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martedì 7 luglio 2009

G8: ecco in anterprima i piani dei no global per il summit dell'Aquila

Da Repubblica.it di oggi, l'articolo sui timori di infiltrazioni di facinorosi durante il G8:

"Basta dire "No global" per incutere timore. Più timore delle scosse che ancora scuotono la città, solo ieri altre quattro. Voci circolano da giorni, sui violenti che scenderebbero dalle città del Nord per devastare ciò che è stato risparmiato dal terremoto. [...] Negozi come i Battistelli (hanno un bar, un self service, un'edicola) per i giorni del G8 hanno annunciato una chiusura che nessuno aveva imposto. "Dicono che succederanno cose strane, che arriveranno gli scatenati di mezza Italia".


In anteprima per i lettori del blog, ecco lo sconcertante video che svela la preparazione ed i piani dei no global... (L'Aquila in gergo é chiamata Roma per timore delle intercettazioni, ma non fatevi sviare...)




I cittadini sono avvisati...

mercoledì 29 aprile 2009

C'era una volta il giornalismo (il vento "birichino" e le mutande in prima pagina)

C'era il giornalismo, una volta, e c'erano le notizie. Serie. Si diceva che i giornalisti si facessero "un culo cosi' " ogni giorno per portare delle notizie buone in redazione ed informare la gente.

Oggi purtroppo i giornalisti e le notizie serie non ci sono più. E' rimasto solo il "culo cosi' ".



Accade cosi' che in un'Italia che candida veline e principi ballerini alle elezioni, la notizia di un vento "birichino" che alza le gonne delle hostess ai campionati mondiali di tennis a Roma proprio non possa (e non debba) passare inosservata.

E accade cosi' che il Corriere della Sera la piazzi in prima pagina nel suo sito web giusto di fianco ai commenti di Massimo D'Alema sulle alleanze elettotrali con Antonio Di Pietro ed ad un'attentato kamikaze avvenuto stamani contro l'ex ministro della giustizia turco.


L'Italia- d'altra parte - doveva saperlo...




...se il vento tira forte, le gonne volano!

La popolazione é avvisata.... :)

lunedì 22 settembre 2008

"Come una prostituta: non era un'autostoppista?" Le scuse dei clienti "pizzicati" dalla Municipale...

Per la serie: la fantasia degli italiani non ha limiti... Eppure, confesso, io un'indicazione stradale a una prostituta giel'ho chiesta veramente... Dovevo andare all'Ikea di Padova, era pieno di cartelli coi lavori, non si capiva nulla e in zona c'erano soltanto loro...

No, poi sono andato all'Ikea veramente... Malfidati che non siete altro...

Dopo l'ordinanza di alemanno
«MI SERVIVA UN'INDICAZIONE STRADALE»
Le giustificazioni dei clienti romani delle prostitute beccati dai vigili che li hanno multati

ROMA -
C’è chi dice di essersi perso e «di aver bisogno di un’indicazione stradale per tornare a casa». Chi invece di essersi fermato dopo aver pensato che quella ragazza in minigonna all’angolo della strada gli sembrava una parente, una vecchia amica, perfino una ex compagna di scuola.
Chi ritiene una giustificazione valida andare con una lucciola «prima di tornare a casa dopo una faticosa giornata di lavoro», e chi lo considera perfino un toccasana per la salute. I clienti delle prostitute, almeno a Roma, di fantasia ne hanno davvero molta. Forse prima dell’ordinanza comunale, che per loro prevede una multa da 200 euro, ne avevano di meno. Ma da qualche giorno sono corsi ai ripari, sfoderando scuse singolari e, a volte, divertenti, per sfuggire al verbale.

PROVVEDIMENTO
- Il provvedimento fortemente voluto dal sindaco Gianni Alemanno colpisce infatti i frequentatori delle prostitute (ma anche con la stessa sanzione le stesse ragazze o i viados, se in abiti succinti e con il chiaro intento di adescare) sorpresi in flagrante a “contattare” le ragazze, soprattutto se su strade ad alto scorrimento e a rischio-incidenti. Come via Salaria, ormai una consolare-simbolo della prostituzione romana. «Ahò, ma io che c’entro? Sono loro che ci stanno!», aveva implorato giorni fa un meccanico di 28 anni fermato dalla Municipale dopo essersi appartato con un trans in pieno pomeriggio. Il giovane è stato il primo cliente multato a Roma. «Non ho capito che ho fatto di male, pagherò la multa, ma non voterò più per Alemanno», aveva aggiunto fra lo stupore degli agenti. Nel giro di una settimana sono stati quasi un centinaio di clienti che per pochi minuti in compagnia di una lucciola si sono invece ritrovati fra le mani un verbale di contravvenzione. Per molti di loro trovare una giustificazione non è servito. La frase «Che volete? Con mia moglie non vado più. Così mi consolo con queste ragazze…ma le avete viste?» è una delle più gettonate, e non solo fra i clienti più anziani, ma anche fra i quarantenni e i cinquantenni caduti nella rete. In tanti, invece, allargano le braccia rassegnati.

"CHI PAGHERA"? - Ammettono la violazione, ma non sono preoccupati tanto dal fatto di essere puniti come “clienti”, ma piuttosto dal dover sborsare 200 euro: «Andare con lei mi costava solo 30 euro, ma così diventa troppo caro». Soltanto in un paio di giorni di controlli, il Comune ha elevato multe per un totale di quasi 30 mila euro, sia alle “lucciole” che ai loro frequentatori. Un piccolo record, ma bisognerà ora vedere chi metterà mano al portafoglio. Quasi sicuramente solo i clienti, perché molte prostitute hanno già annunciato di non voler pagare.

giovedì 29 maggio 2008

"Fuori i soldi, o la noce di cocco eslode"!

Semplicemente geniale... Da Repubblica.it!
(cliccate sull'immagine per allargarla...)


Chissà cosa si inventerà la prossima volta... :)

venerdì 16 maggio 2008

Nè bene nè male.

Oggi su Repubblica.it trovavo questi due piccoli video-inchiesta a firma di Valeria Teodonio e Fabio Tonacci sul campo nomadi Casilino 900, il più antico di Roma dove vivono circa 650 persone, che rischia di essere chiuso dalla nuova amministrazione Alemanno.




Il primo riporta il punto di vista dei rom del campo...



e il secondo quello dei residenti in zona.




Poi sul blog di Macchianera ho trovato questa presunta lettera di un Rom proprio da questo campo, che dovrebbe essere ironica, scritta pare da tal Bruno Ballardini...


"Riceviamo e volentieri pubblichiamo


Gentile Diretore de Machianera,

noi del campo nomadi Casilino 900 de Roma voliamo protestare de la discriminazione che ce fate tuti i giorni che ce scambiate per i zingari ma noi non siamo i zingari queli sono i Rom che sono dilinquenti noi siamo zingari veri che stiamo qua in vostra bela città e faciamo qualche lavoreto pe campà qualche gioco dele tre carte che mentre guardi i bambini te portano via il portafolio però e un gioco e poi te lo restituiamo mica come i Rom che se lo tengono queli sono dilinquenti e poi noi faciamo altre cose buone vendiamo i fiori ali inamorati nel ristorante i fiori che li prendiamo al cimitero mica li rubiamo e poi se non li comprano li faciamo un altro gioco li diciamo le parole sotovoce che quando tornano a casa pe scopà non ci riescono però e un gioco che ce lo insegnano le nonne ma non fa niente anche noi dobiamo campà e poi faciamo altre cose però Gentile Diretore io sono cosovaro se propio dovete veni' co le ruspe magari andate nella parte est del campo a butà giù le barache dei bosniaci che propio me stanno sul cazzo e i macedoni te li racomando forse se salvano i montenegrini ma li discriminate ancora de più perché credete che sono picoli negri de montagna e invece sono propio zingari come noi ma no come i Rom eh queli sono dilinquenti noi siamo brava gente che se vieni qua faciamo una festa e te facio scopare anche mia figlia e invece i Rom te fanno la festa. Gentile Diretore se parli col nuovo sindaco diciglielo che noi voliamo restare e per favore mandate le ruspe solo ai bosniaci che mi hano scipato un portafolio che lo avevo trovato per caso in centro.


Suo afezionato letore


Goran
"


...e non ho capito più da che parte stare....

mercoledì 7 maggio 2008

Nuova sezione webcam: per viaggiare, sognare e...informare!

Nuova sezione del blog (nella solita colonnina a destra), nuove cose e nuove storie!

Come avrete già capito, la nuova sezione è fatta tutta di immagini, di sogni e di viaggi. Il blog si è arricchito infatti di una mini raccolta di webcam italiane, con un piccolo scopo: poter fuggire, per un attimo e con un click, da dove sarò di volta in volta per rituffarmi in viaggi e ricordi di tutti i posti più o meno belli dove sono stato. Naturalmente non da solo, ma con chiunque proverà la curiosità di seguirmi e partire per il viaggio.

Un criterio le lega tutte assieme: tutti posti linkati mi hanno visto di persona, almeno una volta. Alcuni per anni, e li ho esplorati bene raccogliendo casse di storie e ricordi, altri per mesi, lasciando accuratamente un angolo inviolato per avere la scusa per tornare, ed altri ancora solo per giorni, per i più disparati perchè. Amici, lavoro, famiglia, affetti o anche solo la voglia di prendere e viaggiare un po'.

La prima potrete vederla sempre direttamente, senza fare alcunchè. E' per dirvi dove sono e da dove scrivo, e perchè no per facilitare chiunque abbia qualcosa da raccontarmi a venire a incontrarsi e prendere un caffè o una birra assieme. Questo blog infatti è nato come un porto di mare, per conoscere nuova gente e per rimanere in contatto con gli amici lontani, e spero continuerà ad esserlo per sempre o quasi.

Per questo siete tutti invitati a curiosare e ad entrare dalle varie porte: come diceva Hugo Pratt, portano sempre in nuove storie interessanti... :)

Prima di chiudere questo post volevo raccontarvi però una cosa curiosa, che dimostra come tramite le webcam a volte si possa riuscire a creare anche delle nuove forme di giornalismo!

Lo scorso 15 febbraio stavo chattando con un mio amico francese quando girando sui siti delle agenzie di informazione iniziano a partire i lanci della storia di un incredibile incidente accaduto a Milano appena 10 minuti prima: una macchina, per cause non chiarite, aveva sbandato in Corso Buenos Aires finendo per entrare nella vetrina di un negozio di abbigliamento tra lo stupore dei passanti e dei clienti!

Beh, ora capita che proprio su Corso Buenos Aires sia puntata una webcam, e che la webcam inquadri tra le altre cose proprio l'angolo di questo negozio!

Per una mezzoretta mi sono divertito a fare a gara con il mio amico francese a dargli tutte le anticipazioni dei lanci giornalistici che sarebbero usciti di lì a poco, semplicemente basandomi sulle inquadrature che vedevo dalla webcam! Non ci crederete, ma riguardando la conversazione un paio d'ore mi sono reso conto che - voci dei testimoni a parte - sarei stato perfettamente in grado di fare la cronaca di tutta la vicenda in tempo reale, stando comodamente seduto davanti ad un pc a più di 270 km di distanza!

Il giornalismo cambia, ed un modo è anche questo...

Alla prossima storia, e arrivederci a tutti!

Gig:)

lunedì 21 gennaio 2008

...e Radio Maria disse: "Quei professori (e studenti) sono satanisti!"

Sempre sul Papa... (Tra un po' tacceranno di satanismo anche me...).

Ratzinger viene "censurato" all'Università La Sapienza di Roma: e Radio Maria come la prende? Abbastanza male direi! Difatti lo speaker dell'unica radio che trasmette anche via citofono (ricordate Striscia la Notizia?), padre Livio Fanzaga, si incazza un pochino..

Ascoltare per credere!





Dal
blog di Alessandro Gilioli, giornalista de L'Espresso.

venerdì 18 gennaio 2008

Il perchè della contestazione del Papa alla Sapienza di Roma, spiegato agli ignavi.

Per capire come mai all'Università La Sapienza di Roma ci sia stata la contestazione contro la visita del Papa Benedetto XVI di cui tanto si è parlato in questi giorni: non penso servano commenti, basta solo leggere!

L'articolo è preso dalla pagina "Satira preventiva" di oggi, a cura di Michele Serra, sul sito online dell'Espresso.

Un grazie per la segnalazione a Giovanna!

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Il papa ce l'ha con Del Piero

Tra i prossimi incontri di Benedetto XVI anche il ct della Nazionale Donadoni, i grandi chef e la Federtappezzieri. Per tutti critiche inflessibili e buoni consigli.

Dopo la dura reprimenda del papa agli amministratori romani, accusati di non provvedere adeguatamente all'ordine pubblico e al decoro dei quartieri, la Santa Sede ha reso noto i prossimi incontri di Benedetto XVI.

Bankitalia Il papa non condivide la pressione sui bond e giudica insufficienti le misure antispeculative su Cct e pacchetti immobiliari. Lo farà presente ai vertici di Bankitalia, che riceverà anche allo scopo di chiarire che i 'collar' sui mutui a 15 e 20 anni non sono adeguati alla stretta del mercato. Il governatore di Bankitalia, per ringraziarlo dell'interessamento, gli farà dono del prezioso Borsalino color avorio indossato da Rockefeller all'inaugurazione di Wall Street nel 1922.

Forze Armate
Gli Stati maggiori delle diverse armi saranno ricevuti dal pontefice nella Sala Nervi, appositamente guarnita di mappe militari sulle quali Sua Santità traccerà, con stringati tratti di pennarello, le principali linee strategiche sui fronti caldi del Pianeta. Il Vaticano è infatti profondamente scontento della linea di condotta della Marina e dell'Esercito. L'uso della fanteria, senza adeguato appoggio dell'artiglieria leggera, e stanti le attuali lacune di fureria e di vettovagliamento, è sconsigliabile. Meglio reintrodurre la cariche di cavalleria, che è nel cuore del Santo Padre anche per la grande suggestione dei costumi. A questo proposito il papa suggerirà di ripristinare il pennacchio e la fodera piumata per la sciabola. Consigliabile anche l'istituzione di un corpo nazionale di ussari. Benino l'aviazione, ma inaccettabile la condotta della Marina: lo scarso uso dei cacciatorpediniere e la manutenzione carente dei sommergibili verrà rimproverata dal Papa agli ammiragli presenti. Nell'occasione, gli verrà regalato il tipico copricapo da Gran Commodoro con calamari e polipi intarsiati sulla falda.

Made in Italy
Il papa consegnerà agli stilisti italiani una serie di suoi schizzi nei quali corregge alcune tendenze gravemente errate. Perché, per esempio, insistere sugli spezzati e non puntare sul ritorno della tinta unita? Bene lo chiffon, basta con il principe di Galles, sempre attuale il tweed a patto che sia accostato a scarpe sportive, assolutamente no al ritorno del loden. Grati dell'interessamento, gli stilisti regaleranno al papa una riedizione del maestoso cappello 'a carrozza', con rotelle funzionanti e visiera di cristallo di Boemia, già indossato da Giulio II durante la Quaresima.

Sport
In un incontro privato, Benedetto XVI riceverà il ct della Nazionale Donadoni per suggerirgli un inedito 3-4-3 da schierare nelle finali degli Europei. La convocazione di Cassano e l'allontanamento di Del Piero saranno oggetto della seconda parte del colloquio. Non facile l'incontro con gli azzurri di sci: il papa giudica molto carente l'allenamento in slalom gigante. Per rabbonirlo, la Federsci intende regalargli un sontuoso berretto con triplo pon-pon e paraorecchie di renna da indossare nei prossimi viaggi nei paesi freddi.

Cucina
I grandi chef italiani attendono con ansia l'imminente incontro con il papa. Corre voce che l'eccessivo utilizzo dei crostacei e l'abuso delle creme sifonate incontri la decisa contrarietà del pontefice, preoccupato anche dalla contaminazione delle ricette regionali. Si spera che la severa disposizione d'animo di Benedetto XVI venga ammorbidita dall'omaggio del cappello 'Grand Soufflé' indossato dal cuoco di corte di Re Sole: è alto 60 centimetri e ripieno di besciamella.

Tappezzieri
Atteso con particolare curiosità l'incontro del papa con la Federtappezzieri. Si spera che le dure critiche sui tessuti a losanghe siano compensate dalla benevole attitudine della Santa Sede nei confronti del ritorno del fiocco per decorare i braccioli. In segno di gratitudine, i tappezzieri regaleranno al papa cento metri di prezioso broccato per il suo nuovo cappello a strascico.

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Bellissimo... :)


martedì 11 dicembre 2007

Matite per i diritti umani

Matite per i diritti umani. Vignette e disegni di 24 autori italiani ed internazionali che rileggono i 30 articoli della Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo, con lo sguardo amaro e divertito della satira.

Questi sono parte di quelli che compongono la mostra allestita all'Auditorium Parco della Musica di Roma per il 60°anniversario della Dichiarazione firmata a Parigi nel 1948, e ancora non rispettata in troppe parti del mondo.

Qui sotto alcuni, presi dalla galleria di Repubblica.it.




Fanno sicuramente pensare un po'... Cliccare sulle immagini per vedere la versione ingrandita.

lunedì 12 novembre 2007

Della morte di Gabriele Sandri, delle sottovalutazioni della stampa e dei disordini che (forse) si potevano evitare

Cosa è successo ieri nell'area di servizio dell'A1 vicino ad Arezzo? Ancora per certo non lo sa nessuno. L'unica cosa certa della storia, per dirla all'hard-boiled, è il morto. Un ragazzo di 28 anni, ucciso in una macchina con un proiettile al collo. Punto. Il resto è una marea di forse, supposizioni, indiscrezioni, che rimbalzano di media in media per tutta la giornata, e che causano (o meglio. sicuramente rinfocolano) la violenza negli stadi e fuori che seguirà di lì a poco.

Ieri si è parlato tanto nelle varie trasmissioni tv e radio anche di questo: l'informazione ha agito bene?

Mi spiego: se non avesse collegato istantaneamente, in base a dubbie prove, la passione da tifoso di Gabriele Sandri alla sua morte, sarebbe successo tutto quello che è accaduto dopo lo stesso, con la guerriglia urbana dei tifosi nelle strade? Se non fosse stato "un tifoso della Lazio" ma "un ragazzo qualunque", tutto quello che è seguito negli stadi sarebbe accaduto comunque?

Per quello che penso io, forse no. Non si è pensato, credo, alla polveriera-tifosi su cui si stava seduti, in una situazione che dopo l'omicidio Raciti non è cambiata per nulla. E l'informazione ha sbagliato, sottovalutando tutto questo. Ho provato a capire come sia sata raccontata la storia ieri andando a veder le prime agenzie. Ho preso quelle dell'Agr, dove ho lavorato, perchè conosco l'agenzia e perchè in genere sono abbastanza fedeli alle agenzie così come escono. Guardarle tutte sarebbe stato troppo lungo per i tempi a mia disposizione.

La prima notizia viene data all'una, e dalle agenzie viene sparata così: ho preso il primo lancio dell'Agr, che è datato 11:50.

Arezzo: scontro tra tifosi in area di servizio A1, un morto

11 nov 11:50 Cronache

AREZZO - Una persona e' morta dopo uno scontro tra tifosi in un'area di servizio lungo l'A1, nel territorio di Arezzo. Secondo le prime informazioni la vittima sarebbe un tifoso laziale. Non e' ancora chiara la dinamica di quanto accaduto e le responsabilita' sulla morte del tifoso. Sembra, secondo quanto emerso, che la vittima sia stata raggiunta da un colpo di pistola. Tutto e' avvenuto nell'area di servizio di Badia al Pino dove si sarebbero scontrati tifosi della Lazio e della Juventus. Sul posto e' intervenuta la polizia. (Agr)

Credo che dopo aver letto questo lancio non collegare tutto ad una rissa tra tifosi (e quindi al calcio) sia quasi impossibile. Alle 12:07, 17 minuti dopo, esce la notizia che a sparare sarebbe stato un poliziotto, ed esce così:

Arezzo: scontro tra tifosi, a sparare forse un poliziotto

11 nov 12:07 Cronache

AREZZO - Sarebbe stato un poliziotto a sparare il colpo di pistola che ha ucciso il tifoso laziale nell'area di servizio lungo l'autostrada A1, nell'aretino. Secondo le prime ricostruzioni, l'agente avrebbe aperto il fuoco per sedare i tafferugli scoppiati tra le tifoserie biancocelesti e juventine che si sono scontrate nell'area di servizio di Badia al Pino. (Agr)

Alle 13 si scopre l'identità del ragazzo (citato solo come "tifoso") ucciso: un dj romano di 28 anni. In meno di un'ora il tam tam della curva svelerà il nome, e comincerà ad organizzare le proteste. Si attende una sospensione delle partite, come successe per la vicenda dell'ispettore Filippo Raciti. Ancora non è resa nota nessuna possibile dinamica dell'accaduto. Si sa solo che un poliziotto ha probabilmente ucciso un tifoso. Senza alcun apparente motivo. E ancora nessuno si rende conto delle conseguenze a cui questo potrà portare.

Arezzo: tifoso ucciso, e' un dj romano

11 nov 13:01 Cronache

AREZZO - Sarebbe un dj del litorale romano, di 26 anni, l'ultras ucciso negli scontri tra le tifoserie della Lazio e della Juventus scoppiati nell'area di servizio dell'A1. La vittima stava andando in auto a Milano per seguire la partita contro l'Inter insieme ad altri tre tifosi laziali. Questi ultimi sarebbero stati poi portati alla questura di Arezzo per essere ascoltati come testimoni. A riferirlo sono altri supporter biancocelesti che, dopo aver appreso la notizia della morte del tifoso, hanno raggiunto la caserma della polizia stradale di Arezzo. Sempre nell'area della caserma si

trova l'auto su cui viaggiava la vittima. La macchina avrebbe il finestrino posteriore sinistro infranto. (Agr)

Alle 13:37 la notizia dei primi scontri a Bergamo. Nel frattempo ancora nessuna versione ufficiale sulla dinamica dei fatti. Voci, solo voci. Che nessuno conferma o smentisce. Lasciando le tifoserie ad organizzarsi e l'informazione nel caos, mentre rimbalzano le dichiarazioni del fratello della vittima che parla di "omicidio volontario".

Bergamo: scontri tra tifosi e forze dell'ordine

11 nov 13:37 Sport

BERGAMO - Scontri tra tifosi e forze dell'ordine a Bergamo, dove e' in programma la partita Atalanta-Milan. La tensione e' esplosa all'arrivo della notizia della morte dell'ultra' laziale, rimasto ucciso in un'area di servizio vicino ad Arezzo. Secondo le prime informazioni, la polizia avrebbe lanciato lacrimogeni, e ci sarebbero alcuni contusi. (Agr)


A questo punto cominciano ad uscire le prime versioni sulla dinamica, non riportate dalle agenzie. Sono perlopiù le televisioni a dare la notizia, e restano assurdamente ferme per tre ore a parlare di una versione che fa acqua da tutte le parti. L'agente, accortosi dall'altra parte dell'autostrada (nell'autogrill in senso di marcia opposto a quello dei ragazzi) (!) dei tafferugli, spara due colpi in aria per avvertimento. La versione non regge per tre lampanti motivi, che però non vede nessuno. 1) Da un lato all'altro dell'autostrada ci sono sei corsie per complessivi 18 metri di strada, guardrail, jersey e rete di protezione, oltre al traffico circolante. Come fa l'agente a sentirli litigare e a veder bene la scena? 2) L'agente dichiara di aver sparato due colpi in aria per avvertimento. Come fa uno di questi a colpire il finestrino di una machina che è più basso addirittura della traiettoria di un colpo sparato ad altezza uomo? Il proiettile ha forse rimbalzato su un gabbiano di passaggio? 3) Le versioni successive dicono che al momento dello sparo dell'agente la lite si fosse già conclusa, e le macchine si stessero avviando verso l'uscita della piazzola di sosta. Perchè l'agente spara proprio in quel momento?

Queste domande sorprendentemente sembra non porsele nessuno, e la versione viene divulgata fino alle prime incertezze che le agenzie addebitano addirittura al questore. Cominciano ad essere messe in dubbio anche le versioni che legano la lite all'essere tifosi da parte dei partecipanti. Si cerca di slegare il tutto dall'ambiente del tifo. Questo però solo alle 14:48, 12 minuti prima dell'inizio delle partite.

Tifoso ucciso: questore, "Tragico errore"

11 nov 14:48 Cronache

ROMA - ''E stato un tragico errore''. Lo ha detto il questore di Arezzo Vincenzo Giacobbe, in riferimento alla morte del giovane tifoso laziale. ''Il nostro agente era intervenuto per evitare che i tafferugli tra due esigui gruppi di persone che non erano stati individuati come tifosi degenerassero, con gravi conseguenze per entrambi - ha spiegato - esprimo profondo dolore e sincere condoglianze alla famiglia della vittima''. (Agr)

E' ormai troppo tardi per tornare indietro, e la nuova domenica assurda del calcio italiano finisce così, tra caccia ai poliziotti, ai giornalisti e devastazioni ai commissariati e al palazzo del Coni a Roma. (Altri link di riassunto ai fatti di ieri qui (Rai news 24), qui (La Repubblica) e qui (il Sole 24 ore sport)).

Mi sono chiesto come avrei fatto se fosse toccato a me da giornalista raccontare le cose. Forse sarei caduto anch'io, lo ammetto sinceramente, nella trappola del "tifoso", a legare tutto a risse per il calcio. Non conoscendo il morto e volendo dare una caratterizzazione all'evento, legarsi a questo era facile, e confesso che non credevo avrebbe scatenato le violenze che invece sono poi seguite. Poteva succedere in un lunedì, anzichè in quella "maledetta domenica. Poteva succedere fuori da una discoteca, come ha detto qualcuno. Poteva essere, e tutto sarebbe stato quasi sicuramente diverso, niente mo toglie questa idea. Quasi sicuramente penso che avrei posto dei dubbi da subito sulla versione fornita dalla questura: troppi i particolari che non collimavano, per non accorgersene, e troppe le interpretazioni errate che stavano nescendo in ogni dove per non sentirle e rendersi conto di dove si andava. Altrettanto sicuramente sarei stato picchiato se fossi andato a riprendere le immagini degli scontri, perchè non mi sarei accontentato di vederli da lontano.

Intanto mi accontento di imparare una lezione: tutto quello che fai e dici porta a conseguenze, che a volte nemmeno ti immagini se non tieni conto del terreno in cui agisci. Pare semplice, ma non lo è stato. Se mai mi toccherà in futuro qualcosa del genere, mi ricorderò di quello che è successo ieri e oggi.

L'inchiesta va avanti, le contestazioni e i fatti anche, ma non è di questo che volevo parlare. Volevo solo sperare in un piccolo pensiero da parte degli addetti ai lavori, perchè secondo me ieri, nel mondo della stampa, qualcuno un po' ha sbagliato. A voi non pare?

Fatemi sapere.