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mercoledì 29 settembre 2010

Montecitorio, il discorso di Silvio e Facebook

Cosa si sarebbero potuti dire i nostri illustri politici dopo la seduta di questa mattina se avessero avuto Facebook?

(clicca sull'immagine per vederla ingrandita)


(tnks to L'Espresso)

Certo che il colpo di genio di Berlusconi di dichiarare conclusa la Salerno Reggio Calabria e di definire sè stesso come noto uomo di dialogo nel discorso di questa mattina non l'avrebbe potuto immaginare neanche il padreterno, credo... Tutto il resto del panegirico di 56 minuti sul futuro dell'Italia, sulla crisi che prima c'è - poi non c'è - poi torna - poi non è vero - poi sono i soliti comunisti che portano nera - e alla fine ci ha colpito e non potevamo prevederlo, sulle tasse ridotte per tutti,  sulla magistratura politicizzata, sui giovani futuro (trapassato?) del Paese, sul processo breve, sul Ponte sullo stretto e tutto il resto credo sia meglio non commentarlo neanche...


giovedì 16 aprile 2009

Domenica 19 Aprile la Giornata del Naso Rosso: sosteniamo la clownterapia in 34 piazze italiane!

Comunicato stampa:

L'associazione VIP Pavia vi invita a partecipare alla "quinta giornata nazionale del naso rosso": una giornata di solidarietà patrocinata dal Comune di Pavia con i clown dell'associazione "Viviamo in Positivo" che animeranno dalle 11 in poi le piazze e le vie cittadine in concomitanza con la ventottesima edizione della "Straticino" ed il cui ricavato andrà interamente devoluto in opere di solidarietà. Truccabimbi, palloncini, giochi, magia e naturalmente...tutti voi!!!!

Per saperne di più cercate l'evento su Facebook o leggetevi il comunicato stampa integrale dell'iniziativa qui sotto! Il sotto scritto é il responsabile comunicazione dell'evento, per cui per giornalisti and Co. basta mandare una mail al mio indirizzo personale!

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“QUINTA GIORNATA DEL NASO ROSSO”

Un naso rosso per la solidarietà,

con i clown dell'associazione "Viviamo In Positivo" di Pavia
Pavia, piazza della Vittoria, dalle ore 11 in poi di domenica 19 aprile 2009


L'associazione VIP Pavia é lieta di invitarVi alla "quinta giornata nazionale del naso rosso": una giornata di solidarietà (patrocinata dal Comune di Pavia) con i clown dell'associazione "Viviamo in Positivo" che animeranno dalle 11 in poi le piazze e le vie cittadine in concomitanza con la ventottesima edizione della "Straticino" ed il cui ricavato andrà interamente devoluto in opere di solidarietà.

La "Giornata del Naso Rosso", manifestazione nazionale giunta alla sua quinta edizione, animerà quest'anno le piazze di 34 città italiane facendo conoscere tramite i giochi e le attività dei suoi volontari l'universo della clownterapia, recentemente riconosciuta anche dal ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna che ha destinato lo scorso gennaio 2 milioni di euro per l'attuazione di progetti negli ospedali italiani. I volontari clown si sono distinti in questi ultimi giorni anche per l'opera di sostegno ai terremotati dell'Abruzzo, citata da tutti i più importanti media nazionali ed internazionali.

La sezione pavese della Onlus "Viviamo in Positivo" (regolarmente iscritta presso la sezione provinciale del registro regionale )nasce in particolare il 29 luglio 2002 con finalità esclusivamente sociali e umanitarie, senza alcun fine di lucro, occupandosi dell’istituzione e dell’organizzazione della figura del “Volontario-Clown”, con lo scopo di regalare il sorriso alle persone che soffrono, specialmente ai degenti delle strutture ospedaliere.

VIP Pavia è oggi composta da più di 70 clown volontari che offrono il loro servizio in ospedali e strutture geriatriche. Negli scorsi anni sono state realizzate anche missioni in Paesi esteri, dove sono stati curati e realizzati importanti progetti di solidarietà.

Le strutture ospedaliere raggiunte da VIP Pavia sono ad oggi:

Policlinico S. Matteo di Pavia
(reparti di pediatria e malattie infettive)
Fond. S. Maugeri
(reparto di oncologia adulti)
• Fond. C. Mondino
(reparti di neuropsichiatria infantile e di neuroriabilitazione adulti)
• Ospedale Gazzaniga-Arnaboldi di Broni-Stradella
VIP Pavia presta inoltre servizio nella struttura di assistenza geriatrica
• Istituto S. Margherita
e lungodegenza geriatrica
• Pio Pertusati di Pavia

Nel corso del 2009 l'associazione conta inoltre di giungere anche in nuovi reparti per portare sollievo ai sofferenti.

La Giornata nazionale del Naso Rosso (GNR) nasce nel 2005 come giornata nazionale di sensibilizzazione e raccolta fondi a favore dei Progetti di ViviamoInPositivo Italia ONLUS.



Nel 2005 grazie alla GNR si attiva il primo progetto "CircoStanza" (laboratorio circense per minori all'interno delle carceri, per info http://www.circostanza.org/) a Torino con due operatori (educatori-clown) presso il Quartiere San Paolo di Torino e presso una scuola nella periferia del torinese.
Nel 2006 grazie alla GNR il progetto CircoStanza si amplia e a Torino, oltre alla scuola e al quartiere San Salvario e Porta Palazzo, il Progetto Circostanza entra nel carcere minorile Ferrante Aporti.
Nel 2007 Circostanza prosegue a Torino e si attivano nuovi progetti CircoStanza a Catania (carcere minorile Bicocca), a Genova (quartiere di Cornigliano), a Modena (Comunità) e a Palermo (scuole a rischio nel quartiere Zen).
Nel 2008 un nuovo progetto Circostanza arriva ad Asti in "famiglia" con l'intervento di 2 operatori educatori-clown in 5 famiglie di bambini disabili. Prosegue Circostanza a Torino (carcere minorile Ferrante Aporti, educativa di strada San Donato e San Salvario, comunità Stranaidea e Koiné, scuola), a Catania (carcere minorile Bicocca), a Genova (Cornigliano), a Modena (Comunità Casa Mimosa e Marta e Maria) a Palermo (carcere minorile Malaspina e scuole).

Gli operatori Circostanza sono oggi 10 e sono 22 i volontari coinvolti nel progetto.

Nel 2009 la GNR sbarcherà in 34 piazze italiane, per far partire nuovi progetti in tutta la penisola.

FOCUS: Cos’è la Clownterapia?

Intorno agli anni ’70 la ricerca scientifica ha messo in luce le proprietà benefiche che l’utilizzo dell’umorismo, la generazione di riso ed il pensiero positivo possono produrre nell’uomo. Nasce così la geleotologia, disciplina che studia la relazione tra umorismo e salute.

Sono noti e dimostrati gli effetti positivi, a livello psicologico e biologico, del riso: ridere calma il dolore, è un primo passo verso uno stato di ottimismo che contribuisce a donare gioia di vivere e quindi ha delle proprietà antidepressive, sullo stato generale di salute, combatte la debolezza fisica e mentale, fa rilassare il nostro corpo.
Tutti questi studi hanno un’applicazione diretta e concreta nella clownterapia (o terapia del sorriso), che consiste principalmente in una serie di visite buffe offerte dai clown-dottori in tutte quelle strutture nelle quali generalmente la sofferenza (sia fisica che psichica) ed il disagio sono delle costanti (ospedali, case per anziani, case famiglia ecc.).

I clown-medici iniziano la loro attività di assistenza in ospedale proponendo al paziente di evadere per un momento dalla realtà dell'ambiente che lo circonda. Vestiti da clown con camici multicolori da dottori, si aggirano per i reparti a visitare i pazienti ricoverati negli ospedali. L’intervento dei dottori clown in tanti ospedali non è solo un servizio di attività ricreativa ma un supporto psicopedagogico e viene in aiuto ai pazienti che si trovano a dover superare l'impatto con la realtà ospedaliera.

Negli ultimi anni l'attenzione verso la tematica é progressivamente aumentata, arrivando a coinvolgere anche il mondo del cinema. Nel 1998 esce nei cinema "Patch Adams", il film in cui un magistrale Robin Williams racconta la storia del dottor Hunter "Patch" Adams e della sua lotta per portare la clownterapia all'interno degli ospedali. Piu' recentemente la clownterapia é stata oggetto di una fiction ("Dottor Clown") prodotta da Mediaset e diretta da Maurizio Nichetti, con protagonista l'attore Massimo Ghini, affiancato tra gli da Angela Finocchiaro e Serena Autieri.

Per eventuali necessità, interviste o comunicazioni, potete contattare direttamente il presidente dell'associazione VIP Pavia, la dott.ssa Eliana Disabella (clown Lentiggine), ai numeri ********** e ********** o inviare una mail all'indirizzo *******@***** **.

In alternativa potete fare riferimento all'addetto stampa per Pavia, dott. Alessandro Gigante, chiamando il numero ********** o inviando una mail all'indirizzo gentiluomini.di.fortuna@gmail.com . E' disponibile anche il recapito della responsabile della manifestazione per pavia, dott.ssa Lucia Iozzi (clown Hoolahop): tel ********** e mail ********@*****.**.

Per ulteriori informazioni sono attivi anche il sito dell'associazione VIP Pavia (http://www.vippavia.org/), il sito nazionale VIP (http://www.clownterapia.it/) ed il sito nazionale della giornata del naso rosso (http://www.giornatadelnasorosso.it/)

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I numeri di telefono e le mail sono state censurate per ovvie esigenze di privacy, ma restano a disposizione degli operatori della comunicazione interessati! Per averli, mandate una mail a gentiluomini.di.fortuna@gmail.com specificando testata ed ambito di comunicazione! Le "pubblicità" sono progetti grafici del sottoscritto (tranne la locandina originale in testa): se volete saperne di più, inviate una mail o aspettate i prossimi post...

Oggi piove e non ho voglia di lavorare...

...e giro su Facebook e scopro cose, e arte, e minchiate







Art by Carlo Miccio (cercatelo su FB!)

lunedì 6 aprile 2009

Tredici motivi per essere bannati da Facebook, e gli indirizzi per fare ricorso

Siccome ormai va sempre più di moda (tu chiamala se vuoi...censura...), ecco i 13 motivi più frequenti per cui si puo' essere bannati da Facebook, ma soprattutto gli indirizzi a cui rivolgersi!

Dall'originale di getsatisfaction.com


13 Reasons your Facebook account will be disabled


Here's what we're hearing from people all over the world: Facebook is shutting down accounts of users who are exhibiting any behavior it finds remotely suspicious. As paradoxical as it sounds, "suspicious" often means just using the site too much! Sometimes they warn people and give them the chance to change their behavior, and sometimes the account termination is sudden and permanent. Most of the time the disabled accounts will be turned back on, whether automatically after a cool-down period, or after prostrating yourself to the FB authorities. But sometimes they'll lock it up and throw away the key.


Facebook remains intentionally vague about what "bad behavior" looks like, and so it's no wonder that people get confused, angry or despondent when they get the ACCOUNT DISABLED message. To help people avoid having their accounts disabled, I've listed the most common reasons why people report having their accounts abruptly turned off. Keep in mind, that this list is almost surely incomplete, and until Facebook changes their policy to embrace more transparency and two-way communication we'll have to live with a bit of uncertainty when using Facebook.


Here are the things that (supposedly) will get you kicked off Facebook:

1. You didn't use your real name

Don't try to use a nickname (or initials)in lieu of the name on your birth certificate, because Facebook will find you and spit you out.

2. You joined too many groups

Remember that the maximum limit is 200 groups per user. More than that just looks desperate, don't you think?

3. You posted too many messages on a wall or in a group

Even Guy Kawasaki had his account disabled--in his case for "excessive evangelism."

4. You posted in too many groups, too many user's walls

You may be axed for being too verbose in too many places. That's what spammers do, silly. On Facebook it is better--or at least safer--to be seen than heard.

5. You friended too many people

Not so long ago this was a prime cause of disabled accounts, but Facebook has instituted a maximum of 5000 friends that should protect you from yourself.

6. Your school/organization affiliation is doubtful

The overlords are sometimes not very trusting, and they may accuse you of not graduating from Harvard (or Plum Senior High School). The impertinence! Better have your diploma ready.

7. You're poking too many people

We've heard this from multiple sources, and it's easy enough to avoid. Save the pokes for people you *really* like, as mum always said. But beware the odd FB app that pokes on your behalf.

8. For advertising your app on wall posts
The line between spam and self-promotion is a thin one, but let it be known that pimping your shiny new Facebook app is definitely considered SPAM.

9. Using duplicate text in multiple messages

Some people paste a generic welcome message into friend requests to save time. DON'T DO THIS! It makes you look like a spammer. (Ironically, pro spammers are probably randomizing their messages to avoid this trap)

10. You are a cow, dog, or library

Being a real person is not enough, you must be a homo sapien. Accounts have been deleted for cows, dogs and libraries.

11. You are under eighteen years old

According to one report a user's account was suspended when they suspected her of being under 18. She was required to enter a work email address to prove her maturity, at which point her account was reinstated. [note: other users have pointed out that being under 18 is fine if you're part of a High School group, though underage home schoolers have been told to bugger off]

12. You wrote offensive content

Reports of "sudden death" on accounts have been reported by users who were told they had posted offensive content, but were not provided details of the offense.

13. You scraped information off Facebook

They have a zero tolerance policy for page scraping (i.e. pulling content off their web pages via a script). Unfortunately, they don't have a reliable way of proving it's you who's doing the scraping (IP matching is probably as good as they can get), so you may find this a difficult charge to defend yourself against.

Finally, you may be disabled for no clear reason at all. One Australian member
reported this staggering experience:

"I was blocked for a little while because I was 'misusing certain features of the site' Naturally I closely examined their conditions of use etc for some insight as to what I must have done wrong. I couldn't for the life of me find anything...


"Upon request for clarification I was told that they were not at liberty to divulge which features or of course any thresholds of use. Then they warned me not to do it again or I would be banned permanently without recourse to reinstatement".


Oh, if you find your account disabled for one of these (or other) reasons there is today only one recourse: you must email Facebook at one or all of these addresses:

-
disabled@facebook.com
-
appeals@facebook.com
-
info@facebook.com

The problem is that now that you've been branded by their bots as a potential spammer they aren't super motivated to get back to you quickly. Be tireless, be forceful, be apologetic, and you'll eventually get your account back. Probably.


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Siccome oggi ho poco tempo e parecchi articoli da scrivere, per tradurre il tutto vi rimando al traduttore automatico installato sulla barra a destra del blog!


Perdonatemi! :)


venerdì 3 aprile 2009

Dopo la liberalizzazione del cazzeggio in ufficio su Facebook...

Dopo la liberalizzazione del cazzeggio in ufficio su Facebook, l'Italia attende con ansia lo sdoganamento delle ricerche di materiale hard su Google...



Prossimamente pubblico la lista delle chiavi di ricerca più assurde con cui la gente arriva su questo blog: cosi' capirete... :)

Vi anticipo solo che lo scorso mese di marzo in 6 sono arrivati qui cercando per "prestazioni sessuali a pagamento" (e vorrei proprio sapere come...), in 5 "prestazioni sessuali" e basta (anche gratis, senza farsi problemi...) ed in 4 cercando modi di "far sesso col cane"... Se trasformassi questo blog in un sito porno, sarei milionario... :)

giovedì 2 aprile 2009

Impiegati, più produttivi con Facebook: lo dice una ricerca australiana

Mi dispiace, ma stavolta non posso essere daccordo... Facebook davanti ti trascina in una spirale di cazzeggio che non ha mai fine! Ammettiamolo, per una volta... da Repubblica.it

Impiegati, meglio su Internet
E più produttivi con Facebook

Chi in ufficio naviga anche per “fini privati” riesce a fine giornata a portare a compimento il 9 per cento di lavoro in più di chi non lo fa. Sono più concentrati su un lungo arco di tempo perché fanno interruzioni intenzionali. I risultati di uno studio della Melbourne University

di FEDERICO PACE

Capaci di concludere al meglio quel che gli si chiede di fare, più concentrati e più aperti agli impulsi dall’esterno. Gli impiegati che, dal posto di lavoro, navigano su Internet per "motivi privati" sono quelli che in ufficio vanno meglio e si distinguono per la loro produttività. A dimostrarlo è l’ultima indagine realizzata dall’Università di Melbourne che ha messo in evidenza come chi occupa parte del tempo anche su siti come YouTube o Facebook alla fine della giornata sia in grado di portare sulla scrivania del capo ufficio il 9 per cento in più di lavoro. Più di chi invece si scervella per tutto il tempo, ma con minori frutti e senza pause, sulla stessa pagina di Word o sul medesimo foglio di Excel.

Lo studio sembra presentarsi come una sorta risposta, neppure troppo indiretta, a quei tanti, soprattutto dirigenti d’impresa ma non solo, convinti che un crescente numero di impiegati, catturati dai tentacoli del social-network, finisca per dimenticare ufficio, mansioni e compiti quotidiani (leggi articolo). Per gli autori, al contrario, chi va su YouTube e clicca il video del suo cantante preferito (Matteo di X-Factor?) o su Facebook per scambiare un paio di (malinconiche) chiacchiere con la sua ex-ragazza, ora sposata e madre di un paio di pargoli, riesce a restare concentrato per più tempo lungo l’arco dell’intera giornata rispetto a chi invece ne fa a meno.

L’attenzione e le pause. L’evidenza dello studio in fondo non desta sorpresa e solo a primo impatto può sembrare un paradosso. La navigazione d’intrattenimento, secondo gli autori della ricerca, che hanno studiato in dettaglio il comportamento di trecento lavoratori, è utile a mantenere la concentrazione. Al pari degli studenti che hanno bisogno di fare dei break per recuperare quel livello di attenzione che scema dopo una ventina di minuti, anche gli impiegati hanno bisogno di uscire dal “cerchio stretto” degli impieghi quotidiani. L’altalena tra concentrazione e distrazione è infatti, dice il responsabile della ricerca, necessaria per portare a compimento impegni e compiti anche per un lungo periodo.

L’intenzione e l’invadenza. Il segreto non è solo nelle interruzioni frequenti. Ma nella loro volontarietà. La giornata di ciascuno infatti è punteggiata in realtà da una serie di interruzioni invadenti e non desiderate, perfette per danneggiare quel bene prezioso e effimero che è la concentrazione e di conseguenza la produttività di ciascuno. Le email ne sono solo una delle forme più diffuse e consuete. Le interruzioni intenzionali, al contrario, facilitano la “performance” per un periodo più ampio di tempo.

Il comportamento sembra molto diffuso. Dall’analisi risulta che sette impiegati su dieci occupano un po’ del proprio tempo per una di queste attività. Per lo più, quando gli impiegati, vanno a cercare un pertugio al di fuori dei compiti di lavoro, cercano informazioni su a prodotti o servizi che vogliono acquistare, leggono notizie, partecipano a qualche gioco online e guardano qualche video su YouTube.

I pregiudizi delle imprese e il buon senso. Così sembrano nel torto tutte quelle imprese, e non sono poche, che da qualche tempo a questa parte, senza sapere di danneggiare la produttività complessiva della propria azienda, hanno cominciato a prendere provvedimenti mirati a proibire la navigazione, soprattutto sui social network, dei propri collaboratori. Ovviamente, tengono a precisare gli autori dello studio, le evidenze sono valide nel caso in cui il tempo trascorso sui siti di intrattenimento non superino una data soglia (nel caso specifico si tratterebbe di un quinto dell’orario di lavoro). Spesso il buon senso arriva, con un certo anticipo, alle stesse conclusioni degli studiosi.

lunedì 30 marzo 2009

Facebook: i veri profili di Silvio e Benedetto!

I veri profili di Silvio...



...e Benedetto...

Chi sarà il prossimo? :)

(cliccare sulle immagini per allargarle)

venerdì 20 febbraio 2009

Le libertà di Internet sono in pericolo! Ecco tutte le magagne del pacchetto "Telecom" in discussione al Parlamento Europeo.

Lo sapevate che le libertà in Internet sono al momento in grave pericolo?
Qualora dovesse essere approvato un insieme di direttive in discussione al Parlamento Europeo infatti Internet potrebbe cambiare così:

- non potrai più collegarti a Internet solo per aver condiviso un file;
- sarà possibile conoscere il contenuto del tuo traffico Internet;
- non potrai usare liberamente FTP, Skype, chat, p2p;
- sarà il tuo provider a scegliere quali siti web potrai visitare e quali no.

Se tutto questo non ti piace, continua a leggere: questo è il testo integrale della lettera aperta disponibile sul sito
www.scambioetico.org Per fermare tutto questo, o anche solo per far conoscere tutto alla gente ed ai navigatori che ancora lo ignorano, è nato un forum ed un coordinamento di siti a cui chiunque può iscriversi che spiega nel dettaglio le direttive e l'origine delle proposte in discussione in questi giorni, le modifiche che potrebbero essere effettuate alla rete ed i modi a tua disposizione per provare a fare qualcosa . Inoltre è stato anche aperto un gruppo sul popolare sito di social networking Facebook che potete trovare al seguente indirizzo: http://www.facebook.com/group.php?gid=51688215993&ref=mf.

Se pensi che la Rete debba rimanere libera così come è nata, diffondi la lettera aperta e copia il banner sottostante nel tuo sito con il link all'iniziativa!
Aiuta la rete a rimanere libera!


Caro cittadino della Rete,

il Consiglio dei Ministri dell'Unione Europea ha infatti raggiunto un accordo politico su norme e direttive fortemente lesive dei diritti dei cittadini europei e dei consumatori. Tale regolamentazione è inclusa nel Pacchetto Telecom, un complesso sistema di cinque Direttive che influenzerà profondamente le leggi degli Stati Membri dell'Unione Europea, Italia inclusa, per molti anni a venire. L'accordo politico del Consiglio stravolge il contenuto del Pacchetto, che con voto democratico, e con l'appoggio della Commissione Europea, il Parlamento Europeo aveva approvato a larghissima maggioranza nel settembre 2008 con emendamenti che garantivano e tutelavano i diritti fondamentali dei cittadini e dei consumatori.


Il 19 febbraio il Parlamento Europeo darà inizio alla Seconda Lettura del Pacchetto Telecom, e se non avrà la forza di opporsi alla volontà del Consiglio dei Ministri, entro pochissimo tempo le leggi dei Paesi Membri dovranno obbligatoriamente adeguarsi con le seguenti conseguenze:

- sarà possibile disconnetterti dalla Rete sulla base di semplici indizi, raccolti da società private senza autorizzazione della magistratura, che facciano sospettare che tu abbia condiviso contenuti protetti da copyright. Il tuo fornitore di accesso Internet sarà obbligato a collaborare con le società private per fornire i tuoi dati, e sarà costretto a procedere alla sospensione del servizio. Non avrai diritto né alla difesa né ad un equo processo;


- il tuo fornitore di accesso sarà libero di filtrare contenuti, servizi e applicazioni a piacimento. Per fare solo un esempio fra i tanti possibili, diventerà lecito e legale bloccare Skype al fine di promuovere e costringerti ad acquistare un servizio VoIP a pagamento;


- il tuo fornitore potrà applicare "differenziazioni di tariffe", e farti pagare abbonamenti aggiuntivi per applicazioni e protocolli specifici, ad esempio per e-mail, FTP, newsgroups, chat, peer-to-peer ecc.; potrà inoltre liberamente decidere a quali siti web potrai accedere senza limitazioni, a quali potrai accedere con de-prioritizzazione del traffico (quindi con rallentamento nello scambio dati), e a quali non potrai accedere affatto;

- qualsiasi società privata, per generici scopi di sicurezza di rete, potrà intercettare, memorizzare a tempo indefinito, leggere e analizzare, tutti i dati che invii e che ricevi sulla Rete senza autorizzazione di alcun organismo governativo, inclusa la magistratura.


Per tutelare i tuoi diritti fondamentali, si è formata un'ampia coalizione europea che riunisce le più importanti associazioni in difesa dei diritti digitali e dei diritti dei consumatori. La coalizione comprende 16 organizzazioni non governative e associazioni che si battono per i diritti dei consumatori, con sedi in 22 Paesi Membri dell'Unione Europea e altri Paesi non Membri. Da settimane rappresentanti della coalizione stanno attivamente partecipando a Brussels al fine di tutelare i tuoi diritti. In Italia le organizzazioni che fanno parte della coalizione sono Altroconsumo, l'Istituto per le Politiche dell'Innovazione, NNSquad Italia e ScambioEtico.


ABBIAMO TUTTAVIA BISOGNO DEL TUO AIUTO, E NE ABBIAMO BISOGNO CON URGENZA.

Ti chiediamo di dedicare qualche minuto del tuo tempo per scrivere un'e-mail, e se ti è possibile telefonare, all'europarlamentare italiano che ritieni ti possa meglio rappresentare in Parlamento Europeo, al fine di sensibilizzarlo sui gravi rischi che il Pacchetto Telecom arrecherà a Internet e a i tuoi diritti fondamentali, fra i quali la libertà di espressione, di informazione, il diritto alla difesa e a un equo processo, e il diritto alla privacy. Se ti è possibile, ti chiediamo di sensibilizzare i tuoi familiari, conoscenti e amici, e se ti capita di scrivere in Internet, di informare tramite interventi nei forum e nei blog.

Se sei un blogger o un giornalista e ne vuoi sapere di più, non esitare a contattare il Portavoce di ScambioEtico Paolo Brini


Ti forniamo il LINK per reperire le e-mail e il numero di telefono di tutti gli europarlamentari italiani, al fine di farti scegliere quello che ritieni più coerente con le tue idee. Ti forniamo il link al PDF della lettera aperta della coalizione, indirizzata al Parlamento Europeo e a tutti i suoi Membri, in modo da darti tutti i riferimenti normativi che delineano quanto è stato sopra affermato. Per qualsiasi richiesta o necessità, non esitare a leggere e a scrivere in questo forum LINK, che rimarrà sempre aperto e fornirà supporto nonché aggiornamenti sulla Seconda Lettura del Pacchetto Telecom.


...e ora tocca a voi!!!!!!!!!!

giovedì 11 settembre 2008

La guerra dei social network

Un video troppo carino pescato su http://www.akille.net/ , sulle nuove mode dei siti di social networking...

Una cazzata carina nel giorno del mio post-compleanno, passato a resistere in redazione dopo le birre di ieri sera alle "Fontanelle" sui navigli... (Manco un post c'ho messo qui... che tragedia...)



In effetti devo dire che da quando mi hanno convinto a farmi un account su Facebook il blog lo trascuro un po'... Forse forse qualcosa di vero in questo video c'è...

venerdì 5 settembre 2008

Il destino, i dadi ed un "eroe per caso" che ha pagato troppo

Il destino è un po' beffardo con me ultimamente. Si diverte a tirare i miei dadi e a sconvolgere quotidianamente quello che penso o quello in cui credo.

Avevo giurato di aspettare un po' prima di innamorarmi di nuovo. E invece è successo. Avevo detto che mai mi sarei iscritto a siti come Facebook, che ti intasano la casella di posta di qualsiasi genere di cialtronerie. E invece l'ho fatto, e la mia casella di posta ora salta quotidianamente, il computer si intasa e conosco i cazzi di tutti: da Tizio che "è tornato ieri dal campeggio" a Carlo che improvvisamente è "diventato amico della regina d'Inghilterra", passando per Mattia "che si fa due spaghi" e "Goffredo che vuole essere mio amico". Anche se ha 45 anni e non ho la più pallida idea di chi sia. Ma l'ho fatto per poter sentire una persona a cui tengo.
Poi c'era un'altra cosa che avevo detto che non avrei mai fatto. Una delle cose giornalistiche di cronaca che tutti avrete visto da qualche parte. Bussare alla porta delle famiglie a cui è successo qualcosa, e chiedere entrando con fare innocente nel dolore altrui: "mi dà un ricordo del suo caro"?

Odio quelle cose. Tante volte le vedo fare senza un minimo di rispetto, con fotografi che insistono a chiedere la foto della povera vittima di turno ostentando noia o peggio palese insofferenza davanti alla vedova o al figlio che piange davanti a loro. Ho perso il padre un po' di tempo fa. Se uno avesse fatto così lo avrei preso a pugni.

Invece oggi il destino decide di giocare ancora un po' coi miei dadi e dalla redazione mi viene chiesto di fare proprio quello. Un uomo di 56 anni è morto in una spiaggia vicino a Porto Tolle dopo aver salvato due bambini dall'annegamento. Stava risalendo dall'acqua: non si era ancora reso conto di essere uno di quegli "eroi per caso" che tante volte compaiono sulle pagine dei quotidiani salvo ritornare nell'oblio giusto il giorno dopo. E a due metri dalla battigia gli è scoppiato il cuore. Un infarto, fulminante, lo ha lasciato lì riverso nell'acqua. Un gesto d'amore che ha pagato carissimo.

"Vai a vedere dai vicini, o cerca addirittura il figlio. Vedi se questi parlano, se ci tiri fuori qualcosa". Il cinismo dell'ineluttabile uscita del giornale il mattino seguente esige una storia da stampare nelle proprie pagine, anche invadendo il dolore altrui. E prendo la metro e parto, cercando di convincermi che non lo sto facendo per riempire un buco bianco in pagina ma per dare la dignità a un uomo che è morto per un atto d'amore che nessuno altrimenti avrebbe conosciuto. Non lo meritava: non so cosa posso fare per lui, ma il minimo è cercare di entrare più in punta di piedi possibile nelle vite di chi gli sta vicino, cercando di trovare un uomo e non uno scoop.

Al condominio dove Romeo Primo Priotto, 56 anni, viveva mi mandano tutti dal "Tino": 74 anni, secondo piano, 30 passati a lavorare col "Primo". Il Tino l'ha sentita la notizia, ma come è andata lo impara da me. E gli vengono i lucciconi quando scopre che l'ex collega ferroviere è morto da eroe, "che lui lo sapeva già che lo era, dentro". Apre l'anta di un armadietto, dove tra le tazzine ha messo giusto un'ora prima una foto che li ritrae assieme, nel cortile di casa sottostante, durante una festa. La guarda, la accarezza, e la porta di là per farmi una fotocopia a colori. La "foto del morto" serve per il pezzo, è quasi uno degli elementi fondamentali. Lui me la regala con gioia, così "tutti sapranno chi era".

La moglie nel frattempo prepara un caffè a me e al giornalista dell'Ansa che è entrato nel frattempo. Lui gli chiede se può chiamare la moglie del Primo per avere la sua voce. Il "Tino" ancora una volta è gentile e lo fa. La moglie comprendibilmente piange, e non vuole parlare. Si aggrappa alla frase che gli ha detto la madre dei due bambini : "Senza di lui ora non ci sarebbero più". Credo che sia perchè ha bisogno di qualcosa che le faccia disperatamente credere che questa morte assurda, improvvisa, abbia sotto sotto un senso, un perchè.

In fondo è umano, cerchiamo sempre di spiegare le cose razionalmente. Anche se poi altrettanto razionalmente ci chiediamo a cosa serva.

Poi mi accompagnano dai vicini, a parlare con loro, a dire a tutti la notizia che il Primo è morto, sì, ma da eroe. Un eroe che viveva vicino alla loro porta. Ed io di nuovo ad entrare di soppiatto nelle loro vite, cercando di fare il minor rumore possibile.

Questo è quello che ne è venuto fuori. Dedicato al signor Romeo Primo Priotto, 56 anni, ex ferroviere ed "eroe per caso", la cui foto stampata in fretta da un toner a colori mi osserva da un angolino nascosto tra i fogli della scrivania. Un uomo che non conoscevo, ma per cui scrivendo, lo confesso, ho pianto un po'.

Aveva i baffi come mio papà.

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Ex ferroviere, era in pensione da dicembre
PRIMO, L'EROE CHE HA PAGATO TROPPO
L'uomo è morto dopo aver salvato due bambini dall'annegamento

HA VISTO due bambini in difficoltà e non ha esitato a gettarsi in mare per salvarli. C’è riuscito, ma il suo cuore l’ha tradito un attimo dopo, appena giunto a riva. Un infarto, fulminante, ha portato via Primo Romeo Priotto, 56 anni, sulla spiaggia di Boccasette, vicino a Porto Tolle, dove era appena diventato un eroe. Nel palazzo di via Boiardo dove viveva da anni assieme alla moglie lo piangono in tanti, increduli di fronte alla notizia della sua scomparsa.

IL "PRIMO", come lo chiamavano tutti, viveva al primo piano del civico 11. Il "palazzo del Cairo", come amava dire, perchè leggenda vuole che il palazzo sia stato costruito da un architetto egiziano.«Era arrivato qui tempo fa insieme al fratello, coi genitori - racconta il vicino della porta a fianco, Michele Abbattista -. Poi loro se ne sono andati, e lui è rimasto qui assieme alla moglie Daniela». «Era un ferroviere - racconta Tino, il vicino del secondo piano, tirando fuori una fotografia che li vede abbracciati trattenendo a stento le lacrime -. Lui era capotecnico del servizio lavori a Rogoredo, io capostazione in Centrale: ci conoscevamo da una vita, non posso credere che non ci sia più». Nemmeno sapeva, Tino, che "il Primo" era morto da eroe. «Ho visto suo figlio stamattina. Mi è venuto vicino e mi ha abbracciato stretto. Poi mi ha detto che papà non c’era più. La madre gli aveva raccontato solo di un incidente di pesca».

AMAVA LA pesca Priotti, tanto da girare tutta l’Italia dietro ai suoi pesci. «In casa ha due bacheche di medaglie grandi così - dice Gianmario, del secondo piano - Faceva le gare, ma era bravo: era quasi entrato nella nazionale italiana».Da quando a dicembre era andato in pensione, tornava spesso ad Adria, dove stava tentando di rimettere a posto pian piano la casa dei genitori, un viaggio dopo l’altro. I Priotto erano una famiglia felice, nonostante la moglie fosse stata messa da un anno in cassa integrazione dalla ditta tessile per cui lavorava. «Regalavano sempre i cioccolatini alla bambina del piano di sotto - ricorda Maria, la moglie di Tino -ed era anche diventato consigliere di condominio, perchè era uno che se c’era qualcosa da fare anche per gli altri la faceva sempre».

LA MOGLIE al telefono ripete solo quello che le ha detto la madre dei due bambini salvati, prima di scoppiare in lacrime: «Senza di lui non sarebbero qui». Voleva tornare ieri mattina a casa, ma il bel tempo gli aveva fatto cambiare idea. Poi il "Primo" è andato in spiaggia ed è diventato un eroe, pagando con un prezzo altissimo il suo gesto d’amore.