martedì 30 settembre 2008

..e dopo "Il Giorno" viene il tramonto

...e dopo "il Giorno" viene il tramonto.

Arrivederci a tutti, dovunque finiate nei vostri vagabondaggi.
Il mio per ora ritorna verso casa.

Il blog riaprirà tra un po': a presto!

Per chi sa, ci si vede su Facebook, Msn, blog (i commenti comunque li vedrò), cellulare, posta, piccioni, telegrafo e quant'altro.

Appena ritrovo una sistemazione stabile ritorno anche qui.

Saluto Milano. Ci si rivede tra un po'.

Signore e signori, lo stage è finito e il blog va in ferie, ancora per un poco. Il sottoscritto si ritira un po' a studiare, in vista dell'esame di stato da giornalista professionista di Roma del prossimo 31 ottobre.

Torno a casa, a Ravenna. Prima passo due giorni con la Eli, salto venerdì 3 a Padova per ritirare l'attestato di fine master e poi scompaio di nuovo nelle nebbie della pianura padana.

Volevo scrivere un po' più di post oggi, visto che so che non lo potrò fare per un po', ma mi sono perso nei saluti, nel lavoro e nell'ultimo cazzeggio della redazione di via Stradivari 4. Ultimi tre pezzi, ultimi saluti e ultime "tante cose che avrei voluto fare ma che non ho fatto", forse per avere la scusa per tornare di nuovo da queste parti e provarci lì. Non sono ancora andato a vedere il Duomo. Lo farò la prossima volta.

Prima di chiudere un piccolo doveroso saluto allo "zoo" della redazione di Cronaca, che è stato quasi tutto il mio mondo durante questi mesi: Luca, il collega stagista con la passione per la pipa, Alessandra ed Elena ( le mitiche "web girl" della redazione internet), la Sabri ("Avreste mica una siggy?"), Enrico (un sognatore incatenato ad una scrivania), Giorgio ("Vediamo se qualcuno di voi stagisti riesce a prendersi una denuncia oggi"), la Pincia ("Hai un piccolo refuso qui..."), Paolo ("Fammi la brevina a pagina 2 và Ale...no scusa, la 4...anzi, la 6!" e "Oggi siamo in leggero ritardo/difficoltà...un po' in emergenza"), Mingo ("See you on Facebook!"), Corrado ("Sgrunt"), Bruna ("Te lo dò io il tango..."), Marinella ("Luca, che cavolo hai scritto nel titolo della 2?"), Albina ("Questioni generazionali"), Oscar ("Chiamami e te lo aggiusto...se mi trovi"), Franco ("Di che segno hai detto che sei?"), Ippolito (P***O D*O!), Sandro ("Senti, ci sarebbe questa cosa domani..."), Piero ("Ai miei tempi l'educazione era un'altra cosa...") e tutti gli altri di cui inevitabilmente mi sono dimenticato.

Insieme al condominio di piazza Aspromonte 51: a Michele ("Ah, la lippa" e "No, anche questa parla solo inglese!!!"), Dario ("Stasera aperitivo?"), Bru (L'unica ragazza che abbia mai visto dormire più di me...) e Marta (che è arrivata tardi, a cui devo un milione di grazie per avermi fatto conoscere la Eli. Quel tuo "Alza il culo e vieni" non varrà mai abbastanza...), e a chiunque abbia incrociato la mia strada anche solo per poco.

Grazie a tutti

Scompaio per un poco ma ritornerò, come l'altra volta.

Se avrete pazienza ci ritroveremo.

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lunedì 29 settembre 2008

Selva oscura incasinata e personale

Io vorrei solo capire con tutte le robe che ho da fare quando troverò il tempo di fare le valigie!!!!! Domani sono riusciti ad occuparmi la giornata dalle 8 di mattina... "Ultimo giorno da stagista, usiamolo bene..."!

Mi sento smarrito in una selva oscura....


In realtà era solo per mettere la vignetta, che mi piaceva parecchio... Da artefatti.it!

Il videogame sbarca su Youtube: dalla "Linea" di Cavandoli a tutto il resto...

Intanto che di là facevano la riunione di redazione ne ho provati un po'... Fantastici!
E buona anche l'idea di
Corriere.it di raccoglierli tutti! Qui in più trovate anche l'accesso diretto ai primi video per provare... Che volete di più?!? :)

PASSATEMPI ONLINE


I migliori videogame (gratis) su YouTube
Dalla «Linea» degli anni '70 alla macchina da salvare. E il gatto Sparta da ritrovare, ma era già una star del web



MILANO - Interagire e non solo guardare: con un paio di trucchi alcuni registi creano da semplici filmati su YouTube dei veri e propri videogame interattivi e gratuiti. Il giocatore decide con un semplice click come continuare. Far arrabbiare la Linea, salvare un'automobilina, far da Cicerone a Eusebio: ecco i migliori giochetti di YouTube sul web.



A CAR'S LIFE - Il filmato animato «A car's life» è il primo della serie ad essere stato pubblicato. Nel primo livello compare una macchina che il giocatore dovrà guidare lungo una stradina, dove parecchi ostacoli bloccano il proseguimento; per evitarli occorre cliccare al momento opportuno (e velocemente) su un pulsante che apparirà per qualche secondo da qualche parte nel video. «Cliccate per salvare l'auto», c'è scritto nella prima clip. La macchinina eviterà di schiantarsi e prendere fuoco e ciò permetterà di passare al livello sucessivo, ovvero a un altro video sul portale per proseguire il gioco su un'altra e più angusta carreggiata.

OTTO LIVELLI - La tecnica del gioco è molto semplice: con l'introduzione delle annotazioni, i creatori hanno dato la possibilità di collegare il video che stiamo visualizzando ad altri presenti sul sito di Google. La funzione dei commenti del portale YouTube viene praticamente usata per uno scopo diverso da quello previsto. Con questo meccanismo è possibile inserire nella finestra video delle «annotazioni», più o meno sensate, mentre la clip viene riprodotta. Otto sono i livelli di «A car's life», realizzato dalla società d'informatica indiana Hexolabs.



LA LINEA - «La Linea» è conosciuta da tutti: è il personaggio protagonista di un cartone animato degli anni Settanta ideato da Osvaldo Cavandoli che ritroviamo ancora oggi in molti filmati d'epoca sul Web. Il cartone animato è costituito da un uomo che percorre una linea bianca e sottile, virtualmente infinita, di cui anch'esso è parte integrante. Arrabbiato e in un linguaggio «incomprensibile» si rivolge al suo disegnatore che gli mette sempre nuovi ostacoli tra i piedi. L'appassionato filmmaker canadese Patrick Boivin ha realizzato un suo sogno. Un sogno che tutti i fan de «La Linea» hanno avuto almeno per una volta: stuzzicare il disegnatore. Fiori, ascensori, coniglietti, elefanti - questi ostacoli reagiscono in modo del tutto inaspettato - anche per «La Linea».



TUBE ADVENTURES - Lo spagnolo Victor Losa, regista a tempo perso di Madrid, ha sviluppato il gioco d'avventura
«Tube Adventures». A differenza dei due precedenti videogame per YouTube questo è assai più elaborato, realizzato con vecchi filmati pescati in rete. Eusebio è il protagonista di questa storia: esce dalla porta di casa per andare a comprare il pane ma dopo pochi metri un vaso gli cade in testa, facendogli perdere la memoria. Inizia così la sua avventura, «Alla ricerca della panetteria», che lo vede impegnato nel tentativo di identificare la strada giusta che lo conduca al negozio. A destra o a sinistra? Anche stavolta è l'utente davanti al pc, sfruttando link, tag e sistemi di commento del portale, a decidere il percorso che Eusebio dovrà fare ogni qual volta si troverà di fronte a un incrocio. Tra i vari finali pensati dai creatori c'è anche quello che prevede la morte del ragazzo, investito mentre attraversa la strada.



GATTINO SPARTA - L'anno scorso col suo video musicale
«The Mean Kitty Song» (con protagonista il gattino «Sparta»), il 27enne californiano Cory Williams ha scalato le classifiche di YouTube. Ora ci riprova con questo videogame online: Sparta si è nascosto da qualche parte nell'appartamento e Williams deve trovarlo. Semplice ma divertente, Cory Williams ha attirato l'attenzione di 1,5 milioni di giocatori in soli cinque mesi. Perché? Il blog tecnologico «Silicon Alley Insider» ha provato a rispondere così: «Williams sa che le persone ammazzano il loro tempo su YouTube, che amano i gatti e che cercano qualcosa, qualsiasi cosa, da fare». Per esempio trovare gattini.



O fare giochi di prestigio con le carte. (e qui cliccate voi però...)

Se ne conoscete altri segnalateli nei commenti!

Ps: il trucco di quello delle carte è semplice...chi lo scova per primo? :)




Semplicemente Eli

E' nella mia vita, e non vedo perchè non debba essere anche in questo blog...

Per chi ne ha sentito parlare, per chi è curioso, per i fratellini, per la mamma (la più curiosa di tutte!) per gli amici, per le colleghe curiose, per chi ne ha e per chi ne mette...questa è la Eli!
A Venezia in maschera...
...al concerto di Elio e le Storie Tese...
...e ancora a Venezia con spritz!
Un bacio stellina: resta sempre coccola come sei adesso!

Scherzo bastardo del lunedì!

Scherzo bastardo del lunedì!



Tanto con me non ci riuscirete mai! La Coca Cola è l'unica bevanda al mondo che mi faccia veramente vomitare! E non per modo di dire... :)


Oggi penultimo giorno di stage... Tra un po' i saluti...

venerdì 26 settembre 2008

Il viaggio "perfetto" al Cpt di via Corelli

Un compitino perfetto. Anche troppo, per non destare qualche perplessità. Stamattina era tutto in ordine, tutto lindo, tutto perfetto: tutto organizzato. Abbiamo visto, abbiamo fotografato, abbiamo filmato, ma solo quello che loro volevano vedessimo. Siamo stati portati a passeggio, e poi riportati a casa, con un piccolo biscottino in bocca al posto dell'osso che chiedevamo.

Stamattina sono stato all'interno di un posto di cui si parla tanto, e ancora di più si scrive, ma di cui poco o nulla si sa: il CEI (Centro di Identificazione ed Espulsione, una volta più noto come Cpt, Centro di Permanenza Temporanea) di via Corelli 28 a Milano. Una pattuglia di consiglieri comunali guidati dal deputato Matteo Salvini della Lega Nord chiedeva una visita al centro dallo scorso dicembre, alla fine spuntata per la mattinata di oggi. L'invito è stato esteso alla stampa, e alla fine siamo entrati circa in una quindicina di cronisti. Io l'ho saputo ieri sera alle 22, e mi sono accreditato all'ultimo nella garitta fuori dall'ingresso! Clamorosamente l'esercito mi ha fatto meno storie di qualsiasi altro ente con cui abbia avuto a che fare! Esistono ancora posti dove il mitico tesserino blu conta ancora qualcosa...

Queste sono le foto di quello che ho visto stamattina. Vi avviso: non vedrete immigrati, e nemmeno militari. Nemmeno gran parte degli ambienti dove siamo stati, in cui non ci è stato permesso di fare alcunchè. Di persone vedrete a stento noi. Ci è stato detto da subito: "vietato fotografare qualsiasi persona, pena l'immediato trascinamento fuori". "Qui ci sono dei rifugiati politici - è stata la spiegazione - e tramite internet le foto che potreste fare potrebbero arrivare ovunque e metterli potenzialmente in pericolo". Sarà. Di sicuro le foto non fatte non hanno messo in pericolo loro.

Comunque: that's all...

L'ingresso dell'ex Centro di permanenza temporanea (ora Centro di Identificazione ed Espulsione) è in una stradina laterale di via Corelli. Sulla strada stazionano 2 jeep Defender dei militari. All'ingresso, il piccolo posto di controllo che vedete con una sbarra. A fianco la sopraelevata della tangenziale: lo scorso luglio da lì sopra persone mai identificate tirarono diverse bombe carta all'inteno del centro.
Una volta superata la sbarra, c'è il piccolo ingresso nel mezzo del muro grigio. Un metal detector all'interno si frappone tra noi e il cortile. Prime raccomandazioni: "Fate i bravi". Nessuna foto non autorizzata, specialmente agli "ospiti" (qui reclusi sembra una parola brutta, si parla sempre di "ospitalità" come se fosse un albergo) pena l'essere subito sbattuti fuori. "We Agree", per forza.
L'interno del cortile principale. L'entrata è dritto in fondo, al centro della foto. Il centro - ci spiegano - può contenere massimo 114 persone, e non può mai sforare il suo limite di capienza. Le sezioni sono 5, da 28 persone l'una: due per gli uomini, una per le donne, una per i trans e un'altra per i rifugiati politici. Oggi ci sono 80 persone: il centro è comunque pieno, perchè una delle sezioni è fuori uso per lavori di ristrutturazione. Vedremo una sola delle 5 sezioni , ed una ventina scarsa di uomini. Non ci sarà permesso di parlare con nessuno.
Una delle stanze di astanteria all'ingresso. Una volta portati al centro, dopo essersi fatti una doccia agli immigrati è fatta una visita medica accurata, per evitare di prendere all'interno gente con malattie infettive gravi (stile Tbc). Chi è positivo ai controlli viene portato col 118 al S. Raffaele, l'ospedale più vicino. "Come qualsiasi milanese", ribadiscono i nostri "tutor" della prefettura.
Magliette, calzini e ciabatte per chi arriva. L'ambiente è pulito, asettico: non c'è una pagliuzza fuori posto. Girando siamo scortati da una decina tra militari e uomini della croce Rossa Italiana. Noi reporter siamo una quindicina, i consiglieri comunali una dozzina circa. Perennemente scortati, e mai lasciati soli. Nelle stanze si sta uno o due minuti. Una veloce spiegazione e poi subito fuori.
Il medico nell'infermeria (con cui ci fanno parlare, ma di cui non ci permettono di fare foto) racconta che qui le uniche malattie che si vedono sono al massimo quelle stagionali. sintomi da raffreddamento, febbri e varie. Questo per tranquillizzare i consiglieri che gli chiedono di sospetti casi di tubercolosi. Questo cartello messo all'ingressso della zona letti però insospettisce un po'...
Una saletta per i colloqui. Agli immigrati è concessa un'ora di colloqui la mattina con i legali ed un'ora nel primo pomeriggio con i parenti. Possono restare nel centro fino a 60 giorni, ma la media di permanenza si assesta sui 40. Dopo questo termine scatta l'espulsione o il foglio di via. Dei 1100 "ospiti" che la struttura ha avuto nel 2008 ne sono stati espulsi "solo" 540.
Il pasto tipico di un immigrato, e il cosidetto "kit di ingresso". Il pasto messo lì in bella vista la dice lunga su quanto questa visita fosse stata "progettata" a priori. La maggior parte dei transiti del Cie - ci raccontano - sono costituiti da persone colpevoli di reati che prevedono l'espulsione oppure già colpiti dal provvedimento. Ciò fa sí che il centro costituisca praticamente una "porta d'uscita" dal paese, al contrario di un ingresso che vblocca chi entra irregolarmente come normalmente si pensa.
Un corridoio di una delle sezioni, quella dei richiedenti asilo politico. Questa sarà l'unica sezione delle 5 che ci sarà permesso visitare. Al soffitto sono appesi festoni in stile islamico. "Tra poco finirà il mese sacro del Ramadan - dicono - e si farà una grande cena a base di cous cous per festeggiare" Addirittura ci dicono che qui ci sono feste quasi tutte le sere (stasera festa trans...), perchè in questo modo le persone non dimentichino la loro cultura di origine.

Ogni sezione resta però un mondo a parte, divisa da tutte le altre. Chi è all'interno non può parlare con quelli delle altre sezioni, saòlvo pochi rari momenti comuni come le festività religiose. Da una delle finestre laterali all'improvviso sbucheranno tre stranieri chiedendo di parlarci, ma verremo subito fatti allontanare in un'altra stanza. "Vogliamo tornare a casa", è ciò che sentiamo prima che la porta si chiuda. Singolare la sezione dei rifugiati politici. Non abbiamo potuto fare foto, ma vi giuro che sembrqava di essere in una scuola media multiculturale! Disegni a pennarello alle pareti con scritto "Armenia Loves Italy", "Iraqi thanks Italy", disegni di calciatori fatti a matita e via così. Surreale... I rifugiati politici hanno libertà di movimento anche fuori dal centro dalle 8 alle 20, ma la sera sono obbligati a tornare all'interno.
Un ospite costa mediamente allo Stato 60 euro al giorno, a cui si devono aggiungere i costi per la gestione delle strutture e la sicurezza. Il centro copre 6.000 mq, di cui 4.000 di edifici. Il tutto è sorvegliato da telecamere a circuito chiuso. ci hanno portato anche nella sala regia, dove 22 schermi sorvegliano costantemente muri e corridoi. Lì (ovviamente) proibito fotografare.
A sentir loro sembra quasi un albergo. Non si parla mai di "reclusi" ma solo di "ospitalità", "camere" e concessioni agli internati, che possono addirittura girare ognuno con un proprio cellulare. Ma le sbarre ci sono e basta girare l'angolo per vederle bene. Questo è uno dei piccoli cortili interni delle varie sezioni. Ci viene detto che chi lo occupa non può parlare con noi. La maggioranza è gente scalmanata, esaltata, e userebbe i nostri microfoni per scenate con cui potrebbero spingersi l'un con l'altro ad esagerare. L'ultima rivolta fu nell'ottobre dell'anno scorso, e qui se la ricordano in molti.
Due jeep dell'esercito parcheggiate all'interno. Il personale che lavora nel centro è diviso tra volontari della Croce rossa, 60 persone divise su quattro turni giornalieri, e delle forze dell'ordine, 20, tra poliziotti e militari, divisi su tre turni.
Alla fine della visita i consiglieri commenteranno che 1) il centro dovrà far ricredere chi parla di lager. "Ho visto gente giocare, e un posto pulito e tranquillo", commenterà Salvini all'uscita. 2) i centri così purtroppo costano, e tanto. Bisognerebbe riuscire a bloccare l'immigrazione a monte per risparmiare, "purtroppo è inutile riempirla di Cpt che poi si riempiono subito".
Mi sarebbe piaciuto parlare con qualcuno, raccogliere le loro storie, sapere come erano arrivati lì e sulla strada per dove. Sapere se avevano dei messaggi da mandare a qualcuno, vedere le loro vite lì dentro, conoscere davvero cosa sia un Cpt. Non ce l'hanno permesso. Sarà per la prossima.
Almeno, come commentava quello del Corriere, "quando succederà di nuovo qualcosa lì dentro sarò in grado di descriverlo bene e capire un po' di più". Per il momento ci accontentiamo del biscottino che ci hanno dato.

giovedì 25 settembre 2008

Chi l'ha detto che in Italia non c'è lavoro?!?

Chi l'ha detto che in Italia non c'è lavoro?!?

Basta non pretendere cose serie, e ci si aggiusta! Poi ci si chiede perchè tutti i ragazzini sognano di fare i soldi nei reality show...

(Visto oggi nell'edicola della metropolitana, stazione di Loreto)

mercoledì 24 settembre 2008

Speleo-archeologo per un giorno: l'esplorazione al massonico "Tempio della notte" milanese

Le foto di oggi dal vostro giornalista, che ha potuto provare per un paio d'ora in mattinata cosa voglia dire essere uno speleo-archeologo (anche se loro non hanno questa denominazione ufficiale) di cavità artificiali.

Un grandissimo grazie ai ragazzi dello SCAM (Speleologia Cavità Artificiali Milano) che mi hanno permesso di accompagnarli e scendere con loro nel Tempio della Notte, un piccolo luogo di culto massonico scoperto due anni fa dal gruppo nel parco di villa Ottolenghi-Battyani-Finzi, nel quartiere milanese di Gorla. Un'esperienza unica, che ricorderò per un pezzo.

Grazie davvero ragazzi. Appena potrò torno sotto con voi: è una promessa! Anche perchè mi sono dimenticato di farmi una foto con caschetto e divisa...! :)

Intanto un consiglio per tutti: fate un salto nel loro sito (http://www.milanosotterranea.com), e scoprirete che molto spesso sotto le città ci sono cose che nemmeno ci immaginiamo... La storia infatti si nasconde spesso e volentieri proprio sotto i nostri piedi!

Il buco-ingresso nella collinetta che nasconde il tempio: se volete fare gli speleologi scordatevi la comodità! I miei pantaloni lo ricorderanno per un po'!

Andrea Thun mostra una lucerna ad olio ritrovata nei corridoi. Al contrario di quanto possa sembrare da queste foto, l'oscurità sotto era totale. Mica male il flash della mia piccola Canon..Uno scorcio di uno dei corridoi. Che ci crediate o no, uno dei pericoli più grandi per gli speleologi sono le siringhe dei tossici. Lì sotto era pieno di queste e di rottami. Le une tirate dal foro in alto, gli altri dimenticati lì da decenni. Il Tempio della notte: una ex ghiacciaia riadattata a tempio circolare. L'intonaco è crollato, e si vedono i muri originali restrostanti in mattoni a stratificazioni varie. Un particolare del capitello corinzio di una delle 8 colonne che ornano la sala. In realtà una si spezzò a metà, ed è solo una sezione! Ma è nascosta bene... Gianluca Padovan, uno dei due "capi" dello SCAM assieme a Ippolito Ferrario, in una delle 8 nicchie della sala. Probabilmente una volta erano ornate da statue, e l'effetto sarebbe stato abbastanza simile! :)Un particolare dei soffitti di uno dei corridoi. Gli stili del Tempio sono parecchi, tutti diversi e fusi tra loro. Gli speleologi dell' Scam l'hanno "riscoperto" nel luglio 2006, incuriositi da uno strano pozzo in cima ad una collinetta che pareva non portare da nessuna parte...Un piccolo particolare di cosa si può incontrare girando nei corridoi degli ipogei artificiali. Questo estintore sfondato avrà almeno 40 anni di ruggine addosso!L'uscita dall'esplorazione. E' stato bello, e si tornerà... Gianluca Padovan disserta sulla storia del Tempio e sulle prossime missioni dello Scam. La maggior difficoltà per loro? Ottenere i permessi per scendere! A volte tra la "scoperta" di un luogo e la discesa al suo interno passano anni!
Alla prossima ragazzi. Grazie ancora!

martedì 23 settembre 2008

Applausi italiani

Applausi a Mario Borghezio, che partecipando alla manifestazione anti islamica a Colonia ha fatto fare all'Italia l'ennesima figura di merda che ci potevamo benisssimo evitare. Notare l'acume che traspare dallo sguardo reso saldo dalla grappa e il gesto della vittoria fatto senza un perchè.

Il "Mario" infatti ignora di avere al fianco alla propria destra uno dei suoi acerrimi nemici giurati: Raffele Romano Riverso, giornalista e "terrone calabrese DOCG" ! E' quello con la maglietta marrone e lo sguardo sconcertato: cercate di capirlo, stare a fianco a chi lo vuole "secessionare" di forza dal resto d'Italia è dura...

Applausi al "Giorno di Milano" che per illustrare l'articolo sull'ordinanza che proibisce "Il consumo di droghe in luogo pubblico" per "motivi di decoro urbano" (tradotto. "Mettiamo quello che non ci piace sotto il tappeto", con la consueta ipocrisia. A casa posso devastarmi di canne e diventare tossicomane di 14 sostanze diverse, ma fuori devo essere ordinato e "decoroso") piazza sotto questa foto intitolata "Spinelli in strada".

Il tossico, o l'assuntore indecoroso di spinelli, è d'altra parte solito indossare durante il misfatto il tipico abbigliamento da militante Hezbollah per la vergogna del suo gesto illegale. I più assuefatti riescono anche a fumare uno spinello attraverso la sciarpa senza nemmeno srotolarla. In casi eccezionali bypassano anche un casco integrale, senza nemmeno alzare la visiera. Ma per favore...

Applausi al Comune di Venezia che ha permesso che, per i restauri in corso al Palazzo Ducale e al palazzo a fianco, ha permesso che il Ponte dei sospiri fosse ridotto così. Un vero schifo! La foto viene da Venessia.com, l'unico che abbia denunciato la cosa. Io l'ho vista e fotografata sabato sera di notte. Speravo di ripassare durante il giorno successivo per farne un'altra migliore, ma non ci sono riuscito, così la "scrocco" dal loro sito...

L'autore di cotanto scempio? Pare sia Oliviero Toscani, che avrebbe ottenuto l'appalto per piazzare la pubblicità su entrambi i lati del canale. Il Comune ha ceduto perchè gli sponsor avrebbero permesso di recuperare i 5 milioni di euro necessari agli interventi di consolidamento, che peraltro pare dureranno circa 3 anni! Se andate a Venezia, scordatevi la foto...

E per oggi direi che basta così....

Come un uccellino

Stanotte per la prima volta qui a Milano ho dovuto mettere la coperta sul letto, perchè di colpo è venuto giù un freddino mica male... Pensare che una settimana fa sembrava ancora estate...
Ieri mi facevano un po' tristezza le foglie gialle su Google, ma devo ammettere che l'autunno ormai è proprio arrivato.

Stamattina poi quando mi sono svegliato mi sentivo tipo così: uccellino spaurito in casa vuota, rintronato come sempre e con il solo istinto di sopravvivenza di trovare subito il barattolo del caffè per poter cominciare la giornata...
L'unico pensiero era la constatazione strana di stare dimenticando come sia dormire da soli. Una volta era normale, oggi sembra strano.. Poi come al solito redazione, e articoli e il solito tran tran.

Milano non ti lascia mai più di un attimo da solo: qualcosa da fare te lo procura sempre...

A' Midsummer Nightmare (from Leonardo's blog)

Secondo classificato nei Macchianera Blog Award alla categoria "Miglior Post". Dal blog di Leonardo, un po' di righe veramente carine... :)

INCUBO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE

C'è il Presidente Napolitano che entra in una banca con un sacchetto in mano, e dice:“Buongiorno”.
“Buongiorno, ma... Non posso credere ai miei occhi!”
“Ci creda, pure, giovanotto, ci creda”.
“Lei è... il Presidente della Repubblica”.
“Proprio io, già”.
“E si è messo in fila proprio al mio sportello!”
“Sa com'è, stamattina passavo di qui... e mi sono detto: perché no?”
"Che onore, ma... non sapevo che avesse un conto qui”.
“In effetti, ora che mi ci fa pensare, non ce l'ho”.
“Ah. Vorrebbe aprirne uno?”
“No, grazie per l'interessamento, no!”
“E quindi... è interessato a qualche nostro prodotto? Io sono solo un cassiere, forse è meglio se chiamo il direttore di filiale e...”
“No, non lo disturbi. Lei andrà benissimo per quello che mi serve”.
“Va bene, allora dica. Cosa posso fare per lei?”
“Dunque, la vede questa borsina? Ecco, vorrei che lei aprisse la cassaforte per me, e la riempisse di banconote di piccolo taglio”.
“Ma...”
“Devo avvertirla che sono armato. Un vecchio sten che avevo nascosto in attesa di tempi migliori”.
“È uno scherzo?”
“No, senz'altro no. E non si azzardi a premere quel pulsante, l'ho vista sa?”
“Ma lei... è il Presidente. Voglio dire, non può rapinare le banche”.
“In effetti fino a qualche giorno fa non potevo. Ma un qualche giorno fa è uscito l'ultimo numero della Gazzetta Ufficiale con il Lodo Alfano, l'ha letto? Avvincente. Ecco, in pratica quel lodo mi consente di rapinare tutte le banche che voglio”.
“Ma...”
“Così oggi stavo passando di qui e mi sono detto: perché no? Adesso, giovanotto, può fare quello che le dico? Perché non ho tantissimo tempo”.
“Un attimo! Sento come una voce... un megafono là fuori”.
“Ah, ecco, ci mancava anche questa”.
“Giorgio!”“Auff”.“Giorgio, sono Silvio, sono venuto a parlarti”.
“Tutti i giorni questa storia”.
“Giorgio, senti, io posso capire che l'immunità... a una certa età... possa fare un brutto effetto...”
“Il solito cafone”.
“Del resto, guarda, anch'io stamattina ho corrotto un paio di finanzieri... così... giusto per provare quel brivido... l'adrenalina... per cui ti posso capire, Giorgio. Però... insomma, è la dodicesima banca che rapini stamattina”.
“E allora?”
“Il capo della polizia è disperato, non sa più cosa fare. Ho dovuto promettergli che ci pensavo io. Allora senti, questa volta non prendere ostaggi, per favore. Sto entrando nella banca, mi senti? Sto entrando disarmato. Niente armi. Solo me e te. Ci facciamo una chiacchierata tra immuni, ok? Mi senti? Spara un colpo in aria se mi senti”.
Bang.
“Allora entro, eh? Oh, eccoti qua, ciao Giorgio. Senti, perché non....”
Bang.
Bang.
Bang.
“Ouch! Cos'hai fatto?”
“Ti ho sparato Silvio, sì. Era una cosa che sognavo di fare da anni”.
“...Ma...”
“Mi sono sempre trattenuto, perché sai com'è, le leggi, la rispettabilità, tutti questi lacciuoli piccolo-borghesi... finché un giorno tu non mi hai dato l'immunità”.
“...Io credevo che...”
“Renditi conto. Prima hai lasciato che un ex comunista stalinista salisse al Quirinale, e poi gli hai dato l'immunità. E poi ti lamenti se quello ti spara? Un po' te lo meriti, eh”
“...Muoio”.
“Vedo. Non mi resta che sciogliere le camere. Chissà se poi una volta sciolte le riapro, mah. Devo pensarci bene. Dopotutto il mondo è mio. Uah uah uaaaaaaaargh!”

****

“Aaaaargh!”
“Silvio, che hai? Sei tutto sudato”.
“Ho fatto un sogno... un incubo... c'era Napolitano che entrava in una banca e poi...”
“Come incubo non sembra un granché”.
“Sì, ma poi arrivavo anch'io... e lui mi uccideva... a sangue freddo. Dio! Perché non ci ho pensato prima!"
“A cosa dovevi pensare?”
“Ho lasciato l'immunità... un potere immenso, quasi diabolico... a un comunista! Ora lui può fare quel che vuole, può persino...”
“Ma vedrai che non ci farà niente, è solo un vecchietto un po' suonato”.
“Sarà. Ma non sono tranquillo per niente, Veronica”.
“Veronica a chi?”
“Ah, scusami, già... Anita”.
“Mi prendi in giro”.
“O eri la Bice? O la Chicca? Scusami, ma non mi ricordo più con chi mi sono coricato ieri sera. Eri una nuova, mi pare”.
“Gianfranca. Mi chiamo Gianfranca”.
“Ah, già, Gianfranca. Mi ricordo di te. Così alta e abbronzata, anche se... un attimo. Dove sono i tuoi lunghi e fluenti capelli neri?”
“Me li sono tolti, mi impicciavano”.
“Ma quindi tu non sei...”
“Dentro di te sai benissimo chi sono. Accendi pure il lume, se vuoi”.
“Non ci posso credere! Gianfranco!”
“Proprio io, già”.
“Ma come ho potuto...”
“Silvio, a una certa ora ormai tu sei in grado di abbordare qualsiasi oggetto in movimento e io, modestamente, sono ancora un bel pezzo di oggetto in movimento”.
“Ma cosa hai intenzione di fare? Ricattarmi?”
“Ma no, perché? Il mio piano è molto più banale. Ora che mi sono introdotto con l'inganno a Palazzo Chigi, intendo soffocarti con questo cuscino, come fece Caligola con l'imperatore Tiberio. Perché io alle mie radici ci tengo”.
“Ma ti scopriranno! Hai lasciato impronte praticamente... dappertutto!”
“E allora? Io sono immune, non ricordi? Sei tu che mi hai voluto immune”.
“Ma io credevo che...”
“Lo so, tu credevi che io fossi una mezza calzetta. L'hai sempre creduto. E io te l'ho sempre lasciato credere. È stato un piano minuzioso, messo a punto in vent'anni... e ora...”
“Gianfranco, aspetta! Parliamone! Noi due possiamo ancora fare tante cose insieme!”
“E' troppo tardi, vecchio. Muori”.

****

“Aaaaah!”
“Renato, cos'hai? Un altro incubo?”.
“Sì... questa volte c'era Napolitano che entrava in una banca... e poi Silvio a letto con Gianfranco... una cosa oscena... io...”
“Renato, forse dovresti fare terapia”.
“Eh, forse sì”.
“Voglio dire, un po' di rimorsi li posso anche capire... ma è passato un anno, ormai, da quando li hai strangolati nel sonno tutti e tre”.
“Del resto cosa potevo fare? Non l'ho mica chiesto io di diventare Immune”.
“Ci dovevano pensare bene, prima”.
“Cioè, lo hanno sempre saputo che avevo contatti con la mafia. Dico, bastava leggere Travaglio. Lo hanno sempre saputo, e un giorno mi hanno nominato Immune. Secondo loro cosa sarebbe successo, dopo? Bastava un po' di fantasia”.
“Erano dei minchioni, Renato. Hai fatto bene a sistemarli. Adesso dormi, che domani c'è l'inaugurazione”.
“Del ponte sullo stretto? È già pronto?”
“Non proprio, no. Anche perché ho sentito che hanno un po' ampliato il progetto”.
“In che senso ampliato?”
“Hanno deciso di allungarlo fino a Lampedusa, sarà il ponte più lungo dell'Universo. Domani inaugurano il nuovo cantiere”.
“Aaaaaaarg!”

***
“Aaaaaarg!”
“E adesso che c'è, Presidente?”
“Un incubo orribile! C'era Schifani che... Dio mio, che ho fatto!”
“Che hai fatto, Presidente?”
“Ho firmato il Lodo Alfano! Una legge diabolica, un mostro giuridico che... ci trasformerà in tanti mostri... ma forse faccio ancora in tempo... Clio, ricordami di chiamare la Corte Costituzionale, domani”.
“Ma non sono Clio. Clio è a Stromboli in confino, non ricordi?”
“E tu chi sei?”
“Sono la vergine del venerdì”.
“Del venerdì?”
“Davvero non rammenti? Da quando sei diventato immune, pretendi di giacere ogni notte con una vergine diversa, e al mattino le fai mozzare la testa”.
“Aaaaaaaaarg!”
“Su, non prendertela! Vieni qui che ti racconto una storia. Comincia così. C'è il Presidente Napolitano che entra in una banca con un sacchetto in mano...”

(Continua, all'infinito).

da Leonardo il 7/25/2008

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Semplicemente spettacolare... Tra l'altro, tra i commenti al post originale c'era anche questo, che rende la cosa parecchio più curiosa... :)

Art. 90 - Il Presidente della Repubblica non è responsabile degli atti compiuti nell'esercizio delle sue funzioni, tranne che per alto tradimento o per attentato alla Costituzione.In tali casi è messo in stato di accusa dal Parlamento in seduta comune, a maggioranza assoluta dei suoi membri. (p.s. i reati di alto tradimento e attentato alla costituzione non sono presenti nell'ordinamento giudiziario, quindi anche l'ultimo degli avvocati gli farebbe avere l'assoluzione!)

lunedì 22 settembre 2008

Dedicato ai porno maniaci del web

AH AH AH AH AH!!!



Confessate! Chi non ha mai visto un porno su internet...

Ieri ho scaricato tramite un noto programma di file sharing "Batman: il Cavaliere Oscuro".
O almeno credevo, perchè quando sono andato per vederlo l'unica cosa di oscuro era un negrone di 2 metri che...vabbè, il resto ve lo lascio immaginare... :)

"The show must go on"

Dalla Grecia il video del dj di Radio City 99.5 fm, che continua la diretta imperterrito nonostante l'incendio del suo studio (da Youreporter.it).



"The show must go on": anche a costo di bruciarsi il posteriore...

"Come una prostituta: non era un'autostoppista?" Le scuse dei clienti "pizzicati" dalla Municipale...

Per la serie: la fantasia degli italiani non ha limiti... Eppure, confesso, io un'indicazione stradale a una prostituta giel'ho chiesta veramente... Dovevo andare all'Ikea di Padova, era pieno di cartelli coi lavori, non si capiva nulla e in zona c'erano soltanto loro...

No, poi sono andato all'Ikea veramente... Malfidati che non siete altro...

Dopo l'ordinanza di alemanno
«MI SERVIVA UN'INDICAZIONE STRADALE»
Le giustificazioni dei clienti romani delle prostitute beccati dai vigili che li hanno multati

ROMA -
C’è chi dice di essersi perso e «di aver bisogno di un’indicazione stradale per tornare a casa». Chi invece di essersi fermato dopo aver pensato che quella ragazza in minigonna all’angolo della strada gli sembrava una parente, una vecchia amica, perfino una ex compagna di scuola.
Chi ritiene una giustificazione valida andare con una lucciola «prima di tornare a casa dopo una faticosa giornata di lavoro», e chi lo considera perfino un toccasana per la salute. I clienti delle prostitute, almeno a Roma, di fantasia ne hanno davvero molta. Forse prima dell’ordinanza comunale, che per loro prevede una multa da 200 euro, ne avevano di meno. Ma da qualche giorno sono corsi ai ripari, sfoderando scuse singolari e, a volte, divertenti, per sfuggire al verbale.

PROVVEDIMENTO
- Il provvedimento fortemente voluto dal sindaco Gianni Alemanno colpisce infatti i frequentatori delle prostitute (ma anche con la stessa sanzione le stesse ragazze o i viados, se in abiti succinti e con il chiaro intento di adescare) sorpresi in flagrante a “contattare” le ragazze, soprattutto se su strade ad alto scorrimento e a rischio-incidenti. Come via Salaria, ormai una consolare-simbolo della prostituzione romana. «Ahò, ma io che c’entro? Sono loro che ci stanno!», aveva implorato giorni fa un meccanico di 28 anni fermato dalla Municipale dopo essersi appartato con un trans in pieno pomeriggio. Il giovane è stato il primo cliente multato a Roma. «Non ho capito che ho fatto di male, pagherò la multa, ma non voterò più per Alemanno», aveva aggiunto fra lo stupore degli agenti. Nel giro di una settimana sono stati quasi un centinaio di clienti che per pochi minuti in compagnia di una lucciola si sono invece ritrovati fra le mani un verbale di contravvenzione. Per molti di loro trovare una giustificazione non è servito. La frase «Che volete? Con mia moglie non vado più. Così mi consolo con queste ragazze…ma le avete viste?» è una delle più gettonate, e non solo fra i clienti più anziani, ma anche fra i quarantenni e i cinquantenni caduti nella rete. In tanti, invece, allargano le braccia rassegnati.

"CHI PAGHERA"? - Ammettono la violazione, ma non sono preoccupati tanto dal fatto di essere puniti come “clienti”, ma piuttosto dal dover sborsare 200 euro: «Andare con lei mi costava solo 30 euro, ma così diventa troppo caro». Soltanto in un paio di giorni di controlli, il Comune ha elevato multe per un totale di quasi 30 mila euro, sia alle “lucciole” che ai loro frequentatori. Un piccolo record, ma bisognerà ora vedere chi metterà mano al portafoglio. Quasi sicuramente solo i clienti, perché molte prostitute hanno già annunciato di non voler pagare.

Maria de Filippi uccide

Sempre detto che è un programma tv che da guardare secondo me fa male, però ad arrivare a questo... Dal sito dell'Ansa:

LECCO - Una battuta interpretata male. Una banale divergenza mentre guardavano in tv il programma di Maria De Filippi 'C'e' posta per te', ospiti il capitano della Roma Francesco Totti e la moglie Ilary. E' cominciato così il dramma, a Torre Dé Busi, paese al confine tra le province di Lecco e Bergamo, dove Lucia Cavalli, 35 anni, ha ucciso con una coltellata Salvatore Caliri, 33 anni, con cui da tempo aveva una relazione sentimentale travagliata, fatta di continui addii e ritorni. La donna, che ora si trova nel carcere di Monza accusata di omicidio volontario, ha inizialmente tentato di simulare il suicidio dell'uomo (che aveva precedenti per rapina) e ha ripulito e riposto l'arma del delitto, un coltello da cucina. Solo nella notte ha confessato tutto ai Carabinieri della compagnia di Lecco.

L'allarme è scattato poco prima delle 23 di sabato. A lanciarlo è stato un vicino di casa della trentacinquenne, che lavora come operaia in una ditta di Airuno. La donna si era rivolta a lui per chiedere di chiamare un'ambulanza perché, diceva, un suo amico aveva tentato di togliersi la vita. Il vicino, che aveva visto Salvatore Caliri a terra, proprio all'ingresso dell'appartamento di Cavalli, ha invece chiamato il 113. Quando i militari della stazione di Calolzio e della radiomobile di Lecco sono arrivati sul posto, Caliri era già morto dissanguato. A quel punto sono scattate le indagini e i Carabinieri si sono resi conto che la versione iniziale della donna non stava in piedi. Un interrogatorio serrato e Lucia è crollata.

Ha raccontato che Salvatore Caliri è andato a trovarla. I due, che in passato avevano avuto una relazione e per qualche tempo avevano anche vissuto insieme, si vedevano ancora, ma il rapporto era combattuto e, soprattutto, fatto di continui litigi. Liti anche violente tanto che Lucia Cavalli, nel giro di pochi mesi, aveva presentato due querele ai Carabinieri per le percosse ricevute dal compagno. Si trattava, secondo quanto ammesso dalla donna ai militari della Compagnia di Lecco, di diverbi che nascevano per futili motivi. Proprio come quello di sabato sera. I due, dopo cena, hanno iniziato a guardare 'C'é posta per té. E' arrivato il momento degli ospiti: il capitano Totti e la moglie parlavano di casa, famiglia e figli. Lucia ha fatto una battuta che ha scatenato l'ira di Salvatore che, sempre secondo la donna, l'avrebbe accusata di non essere adatta al matrimonio. L'alterco é degenerato e la donna è andata in cucina a prendere un coltello. Poi ha intimato più volte all'ex compagno di andarsene, ma la lite è continuata anche davanti alla porta di casa. Ed è proprio lì che è partita la coltellata che ha ucciso l'uomo.