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lunedì 6 aprile 2009

Shock nazionale

Ore 3:32
Terremoto.


L'Aquila, Italy, 06-04-2008

Sperando che non diventi una nuova Irpinia.

mercoledì 27 agosto 2008

L'Italia e i campioni olimpici "dimenticati"

Da Corriere.it di oggi.

Tanto per ribadire che in Italia si parla sempre e solo di calcio, e questi che pure vincono medaglie d'oro in mondovisione vengono dimenticati dopo poche ore...

Calato il sipario sui Giochi, si spengono le luci su tanti atleti protagonisti a Pechino
QUEI CAMPIONI SENZA VALORE
Le vittorie e le imprese condannate ad avere soltanto due settimane di vita.

PECHINO — Giulia Quintavalle, oro nella categoria fino a 57 kg di judo, è rimasta due ore nella stanzetta dell'antidoping. Probabilmente l'emozione. Quando è uscita e si è trovata di fronte la selva oscura dei giornalisti cacciatori d'oro, la sua timidezza è uscita dal nascondiglio. «Sapete, non sono abituata all'interviste». Un giornalista, simpaticamente, l'ha rincuorata: «Tranquilla, per altri quattro anni non ne farai». L'analisi, seppur sgradevole (e villana tanto più espressa davanti all'interessata), è comunque tavola della legge. Inattaccabile.

Marco Galiazzo (Omega) L'Olimpiade è il regno incontrastato delle cicale. E al loro canto estivo corrisponde il controcanto della stampa. Storie che da qui a quattro anni non racconteremo più, o, come è successo prima di questa Olimpiade ritroveremo brevemente. Esempi. Marco Galiazzo, il suo cappello da scout in libera uscita, il suo arco micidiale, hanno travolto la fantasia popolare ad Atene quando vinse l'oro. Dopo niente. Lo siamo andati a ripescare prima di Pechino e, ora che non si è ripetuto, difficilmente lo cercheremo nei pressi di Londra.

Le storie sommerse hanno varie tipologie. Ci sono quelle italiane che andiamo a spulciare nei pressi dell'Olimpiade, come Wenling Tan Monfardini che, venendo da Liaoling nel Nord-Est cinese e giocando a ping pong qui è stata molto raccontata. O come l'unica (e prima italiana) nel torneo di badminton, Agnese Allegrini che vive e si allena in Danimarca e che ritornerà nell'anonimato in cui vive questo sport in Italia. E se qualcuno conosceva i pugili Roberto Cammarelle, Clemente Russo e Vincenzo Picardi, alzi la mano. E la alzi chi, a parte gli affezionati del taekwondo, immaginava l'esistenza di Mauro Sarmiento, concittadino di Picardi (sono entrambi di Casoria) e medaglia d'argento nell'arte marziale coreana.

Natalie Du Toit (LaPresse) Ci sono gli italiani, che acquistano dignità e spazi olimpici con le medaglie, e ci sono gli stranieri con qualità particolari. Natalie Du Toit è la prima amputata a competere in una gara olimpica. L'abbiamo celebrata prima e poi, spietatamente, visto che non si è «piazzata», abbandonata al suo destino. Ma Natalie ce la troveremo ancora lungo la strada. Difficile che torneremo a parlare di Mohammad Alirezaei, ranista iraniano che ha accusato un'appendicite «diplomatica» e guarda caso ha saltato la batteria dove c'era un nuotatore israeliano. Ha avuto qualche spazio perfino Abhinav Bindra, l'indiano che ha conquistato il primo oro individuale (nella carabina 10 metri) per il suo Paese in 108 anni di storia olimpica. Arrivederci e grazie.

Come dei sogni della nazionale islandese di pallamano (formata praticamente un abitante su due dell'isola), celebrata per la finale raggiunta e la possibilità, anche in questo caso, di conquistare il primo oro per l'Islanda che, comunque pareggiava il miglior risultato, l'argento nel salto triplo nel 1956. La sconfitta con la Francia la consegna all'oblio. Quindi, Islanda adieu.

La giavellottista paraguaiana Leryn Franco (Afp) A muoverci sono sentimenti contrastanti. La commozione (o un certo gusto per la cronaca nera) per Hugh McCutcheon, il c.t. della squadra di volley Usa, che ha dedicato la medaglia d'oro al suocero, Todd Bachman, assassinato alla Torre del Tamburo da uno squilibrato che poi si è tolto la vita. Il suo successo è diventato una «storia» per via della cronaca nera. E allora non può mancare il risvolto della cronaca nera, cioè quella rosa. Un giorno, così, dal niente (o dal tutto, guardandola) è esplosa nelle nostre vite la bellissima paraguaiana Leryn Franco, miss giavellotto. Nessuno di noi sa chi ha vinto la gara, ma tutti conosciamo a memoria il suo portfolio da modella. A nessuno importa che sia arrivata 25ª su 27 nel suo gruppo e praticamente sia venuta solo per partecipare. È diventata una protagonista dell'Olimpiade, dove, per avere spazio non conta solo vincere, ma essere «una storia» che ha cantato una sola, breve ma intensa estate.

Roberto Perrone

mercoledì 7 maggio 2008

Nuova sezione webcam: per viaggiare, sognare e...informare!

Nuova sezione del blog (nella solita colonnina a destra), nuove cose e nuove storie!

Come avrete già capito, la nuova sezione è fatta tutta di immagini, di sogni e di viaggi. Il blog si è arricchito infatti di una mini raccolta di webcam italiane, con un piccolo scopo: poter fuggire, per un attimo e con un click, da dove sarò di volta in volta per rituffarmi in viaggi e ricordi di tutti i posti più o meno belli dove sono stato. Naturalmente non da solo, ma con chiunque proverà la curiosità di seguirmi e partire per il viaggio.

Un criterio le lega tutte assieme: tutti posti linkati mi hanno visto di persona, almeno una volta. Alcuni per anni, e li ho esplorati bene raccogliendo casse di storie e ricordi, altri per mesi, lasciando accuratamente un angolo inviolato per avere la scusa per tornare, ed altri ancora solo per giorni, per i più disparati perchè. Amici, lavoro, famiglia, affetti o anche solo la voglia di prendere e viaggiare un po'.

La prima potrete vederla sempre direttamente, senza fare alcunchè. E' per dirvi dove sono e da dove scrivo, e perchè no per facilitare chiunque abbia qualcosa da raccontarmi a venire a incontrarsi e prendere un caffè o una birra assieme. Questo blog infatti è nato come un porto di mare, per conoscere nuova gente e per rimanere in contatto con gli amici lontani, e spero continuerà ad esserlo per sempre o quasi.

Per questo siete tutti invitati a curiosare e ad entrare dalle varie porte: come diceva Hugo Pratt, portano sempre in nuove storie interessanti... :)

Prima di chiudere questo post volevo raccontarvi però una cosa curiosa, che dimostra come tramite le webcam a volte si possa riuscire a creare anche delle nuove forme di giornalismo!

Lo scorso 15 febbraio stavo chattando con un mio amico francese quando girando sui siti delle agenzie di informazione iniziano a partire i lanci della storia di un incredibile incidente accaduto a Milano appena 10 minuti prima: una macchina, per cause non chiarite, aveva sbandato in Corso Buenos Aires finendo per entrare nella vetrina di un negozio di abbigliamento tra lo stupore dei passanti e dei clienti!

Beh, ora capita che proprio su Corso Buenos Aires sia puntata una webcam, e che la webcam inquadri tra le altre cose proprio l'angolo di questo negozio!

Per una mezzoretta mi sono divertito a fare a gara con il mio amico francese a dargli tutte le anticipazioni dei lanci giornalistici che sarebbero usciti di lì a poco, semplicemente basandomi sulle inquadrature che vedevo dalla webcam! Non ci crederete, ma riguardando la conversazione un paio d'ore mi sono reso conto che - voci dei testimoni a parte - sarei stato perfettamente in grado di fare la cronaca di tutta la vicenda in tempo reale, stando comodamente seduto davanti ad un pc a più di 270 km di distanza!

Il giornalismo cambia, ed un modo è anche questo...

Alla prossima storia, e arrivederci a tutti!

Gig:)

lunedì 28 gennaio 2008

L'uomo sogna di volare.

"Non è colpa mia", pur sapendo che non era vero: chi non l'hai mai detto almeno una volta?

O "Non fate come me": quanti non l'hanno detto, pur sapendo che era vero?

Ultimamente ho sempre questa canzone in testa.. Mi sembra un po' lo specchio di tutto, adesso.. La regalo anche a voi: il testo è semplice, ma dice sorprendetemente tanto, in così poco.

"L'uomo sogna di volare", Negrita ("L'uomo sogna di volare", 2005, Black Out Music)

venerdì 14 dicembre 2007

Quanto vale per lo Stato la libertà di un giornalista? 200 euro al giorno.

Dal sito dell'ordine dei giornalisti, pubblicato in data 19 dicembre. Lo volevo postare prima, ma non so perchè ultimamente la mia rete soffre sempre di più di rallentamenti diffusi dalle 4 di pomeriggio in poi e non ho ancora scoperto perchè. Mi starà mica spiando la Cia? Mah...


Piccola altra considerazione di chiusa: li dessero a me 200 euro al giorno sarei anche felice... Per il momento sogno e basta... :)

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DEL BOCA (presidente Odg): "PER L'AVVOCATURA DELLO STATO LA LIBERTA' DI UN GIORNALISTA VALE 200 EURO AL GIORNO".

Quanto vale la libertà personale di un giornalista? E quanto il diritto a svolgere quotidianamente il suo lavoro? Secondo l'Avvocatura di Stato, duecento euro al giorno. “Non sembra proprio che lo Stato tenga in grande considerazione il nostro mestiere”, il commento amaro del presidente dell'Ordine dei giornalisti Lorenzo Del Boca. “Quando un magistrato cita un giornalista per diffamazione a mezzo stampa – ha aggiunto Del Boca – i tribunali decretano risarcimenti per decine di migliaia di euro e, per di più, rendono la decisione immediatamente esecutiva. Se si tratta del contrario cioè di un giudice che sbaglia - e vistosamente, per considerazione della Suprema Corte - perché devono valere criteri così palesemente difformi e umilianti?”.


Questi i fatti. Il 7 aprile 2006 il cronista della Nazione Mario Spezi (nella foto sotto a sinistra), da anni impegnato a seguire per il suo giornale le terribili vicende del cosiddetto “mostro di Firenze”, viene arrestato con l'accusa di depistaggio delle indagini sull'omicidio di Francesco Narducci, un medico perugino coinvolto nell'inchiesta relativa ai presunti mandanti dei delitti del “mostro”. Spezi trascorre 23 giorni in carcere: una detenzione definita dalla Corte di Cassazione, nella sentenza di scarcerazione, “ illegale ed ingiustificata”.

Talmente ingiusta da provocare anche l'intervento del Committee to Protect Journalists, di New York, che scrive all’allora premier Berlusconi chiedendo “la liberazione di un giornalista incarcerato per aver fatto il suo mestiere meglio di altri, un giornalista coraggioso che non si è lasciato intimidire da accuse e denunce”.


Uscito dal carcere, Mario Spezi così commenta la sua prigionia: “Sono stato vittima dell’inquisizione, nessuno mi restituirà questi 23 giorni trascorsi in galera”. E avvia la procedura per il risarcimento per ingiusta detenzione.

Nei giorni scorsi, il 14 novembre, la prima udienza. Ed anche la prima sorpresa. L'Avvocatura di Stato si costituisce contro Mario Spezi ed offre un risarcimento di danni di 4.500 euro. Pari, appunto, a circa 200 euro al giorno.

Una decisione davvero singolare, anche perché è raro che l’Avvocato dello Stato si costituisca contro un privato cittadino, in questo caso giornalista.


L'ultima parola spetta ovviamente al magistrato che si è riservato di decidere.


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Vi terrò informati...


venerdì 23 novembre 2007

I manifesti di Forza Nuova: Rudy Guede "contro" la droga

...vogliamo parlarne?!?

Questi sono i manifesti apparsi ieri a Perugia ad opera del movimento di Forza Nuova, che ritraggono i principali indagati nell'omicidio della studentessa americana Meredith Kercher, Amanda Knox e l'ivoriano Rudy Herrman Guede.

Lo slogan lo leggete da voi: "Contro ogni droga. Dio, patria e famiglia". (In inglese: "Against every drugs. God, Homeland, Family"). A parte il fatto che vedere Forza nuova contro la droga è già un delirio di per sè, ma unito al resto fa ancora peggio!

Le immagini sono prese dal sito di Repubblica.it.
Qui anche il link all'articolo con le ultime novità sulle indagini in corso

lunedì 12 novembre 2007

12 Novembre 2003. Nassirya, per non dimenticare

12 novembre 2003, Iraq, strage di Nassirya.
19 vittime. Per non dimenticarle.