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giovedì 18 giugno 2009

Iran. "Tutto il mondo ci guarda. E per la prima volta risponde: su Twitter"

Su Twitter le persone hanno cominciato a colorare di verde il proprio logo in solidarietà con i manifestanti di Teheran. Intanto il mondo comincia a prendere coscienza che, a questo giro, abbiamo assistito alla prima rivoluzione prevaletemente comunicata su internet, in particolare su Twitter, che è un mezzo molto veloce e capace di cassa di risonanza. Giorni fa, Andrew Sullivan ha lanciato e alimentato il suo The Revolution will be Twittered.

Per chi volesse seguire il flusso dei messaggi su Twitter, sotto la parola chiave Iran, il link è questo. Per i blog italiani, qui l’aggregazione di Blogbabel.

Più importante, anche sul piano pratico, il set dei consigli che lo scrittore e tecnologo Cory Doctorow dà (qui in italiano sul blog di internazionale) su come aiutare, stando seduti qui in occidente, quelli che stanno laggiù, cambiando qualche settaggio e con un po’ di astuzie.

Segnalazioni utili e commenti anche da Marco Pancini sul blog di Google Italia. The Pirate Bay, che ha tinto di verde il suo logo, ha messo a disposizione il sito Anonimous Iran e - dice un lettore: “ha aiutato a costruirlo in tempo record, offrendo spazio e servizi, il forum di coordinamento e traduzione delle notizie dal Farsi all’inglese e dall’inglese al Farsi, accessibile in Iran grazie ai magheggi dei pirati”

Ma lo spunto più interessante viene da Clay Shirky, autore di Uno per Tutti Tutti per Uno (qui la recensione di Repubblica), che l’altro ieri ha detto a questo blog:

(segue traduzione) I’m always a little reticent to draw lessons from things still unfolding, but it seems pretty clear that … this is it. The big one. This is the first revolution that has been catapulted onto a global stage and transformed by social media. I’ve been thinking a lot about the Chicago demonstrations of 1968 where they chanted “the whole world is watching.” Really, that wasn’t true then. But this time it’s true … and people throughout the world are not only listening but responding. They’re engaging with individual participants, they’re passing on their messages to their friends, and they’re even providing detailed instructions to enable web proxies allowing Internet access that the authorities can’t immediately censor. That kind of participation is reallly extraordinary.

Ecco la nostra traduzione, non siamo traduttori professionali, ci scusiamo: Sono sempre un po’ reticente nel giudicare avvenimenti ancora in corso. Ma mi pare abbastanza chiaro che ci ci siamo, eccolo, il “Big One”. Questa è la prima rivoluzione proiettata sul palcoscenico globale e trasformata dai social media. Ho pensato molto alle dimostrazioni di Chicago del 1968, dove la gente scandiva il grido: tutto il mondo ci guarda! In realtà, in quel momento non era vero (…) la gente da ogni parte del mondo non sta limitandosi ad ascoltare, ma sta rispodendo. Si stanno coinvolgendo con singole persone partecipanti, stanno passandone i messaggi ai loro amici, e stanno perfino fornendo le istruzioni per consentire accessi internet che le autorità non possono immediatamente chiudere. Questa modalità di partecipazione è davvero straordinaria”

Da Scene Digitali, il blog di Vittorio Zambardino.

Domani mi sa che mi apro un account di Twitter anch'io...

lunedì 21 luglio 2008

AAA, notizie cercasi

Oggi in redazione giornata piatta, almeno per il momento...

In attesa di sapere se riuscirò ad avere l'agognato accredito stampa per il concerto dei REM all'Arena Civica il 26, ne approfitto per lanciare ai lettori milanesi e non un piccolo appello:

Se avete qualcosa che valga la pena di raccontare su Milano e provincia (ogni genere di storie, purchè interessanti, che possano finire nella sezione cronaca del Giorno di Milano), su fatti di vita ordinaria, degrado, moda, costume, cronaca e quant'altro vi venga in mente o che possiate aver visto, il sottoscritto attende i vostri racconti! Mandatemi una mail a gentiluomini.di.fortuna(at)gmail.com, e vedrò di ricontattarvi quanto prima!

Il giornalismo siete anche voi, e potete dimostrarlo quando volete...

mercoledì 12 marzo 2008

Concorrenza sleale!!!

Dal sito del Corriere della Sera, una "notizia di sicuro interesse" per la popolazione italiana!:

"Arriva anche in Italia "Nakednews", il tg letto da conduttrici che a ogni notizia si tolgono un indumento fino allo strip tease integrale. Concepito per Internet e i telefonini, lo show, nato nel 1999, programmato in 172 Paesi, sarà disponibile tutti i giorni feriali, alle 17, attraverso il sito www.nakednews.it" (Emmevi)


"Il tg, con il sottotitolo "il programma che non ha nulla da nascondere", è stato presentato a Milano da David Warga, amministratore delegato "Naked News" Internazional, Marco Ottolini, ad di Small Formats, e dalle anchor storiche americane. In sala anche le quattro conduttrici di Naked News Italia, giovani donne tra i 22 e i 27 anni, selezionate tra le 100 che si erano presentate per il ruolo". (Emmevi)


Eh, vabbè, ma questa io la chiamerei "concorrenza sleale"! Ma non solo per me: ora il povero "Studio Aperto", già noto come il tg italiano della gnocca per eccellenza, che cosa farà?

Vabbè, se cercate un barista sono qui...al giornalismo è meglio rinunciarci... :)

mercoledì 13 febbraio 2008

Quanto sappiamo dei soldati che muoiono all'estero?

Morto un altro soldato italiano in Afghanistan. Il dodicesimo dall'inizio della "guerra", il tredicesimo dall'inizio dell'anno, mentre il numero totale dei caduti stranieri supera quota 200.

Non voglio andare in discussione sulla missione in Afghanistan, come nelle altre in Iraq, Kosovo e resto del mondo. Non voglio discutere se sia giusta, e come e quanto. Sono uno di quelli che si è sentito italiano (per usare le parole del presidente Ciampi) quando ci fu il tristemente famoso attentato a Nassirya contro la base dei nostri carabinieri, e che gli italiani impegnati all'estero in missioni difficili comunque li rispetta. Nassirya fu un attacco vile, e mi dispiacque sul serio per chi quel giorno non potè più uscire da quella base.

Però vorrei solo scrivere queste due righe per farvi riflettere su una cosa.

Quanto sappiamo di quello che realmente accade in quelle terre lontane? Afghanistan, Iraq, e tutte le altre...?

Oggi sono andato, una volta appresa la notizia, a curiosare oltre che sui siti tradizionali (Corriere, Repubblica, Etc) sui siti di quelli che si definiscono in genere "media alternativi": Peace Reporter, WarNews, etc. E ho scoperto che in Afghanistan due giorni fa un civile afghano è stato ucciso dalle forze di reazione rapida italo spagnole. In Italia non ne ha parlato nessuno.
Il motivo? Paura: stava guidando una macchina, non si è fermato tempestivamente all'alt e i soldati hanno sparato pensando ad un'autobomba. "
Abbiamo fatto fuoco verso terra", hanno detto, ma l'autista è morto, colpito al petto. Verità o falsità? Probabilmente non lo sapremo mai. Ma ora pensate ad un certo Calipari, a come è morto: le similitudini ci sono.

Ancora: lo sapevate che la notte tra il 3 ed il 4 febbraio gli italiani parteciparono ad un raid delle forze Nato contro la presunta abitazione di un capo talebano nel distretto di Bakwa, dove morirono "solo"11 civili, e che il fatto è oggetto tuttora di un'inchiesta del ministro della Difesa Parisi?

E...per caso sapete nulla di una certa "Operazione Sarissa" (dal nome della lunga lancia usata dalle falangi macedoni di Alessandro il Grande), denominata anche "La guerra segreta degli italiani in Afghanistan"?

Probabilmente no, perchè nessuno ne parla e nessuno cerca di saperne di più. Nemmeno chi dovrebbe farlo, ovvero i media, che si attengono strettamente alle agenzie ed ai comunicati scarni delle autorità.

Oggi un altro italiano è morto, in un posto lontano che si chiama Rudbar, in un paese distante migliaia di chilometri dal nostro. Cerchiamo almeno di sapere perchè. Se non per lui, almeno per noi.

Post Scriptum: ieri, quando ero già andato via, sul sito del Corriere è comparso anche questo:

"«Era già scampato alla strage di Nassirya nel novembre del 2003, si trovava a cinquanta metri da quell'esplosione. Eppure, nonostante quello spevento era rimasto in missione. Un appuntamento con la morte, purtroppo, solo rimandato», racconta davanti alla casa dei parenti a Carinola uno dei suoi amici di sempre".

Ho citato la strage di Nassirya per caso, senza saperlo, ma quello c'era stato davvero...


venerdì 18 gennaio 2008

Il perchè della contestazione del Papa alla Sapienza di Roma, spiegato agli ignavi.

Per capire come mai all'Università La Sapienza di Roma ci sia stata la contestazione contro la visita del Papa Benedetto XVI di cui tanto si è parlato in questi giorni: non penso servano commenti, basta solo leggere!

L'articolo è preso dalla pagina "Satira preventiva" di oggi, a cura di Michele Serra, sul sito online dell'Espresso.

Un grazie per la segnalazione a Giovanna!

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Il papa ce l'ha con Del Piero

Tra i prossimi incontri di Benedetto XVI anche il ct della Nazionale Donadoni, i grandi chef e la Federtappezzieri. Per tutti critiche inflessibili e buoni consigli.

Dopo la dura reprimenda del papa agli amministratori romani, accusati di non provvedere adeguatamente all'ordine pubblico e al decoro dei quartieri, la Santa Sede ha reso noto i prossimi incontri di Benedetto XVI.

Bankitalia Il papa non condivide la pressione sui bond e giudica insufficienti le misure antispeculative su Cct e pacchetti immobiliari. Lo farà presente ai vertici di Bankitalia, che riceverà anche allo scopo di chiarire che i 'collar' sui mutui a 15 e 20 anni non sono adeguati alla stretta del mercato. Il governatore di Bankitalia, per ringraziarlo dell'interessamento, gli farà dono del prezioso Borsalino color avorio indossato da Rockefeller all'inaugurazione di Wall Street nel 1922.

Forze Armate
Gli Stati maggiori delle diverse armi saranno ricevuti dal pontefice nella Sala Nervi, appositamente guarnita di mappe militari sulle quali Sua Santità traccerà, con stringati tratti di pennarello, le principali linee strategiche sui fronti caldi del Pianeta. Il Vaticano è infatti profondamente scontento della linea di condotta della Marina e dell'Esercito. L'uso della fanteria, senza adeguato appoggio dell'artiglieria leggera, e stanti le attuali lacune di fureria e di vettovagliamento, è sconsigliabile. Meglio reintrodurre la cariche di cavalleria, che è nel cuore del Santo Padre anche per la grande suggestione dei costumi. A questo proposito il papa suggerirà di ripristinare il pennacchio e la fodera piumata per la sciabola. Consigliabile anche l'istituzione di un corpo nazionale di ussari. Benino l'aviazione, ma inaccettabile la condotta della Marina: lo scarso uso dei cacciatorpediniere e la manutenzione carente dei sommergibili verrà rimproverata dal Papa agli ammiragli presenti. Nell'occasione, gli verrà regalato il tipico copricapo da Gran Commodoro con calamari e polipi intarsiati sulla falda.

Made in Italy
Il papa consegnerà agli stilisti italiani una serie di suoi schizzi nei quali corregge alcune tendenze gravemente errate. Perché, per esempio, insistere sugli spezzati e non puntare sul ritorno della tinta unita? Bene lo chiffon, basta con il principe di Galles, sempre attuale il tweed a patto che sia accostato a scarpe sportive, assolutamente no al ritorno del loden. Grati dell'interessamento, gli stilisti regaleranno al papa una riedizione del maestoso cappello 'a carrozza', con rotelle funzionanti e visiera di cristallo di Boemia, già indossato da Giulio II durante la Quaresima.

Sport
In un incontro privato, Benedetto XVI riceverà il ct della Nazionale Donadoni per suggerirgli un inedito 3-4-3 da schierare nelle finali degli Europei. La convocazione di Cassano e l'allontanamento di Del Piero saranno oggetto della seconda parte del colloquio. Non facile l'incontro con gli azzurri di sci: il papa giudica molto carente l'allenamento in slalom gigante. Per rabbonirlo, la Federsci intende regalargli un sontuoso berretto con triplo pon-pon e paraorecchie di renna da indossare nei prossimi viaggi nei paesi freddi.

Cucina
I grandi chef italiani attendono con ansia l'imminente incontro con il papa. Corre voce che l'eccessivo utilizzo dei crostacei e l'abuso delle creme sifonate incontri la decisa contrarietà del pontefice, preoccupato anche dalla contaminazione delle ricette regionali. Si spera che la severa disposizione d'animo di Benedetto XVI venga ammorbidita dall'omaggio del cappello 'Grand Soufflé' indossato dal cuoco di corte di Re Sole: è alto 60 centimetri e ripieno di besciamella.

Tappezzieri
Atteso con particolare curiosità l'incontro del papa con la Federtappezzieri. Si spera che le dure critiche sui tessuti a losanghe siano compensate dalla benevole attitudine della Santa Sede nei confronti del ritorno del fiocco per decorare i braccioli. In segno di gratitudine, i tappezzieri regaleranno al papa cento metri di prezioso broccato per il suo nuovo cappello a strascico.

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Bellissimo... :)


venerdì 19 ottobre 2007

Un giornale serio


Per la serie: il giornalismo serio!

Questa serie di civette (termine tecnico per le locandine dei giornali) l'ho trovata nello studio di un professore di Padova che io e un mio compagno di master siamo andati a intervistare oggi, ed era troppo bella per non postarla qui.

Il quotidiano è il Mattino di Padova, uno dei più letti (e penso il più tirato) della città patavina. Ne esistono un mucchio di altre altrettanto famose che tutta la gente di qui conosce, come "Scippata scippa scippatore" e "Immigrazione: arriva il vigile NERO" (Scritta proprio così, con tanto di grassetto in carattere "elefante"!). Inutile dire l'ilarità di quelli che passano davanti alle edicole la mattina e se le trovano davanti...

Non appena ne trovo altre ne farò una sezione a parte: intanto accontentatevi di questo assaggio!