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mercoledì 17 giugno 2009

دليل للكتابة مجهولة على شبكة الإنترنت ، لالإيرانية المدونين

Traduco questo vecchio articolo del blog in arabo con il traduttore automatico di Google, nella speranza che possa essere utile ai blogger iraniani che si vedono sistematicamente ridurre gli spazi di espressione e la libertà di informazione dalle proteste di questi giorni.

Non so quanto potrà essere comprensibile, perché io l'arabo non lo parlo né lo capisco. Ma spero vi arrivi questo piccolo segnale per dirvi solo una cosa: non siete soli.

ترجمة هذه المادة القديمة من بلوق في العربية إلى مترجم غوغل ، على أمل أن ذلك يمكن أن تكون مفيدة لأصحاب المدونات الذين يرون في إيران بصورة منتظمة للحد من فرص التعبير وحرية الإعلام من خلال الاحتجاجات التي شهدتها الأيام الأخيرة.

أنا لا أعرف ما يمكن أن يكون مفهوما ، لأنني لا أتكلم العربية أو فهم. لكن آمل أن تصل هذه إشارة صغيرة لاقول لكم شيئا واحدا فقط : هل لسنا وحدنا

"Oggi, complici anche le vicende degli ultimi giorni ( per curiosità leggete qui , anche i commenti) vi voglio regalare qualcosa che gira in rete ormai da un paio d'anni, ma che forse non tutti conoscono: l' " Handbook for Bloggers and Cyber-dissidents ". اليوم المتواطئين معهم كما حدث في الايام الاخيرة (من باب الفضول القراءة هنا ، بما في ذلك التعليقات) أريد أن أعطيك ما يخالف الآن على الشبكة لمدة عامين ، ولكن ربما لا يعلم الجميع : 'دليل المدونات وسايبر بين المنشقين ".

Cos'è? ماذا؟ Un pratico manualetto, edito dall'associazione Reporter Sans Frontieres , che insegna come fare a costruire un blog e ألف يدوية كتيب نشرته منظمة صحفيون بلا حدود ، والذي يدرس كيفية بناء وبلوق mantenerlo aggiornato anche nelle situazioni in cui questo sembra difficile o impossibile, come negli stati in cui è alto il livello di censura sulla Rete. Creare hosting non rintracciabili, mantenere il blog anonimo e postare senza lasciare tracce che portino al vostro pc sono alcune delle cose spiegate all'interno del fascicolo, in quello che vuole essere non uno strumento per incoraggiare la delinquenza via web (non sognatevi di usarlo per creare siti anonimi di insulti gratuiti a qualcuno!) ma una via per poter rendere possibile a tutti di far ascoltare la propria voce anche dove ciò non è reso possibile. الصيانة حتى في الحالات التي يكون فيها هذا يبدو صعبا أو مستحيلا ، كما هو الحال في دول فيها مستوى عال من الرقابة على الانترنت لا يمكن تتبعها استضافة تكوين ، والحفاظ على وظيفة بلوق مجهولة ودون ترك أي أثر التي تؤدي إلى جهاز الكمبيوتر هي بعض الأشياء وأوضح ضمن الملف ، في ما لا يريد أحد أن تكون أداة لتشجيع الانحراف عبر الإنترنت (sognatevi عدم استخدامها لتهيئة مواقع مجانية الشتائم لشخص مجهول!) ولكنها وسيلة لتمكين الجميع من الاستماع إلى صوتها حتى إذا لم يكن ذلك ممكنا.

Molto spesso, come dimostra il recente caso della Birmania o quello ancora caldo dell'Iraq, i blog sono l'unico modo di far uscire e rendere pubbliche informazioni che rappresentano "l'altra faccia" rispetto a quella ufficiale, plagiata e distorta. في كثير من الأحيان ، وهو ما يشهد عليه في الآونة الأخيرة حالة بورما أو الحرارة في العراق ، بلوق هي السبيل الوحيد للخروج وتقديم المعلومات العامة والتي تشكل "الطرف الاخر" غير مسؤول واحد ، ومسروق ومشوهة. Sono stati i blog a rendere pubbliche le esecuzioni dei monaci in Birmania e le violenze da loro subite (come potete vedere anche qui ) e sono stati ancora i blog, in mancanza del Peter Arnett della situazione, a raccontare il punto di vista della Baghdad conquistata dagli americani. وكان هذا بلوق للدعاية الإعدام من الرهبان في بورما ، والعنف الذي يتعرض لها (كما ترون أيضا هنا) ومع بلوق ، في غياب بيتر Arnett للحالة ، على قول ونظرا للاحتلت بغداد من جانب الامريكيين.
Famoso in questo caso divenne il blog di un iracheno in particolare, Salam Pax (cardine della mia tesi alla triennale di Scienze della Comunicazione, che giuro prima o poi pubblicherò qui!), che finì persino per essere assunto dal prestigioso quotidiano britannico " Guardian ". الشهيرة في هذه القضية أصبحت بلوق عراقي على وجه الخصوص ، سلام باكس (حجر الزاوية في رسالتي إلى ثلاث سنوات لعلوم الاتصال ، وأقسم إن عاجلا أو آجلا نشر هنا) ، والذي جاء بل ينبغي أن تتخذها البريطانية المرموقة صحيفة "الغارديان" . Il suo blog " Where is Raed " potete leggerlo qui e vi assicuro che se masticate un po' di inglese bene merita, Se non altro per confrontare il punto di vista tra culture diverse! بلوق له "أين رائد" يمكنك أن تقرأ وهنا أود أن أؤكد لكم أنه إذا كنت تمضغ قليلا 'الانجليزية بشكل جيد يستحق ، لم يكن أي شيء آخر للمقارنة بين وجهات نظر مختلف الثقافات!

Prima di perdermi in altri mille ricordi e discorsi vi dò i due link del manuale và! قبل أن يخسر في آخر لي آلاف الذكريات والكلمات وأنا على إعطائك هما صلات الدليل và! Il primo lo trovate qui ( link diretto al download ), il secondo invece, in versione leggermente modificata qui (credo sia solo un discorso di stampanti). الأول يمكن أن تحصل عليها من هنا (الوصلة المباشرة للتنزيل) ، والثانية ، في صيغة معدلة بشكل طفيف اليوم (اعتقد انها ليست سوى كلمة والطابعات).

P S: curiosando sul sito di Reporter Sans Frontieres si scopre che nel mondo nel primo mese del 2008 sono stati uccisi 3 giornalisti, imprigionati altri 126 insieme a 7 assistenti, ed imprigionate 63 persone sotto l'etichetta di "Cyberdissidenti". ف د : الفضول عن موقع منظمة صحفيون بلا حدود هي التي اكتشفت في العالم في الأشهر الأولى من عام 2008 كانت 3 الصحفيين الذين قتلوا او سجنوا مع 126 من المساعدين الآخرين 7 و 63 شخصا في السجن تحت مسمى "المنشقين الذين يستخدمون شبكة الانترنت".

Nel 2007 invece era andata così (dal sito rsf.org ): في عام 2007 ، مع ذلك ، هو الطريقة التي كان (من موقع rsf.org) :

-- 86 journalists and 20 media assistants were killed 86 صحفيين و 20 اعلاميا قتلوا
-- 887 arrested اعتقال 887
-- 1,511 physically attacked or threatened 1.511 لاعتداء بدني أو تهديد
-- 67 journalists kidnapped 67 خطف الصحفيين
-- 528 media outlets censored 528 وسائل الإعلام للرقابة

Online: على الانترنت :
-- 37 bloggers were arrested تم القبض على 37 من المدونين
-- 21 physically attacked 21 اعتداء البدني
-- 2,676 websites shut down or suspended 2.676 إغلاق المواقع أو تعليق

In 2006 في عام 2006
-- 85 journalists and 32 media assistants were killed 85 صحفيين و 32 اعلاميا قتلوا
-- 871 arrested اعتقال 871
-- 1,472 physically attacked or threatened 1.472 لاعتداء بدني أو تهديد
-- 56 journalists kidnapped 56 خطف الصحفيين
-- 912 media outlets censore 912 فرض رقابة على وسائل الاعلام

Informare può costare ancora caro. ويمكن أن تبلغ تكلفة أكثر تكلفة.

martedì 14 aprile 2009

Organizzare senza organizzazioni: il nuovo potere delle notizie sul web

Dal sito di Repubblica.it, un'interessante analisi su nuovi media e comunicazione. Dai blogb a Wikipedia, come cambia il modo di far girare le notizie usando le potenzialità del web 2.0...

Società: se la piazza protesta online. Cosi' la rete organizza la gente.

Clay Shirky, docente di Nuovi Media, parla di "distruzione creativa". L'analisi di Andrew Keen è più severa: "Questa rivoluzione rovinerà la nostra cultura
" (di RICCARDO STAGLIANO'

E' la storia di come un cellulare smarrito su un sedile di un taxi di New York finisce con lo scatenare un'inarrestabile gogna pubblica. Ma anche di una frase razzista, sfuggita ai radar dei giornali, che costa il posto a un mammasantissima repubblicano. E di un caso di pedofilia che, tracimando dal web, dilaga in scandalo internazionale e prelude alla cacciata di un alto prelato. E' la storia di masse che si coordinano. Di greggi che diventano pastori. Di "dilettanti" irregolari che armati solo della voce di internet riescono a radunare una forza collettiva impressionante. Uno per uno, tutti per tutti. Il potere di organizzare senza organizzazione di Clay Shirky (Codice Edizioni, pagg. 242, euro 23) tratta della "distruzione creativa" portata dalla rete sul modo in cui viviamo, collaboriamo, produciamo.

Shirky, docente di nuovi media della New York University parte da qui: "Ogni consumatore è oggi un potenziale produttore con l'intero mondo come potenziale pubblico". Siamo tutti "ex audience", come spiegò Dan Gilmor nel suo We, the media. Ci siamo alzati dal divano e siamo andati alla scrivania. Abbiamo posato il telecomando e imbracciato la telecamera. Il terremoto in Abruzzo, con le sue centinaia di video amatoriali, ne è solo l'ultima conferma. Shirky, collaboratore a sua volta del New York Times e Wired, constata la fine del monopolio dei giornalisti nell'informazione. Porta, tra gli altri, l'esempio di Trent Lott, capogruppo repubblicano al senato. Che a una cena aveva lodato Strom Thurmond, noto segregazionista. Molti media non avevano raccolto, i blogger sì. E l'imbarazzante dichiarazione, una volta entrata in loop, l'aveva spinto alle dimissioni. Sottovaluta il lato oscuro della forza, però. Come quando Matt Drudge, alfiere del "prima pubblica poi verifica", dette la notizia (falsa) che Sidney Blumenthal, allora consulente di Clinton, picchiava la moglie. E della causa da 30 milioni di dollari per diffamazione che ne seguì. Il punto è qui: la rete è un mare dove circolano molte notizie. Che possono essere vere o false. Al contrario di quel che accade nei quotidiani non ci sono responsabili a renderne conto. Spesso accertare se ci si trova di fronte ad un fatto o ad una bufala che circola on line è impossibile.

Parole come pietre rotolano a valle, diventano valanghe e seppelliscono reputazioni. Per esempio: nel 2002 a Boston la notizia era vera. Preti accusati di abusi sessuali su bambini. Il Boston Globe fa il suo mestiere ma la notizia esplode soprattutto grazie a Voice of the Faithful. Trenta parrocchiani offesi che, dandosi appuntamento sul web, diventano 25 mila in sei mesi. Alla fine il responsabile della diocesi, cardinale Bernard Law, lascia. Shirky parla del suo paese, noi sappiamo del nostro. Del caso di Federico Aldrovandi, diciottenne di Ferrara morto nel 2005 durante un controllo di polizia. Gli agenti chiudono presto il caso, sua madre lo riapre un post alla volta. Il suo blog obbliga i giornali a tornarci su e i poliziotti finiscono in tribunale. Online il confine tra informazione e azione politica si assottiglia. Succede per il testamento biologico, all'indomani della vicenda Englaro. I radicali presentano 2.500 emendamenti alla proposta del governo. Il 20 per cento raccolti via internet. Non era mai successo, succederà sempre più spesso.

Si può discutere tutto di Beppe Grillo, non la sapienza con cui ha saputo sfruttare la piattaforma internettiana. La stessa con cui Barack Obama ha concepito parte della sua vittoriosa campagna. A dire solo "no, non mi piace", rimpiangendo gli anni eroici dei comizi nelle piazze, si rischia di fare la figura di Giovanni Tritemio, rievocato nel libro. L'abate di Sponheim nel 1492 scrive un pamphlet in cui difende la superiorità degli scriba, minacciati di estinzione dall'invenzione della stampa di Gutenberg. Affida però De laude scriptorum ai tipografi, perché abbia più vasta e spedita circolazione. Mai autosmentita fu più efficace. Eppure la tentazione sopravvive. Dilettanti.com (DeAgostini, pagg. 269, euro 15) di Andrew Keen spiega "come la rivoluzione del web 2.0 sta uccidendo la nostra cultura e distruggendo la nostra economia". Ma se certi contenitori (la carta) sono sotto botta ma il contenuto (il giornalismo) non è mai stato così prezioso.

La Cultura può dormire sogni tranquilli. Perché le masse organizzate, oltre a prendere a picconate le istituzioni, sanno costruire. Shirky cita Wikipedia, l'enciclopedia editata dall'intelligenza collettiva. Ne dà una definizione originale: "E' essenzialmente una burocrazia per litigare". Nel senso che uno scrive una voce, un altro propone modifiche, un terzo obietta e corregge di nuovo, in un affinamento progressivo. Escono anche bufale colossali. Mai come qui è utile la lezione delle scuole di giornalismo americane: "Se vostra madre vi dice che vi ama... verificatelo". Però, onestamente, chi ne farebbe a meno?


Il libro di Shirky deluderà i più "digitalizzati". Scrive: "Gli strumenti di comunicazione non sono socialmente interessanti sin quando non diventano tecnologicamente noiosi". Parla di sms, blog, mailing list, pleistocene internettiano solo adesso diventato normale, precipitato dalle élite alle masse. Così quando la giovane Ivanna dimentica il suo telefonino in un taxi e poi scopre che chi l'ha trovato non ha alcuna intenzione di restituirlo, mette in piedi un sito (evanwashere.com/StolenSidekick/) tanto che la polizia è costretta a intervenire. Così va il mondo quando tutti collaborano con tutti. Per i ragazzi è più facile, i post-1980 non ne conoscono un altro. "In un periodo di rivoluzioni l'esperienza diventa zavorra" avverte l'autore, perché se hai una weltanschaung tradizionale, "quando arriva un cambiamento epocale rischi di considerarlo cosa di scarsa importanza".

mercoledì 8 aprile 2009

Altri 3 siti per scaricare musica gratis dal web, compresa l'introvabile classica!

Dopo il post sui 5 siti da dove scaricare musica gratuitamente se non potete usare il peer to peer in ufficio, eccovene altri 3 trovati recentemente ed accuratamente recensiti dal blog...

1) BeeMp3.com

BeeMp3 è una sorta di "motore di ricerca" per trovare subito i collegamenti ai download di file mp3 caricati in giro per il web. Il catalogo é discreto, se si resta nell'ambito delle band più commerciali: trovare cose come i "Pitura Freska" scordatevelo... Per chi ha un sito web o un blog, BeeMp3 fornisce una funzione per l'embed dei file musicali, in modo da riprodurre la musica sulla propria pagina web (stile player di Deezer).

2) Downlovers.it.

Il primo sito italiano da cui scaricare musica in maniera assolutamente legale: il sito infatti ha stipulato accordi con le case discografiche per cui (al modico prezzo di 30 secondi di pubblicità a brano da sorbirvi) é possibile scaricare cio' che si vuole da un catalogo sempre più in espansione (almeno cosi' dicono). La gamma di scelta é interessante: si va dai clai classici come Vasco o U2 a proposte più di nicchia (specialmente italiane) come Marta sui Tubi o addirittura la musica classica di Ludovico Einaudi o Giovanni Allevi.

Troppo bello? Beh, in effetti qualche controindicazione c'é... La maggior parte dei brani é coperta da DRM (Digital Right Managment), il che vuol dire 1) che il formato non é il classico mp3 ma il wma, e 2)che il file una volta scaricato non puo' essere spostato più di 10 volte in lettori o player, pena il blocco. C'é da dire pero' che crescono all'interno del sito gli "MP3 DRM Free", classici file scaricabili ed usabili in ogni modo. Sito comunque degno di visita; necessaria un'iscrizione (gratuita) per il download dei file.

3) Classic Cat.net

Un motore di ricerca per mp3, che rimanda ai siti da dove poterli scaricare, con un ottimo catalogo e una particolarità che lo rende forse unico nel suo genere: Classic Cat infatti si occupa solo di musica classica! Al posto di Ramstein e ACDC il gatto offre ampie selezioni di Albinoni, Vivaldi, Bach e compagnia bella, con un ampio menu' di ricerca che soddisferà molti palati. Si puo' cercare la musica andando per autore, per strumento, per esecutore o per genere, oppure scegliere di fidarsi della "top 100 download" del sito! Da leggere tutte le notine in piccolo nella pagina quando si scarica: ogni tanto alcuni dei link proposti sono a siti per cui é necessaria un'iscrizione: se volete risparmiarvi la magagna, guardateci prima!

Personalmente posso dirvi che é balzato istantaneamente nella lista dei miei preferiti: chi la cerca infatti saprà che trovare musica classica sul web é pressoché impossibile!

Se ne trovo altri aggiorno il post immediatamente: intanto, se ne conoscete voi postatemeli nei commenti! :)

Scaricare gli Mp3 da Deezer? Cosi' si puo'!

Vi ricordate Deezer, il sito per ascoltare gratuitamente quasi ogni tipo di musica sul web?

Solamente in streaming pero', senza la possibilità di poterla scaricare sul proprio computer. Ma oggi ho trovato un modo per poter downlodare tutta la musica che vorrete da Deezer (in formato mp3,!) che voglio condividere con voi: il merito é tutto di un programmino chiamato Freezer.

Per salvare e scaricare musica da Deezer.com; scaricate Freezer, quindi aprite Firefox (usate questo browser per andare su Deezer).
Poi, andate su Strumenti->Opzioni->Avanzate->Rete->Impostazioni; mettete il pallino della checkbox su "Configurazione manuale dei proxy", e riempite il campo "Proxy HTTP" con "localhost" (senza virgolette), e nel campo "Porta" inserite "8800" (senza virgolette).

Fatto ciò, premete ok (lasciate il resto dei campi in bianco), e aprite il programma Music Freezer scaricato precedentemente. Una volta avviato il programma, apparirà una finestra, lasciatela pure aperta; nel frattempo tornate su Firefox, e vi accorgerete che vi farà navigare solo su Deezer.
Infatti il programma Freezer fa da proxy tra voi e deezer, permettendovi così di scaricare gli Mp3.

Basterà infatti scegliere la canzone normalmente, e premere play. Appena premuto, subito apparirà la finestra per salvarla in mp3.
Per tornare alla navigazione normale, basterà naturalmente tornare alla finestra dove avevamo configurato il Proxy, e selezionare la checkbox "Nessun proxy".

Fatto questo: infilate gli mp3 dove volete ed ascoltateli pure!

(tnks to thetotalsite per le istruzioni)

venerdì 20 febbraio 2009

Le libertà di Internet sono in pericolo! Ecco tutte le magagne del pacchetto "Telecom" in discussione al Parlamento Europeo.

Lo sapevate che le libertà in Internet sono al momento in grave pericolo?
Qualora dovesse essere approvato un insieme di direttive in discussione al Parlamento Europeo infatti Internet potrebbe cambiare così:

- non potrai più collegarti a Internet solo per aver condiviso un file;
- sarà possibile conoscere il contenuto del tuo traffico Internet;
- non potrai usare liberamente FTP, Skype, chat, p2p;
- sarà il tuo provider a scegliere quali siti web potrai visitare e quali no.

Se tutto questo non ti piace, continua a leggere: questo è il testo integrale della lettera aperta disponibile sul sito
www.scambioetico.org Per fermare tutto questo, o anche solo per far conoscere tutto alla gente ed ai navigatori che ancora lo ignorano, è nato un forum ed un coordinamento di siti a cui chiunque può iscriversi che spiega nel dettaglio le direttive e l'origine delle proposte in discussione in questi giorni, le modifiche che potrebbero essere effettuate alla rete ed i modi a tua disposizione per provare a fare qualcosa . Inoltre è stato anche aperto un gruppo sul popolare sito di social networking Facebook che potete trovare al seguente indirizzo: http://www.facebook.com/group.php?gid=51688215993&ref=mf.

Se pensi che la Rete debba rimanere libera così come è nata, diffondi la lettera aperta e copia il banner sottostante nel tuo sito con il link all'iniziativa!
Aiuta la rete a rimanere libera!


Caro cittadino della Rete,

il Consiglio dei Ministri dell'Unione Europea ha infatti raggiunto un accordo politico su norme e direttive fortemente lesive dei diritti dei cittadini europei e dei consumatori. Tale regolamentazione è inclusa nel Pacchetto Telecom, un complesso sistema di cinque Direttive che influenzerà profondamente le leggi degli Stati Membri dell'Unione Europea, Italia inclusa, per molti anni a venire. L'accordo politico del Consiglio stravolge il contenuto del Pacchetto, che con voto democratico, e con l'appoggio della Commissione Europea, il Parlamento Europeo aveva approvato a larghissima maggioranza nel settembre 2008 con emendamenti che garantivano e tutelavano i diritti fondamentali dei cittadini e dei consumatori.


Il 19 febbraio il Parlamento Europeo darà inizio alla Seconda Lettura del Pacchetto Telecom, e se non avrà la forza di opporsi alla volontà del Consiglio dei Ministri, entro pochissimo tempo le leggi dei Paesi Membri dovranno obbligatoriamente adeguarsi con le seguenti conseguenze:

- sarà possibile disconnetterti dalla Rete sulla base di semplici indizi, raccolti da società private senza autorizzazione della magistratura, che facciano sospettare che tu abbia condiviso contenuti protetti da copyright. Il tuo fornitore di accesso Internet sarà obbligato a collaborare con le società private per fornire i tuoi dati, e sarà costretto a procedere alla sospensione del servizio. Non avrai diritto né alla difesa né ad un equo processo;


- il tuo fornitore di accesso sarà libero di filtrare contenuti, servizi e applicazioni a piacimento. Per fare solo un esempio fra i tanti possibili, diventerà lecito e legale bloccare Skype al fine di promuovere e costringerti ad acquistare un servizio VoIP a pagamento;


- il tuo fornitore potrà applicare "differenziazioni di tariffe", e farti pagare abbonamenti aggiuntivi per applicazioni e protocolli specifici, ad esempio per e-mail, FTP, newsgroups, chat, peer-to-peer ecc.; potrà inoltre liberamente decidere a quali siti web potrai accedere senza limitazioni, a quali potrai accedere con de-prioritizzazione del traffico (quindi con rallentamento nello scambio dati), e a quali non potrai accedere affatto;

- qualsiasi società privata, per generici scopi di sicurezza di rete, potrà intercettare, memorizzare a tempo indefinito, leggere e analizzare, tutti i dati che invii e che ricevi sulla Rete senza autorizzazione di alcun organismo governativo, inclusa la magistratura.


Per tutelare i tuoi diritti fondamentali, si è formata un'ampia coalizione europea che riunisce le più importanti associazioni in difesa dei diritti digitali e dei diritti dei consumatori. La coalizione comprende 16 organizzazioni non governative e associazioni che si battono per i diritti dei consumatori, con sedi in 22 Paesi Membri dell'Unione Europea e altri Paesi non Membri. Da settimane rappresentanti della coalizione stanno attivamente partecipando a Brussels al fine di tutelare i tuoi diritti. In Italia le organizzazioni che fanno parte della coalizione sono Altroconsumo, l'Istituto per le Politiche dell'Innovazione, NNSquad Italia e ScambioEtico.


ABBIAMO TUTTAVIA BISOGNO DEL TUO AIUTO, E NE ABBIAMO BISOGNO CON URGENZA.

Ti chiediamo di dedicare qualche minuto del tuo tempo per scrivere un'e-mail, e se ti è possibile telefonare, all'europarlamentare italiano che ritieni ti possa meglio rappresentare in Parlamento Europeo, al fine di sensibilizzarlo sui gravi rischi che il Pacchetto Telecom arrecherà a Internet e a i tuoi diritti fondamentali, fra i quali la libertà di espressione, di informazione, il diritto alla difesa e a un equo processo, e il diritto alla privacy. Se ti è possibile, ti chiediamo di sensibilizzare i tuoi familiari, conoscenti e amici, e se ti capita di scrivere in Internet, di informare tramite interventi nei forum e nei blog.

Se sei un blogger o un giornalista e ne vuoi sapere di più, non esitare a contattare il Portavoce di ScambioEtico Paolo Brini


Ti forniamo il LINK per reperire le e-mail e il numero di telefono di tutti gli europarlamentari italiani, al fine di farti scegliere quello che ritieni più coerente con le tue idee. Ti forniamo il link al PDF della lettera aperta della coalizione, indirizzata al Parlamento Europeo e a tutti i suoi Membri, in modo da darti tutti i riferimenti normativi che delineano quanto è stato sopra affermato. Per qualsiasi richiesta o necessità, non esitare a leggere e a scrivere in questo forum LINK, che rimarrà sempre aperto e fornirà supporto nonché aggiornamenti sulla Seconda Lettura del Pacchetto Telecom.


...e ora tocca a voi!!!!!!!!!!

lunedì 22 settembre 2008

Dedicato ai porno maniaci del web

AH AH AH AH AH!!!



Confessate! Chi non ha mai visto un porno su internet...

Ieri ho scaricato tramite un noto programma di file sharing "Batman: il Cavaliere Oscuro".
O almeno credevo, perchè quando sono andato per vederlo l'unica cosa di oscuro era un negrone di 2 metri che...vabbè, il resto ve lo lascio immaginare... :)

lunedì 25 agosto 2008

Pillola del lunedì: Eriadan

Ogni tanto è bello prendersi 10 minuti al lavoro e riscoprire il sito di Eriadan... :)

Il lunedì specialmente ti aiuta a riingranare la marcia... Se non sapete di cosa sto parlando, il sottoscritto invita caldamente a cliccare qui e a scoprirlo da voi: se siete appassionati di comics ed un minimo curiosi vi piacerà...

Qui sotto tre delle vignette più belle degli ultimi giorni...

Piscine

Piscine

How far is...

How far is

Contaminazioni letterarie

Contaminazioni Letterarie

Dopodichè vi saluto, che mi mandano a fare un pezzo sul rispristino dell'Ecopass...

"E' il lunedì bellezza, e tu non puoi farci niente. Proprio niente".
C'est la vie...

giovedì 17 luglio 2008

Wikileaks: sul web nulla è segreto

Sempre da Repubblica.it, un bell'articolo su un sito che volevo recensire da un po'...
Siore e Siori ecco a voi
Wikileaks, la Wikipedia dei segreti del mondo....

Sul sito dell'australiano Assange segreti di stato e documenti militari top secretSenza dimenticare i carteggi riservati di banche, aziende e organizzazioni religiose
Wikileaks, velina online contro tutti. "E' tempo di disobbedienza civile"

di Paolo Pontoniere

LA Cina non è l'unico paese al mondo ad essere irritato dalle attività internet dei dissidenti politici. Negli Stati Uniti alla fine di giugno è stato bandito (e poi riaperto)
Wikileaks, sito fondato dall'hacker australiano Julian Assange. Lo stesso sito che ha pubblicato di recente il video-denuncia con l'interrogatorio del sedicenne a Guantanamo.

Una sorta di "wikipedia della velina globale", il sito è stato concepito con l'intenzione manifesta di aiutare gli scontenti a far trapelare documenti riservati, segreti di stato, documenti top secret dei militari e i carteggi relativi a tutte le presunte attività illegali di governi, aziende, banche e organizzazioni religiose.

A far scattare le ritorsioni del sistema giuridico statunitense (nello specifico della corte federale della California), nei confronti di Wikileaks era stata la decisione di Assange di pubblicare una serie di documenti scottanti sulle attività di una banca privata svizzera. Il giudice californiano ha così deliberato che il sito meritava di essere delistato da ICANN. Questo ancora prima che l'intervento della Electronic Frontier Foundation e della ACLU, la American Civil Liberty Union, lo costringesse a rivedere la sua posizione.

L'indagine sulla banca rappresenta però solo l'ultimo anello d'una catena di azioni che hanno profondamente angustiato le autorità americane. Wikileaks era finito già da tempo nel mirino del governo USA, in particolare del Pentagono, per aver pubblicato una serie di documenti riservati che avevano fortemente imbarazzato le autorità. Primi fra tutti il manuale di istruzioni usato dai militari americani per interrogare i prigionieri di Guantanamo e una direttiva del Pentagono sulle regole di ingaggio delle truppe americane in Iraq.

Per un sito che è stato lanciato meno di 18 mesi fa, insomma, Wikileaks s'è creato in poco tempo una lista di nemici di dimensioni planetarie. Non solo il governo USA, ma anche quello keniota lo ha messo nel mirino. proprio sul Kenya Wikileaks aveva pubblicato, ancor prima di finire online, un rapporto - soppresso dalle autorità - che accusava l'amministrazione del presidente Daniel Arap Moi.

Wikileaks ha messo i piedi nel piatto anche su Scientology e Tom Cruise, con la pubblicazione di un gran numero di documenti interni della chiesa-setta fondata da Ron Hubbard. Un destino simile è toccato anche alla Church of Jesus Christ of the Latter Day Saints, quella dei mormoni, il quarto gruppo di ispirazione cristiana degli Stati Uniti. Ai militari britannici è invece toccato lo stesso destino di quelli USA, con la pubblicazione delle direttive di ingaggio in Iraq e Afghanistan, mentre per il Venezuela a finire sul sito è stato l'accordo segreto con il governo cubano per la costruzione di un collegamento diretto via fibra ottica tra le due nazioni.

Anche Hollywood non è sfuggita alle forche caudine di Assange. Prima hanno pubblicato il carteggio che è corso tra Wesley Snipes e le autorità tributarie americane (Snipes purtroppo finirà in carcere), e poi una versione iniziale della sceneggiatura dell'ultimo Indiana Jones.

Malgrado le storie pubblicate da Wikileaks abbiano spinto media come il New York Times e il Washington Post ad interessarsi maggiormente di Guantanamo e delle attività delle truppe in Iraq, non tutti i progressisti americani vedono di buon occhio il suo operato. Steven Aftergood, direttore del Secrecy Project della Federation of American Scientists e uno dei maggiori esperti statunitensi di terrorismo, spesso tra i critici più decisi del governo americano, pensa che Wikileaks stia sovvertendo le regole del vivere civile e che le sue soffiate, soprattutto sul funzionamento delle armi segrete statunitensi, facciano il gioco dei nemici dell'occidente.

Una critica questa alla quale Assuage risponde quotando il filosofo della politica filippino Walden Bello: "E' tempo di fare meno società civile e più disobbedienza civile". Per quanto possa apparire assurdo la forza di Wikileaks sta proprio nella sua segretezza. Il dominio è registrato a nome di un keniota che sa ben poco di chi lo faccia o dove si trovi il suo quartier generale. Assange vive da qualche parte in East-Africa e fa solo interviste sul web. Il server principale, che si trova in Svezia, è specchiato da altri server segreti sparsi in giro per il mondo, e così quando la corte federale statunitense ne aveva chiesto la chiusura i webnauti che inserivano il suo indirizzo IP continuavano comunque a collegarsi. Anche i tentativi di Scientology di bloccare alcuni documenti sulla base della difesa del copyright statunitense servono a poco. Non disponibili negli USA, i documenti saranno comunque visibili sugli altri server.

Insofferente alle critiche dei suoi detrattori, Assange conviene però che non tutto ha funzionato come sperava. L'intenzione degli ideatori di Wikileaks - tra i quali figura anche l'esperto di sicurezza Ben Laurie - era quella di creare una creative commons alla Wikipedia, nella quale il pubblico avrebbe pubblicato spiate di tutti i generi e verificato la consistenza dei documenti di supporto. Quest'aspetto non s'è manifestato nei termini sperati, e a parte i giornalisti e gli accademici, che analizzano e utilizzano quotidianamente il materiale pubblicato da Wikileaks, la "sollevazione" di popolo stenta ancora a realizzarsi.

Questo però non scoraggia Assange che invece, da tifoso del giornalismo d'assalto quale dice di essere, in questa fase di crisi dei media tradizionali suggerisce ai professionisti dell'informazione di usare il suo sito per rilanciare la loro reputazione di difensori dell'interesse pubblico. Casomai per abbonamento, visto che conta di trasformare il sito in una sorta di archivio dei progetti segreti, consultabile da giornalisti ed altri professionisti in cambio di una piccola sottoscrizione monetaria.

mercoledì 12 marzo 2008

Concorrenza sleale!!!

Dal sito del Corriere della Sera, una "notizia di sicuro interesse" per la popolazione italiana!:

"Arriva anche in Italia "Nakednews", il tg letto da conduttrici che a ogni notizia si tolgono un indumento fino allo strip tease integrale. Concepito per Internet e i telefonini, lo show, nato nel 1999, programmato in 172 Paesi, sarà disponibile tutti i giorni feriali, alle 17, attraverso il sito www.nakednews.it" (Emmevi)


"Il tg, con il sottotitolo "il programma che non ha nulla da nascondere", è stato presentato a Milano da David Warga, amministratore delegato "Naked News" Internazional, Marco Ottolini, ad di Small Formats, e dalle anchor storiche americane. In sala anche le quattro conduttrici di Naked News Italia, giovani donne tra i 22 e i 27 anni, selezionate tra le 100 che si erano presentate per il ruolo". (Emmevi)


Eh, vabbè, ma questa io la chiamerei "concorrenza sleale"! Ma non solo per me: ora il povero "Studio Aperto", già noto come il tg italiano della gnocca per eccellenza, che cosa farà?

Vabbè, se cercate un barista sono qui...al giornalismo è meglio rinunciarci... :)

lunedì 11 febbraio 2008

Reporterist.com: una "eBay" per giornalisti.

Una Ebay per i giornalisti? Se può servire ad aiutare i giovani sconosciuti a farsi conoscere in un mercato sempre più chiuso e difficile, perchè no? L'idea per ora è partita in America, dove una laureata in una scuola di giornalismo ed un ex ingegnere hanno creato Reporterist.com, una vetrina online/mostra mercato di articoli e servizi digitali e non per avvicinare i due mondi di freelance e testate giornalistiche!

Sperando che arrivi presto anche in Italia, vi giro la notizia dal sito originale (che potete trovare qui):

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Hemant e Sindya Bhanoo (nella foto) hanno dato vita a questa sorta di “mostra-mercato” editoriale online, una “eBay” dove giornalisti e capi delle redazioni possono discutere e contrattare in rete. I primi presentando i loro articoli e i secondi valutandone le possibilita’ di pubblicazione

E’ Reporterist.com, una piattaforma lanciata recentemente. Lei – racconta l’ Online Journalism Review (OJR) - è laureata alla Scuola di giornalismo di Berkeley e lui e’ un ex ingegnere che lavorava ad Amazon.

In una intervista a OJR Sindya Bhanoo spiega che lei e il suo compagno hanno dato vita a Reporterist.com dopo essersi resi conto di un grosso gap che caratterizza il mercato dei freelance e sperando così di favorire la diffusione delle notizie ai lettori in maniera più puntuale e meno costosa.

“Il processo del ‘lancio’ di un articolo e della sua pubblicazione ha avuto finora dei vuoti. Con le attuali tecnologie mi sembrava che potesse essere realizzato in un modo molto più veloce e snello”, ha precisato, sottolineando anche l’ importanza di costruire un network fondato sulla fiducia.
“Abbiamo parlato con molti direttori. E loro ci hanno detto che con i tagli dei costi, c’ è molto bisogno ora di un lavoro freelance di alta qualità, ma che è difficile trovare dei freelance fidati a cui rivolgersi. Un direttore riceva qualcosa come 500 email al giorno e non ha il tempo per cercare fra di esse per individuare le cose migliori”, ha spiegato Bahnoo.

Da qui la decisione di mettere a punto Reporterist, una piattaforma dove freelance e capi delle redazioni possono entrare in collegamento.
I giornalisti scaricano sul sito il loro lavoro e indicano eventualmente per quale pubblicazione possa essere adatto, dando due settimane di tempo per esaminarlo e valutarne la pubblicazione. Oppure possono elencare diversi giornali che potrebbero avere accesso a quegli articoli entro l’ arco delle due settimane. Oppure – aggiunge Bhanoo – l’ offerta può essere fatta anche in maniera generica, mettendo i materiali “sul mercato” – un servizio che comunque non funziona ancora.


Bhanoo ci tiene a sottolineare le differenze fra Reporterist e eBay. Dal momento che i giornalisti possono fissare un prezzo base per gli articoli oppure accettare il compenso minimo fissato per I freelance, non c’ è asta.

“Non avrebbe senso avere un modello di questo tipo – aggiunge Bhanoo -, perché I giornali tendono a pagare un compenso fisso”.
C’ è comunque un modello di pagamento che è stato sviluppato ma non ancora perfezionato sul sito. Quando un giornalista vende un articolo su Reporterist, il giornale paga immediatamente. Il sito ricava il 10 per cento. In magazzino ci sono anche dei contratti elettronici che consentono ai giornalisti di aggirare i lunghi ritardi nei pagamenti causati dal lavoro amministrativo.

E tra l’ altro, secondo Bhanoo, oltre ad aiutare le persone a costruirsi una buona reputazione attraverso un network di giornalisti e redattori affidati, Reporterist permette ai freelance di realizzare un portfolio online e ai giornali di avere un quadro del lavoro passato dei giornalisti.

Il sito è stato lanciato con la collaborazione della UC-Berkeley’s Graduate School of Journalism e dal momento del lancio ha raccolto circa 60 utenti attivi. La Columbia University ha mostrato interesse introducendo questo modello fra i suoi studenti.

“Secondo la nostra visione, Reporterist potrebbe costituire la nuova generazione dei servizi di agenzia consentendo anche di selezionare le notizie e gli articoli per luogo e argomento. Vorremmo essere un servizio di informazione locale e di settore”, ha concluso Bhanoo.

giovedì 24 gennaio 2008

L'importanza di non essere il primo (e del perchè non venderò l'anima al diavolo per diventarlo)

Ieri pomeriggio ho avuto un piccolo ma intenso delirio di onnipotenza.

Curiosando per caso nella classifica dei blog più influenti della blogosfera italiana redatta da Wikio (il nuovo motore di ricerca di Wikipedia) ho scoperto infatti di esserci dentro: come potete vedere da bollino in basso, sono l'11.438esimo blog più influente d'Italia!

Se il primo, come immagino, è quello di Beppe Grillo, facendo i debiti paragoni questo blog ha un undicimillesimo e rotti del potere di convincimento delle masse di Grillo: praticamente mezza unghia, ma mi accontento! Se il Beppe con un paio di post infuocati può far cascare un ministro (magari no, ma inguaiarlo sì!), concentrando tutto il potere mediatico di questo piccolo insieme di link e frasi sconnesse racchiuso in una pagina web, forse potrei addirittura far cadere un capello a Mastella!

Scherzi a parte poi mi è venuto un piccolo dubbio: di tutto questo potere e volume di traffico...che me ne faccio?

La prima cosa che mi è venuta in mente, avendo il blog sulla piattaforma di Google che tende a pomparli terribilmente, è stata quella di installare sul blog i famosi annunci pubblicitari AdSense: magari, mi dico, è la volta che riesco a fare su anche due soldi! Per chi non sapesse di cosa si parla riporto la definizione di Wikipedia:

"AdSense è il canale pubblicitario di Google che permette di guadagnare con il proprio sito. E' un algoritmo che scansiona in automatico il contenuto delle pagine web e pubblica in una sezione dedicata gli annunci più pertinenti al sito. La remunerazione è basata principalmente sul sistema del pay-per-click: Google paga qualche centesimo di dollaro ogni volta che un utente clicca sull'annuncio AdSense. Un' altra forma di guadagno può essere ottenuta con il CPM, ovvero il costo per mille impression".

Google la pubblicizza come un modo rapido e facile per diventare miliardari (esagero..)..ma sarà davvero così?

Incuriosito, mi sono chiesto se davvero questo miracolo degli AdSense esistesse veramente e mi sono messo in giro nella rete a cercare testimonianze, e soprattutto cifre, pensando magari a come creare il blog perfetto per diventare milionario e re della rete.

Di tutti i siti che spiegano come funzionano gli annunci pubblicitari che pagano e cosa fare per farli fruttare ne riporto solamente uno, che a mio parere dà il riassunto migliore, e che userò per spiegare il risultato della mia piccola ricerchina. Lo trovate qui.

La prima cosa che dicono tutti è: generare traffico. Più gente va sul proprio sito/blog, più possibilità c'è che qualcuno clicchi sui banner pubblicitari. Come si fa? Iscrivendosi al maggior numero possibile di siti che pubblicizzano o catalogano blog, scrivendo di argomenti che calamitino gente, lasciando commenti su più siti possibili per farsi notare, e usando (se proprio lo si ritiene necessario) anche trucchetti abbastanza sporchi per falsare le classifiche (qui un ottimo esempio di un caso recente).

Tutto questo porta il blogger affamato a tentare di generare sul proprio sito il massimo di traffico possibile, usando dopo la pubblicità fatta al blog dappertutto gli stessi suoi contenuti e/o tags.

Ora, grazie al contatore di visite io, come mille altri, un po' vi spio. So da dove partite per arrivare sul blog, so cosa cercate (le chiavi di ricerca) e da che siti provenite (e quindi si presume seguite). Per esempio, nell'immagine qui a lato ci siete tutti voi fino a mezz'ora fa. Cosa cercate? Curioso: la prima voce è "Lupin", seguita da "megafono" (che cazzo ci fate?), da "coccodrillo" (e qui sarei veramente curioso...), da "capo dei capi" e così via.

Ma, come tutti sanno come questo stesso blog ha avuto modo di accorgersi, quali sono le cose che tirano di più in Rete? Vi ricordate del caso dei post su Anna Ciriani (qui e qui)? Beh, su Internet quello che tira di più è sempre il sesso, e derivati vari: calendari, video, etc etc.
Ora, se voglio aumentare ancora il traffico metterò ovunque post taggati "sesso" o "porno" con relativa dovizia di video o foto: come abbiamo già visto...tira!

A questo punto, il terzo passo per fare soldi: la posizione dei banner. La gente ci deve cliccare sopra, non importa se volontariamente o meno, quindi eviterò di piazzarli in un angolino piccolo e delimitato a lato, senza disturbare, ma li piazzerò ovunque, in mezzo ad esempio tra un post e l'altro e magari un po' mimetizzati, possibilmente nello stesso layout del blog e disposti a trappola in modo che ci finisca più gente possibile.

Fatto tutto questo, dovrei avere un traffico immenso e soldi a palate...forse.

I soldi veri infatti, a quanto ho trovato in giro, si fanno solo facendo blog o siti creati apposta per guadagnare, che richiedono tempo, attenzione e strategie di marketing continue e attive, come spiega bene questo post qui dal blog Marketing Routes.

Questi blog/siti però saranno fatti per godimento proprio o per correre dietro al maggior pubblico possibile?

Io credo la seconda.

Si può guadagnare sul web, usando il proprio "piccolo potere" come quello che ho scoperto di avere, ma solo vendendo una parte della propria anima di blogger. Ve loimmaginate un gestore di un sito di marketing o porno che un giorno, perchè gli va, posta un libro di Corto Maltese o un messaggio romantico dedicato alla propria ragazza? Non può nemmeno pensarlo, perchè non è quello che gli utenti si aspettano da lui e non è nemmeno quello che lo fa guadagnare. Perderebbe utenti e guadagni, e non può permetterselo.

E' per questo che, in conclusione, non userò il mio "piccolo potere" personale per tentare di guadagnarci su col blog. Perchè sono sicuro, conoscendomi, che un giorno alla volta, pian pianino, finirei per vendere la mia anima di cazzeggiatore. E questo blog non sarebbe più lo stesso, nè lo sentirei più mio.

Userò tutto questo solo per fare quello che scrissi sin dal primo post: conoscere nuova gente e farmi nuovi amici, da invitare a prendere uno spritz nella mia piccola "Calle del vento". Che non diventerà mai il sito più seguito d'Italia, ma sarà sempre un posto bello dove poter tornare.

Errata corrige: su segnalazione di Alex (l'account è anonimo) pubblico in nota una correzione al post, che potete trovare anche nel box commenti sottostante.

"Wikio.it non è il motore di ricerca di wikipedia (che si chiama Wikia);-) ma un progetto presente in 5 lingue nato da un idea di investitori europei.
in pratica è un edicola virtuale alimentata da 20.000 e passa feed rss di tanti blog di qualità scelti dai nostri documentalisti. (tra cui il tuo)
i visitatori di wikio quando cercano: politica, cinema, teatro o iPhone avranno le notizie in provenienza dai media classici(corriere, repubblica la stampa etc) e dai blog".

Ebbene sì: nonostante cerchi di starci attento, anche io a volte scrivo castronerie! L'importante è rimediare prima che sia troppo tardi! Se ne trovate altre..avvisatemi!