mercoledì 12 marzo 2008

Milioni di euro per i "reinserimenti sociali" dei parlamentari

Questo lo dovete assolutamente leggere.
Da "Libero" di oggi, l'articolo che - se fossimo in un paese decente - scatenerebbe una rivoluzione. Invece, tutto quello che resta da chiederci qui è: perchè nessun altro lo ha detto?!?

Leggete e indignatevi...

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A MASTELLA 300 MILA EURO

• da Libero del 12 marzo 2008, pag. 1

di Francesco Ruggeri

Lo chiamano assegno di reinserimento nella vita sociale, o anche assegno di solidarietà di fine mandato. E a pagarlo e lo Stato, attraverso le nostre imposte. A prima vista niente di strano, se a beneficiarne fosse un gruppo di: disadattati o ex tossici appena: dimessi da una comunità di recupero. Ma in questo caso a godere dell’assistenza pubblica sono i super privilegiati parlamentari della Casta. O meglio tutti quelli che non sono stati (o non si sono) ricandidati, o che pur ricandidandosi alle prossime elezioni non verranno rieletti.


A loro - nonostante il reddito extra parlamentare, da quando mettono piede nell’emiciclo, cresca del 51% - spetterà una somma pari all’80% dello stipendio mensile lordo da deputato o senatore, moltiplicata per gli anni consecutivi passati in Parlamento. A decorrere dall’inizio del primo mandato. Ossia 9.362 euro per ogni anno tra gli scranni di Montecitorio e 9.604 per Palazzo Madama (ottenuti cumulando il 6,7% di ciascuna delle 12 indennità mensili). Dunque per due soli anni di servizio, ai parlamentari "trombati" che han debuttato sotto l’attuale governo, verrà corrisposta un’indennità da 18.725 o 19.209 curo. Tuttavia molti di coloro che non torneranno in Parlamento vi sedevano da numerose legislature, e dunque l’aiutino per "reinserirsi" somiglia qui a un temo al lotto. Ad esempio su uno come Mastella, che lasciasse la Camera dopo 32 anni filati, pioverebbero 300.000 euro. Inutile dire che questo ennesimo sperpero farà schizzare il budget dei palazzi del potere. Alla voce assegno di fine mandato, nel bilancio 2008 il collegio dei questori ha preventivato 8.5 milioni di spese straordinarie solo per il Senato. E il totale delle Camere sfiorerà i 25-30 milioni, considerato il forte ricambio generazionale nelle candidature, per effetto di quote rosa, tetto dei due mandati, stop agli indagati e fine delle grandi alleanze. Vanificando l’auspicato contenimento dei costi della politica.


Gli estremi per gridare allo scandalo ci sono tutti. Vedere i politici usufruire dell’assistenza sociale per reintegrarsi nella società civile una volta lasciata Roma è a dir poco una beffa. Che si rinnova a ogni tornata elettorale, perché la buonauscita non è una tantum. Prendete Veltroni. Nel 2001, dopo 14 anni, scelse di non ricandidarsi alla Camera. Lo attendeva la poltrona da sindaco della Capitale, non il marciapiede. E nel frattempo era divenuto parlamentare europeo. Eppure l’ufficio competenze di Montecitorio calcolò che per rendergli meno traumatico l’insediamento in Campidoglio gli sarebbero spettati 234 milioni di lire. Pur sempre una mancia, paragonati ai 439 milioni del record di Forlani. Ma niente paura, ancora pochi giorni e l’assegno del segretario Pd ricomincerà a lievitare per altri 5 anni. Al pari di quello di De Mita, che durante un raro Aventino ritirò i primi 378 milioni di lire. Mentre a passare alla cassa saranno ora i nuovi esclusi dal seggio, per scelta o necessità: Prodi, Diliberto, Biondi, Del Pennino, Caldarola, D’Elia, Mele ecc. Una marea umana, visto che il solo Pd non ricandiderà più 134 eletti con l’Ulivo.


Forse agli albori della Repubblica una simile misura di sostegno avrebbe avuto ancora un senso. Per consentire di buttarsi nell’agone elettorale ai meno abbienti. Allora però, i nostri rappresentanti percepivano compensi irrisori rispetto agli odierni 16.000 euro mensili spese incluse. Senza contare benefit, diarie, sconti, rimborsi e vitalizi, aggiuntisi nel tempo. Tanto da rendere il mestiere del parlamèntare un’alternativa al nababbo. Inoltre in Italia la legge non vieta a onorevoli e senatori di svolgere attività esterne dopo l’elezione. Né esiste un tetto sui redditi da esse ricavati (in Usa è di 13.000 euro annui). Accade così che il reddito medio extra parlamentare ammonti a 61.000 euro, e il 16% degli onorevoli guadagni da fonti esterne più di 100.000 euro l’anno, il 6% più di 200.000, e l’ l % più di 1 milione. Fra i due poli il 64.5% di chi viene eletto è composto da avvocati, imprenditori e professionisti. I quali conservano un reddito medio esterno di 113.500 euro, 106.600 e più di 100.000 a testa. Anzi, proprio grazie all’ingresso in Parlamento (e alle laute occasioni che ne derivano) il reddito extra nel primo anno sale in media per tutti del 51%, autonomi o statali che siano: + 73% per gli avvocati, +80 per i professionisti, +102 per gli imprenditori, + 127 peri magistrati. Perfino dopo 6 anni consecutivi di mandato, il reddito complessivo si mantiene più alto dell’originario: del 60% per gli imprenditori, del27 e 22 per avvocati e professionisti. Le cifre le hanno estrapolate dai dati delle legislature XIII e XIV gli economisti Gagliarducci, Nannicini e Naticchioni. Calcolando che all’aumentare delle entrate extra corrisponde un maggior assenteismo in aula.


Il fatto poi che da orfani della politica si finisca dritti al collocamento, è tesi ardua da dimostrare. Ma quando mai: in Italia un posticino in un consiglio d’amministrazione, ente o consorzio, non si rifiuta a nessuno. Tra colleghi della stessa Casta negarsi una mano non sarebbe etico. Sarà anche per questo che l’ufficio di presidenza delle Camere, in vista del voto di aprile, avrebbe (condizionale d’obbligo) valutato un’interpretazione elastica della regola dei 2 anni e 6 mesi di mandato, così da trasformare pure l’assegno di reinserimento in triennale. Lo ha ipotizzato il vicepresidente del senato Calderoli, non un passante. Facendo crescere irrefrenabile la nostalgia per lo Statuto Albertino. Che al mitico art. 50 recitava: «Le funzioni di senatore o deputato non danno luogo ad alcuna retribuzione o indennità». Bei tempi.


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...e bella schifezza...



lunedì 10 marzo 2008

The importance of being (in) a bed.

Ci passiamo più di un terzo della nostra vita, ci viviamo alcuni dei momenti più belli e di quelli più brutti che possiamo ricordare. E' una delle cose più importanti della nostra casa, è il luogo dove nascono i nostri sogni e dove questi "muoiono all'alba" al suono sterile di un BIP elettrico. E' dove stiamo quando non abbiamo nulla da fare, a guardare la tv fino alle 3 di notte aspettando il sonno, a mangiare patatine, a ripensare alla giornata appena passata o a leggere libri aspettando che si scarichi l'ultima stilla di energia della piletta tascabile..
E' dove stiamo quando stiamo male, e dove ci perdiamo in coccole quando stiamo bene...

Il cinema lo sa.

Ladies and Gentlemen: "Già letto". Dalla fantasia di Simone Ruzzo & Co, 7 minuti e 23 di ... al cinema.



Oggi sto surfando un po' su Youtube: gente, quante cose belle che si trovano a cercare un po'... :)

"Io sono troppo leggenda", da Napoli con furore!

Oggi una vera perla per cominciare bene la settimana...


Su segnalazione di
Luca De Berardinis (che spero si decida ad aggiornare la sua pagina web prima o poi) va ora in onda nel blog "Io sono troppo leggenda", film-documentario verità sull'Ultimo uomo sopravvissuto all'emergenza rifiuti a Napoli: Simone Ruzzo.

Non vi dò anteprime: vi dico solo che dal 30 di gennaio, da quando è stato messo su Youtube, ha già collezionato più di 80.000 visite e un sacco di commenti entusiastici, compreso quello del vostro webmaster (mi piace questo titolo altisonante...) preferito!


Siore e siori, a voi il film... Il finale è fantastico... :)



Ah, naturalmente...se avete segnalazione di altri video del genere...MANDATEMELI!


Buona settimana!

venerdì 7 marzo 2008

Come vorreste la stampa sportiva italiana?

Ok, oggi una cosa seria che può darvi anche l'occasione di cambiare il mondo della stampa sportiva (o almeno una sua piccola parte).

Oggi a farci lezione al master in giornalismo a Padova infatti è venuto Giancarlo Padovan, ex direttore di Tuttosport, che è stato da poco assunto dall'editrice Cairo per dirigere un nuovo free-press sportivo, che uscirà presumibilmente in edicola attorno ai primi di giugno (in tempo per coprire Europei ed Olimpiadi). So altri dati, ma visto che il progetto è ancora in costruzione per il momento non posso darveli.

L'unica cosa di cui posso accennarvi è la suddivisione interna degli sport: si parla di un 70% da dedicare al calcio, ed un 30 % ai restanti sport con particolare attenzione su un paio di essi, anche in ambito al di fuori del territorio italiano. Questa decisione, a quanto pare, non viene come al solito da 100mila sondaggi ma da una semplice concetto: "Quello che tira in Italia è il calcio, e si sa".

Voi che ne pensate di questa suddivisione? Vi sembra giusta, o vorreste più spazio dato agli altri sport rispetto ai quotidiani già in edicola? Se sì, quali?

il progetto è ancora in itinere, e potrebbe finire a lavorarci anche qualcuno di noi qui al master. Oggi ha chiesto un po' il nostro parere, e a me è sembrato giusto chiederlo anche a voi: che ne pensate?

Per cui oggi parte un sondaggio, che resterà sul blog fino alle 23:59 del 31 marzo. I risultati saranno illustrati di mia mano allo stesso Padovan, e c'è la concreta possibilità se sarete in tanti a votare che possano contribuire a dettarne la linea editoriale e a cambiare un po' il rigido panorama della stampa sportiva italiana.

Votate, commentate e diffondete l'iniziativa, magari anche nei vostri blog! Metterò qui sotto il link di chiunque linki questa pagina e pubblicizzi il sondaggio!

Vi aspetto numerosi!

Gig:)

giovedì 6 marzo 2008

"The Italian Spiderman"!

Da "Assante Blog", su gentile segnalazione di Alberto Gallo (che evidentemente non aveva nulla di meglio da fare! :).
Come direbbe Fantozzi.....UNA CAGATA PAZZESCA!!!!!!

Ecco a voi...The Italian Spiderman!




Ma tutto sommato carino, perchè racconta bene gli sterotipi italiani e fa ridere parecchio! Gli appasionati dei trailer di "Mai dire cinema" apprezzeranno!

Grande Gallo, continua così!

Il Tg3 parla (finalmente) della storia di Sayed.

Vi ricordate della storia di Sayed Perwez Kasmbaksh, lo studente di giornalismo arrestato e ancora detenuto da oltre due mesi in Afghanistan per aver scaricato da internet un articolo che parlava degli uguali diritti di uomini e donne?

Beh, Sayed è ancora in carcere, e il fratello è in procinto di partire per l'Europa per una campagna di sensibilizzazione sulla storia che aiuti i governi a fare pressione sul presidente Karzai per il rilascio del fratello.


E per questo ieri sera se ne è occupato anche il Tg3.


I servizi li potete trovare qui: questo per chi ha ancora il
vecchio doppino a 56kbps, e questo per le adsl più veloci!

La storia continua, e speriamo si risolva presto...


martedì 4 marzo 2008

Tutti i simboli delle prossime elezioni!

Sembra una cosa seria, invece è una cazzata... o meglio, sembra una cazzata, invece è una cosa seria...insomma: non lo so!

Per farla breve, sono finalmente riuscito a trovare la lista di tutti i simboli e contrassegni presentati per le prossime elezioni del 13 e 14 aprile! Dovevano ridurre i partiti, come chiesto dalla stragrande maggioranza degli italiani, invece in lista ne sono finiti fino ad oggi ben 177!

L'originalità tipica italiana non manca: tra i soliti Silvio e Walter si trovano infatti proposte veramente originali, ognuna con una diversa ricetta per far rinascere questa Italia in crisi (o sperare di beccarsi due contributi - rimborso spese!).

Per citarne alcuni , ecco a voi... la "Lista del grillo - no euro", ben 3 liste "Casta contro" (discendenti probabilmente dal bestseller di Gianantonio Stella e Sergio Rizzo), il "Partito Impotenti Esistenziali" del dottor Gabriele Cirillo (il programma sarà "Viagra a prezzi nazional popolari per tutti?!?") , la lista "Zarlenga Omnia" contornata di italicissimi palloni da calcio (programma "partite gratis per tutti"?!?), il "Casinò centro Italia" ("Ce la giochiamo?" :), il "Partito delle donne" (tra un po' è l'8 marzo...) ed il rivoluzionario "Sacro Romano Impero Liberale Cattolico, giuristi del sacro romani impero cattolico - movimento europeo liberal cristiano giustizia e libertà" (come dire: basta la parola...), e vi risparmio il resto...

Elezioni: anche gli istraeliani ci vedono messi male...

Dal blog "Visti da Lontano: l'Italia con gli occhi della stampa estera", un interessante articolo sulle elezioni politiche del prossimo Aprile, che dimostra come anche gli istraeliani ci vedano messi abbastanza male...

Il blog Fuori dal Ghetto (cliccando potete aprire l'articolo integrale) segnala una interessante intervista rilasciata da Menachem Gantz, corrispondente in Italia per il quotidiano israeliano Yedioth Ahronoth, ad Adnkronos e incentrata sulle elezioni politiche italiane del 13 aprile.

Menachem Gantz vede un clima di "disperazione e frustrazione" perchè "nessuno garantisce che dopo (le elezioni) la realtà sarà veramente diversa e che non si ripeterà una scena già vista".

In una scena politica dove mancano reali "segnali di cambiamento, crescita, chiusura di un capitolo", il giornalista israeliano confessa la difficoltà nel raccontare ai suoi lettori una campagna elettorale italiana troppo basata sulla cronaca spicciola di singoli dettagli quotidiani: Gantz sceglie, quindi, di non "rimanere intrappolato negli sviluppi quotidiani" e collegare la campagna elettorale ai "principali fatti di cronaca".

L'interesse dell'opinione pubblica israeliana, che ha apprezzato, a suo tempo, "il rapporto particolare di Israele con Berlusconi" ma che sta scoprendo che anche in molte aree del centrosinistra italiano non esistono posizioni contrarie, è rivolto al dopo voto, "alla scelta del nuovo ministro degli Esteri". ''Queste elezioni sono in qualche modo diverse nei rapporti tra Italia e Israele, soprattutto perché oggi l'Italia è la principale forza armata nel Nord di Israele e quindi le conseguenze del voto, anche se non nell'immediato, potranno interessare Israele".