il bottone ma non quello sulla fauna selvatica: «È stato un banale disguido, non avevo alcuna intenzione di affossare quella norma».

E mancavano all'appello, infine, anche big del calibro di Umberto Bossi, del coordinatore di Forza Italia Denis Verdini e dello stesso capogruppo del Pdl Fabrizio Cicchitto, che si è giustificato dicendo che stava in Transatlantico a richiamare dentro l'Aula i suoi. Ma nella serata di martedì è stato convocato da Silvio Berlusconi per chiarire il flop di Montecitorio.

Monica Guerzoni Roberto Zuccolini

martedì 15 aprile 2008

Anche questo è elezioni! Tutti i fatti strani delle politiche 2008.

Anche questo è elezioni.
Tutti i fatti strani o assurdi accaduti dentro e fuori i seggi elettorali, da Corriere.it. Alcune cose mancano, come quell'elettore di non mi ricordo dove che per proteste si è mangiato la scheda elettorale, ma la raccolta è comunque carina... :)
(lL'immagine a lato è vecchia, lo so, ma è comunque carina...)

ROMA - Il lato oscuro delle elezioni politiche. Quello dei fatti strani, in alcuni casi drammatici, accaduti nel pressi delle cabine elettorali; come la morte di uomo di 71 anni in un seggio ad Agugliano (Ancona), presumibilmente per un infarto. C'è anche chi ha preso a cinghiate in faccia un elettore il cui telefonino ha iniziato a suonare nel seggio con un motivetto inneggiante a Forza Italia, chi ha votato per la prima volta a 87 anni, chi ha restituito le schede perché già segnate, chi ha fotografato la scheda dopo aver votato. E poi c'è il caso-Palermo, dove sono sparite da un seggio cento schede bianche, già timbrate. E non sono mancate le note «di colore»: in Sardegna si è recata regolarmente al seggio la coppia più longeva d'Italia, mentre in Calabria ha votato un'elettrice di 104 anni; un disabile ha espresso il suo voto dentro un pullmino dei servizi sociali; hanno votato anche i ragazzi del «Grande fratello».

CINGHIATE IN FACCIA - Ha reagito violentemente un elettore di Modena al trillo di un cellulare lasciato fuori dalla cabina da un altro votante: la suoneria, un motivetto inneggiante a Forza Italia, non gli è piaciuta e perciò si è sfilato la cintura e ha colpito il proprietario del telefono al volto. Il malcapitato lo ha poi denunciato ai carabinieri.

SCHEDE SPARITE - Il presidente di un seggio palermitano ha denunciato la scomparsa di 100 schede elettorali del Senato, ancora in bianco ma già timbrate. Sull'episodio indaga la Digos. Altri casi di schede sparite sono stati segnalati, sempre in seggi del capoluogo siciliano, secondo quanto ha denunciato un candidato dell'Idv.

MATITE CANCELLABILI - In una sezione palermitana e in alcuni seggi genovesi, si è scoperto che le matite in dotazione per il voto non erano indelebili. Ma le operazioni di voto, almeno a Genova, sono andate avanti ugualmente.

FOTO CON I CELLULARI - Tante le denunce per aver fotografato le proprie schede dopo aver votato. Un fenomeno che ha riguardato tutto il territorio nazionale: è successo a Cuneo, a Falerna (Catanzaro), a Macerata, nel viterbese, in provincia di Rovigo e nel trapanese. A pochi minuti dalla chiusura delle urne, su Youtube è anche spuntato il video di un elettore che si firma «italianostanco» e mette a disposizione di tutti un breve video (11 secondi in tutto) fatto col cellulare nella cabina elettorale, intitolato «Ho venduto il mio voto - cellulare in cabina elettorale».

SCHEDE MANOMESSE -
Un elettore nel barese ha scoperto che la sua scheda per l'elezione del sindaco era stata già segnata. Un altro, in Umbria, ha restituito le schede sostenendo che erano già segnate e ha potuto votare con schede nuove. Segnalazioni di schede manomesse anche nel palermitano. Cinque schede del collegio di Cerveteri sono finite erroneamente in un seggio di Ciampino, entrambi comuni della provincia di Roma.

PRESIDENTI DI SEGGIO RIMOSSI - A Sant'Orsola, in Trentino, un presidente di seggio si è presentato ubriaco ed è stato multato e sostituito. A Siracusa, la presidente di una sezione è stata rimossa dopo che la Digos ha accertato che si trattava di una candidata al Senato. Una decina di persone sono state invece denunciate a Palermo per aver fatto campagna elettorale negli ultimi tre giorni, violando lo stop imposto dalla legge.

MORTI DURANTE O DOPO IL VOTO - Un uomo di 71 anni è morto in un seggio elettorale ad Agugliano (Ancona), presumibilmente per un infarto. Un altro, di 73 anni, si è accasciato nella cabina elettorale ed è morto, sempre in seguito a una crisi cardiaca. A La Spezia, una donna di 84 anni è stata colpita da ictus ed è deceduta fuori dal seggio, subito dopo aver votato.

ELETTORI CENTENARI - Se aumenta l'astensionismo, c'è anche chi non rinuncia al diritto-dovere di voto neanche a cent'anni. A Rizziconi, nel reggino, una signora di 104 anni si è recata al seggio accompagnata dalla badante e dopo il voto ha ricevuto dal presidente del seggio un mazzo di fiori. La coppia più longeva d'Italia - 200 anni in due e 70 anni di matrimonio - ha votato a Orroli, in provincia di Nuoro, accompagnata dal sindaco, che per l'occasione indossava la fascia tricolore.

IL PRIMO VOTO A 87 ANNI - Ha votato per la prima volta nella sua vita alla tenera età di 87 anni Giovanni Alina, che l'anno scorso è tornato libero dopo essere stato per 50 anni in un manicomio giudiziario.

>IL VOTO DEI CONCORRENTI DEL GRANDE FRATELLO - Urne aperte anche per i concorrenti del Grande Fratello, che hanno lasciato la casa di Cinecittà per andare a votare nei rispettivi comuni di residenza. Tutti erano accompagnati da persone dello staff, per garantire il minor numero di contatti con il mondo esterno.

venerdì 11 aprile 2008

Cosa ci porterà il lunedì?

Aspettando il lunedì post elettorale...

Di serio ho già scritto più che basta sotto, nei post precedenti. Oggi non voglio pensarci...

(Photo courtesy of http://tamino.bloggerbash.org/)

+

(Questi ormai li conoscete...)

=


"Escape From...", Victoria Cank, Fibre-glass & Clothing, 130 x 40 x 40 cm, from www.blindart.net)



...what else?





...just that.

giovedì 10 aprile 2008

Elezioni 2008: 5 siti per votare informati.

Votate informati: 5 siti che dovete assolutamente conoscere per votare consapevoli. Non solo per sapere chi manderete in Parlamento in caso di voto, ma anche per scoprire come usare il vostro voto se deciderete il 13 e 14 aprile di andare alle urne.

1) Qui potete vedere tutti i candidati per Camera e Senato con la sedia praticamente assicurata dalla posizione in lista per quanto riguarda il Pdl. Purtroppo non sono ancora riuscito a trovare l'equivalente per il PD, ma se qualcuno di voi conosce un sito utile segnalatemelo nei commenti! Poi lo segnerò qui... Voi quanti ne votereste o ne togliereste di questi?

2) Qui tutti i candidati regione per regione di tutti gli schieramenti politici alla Camera e al Senato: controllate la vostra, e guardate chi manderete in Parlamento a seconda delle vostre preferenze...

3) Qui l'analisi delle coalizioni con tutti i vecchi "big" della politica presenti nelle varie liste redatta dal "Sole 24 Ore"

4) E qui, tutti i siti o blog personali dei principali "big" politici in gara! Se volete potete provare a dirgli qualcosa...forse (ma non credo) ascolteranno!

5) Il voto utile. Berlusconi ne parla tanto, gli altri perlopiù rispondono di rimando: da Napolitano che dichiarava a Repubblica «Non esiste voto utile», a Veltroni che dice «Il voto utile è solo per Pd o Pdl, perchè questi sono gli schieramenti che possono effettivamente governare», per arrivare agli altri avversari politici che parlano di «Trucchi per rubare voti agli altri schieramenti».

Ma il vero voto utile, cos'è?

Lo spiega bene il blog "Noise from Amerika", in questi due post. Nel primo, si spiega cos'è il voto utile e come è strutturato, mentre nel secondo si spiega come si possa effettivamente applicare regione per regione. Unico neo, si basa solo su sondaggi nazionali e non su quelli locali, ma credo che una lettura effettivamente la meriti...

Qui sotto un piccolo estratto, che spiega la definizione di voto utile:

Voto utile: cos'è e chi lo usa. Il termine "voto utile" viene usato nel linguaggio corrente per indicare quello che i teorici dei giochi usano chiamare "voto strategico" e che viene solitamente contrapposto al "voto sincero" come modello di comportamento elettorale. In sintesi un elettore esprime un "voto sincero" quando vota semplicemente per il partito o candidato che ha una piattaforma più vicina a ciò che desidera, senza chiedersi quali siano le conseguenze di tale voto.

Esprime invece un "voto strategico" quando sceglie chi votare con l'obiettivo di ottenere un risultato elettorale il più vicino possibile alle proprie preferenze, data la sua previsione su ciò che fanno gli altri. L'esempio più semplice è quello dell'elezione di un candidato con il sistema maggioritario e tre candidati, A,B e C. Consideriamo un elettore che preferisca C ad A ed A a B (ossia C>A>B). Se l'elettore è sincero allora vota per C. Ma supponiamo che l'elettore preveda che C otterrà pochissimi voti, e che la partita sarà decisa tra A e B.

La scelta realistica è quindi tra A e B, e se vota strategicamente allora voterà per A. (Per leggere anche il resto, cliccate qui...)

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Se avete altri siti interessanti, segnalateli nei commenti!

giovedì 27 marzo 2008

Non sapete come votare? Ve lo dice la Rete!

Che faccio il 13 e il 14 Aprile?!? Vado al mare? Vado in collina? Voto? E per chi? Per chi come me non ha la più pallida idea di chi o cosa votare, oggi dopo la vacanza pasquale ho scoperto che su internet sono disponibili addirittura le guide!

Precisamente due, accessibili dai siti dei principali quotidiani online, il Corriere della Sera e Repubblica, che dovrebbero in teoria in base ad una serie di risposte date dall'utente a quesiti riguardanti un po' tutti gli aspetti dei vari programmi politici, dare la vostra posizione all'interno del panorama politico italiano.


Quello del Corriere si appoggia ad un sito già diventato famosissimo nella scorsa tornata elettorale,
www.voisietequi.it, che assegna la posizione politica in base ad un questionario di 25 domande miste, scelte sul modello di Wikipedia dopo una consultazione con tutti gli utenti del sito.

Come è stato fatto il questionario? Dal sito del Corriere, che lo presenta qui, si legge che "per realizzare il quiz che vi colloca politicamente sullo scacchiere dei candidati alle elezioni è stato seguito questo criterio: gli utenti hanno inviato le domande e gli argomenti di maggiore interesse, 221 i quesiti totali poi scremati a 25 da una discussione pubblica aperta a tutti. I 25 quesiti sono stati inviati a tutti i partiti, anche quelli molto piccoli quindi, presenti con liste alla Camera e al Senato. Nove partiti hanno risposto al questionario in modo completo. Tra i grandi assenti si segnalano il Partito Democratico e l'Udc; la Destra di Daniela Santanché ha invece inviato risposte spurie. Per questi tre partiti il gruppo di Depp ha compiuto un accurato studio dei programmi elettorali deducendone le risposte".

"Voi siete qui" è un progetto realizzato da un'associazione senza scopo di lucro che promuove l'uso delle Rete per favorire la trasparenza pubblica e la partecipazione collettiva al controllo delle informazioni e delle scelte politiche, Democrazia Elettronica Partecipazione Pubblica (Depp), un'associazione senza scopo di lucro che promuove l'uso delle Rete per favorire la trasparenza pubblica e la partecipazione collettiva al controllo delle informazioni e delle scelte politiche, interamente con software Open Source.

Il test di Repubblica.it è invece il "Politometro": dal sito si legge che "Il Politometro è un gioco per scoprire il proprio orientamento rispetto ad alcuni temi chiave della campagna elettorale per le Politiche 2008. Esprimendo il grado di consenso rispetto a 15 affermazioni si ottiene la propria collocazione rispetto a due assi: conservatori-progressisti, confessionali-laici. Il test è liberamente ispirato a esperienze analoghe, quali
Political compass e The compass, realizzata dal Washington Post per Facebook.

L'orientamento dei principali candidati premier è stato ottenuto mappando con il maggior rigore possibile le affermazioni rispetto ai rispettivi programmi elettorali. In diversi casi, dove nel programma non era prevista una risposta esplicita sull'argomento, si è proceduto sulla base di approssimazioni".

Ovviamente spinto dalla curiosità li ho provati tutti e due: devo dire che certe volte le risposte alle domande sono un po' troppo radicali, pendendo o decisamente in un senso o nell'altro e discriminando un po' chi si trova nel mezzo. Per questioni come la regolamentazione dell'immigrazione ad esempio, o la ricerca o ancora precariato e tasse secondo me una risposta si/no secca lascia da parte un po' troppe questioni e spedisce chi prova a fare il questionario abbastanza agli estremi di ognuno dei due "mondi possibili".

Difatti guardate un po' dove sono finito..


Per il "Politometro" di Repubblica io sono qui:



Mentre per "Voi siete qui" mi potreste scambiare per il figlio illegittimo di Antonio Di Pietro...














...e voi? Fatemi sapere, e buon voto in ogni caso...

mercoledì 12 marzo 2008

Milioni di euro per i "reinserimenti sociali" dei parlamentari

Questo lo dovete assolutamente leggere.
Da "Libero" di oggi, l'articolo che - se fossimo in un paese decente - scatenerebbe una rivoluzione. Invece, tutto quello che resta da chiederci qui è: perchè nessun altro lo ha detto?!?

Leggete e indignatevi...

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A MASTELLA 300 MILA EURO

• da Libero del 12 marzo 2008, pag. 1

di Francesco Ruggeri

Lo chiamano assegno di reinserimento nella vita sociale, o anche assegno di solidarietà di fine mandato. E a pagarlo e lo Stato, attraverso le nostre imposte. A prima vista niente di strano, se a beneficiarne fosse un gruppo di: disadattati o ex tossici appena: dimessi da una comunità di recupero. Ma in questo caso a godere dell’assistenza pubblica sono i super privilegiati parlamentari della Casta. O meglio tutti quelli che non sono stati (o non si sono) ricandidati, o che pur ricandidandosi alle prossime elezioni non verranno rieletti.


A loro - nonostante il reddito extra parlamentare, da quando mettono piede nell’emiciclo, cresca del 51% - spetterà una somma pari all’80% dello stipendio mensile lordo da deputato o senatore, moltiplicata per gli anni consecutivi passati in Parlamento. A decorrere dall’inizio del primo mandato. Ossia 9.362 euro per ogni anno tra gli scranni di Montecitorio e 9.604 per Palazzo Madama (ottenuti cumulando il 6,7% di ciascuna delle 12 indennità mensili). Dunque per due soli anni di servizio, ai parlamentari "trombati" che han debuttato sotto l’attuale governo, verrà corrisposta un’indennità da 18.725 o 19.209 curo. Tuttavia molti di coloro che non torneranno in Parlamento vi sedevano da numerose legislature, e dunque l’aiutino per "reinserirsi" somiglia qui a un temo al lotto. Ad esempio su uno come Mastella, che lasciasse la Camera dopo 32 anni filati, pioverebbero 300.000 euro. Inutile dire che questo ennesimo sperpero farà schizzare il budget dei palazzi del potere. Alla voce assegno di fine mandato, nel bilancio 2008 il collegio dei questori ha preventivato 8.5 milioni di spese straordinarie solo per il Senato. E il totale delle Camere sfiorerà i 25-30 milioni, considerato il forte ricambio generazionale nelle candidature, per effetto di quote rosa, tetto dei due mandati, stop agli indagati e fine delle grandi alleanze. Vanificando l’auspicato contenimento dei costi della politica.


Gli estremi per gridare allo scandalo ci sono tutti. Vedere i politici usufruire dell’assistenza sociale per reintegrarsi nella società civile una volta lasciata Roma è a dir poco una beffa. Che si rinnova a ogni tornata elettorale, perché la buonauscita non è una tantum. Prendete Veltroni. Nel 2001, dopo 14 anni, scelse di non ricandidarsi alla Camera. Lo attendeva la poltrona da sindaco della Capitale, non il marciapiede. E nel frattempo era divenuto parlamentare europeo. Eppure l’ufficio competenze di Montecitorio calcolò che per rendergli meno traumatico l’insediamento in Campidoglio gli sarebbero spettati 234 milioni di lire. Pur sempre una mancia, paragonati ai 439 milioni del record di Forlani. Ma niente paura, ancora pochi giorni e l’assegno del segretario Pd ricomincerà a lievitare per altri 5 anni. Al pari di quello di De Mita, che durante un raro Aventino ritirò i primi 378 milioni di lire. Mentre a passare alla cassa saranno ora i nuovi esclusi dal seggio, per scelta o necessità: Prodi, Diliberto, Biondi, Del Pennino, Caldarola, D’Elia, Mele ecc. Una marea umana, visto che il solo Pd non ricandiderà più 134 eletti con l’Ulivo.


Forse agli albori della Repubblica una simile misura di sostegno avrebbe avuto ancora un senso. Per consentire di buttarsi nell’agone elettorale ai meno abbienti. Allora però, i nostri rappresentanti percepivano compensi irrisori rispetto agli odierni 16.000 euro mensili spese incluse. Senza contare benefit, diarie, sconti, rimborsi e vitalizi, aggiuntisi nel tempo. Tanto da rendere il mestiere del parlamèntare un’alternativa al nababbo. Inoltre in Italia la legge non vieta a onorevoli e senatori di svolgere attività esterne dopo l’elezione. Né esiste un tetto sui redditi da esse ricavati (in Usa è di 13.000 euro annui). Accade così che il reddito medio extra parlamentare ammonti a 61.000 euro, e il 16% degli onorevoli guadagni da fonti esterne più di 100.000 euro l’anno, il 6% più di 200.000, e l’ l % più di 1 milione. Fra i due poli il 64.5% di chi viene eletto è composto da avvocati, imprenditori e professionisti. I quali conservano un reddito medio esterno di 113.500 euro, 106.600 e più di 100.000 a testa. Anzi, proprio grazie all’ingresso in Parlamento (e alle laute occasioni che ne derivano) il reddito extra nel primo anno sale in media per tutti del 51%, autonomi o statali che siano: + 73% per gli avvocati, +80 per i professionisti, +102 per gli imprenditori, + 127 peri magistrati. Perfino dopo 6 anni consecutivi di mandato, il reddito complessivo si mantiene più alto dell’originario: del 60% per gli imprenditori, del27 e 22 per avvocati e professionisti. Le cifre le hanno estrapolate dai dati delle legislature XIII e XIV gli economisti Gagliarducci, Nannicini e Naticchioni. Calcolando che all’aumentare delle entrate extra corrisponde un maggior assenteismo in aula.


Il fatto poi che da orfani della politica si finisca dritti al collocamento, è tesi ardua da dimostrare. Ma quando mai: in Italia un posticino in un consiglio d’amministrazione, ente o consorzio, non si rifiuta a nessuno. Tra colleghi della stessa Casta negarsi una mano non sarebbe etico. Sarà anche per questo che l’ufficio di presidenza delle Camere, in vista del voto di aprile, avrebbe (condizionale d’obbligo) valutato un’interpretazione elastica della regola dei 2 anni e 6 mesi di mandato, così da trasformare pure l’assegno di reinserimento in triennale. Lo ha ipotizzato il vicepresidente del senato Calderoli, non un passante. Facendo crescere irrefrenabile la nostalgia per lo Statuto Albertino. Che al mitico art. 50 recitava: «Le funzioni di senatore o deputato non danno luogo ad alcuna retribuzione o indennità». Bei tempi.


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...e bella schifezza...



martedì 26 febbraio 2008

Quando su Ebay si vende di tutto: dal voto...all'anima!

Quasi quasi lo faccio anch'io...
Dal sito del Corriere.it, "Flash news 24":

Elezioni: ignoto venditore mette voto all'asta su e bay

26 feb 17:06

ROMA - Ai tempi di Achille Lauro il voto si vendeva per un paio di scarpe (rigorosamente una prima e l'altra dopo le elezioni). Ora la mercificazione dei voti si adegua ai tempi e finisce su e bay. In realta' e' "newechoes", un "cittadino italiano deluso e schifato" dai politici, a cedere al miglior offerente il proprio diritto per il 13 aprile. E l'intento provocatorio e' ribadito anche dall'esiguita' della base d'asta: appena un euro. L'ignoto venditore assicura che nei 19 anni passati il suo voto e' stato sempre "usato con coscienza e coerenza". Per fare un'offerta c'e' tempo fino alle 12.46 del 7 marzo. Avvertito chi e' a caccia di consensi, magari per superare la soglia di sbarramento. (Agr)

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E per chi fosse appassionato di cazzate in vendita su Ebay o avesse semplicemente un minuto disponibile per il cazzeggio, vi consiglio di fare un salto qui, su "Incredibile ma Ebay"!
Cos'è? Solamente un sito che raccoglie "in diretta" le inserzioni più assurde pubblicate sul popolare sito di aste, rogorosamente vere e certificate: volendo potrete anche partecipare alle aste e seguirle in tempo reale! Mezze 500 old style vendute "per farne poltrone", sacchetti di "monnezza napuletana DOC", denti "usati ma poco", "gruppi musicali emergenti disposti a vendersi a qualche major", e via dicendo! Un esempio lo trovate qui sotto, col widget autoaggiornante disponibile sul sito...





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Che dire... il mondo è bello perchè è vario... :)

lunedì 28 gennaio 2008

Piccole considerazioni sulla caduta del governo.

La prima cosa che mi è venuta in mente quando è caduto il governo?

"Cambiare tutto per non cambiare niente".

Quelli che hanno causato la crisi sono ancora lì. Politici il cui nome non ho scelto io siedono nei banchi dell'istituzione che mi rappresenta. L'ex "guardasigilli" Mastella siede ancora lì. L'onorevole sputazzatore Barbato siede ancora lì. Il guitto che ha tirato fuori la bottiglia di spumante dal banco mentre l'Italia affondava senza governo (buono o cattivo che fosse) è ancora lì. Gli uomini che vogliono correre a votare con una legge definita dai suoi creatori "porcata" per non dare parola agli italiani in quel referendum che tutti temono sono ancora lì, e urlano forte. Politici corrotti che pensano prima alla poltrona e poi a me che non li ho votati sono ancora lì. Gente di 70 anni, coi capelli bianchi o senza, che pretende di parlare dei giovani e del loro futuro che non vedranno mai è ancora lì. Al Senato si può essere eletti a 40 anni: guardate la foto a fianco: vedete quarantenni?

Oggi ho trovato una bella frase presa da una canzone dei Depeche Mode che vi voglio girare:
  • You can't change the world | But you can change the facts | And when you change the facts | You change points of view | If you change points of view | You may change a vote | And when you change a vote | You may change the world. (da New Dress)
  • Non puoi cambiare il mondo | Ma puoi cambiare i fatti | E quando cambi i fatti | Cambi i punti di vista | E se cambi i punti di vista | Puoi cambiare un voto | E quando cambi un voto | Puoi cambiare il mondo


Una volta un professore, a Scienze della Comunicazione a Bologna, ha detto durante una lezione che un po' la democrazia com'è adesso è viziata da un grosso difetto di fondo: è prigioniera di sè stessa.
L'elettore - diceva - ha potere solo per un minuto ogni 5 anni: quando viene chiamato a votare. Dopo aver votato perde ogni forma di controllo diretto su ciò che farà la gente che esso ha delegato a rappresentarla, e potrà solo aspettare il prossimo voto per poter dire di nuovo la sua, non potendo agire in nessun modo su ciò che avverrà nel mezzo. La voce degli italiani - gli hanno opposto - ha però più modi per farsi sentire: ci sono i referendum ad esempio. Ora: guardate i referendum scorsi, gli esiti dei voti e cosa ne è seguito: nulla. Fecondazione, sperimentazione embrionale, finanziamento pubblico ai partiti: nulla (se volete saperne di più leggete sempre qui al capitolo " La neutralizzazione del referendum").

Tra un po' probabilmente si tornerà a votare. Informatevi, leggete, ascoltate tutto quello che vi gira intorno. Parlate delle cose, comprate giornali, disintossicatevi dalla tv dei salotti e delle risse incocludenti fatte solo per avere visibilità e concentratevi sui fatti e sulle parole, ma quelle che servono davvero. Fatevi un'opinione e siate sempre disponibili a modificarla in un confronto, senza ritenervi mai superiori a nessuno: chiunque può insegnarci qualcosa.

E siate pronti per quando vi chiameranno a parlare.

Avrete solo un minuto, ma forse, per una maledetta volta, servirà per cambiare qualcosa davvero.