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martedì 14 aprile 2009

Organizzare senza organizzazioni: il nuovo potere delle notizie sul web

Dal sito di Repubblica.it, un'interessante analisi su nuovi media e comunicazione. Dai blogb a Wikipedia, come cambia il modo di far girare le notizie usando le potenzialità del web 2.0...

Società: se la piazza protesta online. Cosi' la rete organizza la gente.

Clay Shirky, docente di Nuovi Media, parla di "distruzione creativa". L'analisi di Andrew Keen è più severa: "Questa rivoluzione rovinerà la nostra cultura
" (di RICCARDO STAGLIANO'

E' la storia di come un cellulare smarrito su un sedile di un taxi di New York finisce con lo scatenare un'inarrestabile gogna pubblica. Ma anche di una frase razzista, sfuggita ai radar dei giornali, che costa il posto a un mammasantissima repubblicano. E di un caso di pedofilia che, tracimando dal web, dilaga in scandalo internazionale e prelude alla cacciata di un alto prelato. E' la storia di masse che si coordinano. Di greggi che diventano pastori. Di "dilettanti" irregolari che armati solo della voce di internet riescono a radunare una forza collettiva impressionante. Uno per uno, tutti per tutti. Il potere di organizzare senza organizzazione di Clay Shirky (Codice Edizioni, pagg. 242, euro 23) tratta della "distruzione creativa" portata dalla rete sul modo in cui viviamo, collaboriamo, produciamo.

Shirky, docente di nuovi media della New York University parte da qui: "Ogni consumatore è oggi un potenziale produttore con l'intero mondo come potenziale pubblico". Siamo tutti "ex audience", come spiegò Dan Gilmor nel suo We, the media. Ci siamo alzati dal divano e siamo andati alla scrivania. Abbiamo posato il telecomando e imbracciato la telecamera. Il terremoto in Abruzzo, con le sue centinaia di video amatoriali, ne è solo l'ultima conferma. Shirky, collaboratore a sua volta del New York Times e Wired, constata la fine del monopolio dei giornalisti nell'informazione. Porta, tra gli altri, l'esempio di Trent Lott, capogruppo repubblicano al senato. Che a una cena aveva lodato Strom Thurmond, noto segregazionista. Molti media non avevano raccolto, i blogger sì. E l'imbarazzante dichiarazione, una volta entrata in loop, l'aveva spinto alle dimissioni. Sottovaluta il lato oscuro della forza, però. Come quando Matt Drudge, alfiere del "prima pubblica poi verifica", dette la notizia (falsa) che Sidney Blumenthal, allora consulente di Clinton, picchiava la moglie. E della causa da 30 milioni di dollari per diffamazione che ne seguì. Il punto è qui: la rete è un mare dove circolano molte notizie. Che possono essere vere o false. Al contrario di quel che accade nei quotidiani non ci sono responsabili a renderne conto. Spesso accertare se ci si trova di fronte ad un fatto o ad una bufala che circola on line è impossibile.

Parole come pietre rotolano a valle, diventano valanghe e seppelliscono reputazioni. Per esempio: nel 2002 a Boston la notizia era vera. Preti accusati di abusi sessuali su bambini. Il Boston Globe fa il suo mestiere ma la notizia esplode soprattutto grazie a Voice of the Faithful. Trenta parrocchiani offesi che, dandosi appuntamento sul web, diventano 25 mila in sei mesi. Alla fine il responsabile della diocesi, cardinale Bernard Law, lascia. Shirky parla del suo paese, noi sappiamo del nostro. Del caso di Federico Aldrovandi, diciottenne di Ferrara morto nel 2005 durante un controllo di polizia. Gli agenti chiudono presto il caso, sua madre lo riapre un post alla volta. Il suo blog obbliga i giornali a tornarci su e i poliziotti finiscono in tribunale. Online il confine tra informazione e azione politica si assottiglia. Succede per il testamento biologico, all'indomani della vicenda Englaro. I radicali presentano 2.500 emendamenti alla proposta del governo. Il 20 per cento raccolti via internet. Non era mai successo, succederà sempre più spesso.

Si può discutere tutto di Beppe Grillo, non la sapienza con cui ha saputo sfruttare la piattaforma internettiana. La stessa con cui Barack Obama ha concepito parte della sua vittoriosa campagna. A dire solo "no, non mi piace", rimpiangendo gli anni eroici dei comizi nelle piazze, si rischia di fare la figura di Giovanni Tritemio, rievocato nel libro. L'abate di Sponheim nel 1492 scrive un pamphlet in cui difende la superiorità degli scriba, minacciati di estinzione dall'invenzione della stampa di Gutenberg. Affida però De laude scriptorum ai tipografi, perché abbia più vasta e spedita circolazione. Mai autosmentita fu più efficace. Eppure la tentazione sopravvive. Dilettanti.com (DeAgostini, pagg. 269, euro 15) di Andrew Keen spiega "come la rivoluzione del web 2.0 sta uccidendo la nostra cultura e distruggendo la nostra economia". Ma se certi contenitori (la carta) sono sotto botta ma il contenuto (il giornalismo) non è mai stato così prezioso.

La Cultura può dormire sogni tranquilli. Perché le masse organizzate, oltre a prendere a picconate le istituzioni, sanno costruire. Shirky cita Wikipedia, l'enciclopedia editata dall'intelligenza collettiva. Ne dà una definizione originale: "E' essenzialmente una burocrazia per litigare". Nel senso che uno scrive una voce, un altro propone modifiche, un terzo obietta e corregge di nuovo, in un affinamento progressivo. Escono anche bufale colossali. Mai come qui è utile la lezione delle scuole di giornalismo americane: "Se vostra madre vi dice che vi ama... verificatelo". Però, onestamente, chi ne farebbe a meno?


Il libro di Shirky deluderà i più "digitalizzati". Scrive: "Gli strumenti di comunicazione non sono socialmente interessanti sin quando non diventano tecnologicamente noiosi". Parla di sms, blog, mailing list, pleistocene internettiano solo adesso diventato normale, precipitato dalle élite alle masse. Così quando la giovane Ivanna dimentica il suo telefonino in un taxi e poi scopre che chi l'ha trovato non ha alcuna intenzione di restituirlo, mette in piedi un sito (evanwashere.com/StolenSidekick/) tanto che la polizia è costretta a intervenire. Così va il mondo quando tutti collaborano con tutti. Per i ragazzi è più facile, i post-1980 non ne conoscono un altro. "In un periodo di rivoluzioni l'esperienza diventa zavorra" avverte l'autore, perché se hai una weltanschaung tradizionale, "quando arriva un cambiamento epocale rischi di considerarlo cosa di scarsa importanza".

venerdì 20 febbraio 2009

Le libertà di Internet sono in pericolo! Ecco tutte le magagne del pacchetto "Telecom" in discussione al Parlamento Europeo.

Lo sapevate che le libertà in Internet sono al momento in grave pericolo?
Qualora dovesse essere approvato un insieme di direttive in discussione al Parlamento Europeo infatti Internet potrebbe cambiare così:

- non potrai più collegarti a Internet solo per aver condiviso un file;
- sarà possibile conoscere il contenuto del tuo traffico Internet;
- non potrai usare liberamente FTP, Skype, chat, p2p;
- sarà il tuo provider a scegliere quali siti web potrai visitare e quali no.

Se tutto questo non ti piace, continua a leggere: questo è il testo integrale della lettera aperta disponibile sul sito
www.scambioetico.org Per fermare tutto questo, o anche solo per far conoscere tutto alla gente ed ai navigatori che ancora lo ignorano, è nato un forum ed un coordinamento di siti a cui chiunque può iscriversi che spiega nel dettaglio le direttive e l'origine delle proposte in discussione in questi giorni, le modifiche che potrebbero essere effettuate alla rete ed i modi a tua disposizione per provare a fare qualcosa . Inoltre è stato anche aperto un gruppo sul popolare sito di social networking Facebook che potete trovare al seguente indirizzo: http://www.facebook.com/group.php?gid=51688215993&ref=mf.

Se pensi che la Rete debba rimanere libera così come è nata, diffondi la lettera aperta e copia il banner sottostante nel tuo sito con il link all'iniziativa!
Aiuta la rete a rimanere libera!


Caro cittadino della Rete,

il Consiglio dei Ministri dell'Unione Europea ha infatti raggiunto un accordo politico su norme e direttive fortemente lesive dei diritti dei cittadini europei e dei consumatori. Tale regolamentazione è inclusa nel Pacchetto Telecom, un complesso sistema di cinque Direttive che influenzerà profondamente le leggi degli Stati Membri dell'Unione Europea, Italia inclusa, per molti anni a venire. L'accordo politico del Consiglio stravolge il contenuto del Pacchetto, che con voto democratico, e con l'appoggio della Commissione Europea, il Parlamento Europeo aveva approvato a larghissima maggioranza nel settembre 2008 con emendamenti che garantivano e tutelavano i diritti fondamentali dei cittadini e dei consumatori.


Il 19 febbraio il Parlamento Europeo darà inizio alla Seconda Lettura del Pacchetto Telecom, e se non avrà la forza di opporsi alla volontà del Consiglio dei Ministri, entro pochissimo tempo le leggi dei Paesi Membri dovranno obbligatoriamente adeguarsi con le seguenti conseguenze:

- sarà possibile disconnetterti dalla Rete sulla base di semplici indizi, raccolti da società private senza autorizzazione della magistratura, che facciano sospettare che tu abbia condiviso contenuti protetti da copyright. Il tuo fornitore di accesso Internet sarà obbligato a collaborare con le società private per fornire i tuoi dati, e sarà costretto a procedere alla sospensione del servizio. Non avrai diritto né alla difesa né ad un equo processo;


- il tuo fornitore di accesso sarà libero di filtrare contenuti, servizi e applicazioni a piacimento. Per fare solo un esempio fra i tanti possibili, diventerà lecito e legale bloccare Skype al fine di promuovere e costringerti ad acquistare un servizio VoIP a pagamento;


- il tuo fornitore potrà applicare "differenziazioni di tariffe", e farti pagare abbonamenti aggiuntivi per applicazioni e protocolli specifici, ad esempio per e-mail, FTP, newsgroups, chat, peer-to-peer ecc.; potrà inoltre liberamente decidere a quali siti web potrai accedere senza limitazioni, a quali potrai accedere con de-prioritizzazione del traffico (quindi con rallentamento nello scambio dati), e a quali non potrai accedere affatto;

- qualsiasi società privata, per generici scopi di sicurezza di rete, potrà intercettare, memorizzare a tempo indefinito, leggere e analizzare, tutti i dati che invii e che ricevi sulla Rete senza autorizzazione di alcun organismo governativo, inclusa la magistratura.


Per tutelare i tuoi diritti fondamentali, si è formata un'ampia coalizione europea che riunisce le più importanti associazioni in difesa dei diritti digitali e dei diritti dei consumatori. La coalizione comprende 16 organizzazioni non governative e associazioni che si battono per i diritti dei consumatori, con sedi in 22 Paesi Membri dell'Unione Europea e altri Paesi non Membri. Da settimane rappresentanti della coalizione stanno attivamente partecipando a Brussels al fine di tutelare i tuoi diritti. In Italia le organizzazioni che fanno parte della coalizione sono Altroconsumo, l'Istituto per le Politiche dell'Innovazione, NNSquad Italia e ScambioEtico.


ABBIAMO TUTTAVIA BISOGNO DEL TUO AIUTO, E NE ABBIAMO BISOGNO CON URGENZA.

Ti chiediamo di dedicare qualche minuto del tuo tempo per scrivere un'e-mail, e se ti è possibile telefonare, all'europarlamentare italiano che ritieni ti possa meglio rappresentare in Parlamento Europeo, al fine di sensibilizzarlo sui gravi rischi che il Pacchetto Telecom arrecherà a Internet e a i tuoi diritti fondamentali, fra i quali la libertà di espressione, di informazione, il diritto alla difesa e a un equo processo, e il diritto alla privacy. Se ti è possibile, ti chiediamo di sensibilizzare i tuoi familiari, conoscenti e amici, e se ti capita di scrivere in Internet, di informare tramite interventi nei forum e nei blog.

Se sei un blogger o un giornalista e ne vuoi sapere di più, non esitare a contattare il Portavoce di ScambioEtico Paolo Brini


Ti forniamo il LINK per reperire le e-mail e il numero di telefono di tutti gli europarlamentari italiani, al fine di farti scegliere quello che ritieni più coerente con le tue idee. Ti forniamo il link al PDF della lettera aperta della coalizione, indirizzata al Parlamento Europeo e a tutti i suoi Membri, in modo da darti tutti i riferimenti normativi che delineano quanto è stato sopra affermato. Per qualsiasi richiesta o necessità, non esitare a leggere e a scrivere in questo forum LINK, che rimarrà sempre aperto e fornirà supporto nonché aggiornamenti sulla Seconda Lettura del Pacchetto Telecom.


...e ora tocca a voi!!!!!!!!!!

lunedì 31 marzo 2008

Mattia Lorenz si è laureato!!!

Oggi il primo post lo dedico ad una persona speciale: un amico, un compagno di università, un compagno di bevute, un compagno di biliardi, un compagno di studi, un amico che c'è sempre stato per cose serie e meno serie quando c'è stato bisogno di lui. Dai discorsi di donne fumando sigarette sui gradini fuori dalla mitica "Sdc" ai ripassi di esame dell'ultimo minuto, dai pomeriggi rintanati sotto alla sala biliardi del "S.Felice" che non esiste più agli happy hour improvvisati lì per lì vicino piazza Verdi, a tutto quello che è stato e che spero sarà ancora per un bel pezzo!

Ebbene, signori e signore, quest'uomo il 28 marzo (grazie Bea!) scorso si è ri-laureato diventando "dottore magistrale in Scienze della Comunicazione! (Tia , perdonami, ma il voto non me lo ricordo!!!!)

Per chi c'era e per chi non c'era, questo è quello che è accaduto veramente a Mattia Lorenz da Trento, fino a quando l'alcool non mi ha sopraffatto.. :)
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28 ottobre 2008, più o meno verso l'una: Tia riceve dalla commissione la notizia che gli è stato conferito il titolo di "nuovo ennesimo disoccupato con laurea magistrale in biliardino": purtroppo il pezzo di carta ce l'hanno, il lavoro no...Gioioso per la notizia, Tia saluta la commissione: non sperava in tanto!Ma fuori è un'altra storia: «Mi sono fatto un mazzo così per 5 anni: ora che fò?»
Fulminante, la prima idea: travestito da nano Brontolo, nessuno gli negherà un posto alle Poste... ..ma l'unica cosa che rimedia è una bottiglia servita dall'amico Claudio. Che fare ancora?«Beh - suggerisce Claudio - potresti fare il cantante maledetto emo-core come sognavi da bambino!». Detto fatto, comincia la vestizione..."Via gli occhiali e vai col trucco pesante: alle donne piacerà..."..e difatti le donne arrivano subito, e cominciano a toccarlo in ogni dove e ad abusare di lui senza freni... «E' quello che avevo sempre sognato - pensa Tia - : sarò più tremendo di Bono Vox!»Glorificato dal rock, già si sogna in odore di santità unto dal gel del Signore...Ma all'improvviso tutto finisce: «Cosa vuol dire che non ho una band satanica e un contratto discografico, ma solo una laurea in biliardino!?!»L'interrogativo è sempre quello: «E ora che faccio? Adesso che sono anche vestito da pirla poi..«Ho trovato: venderò foto ricordo fingendomi lo stesso bello e dannato! Le donne non se ne accorgeranno...» ...ma viene subito sgamato, e costretto a raccontare la sua triste storia davanti a tutti! Che tristezza, il sogno dell'emo-core è già finito...
In realtà la festa è andata avanti tra un devasto e l'altro fino a oltre le 4, ma dopo il papiro (e soprattutto le birre e gli alcolici che lo hanno accompagnato prima e dopo) non sono più stato in grado di fotografare nulla... :)

Per chi volesse altre foto della serata, basta mandare una mail! Per chi invece volesse le foto a cui accennava la Claudia durante la serata, (sì, avete capito quali...) basta mandare 5 euro! Per chi volesse lasciare gli auguri a Tia...lo spazio commenti è vostro!!!


Auguri Tia, e grazie di essere l'amico che sei!

Ti aspetto a Padova: quando vuoi! :)

giovedì 21 febbraio 2008

La "tecnologia del consenso". Tre piccoli video...

Da uno spunto trovato sul blog di Beppe Grillo: tre video trovati su Youtube, proiettati nel 2005 all'Università La Sapienza di Roma (ma non si dice in che contesto...), che spiegano come nasce quella che viene comunemente chiamata "Tecnologia del consenso", ovvero l'uso dei mezzi di informazione e non per distorcere, condizionare o distogliere da determinate cose il pensiero della gente.

Vederli credo comunque sia interessante, al di là di come vengono presentati (con netta connotazione politica antiberlusconiana, che secondo me c'entra ma finisce per limitare un po' il filmato. Come avrete capito, odio le prese di posizione a priori su qualsiasi cosa, e sono convinto che la gente sia perfettamente in grado di capire le cose da sola se si sforza con un minimo di volontà di farlo). Probabilmente un panorama un po' più ampio anche sul resto della politica italiana e mondiale (i perdenti, oltre che i vincenti) non sarebbe stato male...

Qui sotto i video e il piccolo testo di presentazione:


Filmato "Tecnologia del consenso" (Feb. 2005) proiettato durante un incontro all'Universita' di Roma La Sapienza. Il film della durata di 30min ed interamente composto da clip scaricate da internet, ripercorre il periodo del dominio di Silvio Berlusconi sull'Italia e sulle menti degli italiani tra il 1994 ed il 2005.
Dall'"uso criminoso" dell'editto bulgaro che e' costato il posto a Biagi, Santoro, Luttazzi e Sabina Guzzanti, via via a ritroso fino agli albori di Mike, Vianello ed Ambra. Il controllo diretto della televisione e' cio' che ha permesso l'illegale (L. 30/3/1957 n.361) ascesa al potere di Silvio Berlusconi. Non dimentichiamolo mai. Liberta' d'informazione sempre!


Parte 1/3



Parte 2/3



Parte 3/3



Tra un po' si voterà, di nuovo.

Il mio invito è sempre quello: informatevi, sugli uni e sugli altri, e fatelo senza farvi influenzare da visioni o prese di posizione altrui, nel modo più ampio che potrete. Fate che la vostra idea sia davvero vostra, e non confezionata a tavolino da altri. Credete ai fatti, e non alle illusioni.
Spero che, per una volta, servirà a qualcosa... Se non altro all'Italia...