
"Tutti possono fare il giornalista con People".
Basta solo - chiaramente - non pretendere anche di essere anche pagati per farlo.
C'era una volta il giornalismo....
martedì 4 maggio 2010
Giornalismo (gratis) per tutti
martedì 29 settembre 2009
Se anche la Gabanelli ha problemi con l'assicurazione...
La direzione della terza rete ha fatto una battaglia affinché questa intenzione rientrasse, motivata dal dovere del servizio pubblico di esercitare il giornalismo d’inchiesta assumendosene rischi e responsabilità. Nell’incertezza sul come sarebbe andata a finire ho cercato un’assicurazione che coprisse le spese legali e l’eventuale danno in caso di soccombenza dovuta a fatti non dolosi. Intanto sul mercato italiano, di fatto, nessun operatore stipula polizze del genere, mentre su quello internazionale questa prassi è più diffusa. Bene, dopo aver compilato un questionario con l’elenco del numero di cause, l’ammontare dei danni richiesti e l’esito delle sentenze, una compagnia americana e una inglese, tenendo conto del comportamento giudicato fino a questo momento virtuoso, si sono dichiarate disponibili ad assicurare l’eventuale danno, ma non le spese legali. Sembra assurdo, ma il danno è un rischio che si può correre, mentre le spese legali in Italia sono una certezza: le cause possono durare fino a 10 anni e chiunque, impunemente, ti può trascinare in tribunale a prescindere dalla reale esistenza del fatto diffamatorio.
mercoledì 29 aprile 2009
C'era una volta il giornalismo (il vento "birichino" e le mutande in prima pagina)
C'era il giornalismo, una volta, e c'erano le notizie. Serie. Si diceva che i giornalisti si facessero "un culo cosi' " ogni giorno per portare delle notizie buone in redazione ed informare la gente.
Oggi purtroppo i giornalisti e le notizie serie non ci sono più. E' rimasto solo il "culo cosi' ".
Accade cosi' che in un'Italia che candida veline e principi ballerini alle elezioni, la notizia di un vento "birichino" che alza le gonne delle hostess ai campionati mondiali di tennis a Roma proprio non possa (e non debba) passare inosservata.
E accade cosi' che il Corriere della Sera la piazzi in prima pagina nel suo sito web giusto di fianco ai commenti di Massimo D'Alema sulle alleanze elettotrali con Antonio Di Pietro ed ad un'attentato kamikaze avvenuto stamani contro l'ex ministro della giustizia turco.
La popolazione é avvisata.... :)
giovedì 23 aprile 2009
Avete la stoffa per fare i giornalisti? Scopritelo qui!
BE A REPORTER, IL GIORNALISTA VIRTUALE
Giocare a fare il giornalista per imparare le regole del mestiere. Be a Reporter è un web game lanciato da NewsU.org, il centro di formazione online sul giornalismo del Poynter Institute for Media Studies. Il protagonista è un redattore di un giornale locale assoldato dalla sua caporedattrice per fare luce su alcuni casi d'intossicazione alimentare verificatisi tra gli studenti della scuola elementare cittadina.
In redazione è arrivata una soffiata: a mandare i bambini in ospedale sarebbe stata una partita di formaggio avariato servita alla mensa dell'istituto. “Ma noi non possiamo mettere in pagina un pezzo su una semplice voce” dice la caporedattrice al suo giornalista. “Cerca di saperne di più, verifica se il rumor corrisponde al vero e trova delle conferme”.
Così il reporter, armato solo del suo computer palmare, comincia a battere i marciapiedi di Medina, la città virtuale dove è ambientato il gioco, alla ricerca di qualcuno che possa saperne di più. Il tutto con tempi di consegna del pezzo strettissimi.
Muovendosi sulla mappa della città, il giornalista si reca all'ospedale, poi fa tappa alla scuola elementare e al caseificio locale, dove qualche mese prima era scoppiato un incendio. In ogni posto dove si reca parla con qualcuno, fa dalle domande, prende appunti e ricostruisce quanto accaduto.
Il gioco dura in tutto più o meno un quarto d'ora. Il pezzo può essere inviato in qualsiasi momento, ma a seconda della quantità e della rilevanza delle informazioni raccolte avrà un titolo più o meno significativo, e un maggiore o minore spazio all'interno del quotidiano. E ovviamente la reazione del caporedattrice sarà diversa. Se l'articolo non riesce a fare chiarezza sul caso e non porta nessuna novità, la stroncatura è assicurata. Se invece riesce a spiegare cosa è davvero successo finisce in prima pagina. Un modo diverso per capire come funziona una redazione e come si costruisce un vero scoop.
lunedì 16 febbraio 2009
Ultimi lavori in corso, e poi si riparte!
Due riassuntini veloci per chi si è perso tutto il resto: da marzo, grazie al tirocinio Schuman di 5 mesi al "Direttorato centrale per le comunicazioni del Parlamento Europeo", torno a stare a Milano! A dire il vero farò un po' il pendolare tra Pavia (dove prendo casa con la morosa) e Milano, ma tant'è: chi mi cerca mi può trovare lì! La sede dovrebbe essere in Corso Magenta 51, Palazzo delle Stelline, ma ancora non lo so bene: vi aggiornerò!
E da febbraio, invece, ho finalmente passato l'esame da giornalista professionista! Manca solo la burocrazia necessaria al trasferimento, e poi avrò finalmente il sospirato tesserino in pelle umana stile Fantozzi! Per chi necessiti di appunti per l'esame da giornalismo, tutti i miei appunti e libri in formato digitale sono a vostra disposizione! Mandatemi una mail, e ve li girerò quanto prima! Magari con uno scambio link, non si sa mai... :)
Appena prenderò possesso della mia nuova postazione al lavoro, riprenderò ad aggiornare il blog (quasi) giornalmente, come al solito! Nel frattempo mi trovate su Facebook!
Mi godo gli ultimi giorni di cazzeggio a Ravenna: a tra poco!
martedì 9 settembre 2008
Il pezzo peggiore per i giornalisti?
C'è chi dice (compreso il sottoscritto) che siano quelli palesemente inutili come l'intervistina ai bambini appena usciti dal primo giorno di scuola dopo le vacanze (in cui alla domanda "com'è andata? Si stava meglio in vacanza vero?" puoi aspettarti solo risposte altrettanto idiote) o la mini inchiesta per strada sulla moda del momento ("Signora, che ne pensa dei giovinastri che girano con i pantaloni giù e le mutande di fuori? Davvero, non le piace?".
E poi c'è chi si trova qui, e la pensa diversamente... :)
..magari come inviato in mezzo all'uragano Gustav per conto della Cnn... :)
giovedì 17 luglio 2008
Se un giornalista vi chiede una foto...
Da dove deriva questo piccolo sfogo? Ieri pomeriggio mi mandano dalla redazione centrale a fare un servizio sull'area dell'ex ospedale psichiatrico Paolo Pini di Milano, dove pare verranno trasferiti a Settembre i fedeli islamici della moschea di viale Jenner ( per chi volesse saperne di più, un riassunto della vicenda lo trovate qui). Serve il parere della gente del luogo (che ovviamente vuole tutto fuorchè una moschea con 2000 persone dentro "in mezzo alle balle", ma "Non è per essere razzista", come tengono a precisare tutti...), e ottenute due -tre interbviste con gli abitanti del quartiere io e il fotografo dell'agenzia a cui si appoggia il Giorno siamo andati a visitare l'area del Paolo Pini dove dovrebbe sorgere la famigerata moschea.
Ottenute quelle foto, mi viene la curiosità di chiedergli perchè le avesse prese: "Oh, sono pur sempre dei neri! Così quando avrò bisogno di delle foto d'archivio di immigrati, ci metterò quelle!".
Ora pensate un po' a questi poveri attori senegalesi che un giorno (spero mai) apriranno un giornale ritrovandosi la loro foto in mezzo alla pagina con la piccola didascalia "Un immigrato al cazzeggio in un parco"! Io un pochino me la prenderei a male... "Quasi tutte le foto dei giornali in fondo sono costruite - mi spiega il fotografo - Pensi che uno dovrebbe girare tutto il giorno per le strade per incrociare un vero immigrato irregolare, e chiedergli se può fargli una foto? Quando ce l'hai, la fai e basta...".
Morale della favola: se un fotografo vi chiede una foto diffidate sempre...o almeno cercate sempre di sapere dove andrà a finire. Non avete idea di cosa potreste ritrovarvi un giorno vicino in un piccola "dida"....
giovedì 29 maggio 2008
"Antò, c'hanno fottuto l'ambulanza!!!!!!"
Voi immaginatevi questi del 118 che caricano il malato e tornano giù all'ambulanza per scoprire che...'n c'è cchiù... :)
Notizia recuperata dall'agenzia Ansa.
(ANSA) - NAPOLI, 28 MAG - Operatori e medici del 118 effettuano un servizio di emergenza e, mentre assistono il malato, vengono derubati dell’ambulanza. E’ accaduto a Pianura, alla periferia di Napoli. Il 118 era stato allertato da una telefonata. Gli operatori si sono recati sul posto e mentre prestavano soccorso ad una persona non in gravi condizioni di salute, si sono accorti che qualcuno stava portando via l’ambulanza. I carabinieri, a cui e’ stato segnalato il furto, hanno poco dopo ritrovato il mezzo.
Più le locandine assurde dei giornali, anche stranieri, e altre cavolate del genere... Avrei bisogno dei vostri contributi, ma se l'idea vi attira fatemi sapere o mandate materiale! Se la cosa vi attira...partecipate!
Ad ogni modo, stay in touch!
Vi farò sapere...
giovedì 22 maggio 2008
Citizen News: il giornalismo sbarca su Youtube.
A dire il vero me lo aspettavo: non era un "se", ma un "quando sarebbe successo"... Il giornalismo su Youtube si può fare eccome, ma non è una novità: noi stessi come giornalisti del master ci siamo da un anno...
Le news non saranno retribuite ma gli aspiranti giornalisti avranno il loro spazio
YOUTUBE SI APRE AL GIORNALISMO
Nasce il nuovo canale di Citizen News gestito direttamente dalla piattaforma di condivisione video
«Ciao, il mio nome è Olivia e sono la news manager di YouTube. Citizen News è il canale dove daremo risalto ad alcuni dei miglior contributi giornalistici apparsi su YouTube». Si chiamerà Citizen News infatti il canale YouTube dedicato alle news amatoriali e si plasmerà sui contenuti che gli utenti si offriranno di condividere. Per il momento non si sa molto altro dell’iniziativa del portale, se non quello che spiega Olivia Ma, news manager di YouTube, in un post in cui, oltre ad annunciare il progetto, lancia agli stessi cittadini la sfida di dare un volto più preciso a Citizen News, diventando loro stessi maestri dei meno esperti nel generare contenuti.
LE NEWS DI YOUTUBE – Prima o poi c’era da aspettarselo d’altronde che una realtà come YouTube si aprisse anche al giornalismo vero e proprio, seppur amatoriale. Si è capito da tempo che non si tratta di un fenomeno passeggero e infatti la creatività e la voglia di partecipazione sono letteralmente esplosi, inondando di contributi soprattutto la categoria News & Politics. Tanto da far pensare che ci sia spazio anche per servizi giornalistici, sempre con lo stesso spirito, sempre gratuiti e sempre liberi. Unica limitazione le leggi sul copyright ma nessun vincolo nella scelta della linea editoriale.
TIPO DI CONTENUTI – Il videoclip di presentazione spiega che YouTube è a caccia soprattutto di reportage e di servizi giornalistici sulle realtà locali oppure approfondimenti prodotti da team universitari di ricercatori che raccontino in anteprima come si stanno muovendo alcuni filoni della ricerca. E poi ci sono i classici casi in cui essere al posto giusto al momento giusto, per caso, offre un’opportunità a chiunque di raccontare eventi particolari che altrimenti non sarebbero coperti dai canali tradizionali.
ALTRE ESPERIENZE – Il giornalismo dal basso è ormai un fenomeno dilagante. Ci ha provato CNN con iReport, BBC, Fox, Al Jazeera, il Los Angeles Times: ciascuno a modo proprio e con varie sfumature di controllo. Ma le attese nei confronti di YouTube sono particolarmente alte, trattandosi di una delle piattaforme di condivisione di maggior successo. Il giornalismo partecipativo è già iniziato su YouTube, ma il progetto è ancora in divenire ed è in fase embrionale. Per il momento conviene tenerlo d’occhio, in attesa che si arricchisca e che diventi un altro luogo in cui sfuggire ai filtri editoriali dei grandi giornali e condividere pensieri, emozioni e storie di vita.
Qui sotto il video di presentazione di Citizen News, in attesa di vedere come finirà...
mercoledì 7 maggio 2008
Nuova sezione webcam: per viaggiare, sognare e...informare!
La prima potrete vederla sempre direttamente, senza fare alcunchè. E' per dirvi dove sono e da dove scrivo, e perchè no per facilitare chiunque abbia qualcosa da raccontarmi a venire a incontrarsi e prendere un caffè o una birra assieme. Questo blog infatti è nato come un porto di mare, per
Per questo siete tutti invitati a curiosare e ad entrare dalle varie porte: come diceva Hugo Pratt, portano sempre in nuove storie interessanti... :)
Prima di chiudere questo post volevo raccontarvi però una cosa curiosa, che dimostra come tramite le webcam a volte si possa riuscire a creare anche delle nuove forme di giornalismo!
Beh, ora capita che proprio su Corso Buenos Aires sia puntata una webcam, e che la webcam inquadri tra le altre cose proprio l'angolo di questo negozio!
Il giornalismo cambia, ed un modo è anche questo...
Alla prossima storia, e arrivederci a tutti!
Gig:)
martedì 29 aprile 2008
Il fallimento dei master in giornalismo.
Dal blog "Penne Digitali 2.0", un articolo del novembre 2006 che dimostra ancora una volta come di tutti i problemi dell'entrata nella professione giornalistica si sia parlato tanto, ma non si sia ancora fatto nulla...
STAGE IN REDAZIONE? SI', MA SOLO SE RETRIBUITI.
I master sono già diciannove. E altre convenzioni sarebbero pronte per essere sottoscritte. ( infatti nel frattempo sono già diventati 21, ndr)Ma c’è dell’altro. Poniamoci dalla parte degli aspiranti giornalisti: il candidato versa al master 10-12 mila euro (nel corso del biennio) per conquistare il famoso tesserino professionale. Che lo abilita a una professione ormai inflazionata. Ogni anno, infatti, sono più di mille le abilitazioni (su circa 1400 candidati nel 2005) all’albo dei professionisti a fronte di un turn-over nell’editoria pari a 225 unità nello stesso anno, secondo i dati dell’Inpgi citati da Guido Besana in un articolo uscito nel precedente numero di “Giornalisti.”. Il titolo quindi è già svalutato. Se le cose andranno avanti in questo modo, nel giro di cinque anni, ci saranno altri 5000 giornalisti professionisti in cerca di lavoro. A questo punto il candidato che ha potuto accedere al master affronta i due anni di corso entro i quali si svolgono anche sei mesi di stage nelle redazioni. L’editore, grazie alle convenzioni tra Ordine e Università, ha a sua disposizione lo stagista a costo zero. E, intanto, centinaia di disoccupati-inoccupati (quasi tremila sono gli iscritti alle liste Fnsi-Fieg), e collaboratori che non possono o non vogliono affrontare la spesa del master, restano fuori della porta. A poco valgono gli incentivi messi in campo dall’Inpgi per l’assorbimento dei disoccupati (peraltro le nuove delibere sono state bloccate dalla Fieg in funzione antisindacale), le agevolazioni contrattuali, e le battaglie del sindacato sul fronte del precariato se tra Ordine, Università e editori si istituisce una corsia preferenziale per l’utilizzo dei giovani aspiranti giornalisti a costo zero.
L’effetto immediato di questo insano accordo, che purtroppo coinvolge anche chi tra i giornalisti, insegnando nel master, ha interesse all’ingresso degli studenti in redazione, è chiaramente visibile nel crollo delle sostituzioni. Le sostituzioni, che rappresentano una valvola di sfogo e un’occasione per migliaia di precari, si stanno quasi azzerando (tranne che al Corriere della Sera e al Gazzettino dove gli stage sono stati correttamente bloccati dai Comitati di redazione). Si è discusso a lungo sulle ragioni dell’utilizzo improprio degli stagisti nelle redazioni. Al di là di ogni volontarismo e velleitarismo formalista, come l’istituzione di un “tavolo della regole” con chi, invece, vuole mano libera, il vizio originario probabilmente sta proprio nelle maglie larghe delle convenzioni che lasciano spazio all’uso improprio dei giovani a partire dalla gratuità dello stage. Che è diventato una delle forme di sfruttamento dei giovani in cerca di prima occupazione.
A questo punto, ci sarebbe un’unica soluzione: modificare le convenzioni in modo tale che lo stagista sia retribuito diventando a tutti gli effetti un praticante, e quindi un costo per le aziende. Tra le altre cose la formazione in azienda andrebbe estesa. In sostanza, credo che, se fosse ancora possibile, sarebbe consigliabile abbandonare la via del master a pagamento sostituendolo con un corso di laurea universitario che comprenda almeno un anno e mezzo di stage retribuito. È, certo, comunque che il master non può rappresentare, tendenzialmente, la via unica per accedere al giornalismo. E c’è da chiedersi se vale ancora la pena di spendere dodicimila euro per “comprarsi” il tesserino di giornalista professionista?
(Enrico Ferri, giunta esecutiva Fnsi)
Il bello è che questo pare sarà nella nostra commissione d'esame ad Ottobre...
Gente, che tristezza... Detto da uno che i suoi 10.000 e passa euro li ha già spesi, e che tornando indietro sinceramente avrebbe dei seri dubbi se rifarlo o meno...
venerdì 4 aprile 2008
Uomo morde cane più varie ed eventuali.
"Se un cane morde un uomo non è una notizia. Ma se un uomo morde un cane, allora è una notizia". Ebbene, l'evento che tutti i giornalisti attendevano, oggi è accaduto.
È accaduto a Minneapolis, in Minnesota
UNA DONNA PER SALVARE IL SUO CANE MORDE IL PITBULL CHE L'AVEVA AGGREDITO
Amy Rice ha preso a morsi l'animale sul naso e l'ha costretto a lasciare il suo labrador
WASHINGTON - Per salvare il suo cane la padrona non ha esitato ad affrontare il pit bull che lo aveva aggredito e non ha trovato sistema migliore che prenderlo a morsi. Amy Rice ha combattuto con il pit bull dopo che questi era saltato nel giardino di casa e aveva attaccato il suo Labrador. È accaduto a Minneapolis, in Minnesota. La donna, che ora dovrà fare l'antirabbica, ha letteralmente preso a morsi il naso del pit bull, costringendolo a mollare. E' così riuscita a salvare il suo cane dalle fauci del pit bull, che è stato successivamente messo in quarantena.
«È notizia l’uomo che morde il cane, mentre invece – come spesso si sente dire – non è notizia il cane che morde l’uomo? Dipende: da chi è la persona morsicata, da chi è il proprietario del cane , da dove avviene il fatto e in quale momento della giornata; dal cane se è solo o con altri cani e quanti; se la persona morsa è sola o in compagnia (e quale) o se i morsicati sono più di uno; se ci sono stati altri casi di persone morse da un cane nello stesso luogo o nella stessa giornata; se il cane è sano o sembra oppure è rabbioso; se è un bastardo o un cane di gran razza o piccolissimo o grossissimo; se il morso è dato a una mano o a un braccio oppure in qualche parte più delicata; se è un caso isolato o uno di molti casi nella stessa giornata o nella stessa zona.
Un cane qualsiasi che morde un uomo qualsiasi in un modo qualsiasi non è notizia; ma un certo cane che morde un certo uomo in un certo modo (e in un certo momento) è notizia che può andare perfino in prima pagina».
Sul Mattino di Padova - oserei - si becca pure la locandina. :)
venerdì 14 marzo 2008
Campagna per gli stagisti giornalisti.
lunedì 11 febbraio 2008
Reporterist.com: una "eBay" per giornalisti.
Sperando che arrivi presto anche in Italia, vi giro la notizia dal sito originale (che potete trovare qui):
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E’ Reporterist.com, una piattaforma lanciata recentemente. Lei – racconta l’ Online Journalism Review (OJR) - è laureata alla Scuola di giornalismo di Berkeley e lui e’ un ex ingegnere che lavorava ad Amazon.
In una intervista a OJR Sindya Bhanoo spiega che lei e il suo compagno hanno dato vita a Reporterist.com dopo essersi resi conto di un grosso gap che caratterizza il mercato dei freelance e sperando così di favorire la diffusione delle notizie ai lettori in maniera più puntuale e meno costosa.
“Abbiamo parlato con molti direttori. E loro ci hanno detto che con i tagli dei costi, c’ è molto bisogno ora di un lavoro freelance di alta qualità, ma che è difficile trovare dei freelance fidati a cui rivolgersi. Un direttore riceva qualcosa come 500 email al giorno e non ha il tempo per cercare fra di esse per individuare le cose migliori”, ha spiegato Bahnoo.
I giornalisti scaricano sul sito il loro lavoro e indicano eventualmente per quale pubblicazione possa essere adatto, dando due settimane di tempo per esaminarlo e valutarne la pubblicazione. Oppure possono elencare diversi giornali che potrebbero avere accesso a quegli articoli entro l’ arco delle due settimane. Oppure – aggiunge Bhanoo – l’ offerta può essere fatta anche in maniera generica, mettendo i materiali “sul mercato” – un servizio che comunque non funziona ancora.
Bhanoo ci tiene a sottolineare le differenze fra Reporterist e eBay. Dal momento che i giornalisti possono fissare un prezzo base per gli articoli oppure accettare il compenso minimo fissato per I freelance, non c’ è asta.
“Non avrebbe senso avere un modello di questo tipo – aggiunge Bhanoo -, perché I giornali tendono a pagare un compenso fisso”.
C’ è comunque un modello di pagamento che è stato sviluppato ma non ancora perfezionato sul sito. Quando un giornalista vende un articolo su Reporterist, il giornale paga immediatamente. Il sito ricava il 10 per cento. In magazzino ci sono anche dei contratti elettronici che consentono ai giornalisti di aggirare i lunghi ritardi nei pagamenti causati dal lavoro amministrativo.
E tra l’ altro, secondo Bhanoo, oltre ad aiutare le persone a costruirsi una buona reputazione attraverso un network di giornalisti e redattori affidati, Reporterist permette ai freelance di realizzare un portfolio online e ai giornali di avere un quadro del lavoro passato dei giornalisti.
Il sito è stato lanciato con la collaborazione della UC-Berkeley’s Graduate School of Journalism e dal momento del lancio ha raccolto circa 60 utenti attivi. La Columbia University ha mostrato interesse introducendo questo modello fra i suoi studenti.
martedì 29 gennaio 2008
Il giornalismo che vorrei.
Che faccia quello per cui è nato: informare, sopra di tutto. Prima di distrarre la gente dalle cose serie, rintronandola con gossip, veline scosciate e telerisse politiche alla "Studio Aperto" o "Tg4".
Basterebbe poco, solo più gente che facesse come lei... Ve la ricordate? Si chiama Mika Brzezinski, giornalista dell'emittante americana MSNBC, e divenne famosa perchè si rifiutò di dare in diretta l'ennesima notizia di gossip su Paris Hilton: dapprima tentando di bruciare il foglio che le era stato dato, ed infine infilandolo nel tritacarte all'insistenza della redazione!
D'altra parte cosa c'era nel mondo nel giugno 2007? "Solo" la guerra in Iraq, ad esempio...
Un mito, Mika...
lunedì 28 gennaio 2008
Lezioni di marchette. (Come diceva Andreotti...)
Da Wikipedia :
"Originariamente il termine marchetta designava una sorta di francobollo (marca, appunto) che veniva applicato sul libretto di lavoro degli operai per attestare l'avvenuto pagamento dei contributi previdenziali (fino all'epoca fascista).
In senso traslato il termine venne usato per indicare un gettone che il cliente di un bordello ritirava alla cassa pagando in anticipo la prestazione, e che successivamente lasciava alla prostituta con la quale s'intratteneva, in modo tale da permetterle di riscuotere il compenso dovutole. Da qui in poi, il termine marchette è sempre stato riferito all'ambito della prostituzione.
Al giorno d'oggi, fare marchette o essere un marchettaro designa una persona dedita alla prostituzione, ed in modo specifico è riferito alla prostituzione maschile.
In ambito giornalistico, con il termine marchetta si fa riferimento ad un articolo scritto per compiacere qualcuno. Nel campo televisivo, si usa il termine marchette quando un attore/attrice o personaggio comunque noto, va in televisione a raccontare fatti (spesso intimi o comunque personali) della sua vita privata solo per denaro".
----Raccontava una storia, una piccola storia, il cui protagonista si è sentito offeso dai contenuti qui pubblicati. Dapprima chiedendomi di cancellare il tutto in maniera gentile, poi in altri modi che non esito a definire "minacce" nell'arco di poche ore.
Per questa volta, ma solo per questa volta, scelgo l'amicizia, nonostante tutto. Nonostante la rabbia che mi è presa a ricevere certe cose in certi momenti, che non mi sarei aspettato, e nonostante tutti i pensieri che ne sono seguiti, e che non avrei mai pensato di fare. Posso garantire a voi tutti che non è stata una scelta facile: ma non ce ne sarà una seconda. Ora è come una corsa ad ostacoli: la prima falsa partenza è concessa a chiunque; la seconda non si perdona a nessuno.
Però, caro X, una cosa sola voglio dirtela. Esiste, nel nostro ristretto "circolo" che qualcuno chiama "casta", un diritto che dovrebbe essere sacro anche se molto spesso finisce per essere il più violato di tutti: si chiama "diritto di rettifica". Vuol dire che qualsiasi cosa io dica e scriva, anche se questo non è un giornale nè una pubblicazione vagamente simile, esiste per te il diritto di controbattere venendo rappresentato con uguale spazio e uguale visibilità. A questo diritto io sono tenuto ad obbedire, ma lo seguo e lo rispetto soprattutto perchè credo in quello che esso rappresenta: l'uguaglianza e la libertà di parola.
Alla storia che io raccontavo, che - bada bene - era possibilistica e non assoluta riguardo ad un fatto che potesse essere accaduto, tu avevi (come mi hai detto) ottimi argomenti da opporre in risposta. Ora non posso più mostrarli, giacchè mi hai privato del resto senza i quali essi non hanno più senso.
Potevi approfittarne, e ribadire i tuoi concetti in un modo diverso: a mio modesto parere, più giusto. Avrei fatto così anche con te: tutto quello che avresti voluto dire sarebbe stato detto e pubblicato. In libertà.
Lo credo più giusto come modo di agire per i valori a cui apparteniamo entrambi, e che secondo me tu in questo modo hai tradito. Ora è successo per una cosa da nulla: una storia che non avrei nemmeno mai scritto se non fosse arrivata proprio da te, da una persona da cui non me l'aspettavo. Ma se fosse andata in altro modo? E su una cosa più importante?
Ho scelto di cancellare nonostante tutto il contenuto di questo post per farti riflettere proprio su questo: cosa accadrebbe, se in futuro questa situazione ti si ripresentasse davanti di nuovo, magari in altra veste e con altri attori più grandi di me?
Chiediti solo: cosa faresti?
Io lo so: mi atterei a queste parole.
- art. 18: Ogni individuo ha il diritto alla libertà di pensiero, coscienza e di religione
- art. 19: Ogni individuo ha il diritto alla libertà di opinione e di espressione, incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.
- 1. Ogni individuo ha diritto alla libertà di espressione. Tale diritto include la libertà di opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche e senza limiti di frontiera.
- 2. La libertà dei media e il loro pluralismo sono rispettati.
"Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.
Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell'autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l'indicazione dei responsabili.
In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell'autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all'autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s'intende revocato e privo di ogni effetto.
La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.
Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni".
Io credo a queste parole, le rispetto e le divulgo perchè le sento mie. Come la libertà di scrivere di ciò che voglio, senza ledere però la libertà degli altri.
E' per questo che non ritengo di dovere fare scuse: ho fatto solo ciò che ritenevo giusto.
Se, come spero, avrai la pazienza e la volontà di leggere tutto questo e di arrivare fino a qui, spero che stavolta lascerai un commento o la tua voce, anche in forma anonima. Per dirmi ciò che pensi, raccontare le tue ragioni o fare qualsiasi cosa di altro tu voglia fare, con gli strumenti che ci sono dati. Ti garantisco che le sarà dato lo stesso spazio e la stessa visibilità di queste parole che sto scrivendo ora.
Non ci sarà una seconda volta.
Tutto quello che riceverò sarà pubblicato, e tutto quello che vorrò dire sarà detto. Qui come altrove.
Odio i bavagli: non ne metto e non me ne sono mai fatti mettere. Ma stavolta l'ho fatto con un motivo, che credo importante.
Alterius non sit qui suus esse potest.
Vale.
Aggiunta delle 14:24
A seguito di discussioni avvenute preciso quanto segue: ogni cosa scritta su questo blog è frutto solamente mio, di mie impressioni e miei pensieri personali. Quello di cui si parla, qualsiasi cosa, è visto attraverso i miei occhi e il mio modo di pensare: mi ritengo pertanto l'unico responsabile di qualsiasi cosa sia qui pubblicata. Questo blog non è una testata giornalistica, nè pretende di esserlo o averne la stessa credibilità e attendibilità. Per ogni cosa di cui scrivo cerco sempre comunque di verificare nel modo migliore le fonti, che troverete sempre citate alla ricerca del massimo contradditorio e della verità oggettiva dei fatti. Ogni cosa che non passa sotto la definizione di "fatto oggettivo" ma entra in altre sfere, come quella dei commenti o delle opinioni, è tenuta tendenzialmente distinta dal resto o comunque segnalata.
Nella vecchia versione di questo post si dava il link ad un articolo pubblicato su una rivista online. La suddetta rivista non ha nulla a che fare nè è coinvolta in qualche modo in ciò che io scrivo qui, nè nei contenuti del post suddetto, e mi scuso con chiunque degli altri collaboratori della rivista possa essersi sentito in qualche modo offeso da ciò che avevo precedentemente scritto. In caso di commenti, lettere o reclami, questi saranno pubblicati con ampia visibilità sul blog.
Credo sia tutto.
mercoledì 23 gennaio 2008
venerdì 11 gennaio 2008
Master in giornalismo: il nuovo quadro di indirizzi e gli stage. Cosa cambia e cosa (non) ci si guadagna.
Tornando a noi, eravamo arrivati all'art 16 del nuovo quadro di indirizzi: la formazione professionale ( e i sospirati stage) ! L'articolo recita così:
La formazione pratica degli allievi deve avvenire attraverso esercitazioni, raccolta di notizie e lavoro redazionale per organi di informazione editi dalle scuole. Solo in via sperimentale – al fine di verificare la preparazione e prendere contatto con il mondo del lavoro (dimenticando che di solito la gente che entra nei master o è pubblicista quasi, o poco ci manca... Io avevo già quasi un anno di lavoro dietro...) – gli allievi trascorrono periodi di formazione (stage) presso testate esterne.
In particolare, a partire dal secondo bimestre, le scuole editano contemporaneamente:
a) un periodico a stampa, almeno quindicinale, distribuito sul territorio, anche attraverso le edicole, dedicato agli approfondimenti sui temi della realtà locale, nazionale e internazionale; (Da noi per ora è mensile, con tentativi in corso di farlo diventare quindicinale che ora finalmente si spiegano...)
b) un giornale on line costantemente aggiornato sulla cronaca locale e su temi generali. E’ necessario evitare che nel quotidiano on line confluiscano gli stessi materiali prodotti per gli altri media, ognuno dei quali ha un proprio specifico linguaggio; (Il giornale online c'è, ma è un po' decaduto rispetto al resto...)
c) una rubrica radiofonica, almeno quindicinale, disponibile sul sito della scuola e possibilmente ospitata da una stazione locale, previa autorizzazione da parte del Comitato esecutivo. La realizzazione è integrata da corsi di dizione, speakeraggio e conduzione; (Nulla di nulla sul fronte radio. Zero assoluto... Abbiamo provato a costruire una web-tv che facesse anche da agenzia foto e video per i media cittadini, ma incredibilmente è stata bloccata proprio dalla scuola a cose già avviate!)
d) rubriche e servizi giornalistici televisivi, disponibili sul sito della scuola e possibilmente diffusi attraverso emittenti locali, previa autorizzazione del Comitato esecutivo.
Le scuole possono altresì editare anche un notiziario quotidiano di agenzia, realizzato dagli allievi e diffuso agli organi di stampa. (L'avremmo fatto, ma...)
Tutti gli allievi nel corso del biennio partecipano alla realizzazione delle diverse testate.
...voi come siete messi?
Art. 17
Gli stage e i doveri delle scuole
I periodi di formazione (stage) in testate esterne durano due mesi per ciascun anno. Obiettivi dei periodi di pratica guidata sono l’approccio con le realtà operative e la conoscenza dei meccanismi redazionali. All’inizio di ciascun anno di corso la scuola comunica al Comitato tecnico scientifico il periodo di svolgimento dello stage.
Gli stage non possono svolgersi nel periodo 1° luglio-31 agosto. Tale disposizione verrà sottoposta a verifica del Consiglio nazionale ogni anno a partire dall’approvazione del presente quadro di indirizzi.
Gli stage sono regolati da convenzioni, concordate di volta in volta fra
Le convenzioni, sottoposte alla verifica del Delegato del Consiglio nazionale, devono prevedere:
- da parte dell’azienda: la disponibilità ad accogliere l’allievo come praticante giornalista; la nomina da parte del direttore della testata di un tutor, che segua il praticante; l’impegno a non utilizzare il praticante in sostituzione di redattori per qualsiasi motivo assenti o per coprire vuoti di organico; (Tutto questo voglio proprio vedere come sarà rispettato, visto che già non lo fanno ora...)
- da parte della scuola: la copertura assicurativa per ogni ipotesi di incidente; il rispetto delle norme aziendali; l’impegno degli allievi a rispettare le norme per i praticanti (quali sono?) e a non effettuare prestazioni in sostituzione dei redattori (perchè è noto che il potere contrattuale di uno stagista gli consente di usare il pugno di ferro su questo...ma andiamo....)
Le scuole e i Delegati del Consiglio nazionale e del Consiglio regionale vigilano affinché sia evitata un’utilizzazione impropria degli stagisti. (voglio vedere le ispezioni dei delegati del consiglio regionale a veder cosa faccio o non faccio durante il mio stage...) A tal fine denunciano eventuali violazioni al Consiglio regionale competente affinché eserciti il potere disciplinare nei confronti del tutor e del direttore della testata.
L’omessa vigilanza da parte delle scuole sul comportamento delle testate presso le quali gli allievi effettuano gli stage comporta l’avvio della procedura di revoca secondo quanto previsto dall’art. 12 del presente “Quadro di indirizzi”. (E la scuola come può controllare? Hanno proibito i gestori-sceriffi nei locali dove non si può fumare, e li inseriscono nelle redazioni? Oltretutto alla scuola, anche se venisse a conoscenza della cosa, conviene denunciare? No, perchè 1) perde tutti i futuri posti per piazzare studenti e 2) va a rischio di sanzioni lei stessa. Chi lo farà?)
Le Università convenzionate con il Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti accettano di non inviare studenti di altri corsi di laurea nelle redazioni giornalistiche. (E questo ci sta) In caso di violazione sarà avviata la procedura di revoca della convenzione secondo quanto previsto dall’art. 12 del presente “Quadro di indirizzi”.
Art. 18
Gli allievi, in quanto praticanti, sono tenuti al rispetto delle relative norme contrattuali (Contratto? Che contratto?) e deontologiche e non potranno in alcun caso sostituirsi a un giornalista per qualsiasi motivo assente o coprire vuoti d’organico (E qui rimando al punto sopra... Se allo stagista dicono di fare una cosa, che margini ha per dire di no? Praticamente nessuno...)
Gli allievi possono firmare o andare in voce o video soltanto eccezionalmente e comunque sotto la diretta responsabilità del direttore della testata presso la quale si svolge lo stage. (E se non possono fare nessuna di queste cose cosa faranno? Non so voi, ma io considero lo stage come una portentosa opportunità di farsi conoscere, tanto è vero che quando iniziai a lavorare alla Voce di Romagna a Ravenna e ancora non sapevo pagassero i collaboratori, l'unica cosa che chiesi fu la possibilità di firmare i miei articoli per intero. Se gli stagisti debbono restare nascosti nelle scrivanie a fare l'oscuro lavoro del desk, chi mai si accorgerà di loro in futuro? Persino all'Agr, dove pure non uscivo mai e il desk era la norma, quello che era mio veniva citato come mio! Questa mi sembra una solenne cazzata)
Durante il biennio formativo, gli allievi non potranno avere contratti di lavoro, né giornalistici né di altro genere. (Io lavoro in un ristorante per pagarmi l'affitto: questo come rientra nel quadro? Se me lo tolgono sono per strada...) Le eventuali collaborazioni giornalistiche dovranno essere autorizzate dal direttore della testata e saranno svolte fuori dall’orario e dai locali della scuola. (praticamente impossibile...)
Al termine di ogni stage, ciascun allievo redige una relazione dettagliata sull’attività svolta all’interno delle testate ospitanti. La scuola trasmette le relazioni al Consiglio regionale competente e al Comitato esecutivo del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti. In assenza di tali relazioni, il direttore delle testate non potrà rilasciare il certificato di compiuta pratica. (In assenza di relazioni non ottimali, mi sa che il ritorno al posto di lavoro lì però te lo sogni...)
Art. 19
Qualificazione e aggiornamento professionale
Le Università e gli Ordini regionali territorialmente competenti, di intesa con il Comitato esecutivo e con il Comitato tecnico scientifico del Consiglio nazionale, nell’ambito delle attività della Scuola possono organizzare corsi di qualificazione e aggiornamento professionale per giornalisti professionisti e pubblicisti. (E questi invece chi li tiene e come vengono regolamentati?)
A tal fine possono sottoscrivere convenzioni, con i soggetti di cui al precedente comma nelle scuole riconosciute, finalizzate a realizzare percorsi formativi.
I percorsi formativi possono anche non coincidere con il biennio di praticantato convenzionato con il Consiglio nazionale. Se il percorso formativo coincide anche in parte con il biennio di praticantato riconosciuto dal Consiglio nazionale, la frequenza degli allievi giornalisti professionisti o pubblicisti è limitata al ciclo di lezioni teoriche, previa autorizzazione della direzione della Scuola
---Per gli stage, direi che tutto sommato i praticanti giornalisti più che guadagnare dalle nuove norme ci perdono nettamente. Lo stage fa perdere agli studenti praticamente tutta la possibile "pubblicità" ottenibile su sè stessi (pensando ad un impiego futuro) senza nulla dare loro in cambio. La proibizione degli stage nel periodo estivo tutela dall'uso non corretto degli stagisti nelle redazioni durante i due mesi di luglio e agosto, ma trasferisce solamente il problema negli altri dieci. Oltretutto, in una redazione piena, i compiti rimasti per gli stagisti si riducono considerevolmente, e così la sua possibilità di accedere alle professione vera.
Non viene affrontato il nodo importante della retribuzione degli stage, in cui secondo me l'Ordine avrebbe dovuto mettere naso, che restano così poco di più di una fucina di braccia da desk a poco o nullo prezzo. C'è una forte corrente che dice che lo stage vada considerato alla stregua di un corso di formazione, quindi da non retribuire affatto (Semmai sarebbe lo stagista a dover ringraziare per il fatto che gli venga insegnato qualcosa!). Ma si dimentica che molto spesso lo stage non è il primo ingresso nella professione, ma soltanto l'ennesimo (secondo, terzo, quarto o oltre che sia) per una larga fetta dei provenienti da master e corsi universitari (mi baso sui dati del mio e sui racconti di chi conosco che ne frequenta altri), in realtà necessitanti solo del tempo per inserirsi nelle routine di lavoro per diventare perfettamente produttivi.
Secondo me, e con questo per oggi chiudo, quello che serve per cambiare il mondo del giornalismo (o almeno l'entrata) è ben altro.
...secondo voi?

