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lunedì 10 maggio 2010

Padova: che fine hanno fatto i diritti di questa donna?

Dal blog di Barbara, copio e rilancio. Perchè uno dei motivi in cui credo molto nei blog è proprio questo: la possibilità che hanno di portare alla luce storie che altrimenti sarebbero ignorate, ed il potere di poter tutti assieme chiedere ed esigere risposte.

Così come in questo caso: perchè questa donna (che non conosco, e di cui non so neppure dire cosa abbia o non abbia fatto) è finita denudata dai Carabinieri (almeno così pare secondo le testimonianze) in mezzo alla strada davanti agli occhi di tutti?

Chiunque sia, qualsiasi cosa abbia fatto, aveva dei diritti come tutti noi: sono stati - come sembrerebbe - calpestati?


Sopra le foto dell'accaduto, cliccando qui invece la testimonianza audio in mp3.

Quello che vogliamo sapere è: cos'è successo l'8 maggio a Padova? E dove sono finiti i diritti di questa donna?

giovedì 21 agosto 2008

Il parco delle libertà...

...dove tutto però è vietato!


Accade a Camposampiero, in provincia di Padova. Tra i vari divieti del nuovo "Parco della Libertà" anche quello di usare un linguaggio volgare ed offensivo, il divieto di usare modelli radiocomandati o quello di ripararsi sotto le piante in caso di maltempo. Non si sa chi abbia scelto il nome, ma è sicuramente un genio... :)

Tnks to "Il Mattino di Padova" (e chi se nò?)

lunedì 26 maggio 2008

Qualcosa di personale.

Ultimamente sempre più spesso la gente mi chiede come io faccia a lavorare sempre con il sorriso sulle labbra.

Anche quando, come ieri sera, accade che alle 23, quando già tutti pensano al ritorno a casa o alla serata che li attende fuori , piombino nel locale 31 persone (che poi diventano 42) membri di un'improbabile compagnia di teatro istraeliana che ha appena finito lo spettacolo poco più in là.
"You're amazing - mi fa una ad un certo punto da dietro un paio di occhi azzurri, al trecentesimo piatto portato in sala - How can you be always with a smile in your face?". "Davanti ad una faccia come la tua - gli ho risposto - si può solo continuare a sorridere: per il resto non c'è spazio!".

Credo che il segreto sia quello di non prendere mai del tutto le cose sul serio, e di essere sempre disposto allo scherzo con tutti perchè, se tu sei così con il mondo, per quello che ho sempre visto il mondo tenderà ad esserlo con te. Scherzate, chiamate davanti a tutti "Massimo Giletti" l'impresario della compagnia che effettivamente ne è la copia quasi sputata, entrate come se ogni applauso che si scambiano tra loro fosse il vostro e scherzate su ogni piatto o su ogni ordine, e su come sembrino studiare disperatamente tra loro il modo di mettere il ristorante nella maggiore situazione di caos possibile. Siate voi stessi, "smadonnate" se vi gira, ridete se vi va, ribaltate i ruoli ma restando voi stessi, scherzate come se fosse il vostro ultimo giorno di lavoro e non ve ne fregasse niente del giorno dopo (ma non oltrepassando mai il sottile confine della ragionevolezza): ci sarà da divertirsi.


Così da serata annunciata come massacrante è finita in una mezza festa, con tutti a parlare con tutti, ballerini in giro a fare mezzi show per tutta la sala sopra del locale, piatti offerti all'asta e prese in giro continue di tutti verso tutti, e vino e risate, e siamo arrivati fino all'una e mezza che tutto sommato avrei voluto durasse ancora un altro po', anche se avevo una fame della madonna... :)

Poi capita addirittura che alcuni di loro, con cui ormai puoi dire di aver fatto amicizia, ti invitino a fine serata da loro in albergo per continuare la festa, e così è facile ritrovarsi in un mezzo sogno assurdo dove alle 4 di notte sei ancora a bere e fare baccano in un albergo quattro stelle extralusso, dove la maschera fa tanto d'occhi quando ti vede entrare in maglietta "Hard Rock Cafè", e ci rimane male perchè sembri rovinargli l'atmosfera ma non può fare nulla... Il tutto reso ancora più assurdo dal fatto che all'invito della compagnia il padrone del ristorante, noto per la sua "parsimonia esagerata", ti inviti a prendere la bottiglia che più ti piace dal bancone del bar perchè "non puoi andare a mani vuote", e ti dica di non preoccuparti per la roba da mettere ancora a posto perchè tanto "domani c'è tempo"..

E' stata una bella serata... In 12 in una camera, io e la Kibbutz contemporary dance company a fumare e parlare di tutto come se fosse una gita di classe davanti a bottiglie di bianco e di rosso e di altre cose che non mi ricordo, dalla politica di Istraele alla teoria del balletto, ai sogni di ognuno e di tutti i posti belli che ognuno ha visto, o di quelli (che sono sempre molti di più) di cui si è sentito parlare e in cui si vorrebbe tanto andare... Sono tornato a casa alle 4:30 alla fine, ma ero felice... Felice di aver conosciuto gente nuova, felice di avere un posto dove andare se mai finirò in Istraele in vita mia, felice di aver passato ancora una volta una bella serata nata dal nulla...

Una volta dicevamo Mari che si dovesse vivere ogni giorno come se fosse l'ultimo... Ora credo che ognuno si debba vivere come se fosse il primo. Come se fossimo appena arrivati, ancora fiduciosi in tutto, e avessimo solo davanti gente da conoscere e cose da imparare, e gente disposta ad insegnarcele con un sorriso se noi gliene facciamo uno in cambio senza chiedere nulla di più. C'è un detto non scritto dei giornalisti, almeno quelli che conosco io: "Se vai ad una conferenza stampa ed esci senza neanche un numero di telefono nuovo, è come se tu non ci fossi mai stato". Io applico solo questo anche a tutto il resto: se vai ad una festa e non conosci nessuno di nuovo, è come se in un certo senso tu non ci fossi mai stato... E da cosa nasce cosa, e da una chiacchera rubata ad un tavolo nasce una serata che ti ricordi per un pezzo...

Credo di aver risposto questo all'ultima tipa che me l'ha chiesto ieri sera, come facessi ad avere lo stesso sorriso anche dopo non mi ricordo quanti bicchieri di vino e tre ore di stanchezza in più...

Grazie della serata Arthour: se mai passerai di qua ringrazia tutti da parte mia per la serata, e gira alla compagnia i miei migliori auguri di buona fortuna per la loro carriera e per la tua! Spero di rivedervi prima o poi: se mai tornerete in Italia fatemi un fischio...

Per chi fosse curioso poi cercando su Youtube ho trovato un video del loro spettacolo al teatro milanese degli Arcimboldi. Sono sette spezzoni: qui sotto trovate il primo, ma per vedere anche gli altri basteranno due secondi o poco più se ne avrete voglia...




A presto: shalom my friend!

martedì 6 maggio 2008

Come l'Unipd si fa pubblicità con me (senza dirmi un tubo!).

Guardate come si fa pubblicità l'università di Padova...

Su segnalazione del collega Lorenzo Falco, oggi ho scoperto che qualsiasi mail io mandi dal mio indirizzo di mail di Unipd (l'indirizzo ufficiale del master universitario), sotto compare QUESTO senza che ne io ne nessun altro utente abbia ricevuto alcuna comunicazione...

Naturalmente il tutto è fatto senza che l'utente, una volta accortosi della cosa, abbia alcuna possibilità di rimuovere l'avviso dalla propria casella mail... Ma se io non voglio essere veicolo di pubblicità, chi diavolo mi tutela?!?

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[testo della mail]


------------------

Destina il tuo 5 per mille alla ricerca dell'Universita' di Padova
(codice fiscale 80006480281).

Farlo e' facile, non costa nulla e non e' alternativo all'8 per mille.

*************

Vi ho già dato 10.000 euro per il mio master...ancora non vi bastano? :)

lunedì 14 aprile 2008

Politica da marciapiede.

Sabato, Padova, ristorante "Gigi Bar".


Davanti al Gigi, sotto i portici, hanno appena rifatto il marciapiede. Trachite bianca per più o meno duecento metri di pavimentazione, lavori svolti in circa tre settimane, finiti da appena 14 giorni, e costati pare attorno agli 80mila euro.

Sabato a pranzo viene a mangiare, mi raccontano i colleghi (io non c'ero), un importante esponente della destra padovana. Parlando con il proprietario ad un certo punto esce con un: «Ha visto che bel lavoro che hanno fatto con questi marciapiedi? Siamo stati noi a farli fare sa, che gli altri non volevano... Immagino che sia contento...».

Sabato sera tardi, dopo teatro (qui invece c'ero), arriva invece il più importante esponente della sinistra padovana (i nomi ho scelto di non farli, ma potete arrivarci...). «Ha visto che siamo riusciti a farli fare questi benedetti marciapiedi? E sono venuti proprio bene! Ed è tutto merito nostro sa...».

Sto aspettando la sera in cui verrà a cena il manovale e tra una birra e l'altra mi dirà: «Ha visto che belli i marciapiedi qui di fuori? Li abbiamo fatti noi sa? Che se stavamo ad aspettare che gli altri si sciaquassero la bocca di tutte le loro belle parole, qui fuori ancora un po' e avrebbe avuto l'erba...»



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PS e nota curiosa. E' incredibile: ho postato immagini di tutti i tipi, da Corto Maltese a foto dell'Ansa, dalla Reuter alla Magnum, da Corriere a Repubblica, e la prima che mi viene tolta dal blog è quella di un pavimento stradale spaccato! Molto bella, se non non l'avrei messa qui, ma mi aspettavo che il primo caso sarebbe avvenuto per ben altra cosa! :)

Chiedo scusa a foto-blog.it da cui la foto proveniva per non aver avvisato, ma la prossima volta mandatemi una mail così almeno lo vedo e la tolgo subito! Sperando che la "Nuova porfidi 2004" da cui proviene l'immagine nuova delle piastrelle tolleri il "furto", un saluto a tutti!



giovedì 10 aprile 2008

Panificio Pavin: parte seconda.

Ore 13:50. Sto parcheggiando la bicicletta davanti al panificio Pavin, quando mi viene incontro la cassiera che sta abbassando la serranda:

Cassiera: «Ciao».
Io: «Ciao!»
Cassiera: «Ho visto quello che hai scritto su internet...»
Io: «Sì, lo so. l'ho scritto io...»
Cassiera: «Non è una bella cosa quello che hai scritto...»
Io: «Nemmeno quello che avete fatto voi. Prima avete alzato i prezzi, e poi avete messo quella specie di tassa dei 50 cent... Pensavo fosse una cosa temporanea, ma è ancora lì. Per quello ho scritto quello che ho scritto, e poi per coerenza non ci ho più messo piede».
Cassiera: «Sì. Ma non sei tu a dover decidere i prezzi...»
Io: «E' vero. Ma ho sempre il diritto di dire la mia»
Cassiera: «Ma non è una bella pubblicità».
Io: «Nemmeno quello che avete fatto voi a me pare bello. E mi sono limitato a scriverlo...».

Stasera secondo me sotto casa mi trovo lui...


...e se domani non arrivo al master, sapete perchè... :)

Per chi non si ricordasse il resto, qui trovate il link al vecchio post che spiega le ragioni della mia protesta.
Mi dispiace per il rapporto che si è guastato, ma il mio portafogli purtroppo non guarda in faccia a nessuno...

mercoledì 30 gennaio 2008

Cronaca della "non-intervista" di ieri a Raoul Bova: vi racconto com'è andata...

Ore 17: la libreria Mondadori di Padova vicino Piazza Insurrezione è già piena. Deve arrivare "Lui", il divo, il mito di milioni di ragazzine : Raoul Bova!


Con lui, annunciati per presentare il film "Scusa ma ti chiamo amore" il regista-autore Federico Moccia e la protagonista femminile Michela Quattrociocche. Promessa alla decina di giornalisti e fotografi presenti una mezz'oretta per chiacchierare con loro, prima di vederli ripartire alla volta del Cinecity di Limena dove ci sarà il vero evento: la proiezione del film con la conferenza stampa di presentazione di tutto il cast.


Il pubblico: perlopiù ragazzine, ma non mancano anche fans un po' più "stagionate" e qualche maschietto che ci dichiara di essere arrivato apposta per vedere la nuova ragazza-prodigio del cinema italiano: "Michela Quattrocolpi!". Vabbè, viva la sincerità!


L'evento è da non perdere, e difatti per ricordarlo in eterno c'è chi ci porta anche la figlia di neanche un anno, tenendola stampata al vetro per oltre un'ora! "Ti ricordi tesoro, di quando da piccola hai visto Raul Bova?!?!?". La bimba, stoicamente, resiste alla tentazione di chiedere l'autografo al divo dormendo in posizione verticale, nonostante le grida di centinaia di ragazzine esaltate.


I veri divi, si sa, sono sempre in ritardo: difatti alle 17:30 (ora ufficiale dell'incontro) ancora non si vede nessuno. Cresce la tensione, poi la noia, ma più di tutti il caldo. Il presentatore della serata tenta in ogni modo di tenere alto il morale del pubblico, mentre i fotografi si scatenano in ogni genere di pose. Menzione d'onore anche qui per i fotografi di Mattino e Gazzettino, che arrivano con il chiodo in pelle e se lo tengono addosso per tutto il tempo: sopra li vedete al lavoro, mentre fotografano il miraggio di una granita al limone che appare loro seduta in seconda fila.


Mentre il pubblico rumoreggia, soprattutto le ragazzine fuori che minacciano di abbattere il vetro a pugni bestemmiando contro noi fotografi che gli copriamo la visuale, si fanno le 18 e...il presentatore comincia un discorso strano. "Sapete cosa succede d'inverno? Che ci si prende l'influenza...". due minuti e arriva il pacco: Bova non c'è. La scusa addotta è una febbre a 39, ma non convince del tutto nè noi nè la platea. Specie perchè poi Bova si presenterà invece la sera alla presentazione al pubblico pagante al Cinecity a Limena: un migliaio di biglietti venduti e circa 8000 euro l'incasso totale della serata.

Il gossip suggerisce che in realtà il bel Raul non sia ancora arrivato a Padova, ma sia ancora a Torino in attesa di prendere l'aereo per arrivare in serata. Le voci rimarranno però senza conferma: alle mie domande Michela mi risponde che si sapeva che stesse un po' male, ma a loro non era stato detto niente...mah...
Crisi del pubblico, che inizia a lamentarsi, ma viene prontamente sedato dall'ingresso degli altri protagonisti scortati in pompa magna da un agente della municipale in giubbottino giallo: non si sa mai...


Alla fine arrivano: Michela Quattrociocche, Federico Moccia in un inedito completo con cappellino che fa tanto ricordare Serse Cosmi (il famoso ex allenatore del Perugia) , Francesco Apolloni (al cui ingresso cade il silenzio, perchè nessuno pare sapere chi sia. Il film ha fatto quasi 5 milioni di euro di incasso nel primo weekend di uscita, ma evidentemente non qui..), Francesca Ferrazzo e Michelle Carpente (nel film le amiche di Niki-Michela, nella libreria due ragazze carine ma quasi perfettamente sconosciute, tant'è che nessun giornale oggi si è preso la briga di cercare i loro nomi nel cast o chiederglielo per citarle... Non vi preoccupate, ci sono io...), e la produttrice della Medusa Film (ed ex moglie di Vittorio Cecchi Gori) Rita Rusic.
(Nella foto sopra Apolloni, la Carpente e Antonioni).



Sulla Quattrociocche va un paragrafo particolare (sono pur sempre un maschietto..). Ha 18 anni ma sembra completamente a suo agio tra fotografi e telecamere, tanto da dare a volte l'impressione di essere un po' "costruita", con un aspetto acqua e sapone e occhi castani micidiali. Sfoggia sempre un sorriso per fotografi e fan che si sposa d'incanto con le macchine fotografiche. Ho fatto tante foto, un po' a tutti, ma devo dire che sbagliarne una con lei è praticamente impossibile!


Se saprà scegliere i film giusti, è probabile che questa ragazza possa farsi un nome... Il film non l'ho visto, ma la voce è stata una delle poche alla presentazione che non necessitasse di un doppiaggio urgente per depurarla da accenti romaneschi vivissimi.


Domande a tutti, attori disponibili, saluti e baci tra domande scontate e non ("Pensate che una storia come quella del film sarebbe possibile nella realtà?", "Com'è Raul Bova come attore?"), la conferenza finisce con l'assedio delle fan a Federico Moccia per ottenere disperatamente un autografo sul libro e dei fan a Michela Quattrociocche e amiche per una foto abbracciati da mostrare agli amici.
Particolare singolare, alla fine una parte delle ragazze (deluse evidentemente dall'assenza del divo Bova) assedia addirittua i bodyguard di Moccia & Co. chiedendogli l'autografo: sorrisi metà sbigottiti e metà gigioni, ma richieste puntualmente accontentate! Cosa ci faranno? Mah...

Alla fine la serata finisce sulle 20, quando le star, esauriti gli autografi, fuggono sulle loro monovolume dalla porta di servizio. Il servizio doveva essere su Bova, ma abbiamo materiale anche sul resto! Non è andata così male...

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Due precisazioni di servizio: le foto e i testi del "servizio"sono miei, tranne la prima di Raoul Bova che ho trovato sul web, e potete prenderli e usarli a vostro piacimento purchè sia citato l'autore. Per chi ne volesse altre della serata o per qualunque altra informazione, mandatemi una mail al mio indirizzo di posta: gentiluomini.di.fortuna@gmail.com.

Un ringraziamento doveroso infine a Elisa, fotografa per passione: grazie per l'aiuto nei settaggi e per la disponibilità nonostante la confusione!
Ti devo un favore: fammi sapere come posso restituirtelo...

That's all folks! Alla prossima!

Alessandro "Gig" Gigante :)

martedì 29 gennaio 2008

Volete intervistare Raoul Bova?

Oggi pomeriggio alle 17:30 mi mandano a fare un servizio/intervista sulla presentazione del nuovo film tratto dal libro di Federico Moccia "Scusa ma ti chiamo amore", alla Libreria Mondadori di Padova (per chi conosce la città quella vicino Piazza Insurrezione).

Il comunicato stampa lo trovate qui: saranno presenti Raoul Bova, Michela Quattrociocche e Federico Moccia.

Volete partecipare anche voi? C'è qualcosa che vorreste chiedere a uno dei tre (minchiate a parte) ? Domande interessanti che vorreste fare, ma non ne avete la possibilità?

Se volete aiutarmi ed essere protagonisti lasciate le vostre domande nei commenti, e prometto che tenterò il possibile per farle ai diretti interessati, pubblicando poi le risposte qui sul blog! Potrei anche promettere autografi, ma non garantisco nulla...

Conto su di voi: se volete altri dettagli chiedete! Io ripasso tra un po'...a dopo!

Gig:)

lunedì 28 gennaio 2008

Lezioni di marchette. (Come diceva Andreotti...)

Da Wikipedia :

"Originariamente il termine marchetta designava una sorta di francobollo (marca, appunto) che veniva applicato sul libretto di lavoro degli operai per attestare l'avvenuto pagamento dei contributi previdenziali (fino all'epoca fascista).

In senso traslato il termine venne usato per indicare un gettone che il cliente di un bordello ritirava alla cassa pagando in anticipo la prestazione, e che successivamente lasciava alla prostituta con la quale s'intratteneva, in modo tale da permetterle di riscuotere il compenso dovutole. Da qui in poi, il termine marchette è sempre stato riferito all'ambito della prostituzione.

Al giorno d'oggi, fare marchette o essere un marchettaro designa una persona dedita alla prostituzione, ed in modo specifico è riferito alla prostituzione maschile.

In ambito giornalistico, con il termine marchetta si fa riferimento ad un articolo scritto per compiacere qualcuno. Nel campo televisivo, si usa il termine marchette quando un attore/attrice o personaggio comunque noto, va in televisione a raccontare fatti (spesso intimi o comunque personali) della sua vita privata solo per denaro".

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Il resto del contenuto del post , oggi 31 gennaio 2008, viene cancellato.

Raccontava una storia, una piccola storia, il cui protagonista si è sentito offeso dai contenuti qui pubblicati. Dapprima chiedendomi di cancellare il tutto in maniera gentile, poi in altri modi che non esito a definire "minacce" nell'arco di poche ore.

Mi sono quindi trovato davanti ad una scelta: tenere fede alla promessa di mantenere libero da ingerenze questa piccola isola sul web, o accettare la richiesta di quello che continua ad essere (spero ancora) un mio amico, a prescindere dai suoi modi.

Per questa volta, ma solo per questa volta, scelgo l'amicizia, nonostante tutto. Nonostante la rabbia che mi è presa a ricevere certe cose in certi momenti, che non mi sarei aspettato, e nonostante tutti i pensieri che ne sono seguiti, e che non avrei mai pensato di fare. Posso garantire a voi tutti che non è stata una scelta facile: ma non ce ne sarà una seconda. Ora è come una corsa ad ostacoli: la prima falsa partenza è concessa a chiunque; la seconda non si perdona a nessuno.

Però, caro X, una cosa sola voglio dirtela. Esiste, nel nostro ristretto "circolo" che qualcuno chiama "casta", un diritto che dovrebbe essere sacro anche se molto spesso finisce per essere il più violato di tutti: si chiama "diritto di rettifica". Vuol dire che qualsiasi cosa io dica e scriva, anche se questo non è un giornale nè una pubblicazione vagamente simile, esiste per te il diritto di controbattere venendo rappresentato con uguale spazio e uguale visibilità. A questo diritto io sono tenuto ad obbedire, ma lo seguo e lo rispetto soprattutto perchè credo in quello che esso rappresenta: l'uguaglianza e la libertà di parola.

Alla storia che io raccontavo, che - bada bene - era possibilistica e non assoluta riguardo ad un fatto che potesse essere accaduto, tu avevi (come mi hai detto) ottimi argomenti da opporre in risposta. Ora non posso più mostrarli, giacchè mi hai privato del resto senza i quali essi non hanno più senso.

C'è uno spazio, in questo blog come in tanti altri, che si chiama "commenti", che serve proprio a quello: dare voce a chi vuole dire la sua. A volte non basta, o non è ritenuto sufficiente, e in caso di errori ho l'abitudine di riportare il commento nel post con uguale visibilità e carattere proprio per evitare questo: se cerchi nel blog è già successo, per fortuna poche volte.

Potevi approfittarne, e ribadire i tuoi concetti in un modo diverso: a mio modesto parere, più giusto. Avrei fatto così anche con te: tutto quello che avresti voluto dire sarebbe stato detto e pubblicato. In libertà.

Lo credo più giusto come modo di agire per i valori a cui apparteniamo entrambi, e che secondo me tu in questo modo hai tradito. Ora è successo per una cosa da nulla: una storia che non avrei nemmeno mai scritto se non fosse arrivata proprio da te, da una persona da cui non me l'aspettavo. Ma se fosse andata in altro modo? E su una cosa più importante?

Ho scelto di cancellare nonostante tutto il contenuto di questo post per farti riflettere proprio su questo: cosa accadrebbe, se in futuro questa situazione ti si ripresentasse davanti di nuovo, magari in altra veste e con altri attori più grandi di me?

Chiediti solo: cosa faresti?

Io lo so: mi atterei a queste parole.
  • art. 18: Ogni individuo ha il diritto alla libertà di pensiero, coscienza e di religione
  • art. 19: Ogni individuo ha il diritto alla libertà di opinione e di espressione, incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.
Sai da dove vengono? "Dichiarazione universale dei diritti dell'uomo", 1948.
  • 1. Ogni individuo ha diritto alla libertà di espressione. Tale diritto include la libertà di opinione e la libertà di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autorità pubbliche e senza limiti di frontiera.
  • 2. La libertà dei media e il loro pluralismo sono rispettati.
Questa invece è la "Convenzione Europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali", 1955.

"Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.
Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell'autorità giudiziaria nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l'indicazione dei responsabili.
In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell'autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all'autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s'intende revocato e privo di ogni effetto.
La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.
Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni".

Questo invece è l'art. 21 della nostra Costituzione, 1948. Fa parte dei diritti e doveri dei cittadini, ma soprattutto fa di me e te quello che siamo. Prima ancora, ci guida verso quello che io e te vorremmo essere: forse in modi diversi, ma (credo) con le stesse finalità.

Io credo a queste parole, le rispetto e le divulgo perchè le sento mie. Come la libertà di scrivere di ciò che voglio, senza ledere però la libertà degli altri.

E' per questo che non ritengo di dovere fare scuse: ho fatto solo ciò che ritenevo giusto.

Se, come spero, avrai la pazienza e la volontà di leggere tutto questo e di arrivare fino a qui, spero che stavolta lascerai un commento o la tua voce, anche in forma anonima. Per dirmi ciò che pensi, raccontare le tue ragioni o fare qualsiasi cosa di altro tu voglia fare, con gli strumenti che ci sono dati. Ti garantisco che le sarà dato lo stesso spazio e la stessa visibilità di queste parole che sto scrivendo ora.

Con questo chiudo e ti saluto, con un solo monito.

Non ci sarà una seconda volta.

Tutto quello che riceverò sarà pubblicato, e tutto quello che vorrò dire sarà detto. Qui come altrove.

Odio i bavagli: non ne metto e non me ne sono mai fatti mettere. Ma stavolta l'ho fatto con un motivo, che credo importante.

Alterius non sit qui suus esse potest.

Vale.

Aggiunta delle 14:24

A seguito di discussioni avvenute preciso quanto segue: ogni cosa scritta su questo blog è frutto solamente mio, di mie impressioni e miei pensieri personali. Quello di cui si parla, qualsiasi cosa, è visto attraverso i miei occhi e il mio modo di pensare: mi ritengo pertanto l'unico responsabile di qualsiasi cosa sia qui pubblicata. Questo blog non è una testata giornalistica, nè pretende di esserlo o averne la stessa credibilità e attendibilità. Per ogni cosa di cui scrivo cerco sempre comunque di verificare nel modo migliore le fonti, che troverete sempre citate alla ricerca del massimo contradditorio e della verità oggettiva dei fatti. Ogni cosa che non passa sotto la definizione di "fatto oggettivo" ma entra in altre sfere, come quella dei commenti o delle opinioni, è tenuta tendenzialmente distinta dal resto o comunque segnalata.

Nella vecchia versione di questo post si dava il link ad un articolo pubblicato su una rivista online. La suddetta rivista non ha nulla a che fare nè è coinvolta in qualche modo in ciò che io scrivo qui, nè nei contenuti del post suddetto, e mi scuso con chiunque degli altri collaboratori della rivista possa essersi sentito in qualche modo offeso da ciò che avevo precedentemente scritto. In caso di commenti, lettere o reclami, questi saranno pubblicati con ampia visibilità sul blog.

Credo sia tutto.


venerdì 18 gennaio 2008

Come la marea gialla ti rende ricco, ma ti blocca il ristorante

Ultimamente il ristorante dove lavoro la sera si popola di cinesi: a Vicenza infatti c'è la fiera dell'Oro, e siccome 1) gli espositori cinesi stanno tutti in albergo al Plaza a Padova, che è a 200 metri dal ristorante, e 2) il "capo" della brigata è vecchio amico/ha bazze col proprietario del ristorante, per sua fortuna ( e mia sfortuna) ogni sera il Gigi, che tiene circa 90-100 persone si riempie di 70-80 cinesi.

Niente da dire, direte voi: clienti come gli altri! Invece no, perchè, come ho scoperto, la cultura cinese del mangiare al ristorante ha degli elementi che bloccano completamente o quasi l'attività di un normale ristorante all'italiana, e che ultimamente ci fa fare i salti mortali ogni sera!

Non ci credete? Ora vi insegno qualcosa...

1) I cinesi arrivano, e ordinano (o almeno provavano a farlo finchè il proprietario esasperato non li ha bloccati praticamente tutti) direttamente in cucina! Il cuoco è cinese, tra loro si capiscono, e così fan tutti! Ora: immaginatevi gruppi di 10 persone che tentano di entrare simultaneamente in cucina mentre tu tenti di bloccarli e nessuno dei due gruppi capisce cosa stia dicendo l'altro e perchè si agiti...

2) I cinesi ordinano e vogliono che le cose, come si fa da loro, arrivino nel tavolo tutte insieme. Mentre tu italiano prendi il tuo primo, poi aspetti che il cameriere ti porti via il piatto, poi prendi il secondo, poi il dolce e via, loro prendono direttamente...tutto!
Pensate cosa vuol dire coordinare con un cuoco solo (più due aiuti) 80 persone che vogliono avere contemporamente 14 primi diversi, 16 tipi di pizza, 7 contorni misti vari, stuzzicheria, etc etc...DA SPARARSI!

3) In Cina, a quanto pare, è considerata una grossa scortesia prendere i piatti dal tavolo se non te li porgono direttamente i commensali da portare via. E di solito non lo fanno mai prima di aver saturato completamente il tavolo, ed essere arrivati al principio del secondo strato!
In un ristorante italiano, dove il ricambio e il lavaggio dei piatti è invece continuo, questo (moltiplicato per 80 persone) porta ad un semplice risultato: I PIATTI FINISCONO! I bicchieri no, ma quasi! Non vi immaginate i casini che tutto questo comporta, ve l'assicuro... Tentare di avvicinarsi ad ogni tavolo per contrattare la presa di un piatti è qualcosa di più estenuante di una trattativa in un suk egiziano credo!

4) Dettagli curiosi sul "desinar" cinese: i seguaci di Mao mangiano a tavola un sacco di verdure, sempre e comunque, anche con gli abbinamenti e le salse più assurde. Bevono poco, non essendo - si dice - granchè resistenti all'alcool, e sono molto rispettosi sia dei camerieri che degli altri clienti. se combinano qualcosa, tipo rovesciare un bicchiere, passeranno la successiva mezzora a scusarsi con voi ogni volta che vi vedranno! Per le mance non so cosa dirvi, visto che in mano mia non passano mai.. :)

Se vi chiedete perchè in questo blog il sottoscritto si sia messo a sproloquiare di cinesi al ristorante beh...ormai li vedo tutte le sere e dovevo sfogarmi!!!!

Tra poco si ricomincia...sayonala a tutti!!!!

giovedì 10 gennaio 2008

Ospiti Vip!

Indovinate chi c'era al ristorante dove lavoro ieri sera?!?
Arrivata alle 23:30 (ma non per colpa sua) e per cui mi è toccato stare al bancone fino all'una e mezza di notte?

Proprio lei... la mitica Mariangela Melato! A Padova per tre giorni per la tappa veneta del suo spettacolo one woman show "Sola me ne vò", in scena al teatro Verdi dall'8 al 10 gennaio.

(Con tono alla Zelig) Chi è Mariangela Melato?!? Per chi non se la ricordasse, ecco una piccola filmografia da Youtube...


"Travolti da un insolito destino in un azzurro mare d'agosto", 1974


Scena mitica: "Ora m'hai proprio rotto la minchia! Io faccio quello che stracatacazzo mi pare! Tr##a!", starring Gennarino Carunchio... :)





La scena del pestaggio sull'isola...





"Mimì metallurgico ferito nell'onore", 1971




"La polizia ringrazia",1972



Piccola curiosità: di attrici famose (almeno, che io nel mio piccolo ricordavo) sono venute fino ad ora a mangiare al "Gigi" Lina Sastri e Mariangela Melato appunto. Bene: pur essendo attrici di teatro, fumano tutte e due come delle turche! Con una sola piccola differenza: mentre Lina Sastri ad un certo punto si è accesa una sigaretta in mezzo alla cena (e alla sala, anche se erano le 23 passate ed era mezza vuota) senza pensarci due volte tra lo stupore di tutti, la Melato almeno ha avuto il buongusto di chiederlo... Poi detto di sì di volta in volta ad ognuna di loro (gli artisti, si sa, hanno le loro manie... :), la legge Sirchia veniva definitivamente abrogata per il resto della serata in questione, visto che attaccavano a tirare tutti: per la Melato ballerini compresi!

Altra piccola curiosità da "lotta di classe", per restare in tema: al quarto che attacca a tirar boccate sparo la battuta al proprietario: "Ah beh, allora ora me ne impìsso (accendo) una anca mì...". La testa si gira in un millesimo di secondo: secco "No, tu no!". Se un giorno diventerò mai famoso come Enzo Biagi ed entrerò in un qualsiasi locale dopo le 23 in cui mi riconosceranno, chiederò di accendermi una sigaretta e poi riderò come un matto al più che probabile "sì" che sempre si dà in Italia alla classe "VIP".


Mi piglieranno per scemo, ma io saprò il perchè....


lunedì 7 gennaio 2008

Buoni propositi per l'anno nuovo.

...e alfine si ritorna! Passate le feste, passate le sbronze, passato (ma non del tutto) il clima di vacanza, torna a rivivere il blog!

Per oggi solo con questo post di saluto mentre guardo cos'è successo nel mondo e nella blogosfera, prossimamente invece con il solito cazzeggio semiserio!

Solo una cosa per l'anno nuovo: visto che questo blog comincia per qualche strano motivo ad avere i suoi visitatori aficionados e che a me piace conoscere la gente di persona, mi piacerebbe sul serio cominciare ad usare questo blog come una via per conoscere nuova gente e nuovi amici, come scrissi già nel primo post all'inizio ad ottobre.

Pertanto, come proposito per l'anno nuovo metto solo questo: da mercoledì prossimo, per ogni sera tranne il martedì dalle 20 in poi, il sottoscritto lavorerà come barista al ristorante "Gigi Bar" in via Verdi 18/20 nel centro di Padova, esattamente qui (per la mappa cliccare qua): se volete passare a fare un saluto, o per qualche motivo assurdo salutare o conoscere l'autore del blog, offro (nei limiti del titolare, che se mi becca mi uccide) una birra piccola in offerta a chiunque si presenti come amico del blog!

Una volta entrati (vale la pena: non per fare pubblicità ma si mangia veramente bene a prezzi onesti) riconoscermi è facile: sono quello al bancone in "gonnellino" verde che mixa caffè e birre stile Mark Ronson, sempre affannato ad evitare le bestemmie del titolare e del resto della squadra: Amedeo, (maggiordomo mancato, 100% professionalità camerieristica), Piero (Il cameriere grande e grosso: "Ti te pòl dìr quel che te vol, ma tanto g'ho sempre rasòn mì!"), Vladi (cameriere russo: se è vera solo la metà delle storie che racconta un giorno ci troviamo l'Interpol a cena...), Cristina (la cuoca, l'importante è non contraddirla mai viste le braccia...), Hashin (cuoco cinese con braccia da polipo che riesce non so come a tenere tutta la cucina del ristorante praticamente da solo!), Francesco (uno dei pochi pizzaioli ancora italiani che conosco!), Jimmy ( il lavapiatti immancabilmente filippino) e naturalmente Ferruccio, il proprietario! Logorroico come pochi, se si affianca al vostro tavolo e inizia a parlare è finita...

Che dire...a presto e buon anno nuovo a tutti!
Anche buon Natale, visto che per gli ortodossi è oggi!

Au revoir!


giovedì 3 gennaio 2008

BUON 2008 (E altre cose che non cambiano mai....) !

Salve a tutti! Oggi sono in breve incursione dall'università di Padova, dove mi trovo (manco a dirlo) ancora per lavorare, e ne approfitto per scrivere un attimo! "Compitini delle vacanze ignobili"...

Vabbè, la tiro corta! Ora che ci siamo dentro...buon 2008 a tutti!!!! Che vi porti felicità, gioia e cambiamenti, ma solo in positivo!

Non come succede al Mattino di Padova, che tanto per cambiare e non fare sensazionalismo a tutti i costi il primo dell'anno titola così! (vedere foto). A vedere la locandina sembra che tra Padova e Nairobi non ci fosse il 31 notte molta differenza, ma in realtà i dati sono stati questi: feriti 8 (che su una popolazione di oltre 210.000 abitanti nella sola città (fonte: Wikipedia) mi sembra un ottimo risultato), persone in piazza a Prato della Valle 60mila, di cui alticci tanti ma ubriachi seri meno dell'1% (io c'ero, e faceva troppo freddo per pensarci...), e tanto tanto divertimento!

Ma il Mattino....DOV'ERA?!?

Appena le trovo posto anche un paio di foto và!

Un bacio speciale intanto a Chiara da Milano che mi ha reso magico il Capodanno! Non cambiare mai! :)

Aggiornamento ore 18:21 - Per chi non fosse a Padova qui nevica di brutto... Queste le ho filmate con la digitale poco fa! In più in tutta questa bella nevicata io e "Il Grande Vecio" Marco (l'unico altro che è qui al master) in tutto questo prima siamo anche riusciti a chiuderci fuori dalla porta per una mezzoretta dimenticando le chiavi dentro... Che genietti, eh?!?





Buon 2008 a tutti!!!!!

giovedì 20 dicembre 2007

Reportage dall'incontro con la stampa del consiglio regionale veneto (ovvero: la grande abbuffata)

Ieri finalmente l'evento dell'anno della stampa veneta: il tradizionale incontro di fine anno del Consiglio regionale Veneto con la stampa! Ore 12:30, Palazzo Ferro-Fini, di fronte alla Chiesa della Salute a Venezia.

Il vostro reporter infiltrato sotto la copertura di studente del master di giornalismo di Padova ci è andato per voi. Qui è il comunicato con cui il Consiglio ha riassunto l'evento. Ma questo è quello che è accaduto realmente e chei media presenti non vi hanno mostrato...

Questo è quello che hanno visto tutti: una conferenza, durata circa mezzora, con il presidente dell'Ordine dei Giornalisti veneto Amadori, il presidente del consiglio Finozzi, la vicepresidente del sindacato di cui non mi ricordo il nome, e altri. Le cose uscite sono state sempre le solite: "abbiamo fatto tanto ma c'è ancora tanto da fare" (dai, davvero?), "Il precariato nel giornalismo avanza sempre di più e deve essere contrastato" (nuovissima novità, poveri illusi), "Questi bastardi degli editori non vogliono firmare il contratto, e noi continueremo la lotta per averlo" (compagni, pugno chiuso!) , consegna di premi simbolici vari (un mappamondo trasparente per simboleggiare la trasparenza dell'informazione...) , lode alla scuola per giornalisti praticanti Dino Buzzati tenuta dall'Ordine veneto, oblio totale per il nostro master che pur essendo l'unico veneto non viene nemmeno citato!

Due note di colore per chiudere sull'evento: su una cinquantina di giornalisti presenti, mentre dal palco si parla di precariato dei giovani e stipendi da fame, più del 50% dei presenti ha i capelli bianchi o non li ha proprio e fa più casino dei pochi "giovani" presenti. Per quanto riguarda le donne (Silvia, questa è per te) in tutta la sala non credo che arrivassero al 20% del totale, questa volta sì perlopiù giovani.

All'improvviso la platea rumoreggia, e il convegno si chiude, mentre tutti i giornalisti cominciano a scappare...

...ma verso dove?!?

Verso la vera ragione della partecipazione al "saluto alla stampa": questa!


Il MEGA-BUFFET offerto dalla Regione Veneto ai presenti! Un tavolone con almeno 6-7000 euro di mangerecce, tra le quali: gran misto di pesce, patate al forno, lasagne al forno, polenta, straccetti in salsa, polpette ai funghi (divine!), baccalà mantecato, porchetta e salumi vari, fagiolini e altri contorni, insalate miste, pesce fritto e altro, su cui i giornalisti si avventano come faine (me compreso, lo riconosco!)


Ah, dimenticavo bere e antipasto! Antipasto con tartine varie, Prosecco, spumante e Bellini e bere in quantità con svariate bottiglie di vino per ogni gusto! Dal rosso al bianco al prosecco, il tutto servito da almeno 5 camerieri tutti in divisa con frac e marsina!

Il nostro master padovano, pur essendo stato deliberatamente ignorato, si è difeso valorosamente con i suoi reparti speciali di mandibole d'assalto. E tra noi e il resto della stampa veneta, alla fine dopo tre giri di ricarica del tavolo del buffet rimaneva questo:

E di me? Beh, di me rimaneva questo...

Alla fine della colossale spanzata d'improvviso tutti i giornalisti spariscono come vampiri all'apparir dell'alba, per tornare al proprio lavoro o ad un più probabile pisolino digestivo. Non prima però di aver ritirato l'omaggio-ricordo della fantastica giornata: il libro "Proverbi veneti" di Gian Antonio Cibotto, piccolo volumetto Giunti Editore da 7,90 euro a copia.

Anche qui scoppia un caso, anzi due. I giornalisti più anziani presenti all'incontro si lamentano per il "braccino corto" della Regione, visto che l'anno prima il regalo era stato il libro delle "Opere Scelte" di Meneghello, nell'edizione dei Meridiani Mondadori da 55 euro a collo! Il collega Raffaele Riverso (nella foto sopra), calabrese di vicino Soverato, si lamenta perchè si sente vittima di un atto di razzismo. "Come se ne fa un calabrese di un libro di proverbi veneti?". Domanda che fa il paio con "Che cosa ci fa un calabrese nell'elenco dell'Ordine dei giornalisti del Veneto?". Mistero... :)

La giornata finisce così con una passeggiata a Venezia, e un ritorno in treno in cui la metà di noi cede alla digestione e ronfa amabilmente in treno... E' in lavorazione un video su questo, che posterò qui sotto appena possibile.

Per finire, la foto dei coraggiosi del master di giornalismo di Padova!
Per poter dire. io c'ero! Da sinistra verso destra rispettivamente io, Laura Proietti, Enzo Di Masi, Lucia Panagini, Alberto Gallo, Raffaele Riverso e Alessandro Mileti in basso. Poi, extra-foto perchè fuggiti in atmosfera romantica alla ricerca di un'inesistente mostra a Palazzo Grassi: Francesca Terranova ed Enrico Albertini. Ora non manca più nessuno direi... I liocorni ce li sèmo magnati al buffet...


Un saluto a tutti, e a presto con il racconto della prossima uscita!

Ultimo aggiornamento 03-01.2008: il video è arrivato! Riveduto e mixato da Alessandro Mileti (l'accucciato a destra nella foto) ecco a voi "Dreaming one "last tango" on Liberty Bridge"! Lievemente diverso da come era partito...ma i commenti li lascio a voi! Enjoy, e a questo punto...buon 2008 a tutti!