Cassa armonica.
Fondo.
Figuratevi che é fatto di Lego persino l'archetto! :)
"Anche un orologio rotto due volte al giorno avrà sempre ragione" (Get Fuzzy)
E’ una sentenza molto “mainstream”, quella che oggi condanna i gestori di The Pirate Bay a varie pene detentive e a un forte risarcimento verso quelle Major dell’intrattenimento che avevano fatto richieste anche più ingenti. E’ una brutta sentenza: che si “incastra” bene con le intenzioni punitive del governo francese, di quello inglese, e di quello italiano. Ed è un errore.
A pochi minuti dalla decisione del tribunale di Stoccolma, la blogosfera comincia a commentare, ma ci vorrà del tempo prima che un’opinione prenda forma. Non è difficile prevedere che sarà negativa. Intanto ecco TechDirt (in inglese) che sostiene che quella è “un’occasione perduta per l’industria dell’intrattenimento”. Vedremo cosa significa: intanto TechDirt in questi giorni sta riproponendo un tema importante: che la capacità delle macchine digitali e della rete di riprodurre e copiare indefinitamente hanno introdotto nella rete il concetto di “zero”. Hanno cioè smontato in modo irreversibile il conseguimento del profitto sulle opere dell’ingegno.
Sembra di sognare, eppure questo dato, che è chiaro, elementare, percepibile a chiunque guardi oltre l’orizzonte della propria scrivania, non viene colto dall’establishment industriale e politico.
La creatività e l’industria - Per essere chiari e onesti fino in fondo, il male che affligge la musica e il cinema, è lo stesso, anche se i sintomi sono diversi, che ha preso i giornali e in parte la tv. La riproducibilità totale del contenuto punta a distruggere il modello produttivo che finora ha presieduto all’attività di quelle industrie. Che per il momento studiano solo reazioni giudiziarie e/o politiche, invece di dedicarsi a nuove stretegie commerciali. I loro responsabili profetizzano la morte delle creatività e delle professioni che quelle industrie reggono: fare il musicista, il regista, il giornalista. Che è una bella sovrapposizione: il mondo avrà sempre bisogno di chi suona, racconta e informa. Il punto è in quali forme, canali, supporti.
Non facciamola lunga - l’argomento sarà ripreso - ma vale davvero assai poco produrre informazione terroristica, come ha fatto l’industria cinematografica italiana in un rapporto diffuso ieri: bambini che non sanno disegnare, cinema che chiudono, film che non si fanno più. O come fanno i nostri politici, di maggioranza e qualche volta di opposizione, quando parlano di social network come luoghi di abominio, magari con la consulenza degli industriali del cinema seduti accanto a loro, preoccupati perché le loro fiction finiscono su YouTube - a pezzi, niente paura.
Il rischio vero di guardare indietro - Questa cattiva informazione produce un rischio politico gravissimo. Devono saperlo tutti coloro che danno qualche importanza alla parola libertà.
Perché per difendere l’industria del contenuto, si preparano fili spinati e pene assurde: querele per i blogger, cause per chi scarica un film, sospensioni della connessione internet. In Francia, dove sono meno ipocriti, si ipotizza che gli utenti internet debbano, in un futuro non lontano, navigare solo all’interno di liste note di siti e quindi “autorizzati”. Noti all’autorità. In un articolo del nostro decreto sicurezza si conferisce al governo, cioè all’autorità politica, il diritto di decidere se una pagina viola le legge e chiudere magari tutto il sito. Cioè il governo decide cos’è reato in una manifestazione della libertà d’espressione.
Un piccolo passo grave - No non siamo noi che facciamo confusione fra argomenti: è proprio così, passare dal blocco del “pirata” ai controlli di massa e alla repressione della libertà di espressione, è un passo nella direzione più catastrofica. Un piccolo passo grave.
E’ il potere - che da noi è particolarmente intrecciato e confuso tra industria e politica - che fa volutamente confusione.
La ricerca creativa del nuovo - Allora via libera al “pirata”? Sono molte le cose che si potrebbero fare. Una rilfessione sui modelli di business ha portato Steve Jobs a creare con iTunes un meccanismo virtuoso di distribuzione della musica. Miliardi di brani venduti. Venduti.
Se non si fa il passo e non si riesce a capire che il “pirata” siamo moi, i nostri figli e che pirateria è il nuovo mercato, la nuova società, si rimane fermi al palo del delirio reazionario e repressivo. Bisogna inventare nuovi business, nuovi modi di vendere, nuove professioni. Perfino la repressione va ripensata per distinguere tra repressione del contrabbando e consumi personali…
Tanto non guarirete un’industria malata. Riuscirete solo a produrre una solida, diffusa, cultura autoritaria.
1) BeeMp3.com
BeeMp3 è una sorta di "motore di ricerca" per trovare subito i collegamenti ai download di file mp3 caricati in giro per il web. Il catalogo é discreto, se si resta nell'ambito delle band più commerciali: trovare cose come i "Pitura Freska" scordatevelo... Per chi ha un sito web o un blog, BeeMp3 fornisce una funzione per l'embed dei file musicali, in modo da riprodurre la musica sulla propria pagina web (stile player di Deezer).
Solamente in streaming pero', senza la possibilità di poterla scaricare sul proprio computer. Ma oggi ho trovato un modo per poter downlodare tutta la musica che vorrete da Deezer (in formato mp3,!) che voglio condividere con voi: il merito é tutto di un programmino chiamato Freezer.
Per salvare e scaricare musica da Deezer.com; scaricate Freezer, quindi aprite Firefox (usate questo browser per andare su Deezer).
Poi, andate su Strumenti->Opzioni->Avanzate->Rete->Impostazioni; mettete il pallino della checkbox su "Configurazione manuale dei proxy", e riempite il campo "Proxy HTTP" con "localhost" (senza virgolette), e nel campo "Porta" inserite "8800" (senza virgolette).
Fatto ciò, premete ok (lasciate il resto dei campi in bianco), e aprite il programma Music Freezer scaricato precedentemente. Una volta avviato il programma, apparirà una finestra, lasciatela pure aperta; nel frattempo tornate su Firefox, e vi accorgerete che vi farà navigare solo su Deezer.
Infatti il programma Freezer fa da proxy tra voi e deezer, permettendovi così di scaricare gli Mp3.
Basterà infatti scegliere la canzone normalmente, e premere play. Appena premuto, subito apparirà la finestra per salvarla in mp3.
Per tornare alla navigazione normale, basterà naturalmente tornare alla finestra dove avevamo configurato il Proxy, e selezionare la checkbox "Nessun proxy".
Fatto questo: infilate gli mp3 dove volete ed ascoltateli pure!
(tnks to thetotalsite per le istruzioni)
Stavo diventando troppo serio...
Dedicato a tutti quelli che si ritrovano la sera ad aspettare davanti ad un cancello, e non capiscono mai come ci sono finiti...ma nonstante tutto, finiscono per sbatterci contro tutte le volte che possono.
Musica da internet sul proprio computer senza installare nessun programma di download o peer to peer? Bypassare i firewall aziendali che non permettono di installare alcunchè sul proprio pc, e godersi finalmente il disco voluto a prezzo zero?
Seconda playlist di Deezer online!
Questa è un po' più "discotecara" dell'altra, ma oggi mi girava così...
Oggi parliamo di...DEEZER!
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La foto sotto il logo del titolo è di Riccardo Roiter Rigoni (da www.venessia.com), lo sfondo è un rifacimento grafico di Corto Maltese, dal genio di Hugo Pratt.