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martedì 26 agosto 2008

Mani in alto e dammi il pollo arrosto! Succede a Milano...

L'espressione "ladro di polli" non suonerà più come prima... :)

Milano, 26 ago - Lo hanno aggredito e rapinato di un pollo arrosto contenuto in un sacchetto di plastica. Unapattuglia mista della stazione centrale ha visto tutto e li ha arrestati. E' successo ieri sera alle 22 in piazza IV Novembre,nei pressi della stazione Centrale. La vittima della rapina culinaria è un cittadino dello Sri Lanka. I due aggressori sono stati arrestati per rapina aggravata in concorso.

Addirittura rapina aggravata! Gli conveniva una gioielleria...

Update: nuove info giungono dal caso...

PROCESSATI PER DIRETTISSIMA, PER LORO NIENTE CARCERE

Milano - «Non ci vedevamo più dalla fame». Hanno provato a giustificarsi così i due senegalesi che ieri sera a Milano sono stati arrestati, da una pattuglia formata da poliziotti e militari, per aver rapinato un pollo. L'episodio è avvenuto alle 22 circa, in piazza Quattro Novembre, a pochi passi dalla stazione Centrale. I due stranieri, di 33 e 27 anni, quest'ultimo indagato anche per ricettazione (aveva un documento di uncittadino del Ghana) avevano appena rapinato due cittadini originari dello Sri Lanka.

Le vittime, di 48 e 45 anni, si sono prima rassegnate a consegnare le birre che stavano bevendo, poi però si sono ribellate. I rapinatori "affamati" sono tornati indietro. Hanno spintonato il 45enne e gli hanno strappato dalle mani una busta contenente un pollo. La scena è stata notata dagli agenti e dai militari presenti. Per i due senegalesi, uno aveva già addentato il bottino, sono scattate le manette. I due processati stamane per direttissima sono stati scarcerati, dopo una notte dietro le sbarre.

A parte la fantasia di chi scrive la giustificazione dei senegalesi come se fosse lo spot di una nota merendina, direi che la cosa più clamorosa di tutto il caso sia stata la velocità della polizia una volta effettuato il fermo: processo effettuato per direttissima...per poi vederli scarcerati la mattina dopo!

Certo, se uno dei due senegalesi è stato addirittura trovato con il "corpo del reato" in bocca, all'ipotesi che fossero davvero affamati ci credo un po' di più...

mercoledì 28 maggio 2008

Gli rubano la bici...e spara al ladro col bazooka!

Dal Corriere.it di oggi. Anche a me sono girate le scatole parecchio le volte (purtroppo più di una) in cui da qualche parte mi hanno rubato la bicicletta... Però non credo che sarei mai arrivato a questo... :)

In Sudan

LADRO DI BICI CENTRATO DA BAZOOKA

Colpito da un lanciatore di granate a razzo Rpg.
Il proprietario condannato per omicidio volontario

Non ha potuto appellarsi al concetto di legittima difesa il padrone di una bicicletta che, in Sudan, ha pensato bene di sventare il furto del suo mezzo utilizzando un bazooka. La vicenda è stata raccontata dal sito internet della tv saudita al Arabiya. Tutto è avvenuto nell’elegante quartiere residenziale di al Riad, nella capitale sudanese. Il ladro, a dir poco sfortunato, è saltato su una bici, come nel famoso film di Vittorio De Sica, ma ha trovato ben vigile il proprietario e, tra l’altro, in possesso di un’arma non proprio delle più comuni: un lanciatore di granate a razzo Rpg.

ESECUZIONE - A quanto racconta al Arabiya si sarebbe trattato di una vera e propria esecuzione. Quando l’irascibile ciclista ha premuto il grilletto, infatti, il ladro era ormai stato messo in fuga dai passanti. Il tutto è accaduto in pieno giorno. L’emittente riferisce che il giudice della prima sezione del Tribunale penale di Khartoum «ha ritenuto l’imputato colpevole di omicidio volontario» e non ha concesso l’attenuante della legittima difesa, in quanto «l’imputato era troppo distante dalla vittima al momento dello sparo». Il giudice, inoltre, non ha inteso concedere attenuanti neanche rispetto agli articoli di legge sulla difesa delle proprietà personali: «Il ladro aveva ormai abbandonato la refurtiva», quando è stato centrato in pieno e ucciso dal razzo, ha detto il magistrato. Il processo, che ha avuto luogo lunedì, è stato aggiornato «per permettere alla parte lesa di esporre le sue richieste dei danni, prima di emettere la sentenza»