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martedì 23 settembre 2008

A' Midsummer Nightmare (from Leonardo's blog)

Secondo classificato nei Macchianera Blog Award alla categoria "Miglior Post". Dal blog di Leonardo, un po' di righe veramente carine... :)

INCUBO DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE

C'è il Presidente Napolitano che entra in una banca con un sacchetto in mano, e dice:“Buongiorno”.
“Buongiorno, ma... Non posso credere ai miei occhi!”
“Ci creda, pure, giovanotto, ci creda”.
“Lei è... il Presidente della Repubblica”.
“Proprio io, già”.
“E si è messo in fila proprio al mio sportello!”
“Sa com'è, stamattina passavo di qui... e mi sono detto: perché no?”
"Che onore, ma... non sapevo che avesse un conto qui”.
“In effetti, ora che mi ci fa pensare, non ce l'ho”.
“Ah. Vorrebbe aprirne uno?”
“No, grazie per l'interessamento, no!”
“E quindi... è interessato a qualche nostro prodotto? Io sono solo un cassiere, forse è meglio se chiamo il direttore di filiale e...”
“No, non lo disturbi. Lei andrà benissimo per quello che mi serve”.
“Va bene, allora dica. Cosa posso fare per lei?”
“Dunque, la vede questa borsina? Ecco, vorrei che lei aprisse la cassaforte per me, e la riempisse di banconote di piccolo taglio”.
“Ma...”
“Devo avvertirla che sono armato. Un vecchio sten che avevo nascosto in attesa di tempi migliori”.
“È uno scherzo?”
“No, senz'altro no. E non si azzardi a premere quel pulsante, l'ho vista sa?”
“Ma lei... è il Presidente. Voglio dire, non può rapinare le banche”.
“In effetti fino a qualche giorno fa non potevo. Ma un qualche giorno fa è uscito l'ultimo numero della Gazzetta Ufficiale con il Lodo Alfano, l'ha letto? Avvincente. Ecco, in pratica quel lodo mi consente di rapinare tutte le banche che voglio”.
“Ma...”
“Così oggi stavo passando di qui e mi sono detto: perché no? Adesso, giovanotto, può fare quello che le dico? Perché non ho tantissimo tempo”.
“Un attimo! Sento come una voce... un megafono là fuori”.
“Ah, ecco, ci mancava anche questa”.
“Giorgio!”“Auff”.“Giorgio, sono Silvio, sono venuto a parlarti”.
“Tutti i giorni questa storia”.
“Giorgio, senti, io posso capire che l'immunità... a una certa età... possa fare un brutto effetto...”
“Il solito cafone”.
“Del resto, guarda, anch'io stamattina ho corrotto un paio di finanzieri... così... giusto per provare quel brivido... l'adrenalina... per cui ti posso capire, Giorgio. Però... insomma, è la dodicesima banca che rapini stamattina”.
“E allora?”
“Il capo della polizia è disperato, non sa più cosa fare. Ho dovuto promettergli che ci pensavo io. Allora senti, questa volta non prendere ostaggi, per favore. Sto entrando nella banca, mi senti? Sto entrando disarmato. Niente armi. Solo me e te. Ci facciamo una chiacchierata tra immuni, ok? Mi senti? Spara un colpo in aria se mi senti”.
Bang.
“Allora entro, eh? Oh, eccoti qua, ciao Giorgio. Senti, perché non....”
Bang.
Bang.
Bang.
“Ouch! Cos'hai fatto?”
“Ti ho sparato Silvio, sì. Era una cosa che sognavo di fare da anni”.
“...Ma...”
“Mi sono sempre trattenuto, perché sai com'è, le leggi, la rispettabilità, tutti questi lacciuoli piccolo-borghesi... finché un giorno tu non mi hai dato l'immunità”.
“...Io credevo che...”
“Renditi conto. Prima hai lasciato che un ex comunista stalinista salisse al Quirinale, e poi gli hai dato l'immunità. E poi ti lamenti se quello ti spara? Un po' te lo meriti, eh”
“...Muoio”.
“Vedo. Non mi resta che sciogliere le camere. Chissà se poi una volta sciolte le riapro, mah. Devo pensarci bene. Dopotutto il mondo è mio. Uah uah uaaaaaaaargh!”

****

“Aaaaargh!”
“Silvio, che hai? Sei tutto sudato”.
“Ho fatto un sogno... un incubo... c'era Napolitano che entrava in una banca e poi...”
“Come incubo non sembra un granché”.
“Sì, ma poi arrivavo anch'io... e lui mi uccideva... a sangue freddo. Dio! Perché non ci ho pensato prima!"
“A cosa dovevi pensare?”
“Ho lasciato l'immunità... un potere immenso, quasi diabolico... a un comunista! Ora lui può fare quel che vuole, può persino...”
“Ma vedrai che non ci farà niente, è solo un vecchietto un po' suonato”.
“Sarà. Ma non sono tranquillo per niente, Veronica”.
“Veronica a chi?”
“Ah, scusami, già... Anita”.
“Mi prendi in giro”.
“O eri la Bice? O la Chicca? Scusami, ma non mi ricordo più con chi mi sono coricato ieri sera. Eri una nuova, mi pare”.
“Gianfranca. Mi chiamo Gianfranca”.
“Ah, già, Gianfranca. Mi ricordo di te. Così alta e abbronzata, anche se... un attimo. Dove sono i tuoi lunghi e fluenti capelli neri?”
“Me li sono tolti, mi impicciavano”.
“Ma quindi tu non sei...”
“Dentro di te sai benissimo chi sono. Accendi pure il lume, se vuoi”.
“Non ci posso credere! Gianfranco!”
“Proprio io, già”.
“Ma come ho potuto...”
“Silvio, a una certa ora ormai tu sei in grado di abbordare qualsiasi oggetto in movimento e io, modestamente, sono ancora un bel pezzo di oggetto in movimento”.
“Ma cosa hai intenzione di fare? Ricattarmi?”
“Ma no, perché? Il mio piano è molto più banale. Ora che mi sono introdotto con l'inganno a Palazzo Chigi, intendo soffocarti con questo cuscino, come fece Caligola con l'imperatore Tiberio. Perché io alle mie radici ci tengo”.
“Ma ti scopriranno! Hai lasciato impronte praticamente... dappertutto!”
“E allora? Io sono immune, non ricordi? Sei tu che mi hai voluto immune”.
“Ma io credevo che...”
“Lo so, tu credevi che io fossi una mezza calzetta. L'hai sempre creduto. E io te l'ho sempre lasciato credere. È stato un piano minuzioso, messo a punto in vent'anni... e ora...”
“Gianfranco, aspetta! Parliamone! Noi due possiamo ancora fare tante cose insieme!”
“E' troppo tardi, vecchio. Muori”.

****

“Aaaaah!”
“Renato, cos'hai? Un altro incubo?”.
“Sì... questa volte c'era Napolitano che entrava in una banca... e poi Silvio a letto con Gianfranco... una cosa oscena... io...”
“Renato, forse dovresti fare terapia”.
“Eh, forse sì”.
“Voglio dire, un po' di rimorsi li posso anche capire... ma è passato un anno, ormai, da quando li hai strangolati nel sonno tutti e tre”.
“Del resto cosa potevo fare? Non l'ho mica chiesto io di diventare Immune”.
“Ci dovevano pensare bene, prima”.
“Cioè, lo hanno sempre saputo che avevo contatti con la mafia. Dico, bastava leggere Travaglio. Lo hanno sempre saputo, e un giorno mi hanno nominato Immune. Secondo loro cosa sarebbe successo, dopo? Bastava un po' di fantasia”.
“Erano dei minchioni, Renato. Hai fatto bene a sistemarli. Adesso dormi, che domani c'è l'inaugurazione”.
“Del ponte sullo stretto? È già pronto?”
“Non proprio, no. Anche perché ho sentito che hanno un po' ampliato il progetto”.
“In che senso ampliato?”
“Hanno deciso di allungarlo fino a Lampedusa, sarà il ponte più lungo dell'Universo. Domani inaugurano il nuovo cantiere”.
“Aaaaaaarg!”

***
“Aaaaaarg!”
“E adesso che c'è, Presidente?”
“Un incubo orribile! C'era Schifani che... Dio mio, che ho fatto!”
“Che hai fatto, Presidente?”
“Ho firmato il Lodo Alfano! Una legge diabolica, un mostro giuridico che... ci trasformerà in tanti mostri... ma forse faccio ancora in tempo... Clio, ricordami di chiamare la Corte Costituzionale, domani”.
“Ma non sono Clio. Clio è a Stromboli in confino, non ricordi?”
“E tu chi sei?”
“Sono la vergine del venerdì”.
“Del venerdì?”
“Davvero non rammenti? Da quando sei diventato immune, pretendi di giacere ogni notte con una vergine diversa, e al mattino le fai mozzare la testa”.
“Aaaaaaaaarg!”
“Su, non prendertela! Vieni qui che ti racconto una storia. Comincia così. C'è il Presidente Napolitano che entra in una banca con un sacchetto in mano...”

(Continua, all'infinito).

da Leonardo il 7/25/2008

*******

Semplicemente spettacolare... Tra l'altro, tra i commenti al post originale c'era anche questo, che rende la cosa parecchio più curiosa... :)

Art. 90 - Il Presidente della Repubblica non è responsabile degli atti compiuti nell'esercizio delle sue funzioni, tranne che per alto tradimento o per attentato alla Costituzione.In tali casi è messo in stato di accusa dal Parlamento in seduta comune, a maggioranza assoluta dei suoi membri. (p.s. i reati di alto tradimento e attentato alla costituzione non sono presenti nell'ordinamento giudiziario, quindi anche l'ultimo degli avvocati gli farebbe avere l'assoluzione!)

mercoledì 7 maggio 2008

Nuova sezione webcam: per viaggiare, sognare e...informare!

Nuova sezione del blog (nella solita colonnina a destra), nuove cose e nuove storie!

Come avrete già capito, la nuova sezione è fatta tutta di immagini, di sogni e di viaggi. Il blog si è arricchito infatti di una mini raccolta di webcam italiane, con un piccolo scopo: poter fuggire, per un attimo e con un click, da dove sarò di volta in volta per rituffarmi in viaggi e ricordi di tutti i posti più o meno belli dove sono stato. Naturalmente non da solo, ma con chiunque proverà la curiosità di seguirmi e partire per il viaggio.

Un criterio le lega tutte assieme: tutti posti linkati mi hanno visto di persona, almeno una volta. Alcuni per anni, e li ho esplorati bene raccogliendo casse di storie e ricordi, altri per mesi, lasciando accuratamente un angolo inviolato per avere la scusa per tornare, ed altri ancora solo per giorni, per i più disparati perchè. Amici, lavoro, famiglia, affetti o anche solo la voglia di prendere e viaggiare un po'.

La prima potrete vederla sempre direttamente, senza fare alcunchè. E' per dirvi dove sono e da dove scrivo, e perchè no per facilitare chiunque abbia qualcosa da raccontarmi a venire a incontrarsi e prendere un caffè o una birra assieme. Questo blog infatti è nato come un porto di mare, per conoscere nuova gente e per rimanere in contatto con gli amici lontani, e spero continuerà ad esserlo per sempre o quasi.

Per questo siete tutti invitati a curiosare e ad entrare dalle varie porte: come diceva Hugo Pratt, portano sempre in nuove storie interessanti... :)

Prima di chiudere questo post volevo raccontarvi però una cosa curiosa, che dimostra come tramite le webcam a volte si possa riuscire a creare anche delle nuove forme di giornalismo!

Lo scorso 15 febbraio stavo chattando con un mio amico francese quando girando sui siti delle agenzie di informazione iniziano a partire i lanci della storia di un incredibile incidente accaduto a Milano appena 10 minuti prima: una macchina, per cause non chiarite, aveva sbandato in Corso Buenos Aires finendo per entrare nella vetrina di un negozio di abbigliamento tra lo stupore dei passanti e dei clienti!

Beh, ora capita che proprio su Corso Buenos Aires sia puntata una webcam, e che la webcam inquadri tra le altre cose proprio l'angolo di questo negozio!

Per una mezzoretta mi sono divertito a fare a gara con il mio amico francese a dargli tutte le anticipazioni dei lanci giornalistici che sarebbero usciti di lì a poco, semplicemente basandomi sulle inquadrature che vedevo dalla webcam! Non ci crederete, ma riguardando la conversazione un paio d'ore mi sono reso conto che - voci dei testimoni a parte - sarei stato perfettamente in grado di fare la cronaca di tutta la vicenda in tempo reale, stando comodamente seduto davanti ad un pc a più di 270 km di distanza!

Il giornalismo cambia, ed un modo è anche questo...

Alla prossima storia, e arrivederci a tutti!

Gig:)

lunedì 18 febbraio 2008

Cinque mesi di blog e una leggenda Cheyenne.

Oggi festeggio cinque mesi "ufficiali" di blog. Da quando tutto è partito, qui...


Un grazie a tutti gli 8800 sperduti internauti che sono passati di di qua dallo scorso 5 novembre (quando ho inserito il contatore) ad ora: grazie della compagnia, delle chiacchiere quando se ne è fatte, dei commenti quando li avete lasciati e di tutto quello che mi avete regalato di altro.

Nel primo post avevo scritto che vi avrei postato qui, prima o poi, una leggenda che mi aveva ispirato all'epoca il nome del blog, insieme ad una foto della vera "Calle del vento" veneziana. La foto l'ho trovata, per la leggenda ci sto ancora lavorando! Ma ne ho trovata un'altra altrettanto bella, che potete leggere più sotto.

Intanto, per quelli che me l'avevano chiesto, una piccola spiegazione: il nome della calle deriva dal fatto che dentro di essa, per via di un effetto fisico noto come "effetto Venturi", il vento scorre (o almeno sembra scorrere) sempre più veloce e più forte di quanto non faccia nelle calli adiacenti. La scoperta del fisico Giovan Battista Venturi (da cui il fenomeno prende il nome) è del 1797, ma pare che il nizioletto della calle sia un po' più vecchio... Forse in fondo i veneziani lo conoscevano già: ma qui si entra nelle nebbie che sono proprie delle vecchie storie e delle leggende...


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Leggenda Cheyenne dei sogni.

"Nuvola Fresca", una piccola indiana del popolo Cheyenne, disse un giorno a sua madre "Ultimo Sospiro della Sera": "Quando mi abita la notte, succede spesso che un volatile più nero della notte venga a nutrirsi del mio corpo, beccandomi pezzo per pezzo, finchè arrivi tu, senza essere vista, come il vento, per cacciarlo via dalla mia prateria. Io ti sento.. ma non capisco cosa sia tutto questo"

Col calore del cuore materno "Ultimo Sospiro della Sera", tentò di riscaldare così i tremori di "Nuvola Fresca".

Commentò "Nuvola Fresca".
Allora la madre, certa che fosse ingiusto chiudere la porta dell’orecchio interiore, rinunciando all’interlocutore, pensò alla possibilità di "riconoscere i sogni".

Cosicchè "Ultimo Sospiro della sera" inventò una rete tonda per pescare i sogni nel lago della notte.
Al centro del circolo intrecciato mise un piccolo sasso e intorno ad esso una goccia d’argento. (metafora del tempo lunare), un petto di turchese, a significare desiderio, e un dente di animale forte, simbolo di protezione. Infine, code di animali e piume di uccelli furono legati nell’estremo inferiore della rete

Finito il lavoro, "Ultimo Sospiro della Sera" attaccò l’oggetto sul letto di "Nuvola Fresca", dicendo:
"D’ora in poi, mia dolce bimba, questa rete pescherà per te i sogni: i buoni resteranno dentro, i cattivi andranno via!"

Così fu per Nuvola Fresca, Zampa Veloce, Piuma Azzurra, Occhio di Falco e per tutti i bambini delle stremate generazioni che sopravvissero al feroce sterminio degli indiani.

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Spero che possa piacere a voi, così come è piaciuta a me...