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mercoledì 18 marzo 2009

Berlusconi: "Fare il premier mi fa schifo"

da Repubblica.it di oggi: senza parole!

Il presidente del Consiglio: "Sono 8 settimane che non faccio un giorno di riposo". "Lo faccio soltanto per senso di responsabilità, ma sono disperato..."


ROMA, LO SFOGO DI BERLUSCONI: "FARE IL PREMIER MI FA SCHIFO"


ROMA
- Si dice "disperato". E torna a ripetere quanto il lavoro del politico gli "faccia schifo". Serata di svago per Silvio Berlusconi al teatro Quirino di Napoli. Ieri sera tra il primo e il secondo atto il premier si concede un bagno di folla. "Sono otto settimane che non faccio un giorno di riposo" scherza nel foier con il pubblico. "Ma lei si diverte", lo punzecchia una signora. "No, a me non piace quello che faccio - replica il Cavaliere - lo faccio solo per senso di responsabilità. Mi fa schifo quello che faccio. Sono disperato...".

"Sono abituato a lavorare - riprende Berlusconi sorridendo - pensi che per 21 giorni non ho mai dormito due notti consecutive nello stesso letto". "E' stata una tourneè", ribatte un signore. "No - risponde il Cavaliere - perché in tourneè si recita sempre la stessa parte. Io ogni giorno devo invece cambiarla".

Non è la prima volta che Berlusconi tocca il tasto del "sacrificio" che gli costerebbe fare il lavoro del politico. Quello stesso che più volte ha sbeffeggiato pubblicamente, attaccando "i politici di professione", quelli "solo chiacchiere" e "niente fatti". Opponendoli a quelli come lui, gli uomini "del fare". Ricordando, con orgoglio, la sua ascesa imprenditoriale.

Sospirando quando, elenca le sue innumerevoli case al mare, dalla Sardegna ai Caraibi, che non si può "godere". Elencando minuziosamente i tempi sempre più stretti della sua giornata. "Dormo poche ore al giorno e il resto lavoro" ha ripetuto più volte. "Sono uno di voi" non perde occasione per dire ogni volta che si presenta davanti ad una platea di industriali. Uno di loro che però da 15 anni resta tenacemente attaccato a quel lavoro che, di tanto in tanto, dice di detestare. Ma di cui, evidentemente, non può fare a meno. "Ma solo per il bene degli altri". Ovviamente.

lunedì 25 agosto 2008

Notebook Rubato? Ecco il software che trova il ladro.

Finalmente una cosa che serve davvero! Conosco almeno due miei amici a cui hanno rubato il portatile: l'avessero avuto magari sarebbe finita in un modo diverso...

La notizia arriva da Repubblica.it:

L'idea di un gruppo di ricercatori dell'Università di Washington
Il programma trova la rete a cui il computer viene collegato
C'E' UN SOFTWARE SALVA NOTEBOOK: "RITROVA IL PC RUBATO CON UN CLICK"
Sui Mac si può ottenere la foto del ladro. Presto la versione per cellulari

ROMA - Il furto di computer portatili è una pratica sempre più diffusa: basta un attimo di distrazione al bar, al parco o sulla metropolitana per vedere sparire il proprio notebook e con lui la tesi di laurea quasi conclusa, il progetto da consegnare in ufficio il giorno dopo e tutti i dati e le foto conservati gelosamente. Per trovare una soluzione a questo problema, un gruppo di ricercatori dell'Università di Washington, assieme ad alcuni colleghi dei campus della California, hanno dato vita ad "Adeona", un software pensato apposta per rintracciare il proprio computer. Adeona. Il programma, che prende il nome dalla dea romana protettrice del ritorno, è il primo nel suo genere ad essere fornito gratuitamente e sotto una licenza GPL, quindi open source.

Come dichiarano dalla
home page del progetto i suoi creatori, i punti di forza di Adeona sono tre: rispetto della privacy, affidabilità e, appunto, la sua natura open source. Il funzionamento. Il funzionamento di Adeona è semplice: il programma, eseguito in background, registra l'indirizzo IP attraverso cui la macchina è collegata alla rete. L'indirizzo viene poi crittografato e inviato a un sistema distribuito, pronto ad essere recuperato in caso di necessità: a differenza dei suoi predecessori, forniti a pagamento da aziende specializzate, Adeona non prevede l'invio dei propri dati ad un server centrale privato. Grazie all'indirizzo IP, è possibile rintracciare geograficamente il luogo da cui il nostro pc ha avuto accesso alla rete, ed andare a recuperarlo.

Quest'ultimo passaggio tuttavia, come consigliano gli stessi programmatori, è meglio lasciarlo fare alle forze dell'ordine, evitando di vestire i panni dei super eroi. Come usare Adeona. Per utilizzare Adeona, basta andare nella pagina del download, scaricare il programma (dal peso di circa 2 Mb) ed installarlo. Il software è disponibile per i sistemi operativi Windows Vista e Xp, Mac OS X e Linux. Una volta installato, il programma chiede all'utente di scegliere una password, che servirà per criptare e decriptare i dati. Nella malaugurata ipotesi che qualcuno si appropriasse del pc, basterà così installare Adeona su un'altra macchina ed utilizzare la propria password per reperire i dati che ci servono. Nella versione per i sistemi Apple, è anche prevista un'opzione aggiuntiva: si può impostare il programma affinchè scatti con regolarità una foto con la webcam integrata, che immortalerà il malvivente responsabile del furto.

I punti deboli e i piani futuri. Purtroppo Adeona ha diversi punti deboli. Per funzionare è infatti necessario che il ladro si colleghi ad internet, che non disinstalli l'applicazione o che non formatti l'hard disk. Inoltre il software è ancora in fase beta (versione 0.2.1a), con numerosi bug da sistemare. Nonostante le limitazioni, i programmatori sono fiduciosi di poter migliorare la loro creatura. Tra le modifiche in arrivo una procedura di disinstallazione più complicata, il mascheramento del programma sulla task manager e soprattutto una versione pensata ad hoc per i cellulari, perchè anche i possessori di un iPhone possano dormire sonni tranquilli.

Termoli: la municipale e l'ambulante trascinato nel portabagagli

...e ogni tanto ti giri e scopri che il tuo mondo sta diventando un posto assurdo.

Su Repubblica.it per esempio tornato dal mio giro per Ecopass scopro che sabato scorso (ma la notizia è balzata agli onori della cronaca oggi) a Termoli la polizia municipale, pur di fermare ed arrestare un pericolosissimo venditore ambulante immigrato (forse) clandestino, macchiatosi dell'unica colpa di spacciare dei "pericolosissimi" braccialetti per strada, ha dato veramente di matto.

Quando il venditore, una volta fermato, ha supplicato gli agenti di lasciarlo andare o almeno di restituirgli le sue cose, gli agenti l'hanno preso per il collo e trascinato schiena a terra per la strada, in mezzo alla gente intenta a passeggiare. Arrivati alla volante hanno fatto ancora di meglio: visto che il fastidioso nero piagnucolante ancora non voleva saperne di staccarsi dalle sue cose, la geniale pensata: "Insieme alla sua roba, infiliamo nel baule pure lui".

E, come documentano le foto, non si sono fatti pregare.

A fermare questa follia solo la gente intorno, che ha cominciato ad inveire contro gli agenti radunandosi attorno alla scena costringendo gli stessi a caricare il malcapitato in macchina e scappare di gran carriera.

Ce ne sarebbero tante, a questo punto, di cose da dire: se non valga la pena fermarsi un attimo a pensare se davvero il problema più grave dell'Italia sia un venditore ambulante che sceglie di vendere braccialetti anzichè mettersi sul serio a spacciare (dove penso guadagnerebbe molto di più); se quest'ossessione della "sicurezza a tutti i costi" che ci arriva da tutti i mass media, governi e sindaci non ci abbia coinvolti un po' troppo, fino a farci sragionare e perdere il contatto con la realtà; se non sia un buon segnale tutto sommato che per una volta sia stata la gente comune a "svegliarsi" tentando di aiutare in qualche modo questo poveretto, anzichè far spallucce ed ignorare la cosa come troppo spesso capita.

Ma preferisco postare qui sotto la lettera di una signora come tante: una cittadina qualunque di Termoli, che la mattina dopo il fatto prende carta e penna e scrive una lettera ad un giornale della sua città, per denunciare tutto e dire: "Io non chiudo gli occhi".. Dentro c'è l'indignazione, la rabbia e la tristezza di chi si vergogna per la propria città, sentendosi come straniera in un Paese che non riconosce più.

Spero solo che in tanti, leggendola, si riconoscano nelle sua parole. Allora, sia per me che per lei, questa Italia sarà davvera più confortevole e "sicura". Se non altro, di essere ancora umana.

Termoli. 23 agosto, Sagra del Pesce, l'estate termolese si sta chiudendo, allegria, confusione... .e violenza. Mio figlio 18enne rientra verso l'una stanotte, sconvolto dalla brutalità assurda cui ha assistito nel centro della nostra cittadina. La polizia ferma un venditore ambulante, lo trova senza licenza di vendita, lo arresta e, poichè non vuole lasciare la sua merce e si aggrappa alle sue povere cose, lo trascina malmenandolo in mezzo alla strada fino alla macchina e lo carica nel portabagagli!

Si radunano più di cento persone che protestano per questa inutile brutalità, e mio figlio riferisce che per pochissimo si è evitata la rissa, probabilmente perchè le forze dell'ordine, fiere di aver bloccato un criminale così pericoloso, sono ripartite a tuttà velocità.

Ho faticato ad addormentarmi, con questa scena ingiustificabile negli occhi, e mi sono sentita piena di vergogna per la polizia della mia città, che non sapevo così stupidamente brutale, per questa società che si accanisce con gli stranieri e i diversi, per la morte evidente dei valori di tolleranza e solidarietà nei quali larga parte della mia generazione è cresciuta. Davvero il pericolo più grave e il rischio più grande per l'ordine pubblico per la mia città in questo periodo sono i venbitori abusivi? E quand'anche fosse così, non c'è altro modo per arginare il pericolo che picchiare e portare via una persona come fosse una cosa vecchia o una carcassa di animale, chiuso in un portabagagli.

Mi rallegra solo pensare che le persone presenti abbiano avvertito la stupida cattiveria dell'accaduto e abbiano protestato, e posso solo rallegrarmi di non essere stata presente, perchè probabilmente avrei rischiato anch'io l'arresto.

Resta la tristezza per un episodio purtroppo in sintonia con il clima del nostro paese, con la caccia allo straniero, con la giustificazione a priori della violenza, e resta un grande sgomento nel vedere che Termoli si sta mettendo in linea con un'Italia nella quale sono io a sentirmi straniera. Non credo sia mai successo niente di simile nei 25 anni che ho vissuto qui.

Vorrei che pubblicaste questo piccolo sfogo,e magari apriste un sondaggio fra i vostri tanti lettori; mi piacerebbe sapere che non sono la sola a provare indignazione e pena per fatti come questo. Grazie dell'attenzione.

Marcella Stumpo.

Per chi volesse saperne di più, qui trovate il link a Primonumero.it, il giornale web che per primo si è occupato della cosa e dove trovate oltre ad altre foto dell'accaduto anche la versione originale della lettera postata sopra.

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Upgrade: il Comune di Termoli ha inviato una nota in cui si spiega che il sindaco Vincenzo Greco ha chiesto al responsabile della Polizia Municipale una relazione dettagliata sull’accaduto, sostenendo che «dalle prime verifiche risulta che il venditore ambulante, proveniente dal Bangladesh e residente a Roma, non è mai stato picchiato né trascinato o chiuso nel bagagliaio dell'automobile di servizio della Polizia Municipale.

L'uomo, a quanto risulta dai primi rapporti, sarebbe scivolato sulla strada mentre cercava di fuggire dai controlli degli agenti, e sarebbe rimasto deliberatamente a terra, attirando l'attenzione dei passanti con urla e lamenti e aggrappandosi con le mani alla cassetta contenente la merce che stava vendendo, opponendo perciò resistenza alla confisca, operata dai Vigili Urbani dopo aver verificato che il venditore ambulante non era in possesso della licenza di vendita».

«Gli agenti della polizia locale» prosegue la nota del Comune «hanno quindi tentato di riporre nel bagagliaio dell'auto di servizio la cassetta della merce confiscata mentre il venditore ambulante restava aggrappato alla stessa. Durante questa operazione, i vigili urbani non hanno mai usato violenza ai danni del cittadino del Bangladesh, né tantomeno hanno cercato di introdurlo con la forza nel bagagliaio dell'automobile di servizio».

Numerosi testimoni presenti alla scena hanno già smentito la ricostruzione della polizia, ma a vedere dalle foto sembra che il dibattito su chi abbia ragione e chi no sia destinato a finire molto presto... Secondo voi? :)

giovedì 29 maggio 2008

"Fuori i soldi, o la noce di cocco eslode"!

Semplicemente geniale... Da Repubblica.it!
(cliccate sull'immagine per allargarla...)


Chissà cosa si inventerà la prossima volta... :)

mercoledì 12 dicembre 2007

Quando lo stage è una trappola. L'inchiesta di Repubblica.

E' uscito ieri su Repubblica.it, ma non avevo fatto in tempo a metterlo: lo riporto in versione integrale, così vi potete leggere tutto quanto. L'ennesima inchiesta sul mondo-truffa degli stage e dei contratti co.co.pro. e a progetto...

Io personalmente di stage mi ricordo l'ultimo: due mesi all'Agr (Agenzia Giornalistica del Corriere della Sera), uno di quelli che ti "obbligano" a fare per poter conseguire il praticantato giornalistico. Delizie per alcuni versi, perchè certe volte sono l'unica occasione di entrare in redazioni dove altrimenti non potresti mai nemmeno mettere piede (Lavorare al Corriere?!? Magari!!!!) e croce per altri, perchè siccome gli stage sono obbligatori (se vuoi il praticantato devi farlo, e basta) sono le varie aziende a decidere di volte in volta se, come e quanto rimborsarti.

Io personalmente fui pagato (per le circa 8 ore al giorno che facevo lì) con un buono pasto da 7 euro per ogni giorno lavorativo, dato in anticipo ad inizio mese e trattenuto da quelli del mese successivo se per qualche motivo facevo assenze. Per pagare casa (ovviamente era a Milano), vitto e vita lì (e non avete idea dei prezzi di Milano...) dovetti lavorare prima due mesi in un supermercato full time (dalle 7 di mattina alle 7 di sera), lavoro che trovai proprio all'ultimo minuto dopo due settimane di ricerca sfrenata in quel di Ravenna. Ancora a volte mi chiedo come avrei fatto se non l'avessi trovato...

Comunque: è stata un'esperienza bellissima (a parte per il fatto che trattandosi perlopiù di lavoro per radio non si usciva praticamente mai dalla redazione: tre volte in due mesi!), che mi ha arricchito molto. Redazione fantastica, composta per più di metà da gente giovane, grande disponibilità di mezzi (avevamo praticamente una cabina mixer attrezzata e insonorizzata per uno) e senza dubbio tanta professionalità. Poi, la possibilità di passare dall'intervista all'assessore o politico locale di turno ad intervistare ministri e ambasciatori esteri, nonchè il poter parlare con giornalisti di fama nazionale ed internazionale (ho intervistato tra gli altri Ettore Mò, Maurizio Molinari, il mitico maestro Marcello D'Orta, il colonnello Giuliacci, Ignazio La Russa, Oliviero Toscani, etc...) beh...sinceramente non ha prezzo!!!

Ma non è tutto oro quel che luccica! Il tutor per esempio non lo vidi mai (ma quando mettono il direttore come tutor, direi che è inevitabile...), e capitò tante volte che fossimo solo in due in certe ore ( io, stagista pagato a buoni pasto, e un altro in genere con contratto a 3-6-mesi) a tenere tutta la redazione.
Le speranze di assunzione svanirono subito quando seppi la distribuzione dei contratti lì dentro: su una sessantina di giornalisti ad avere un contratto a tempo indeterminato erano meno di una decina. Tutti gli altri? Stagisti (eravamo in 5 mentre sono stato lì), contratti a tre o sei mesi, collaborazioni varie. Quando me ne sono andato a Settembre tirava un'aria abbastanza pesante e si parlava di scioperi in vista, ma poi non so come sia finita...

Vabbè, basta divagazioni e vi lascio all'articolo!

Magari la storia dello stage la riprenderò tra un po'...
Se poi volete raccontarmi la vostra storia di stagisti, magari un articolino ci viene fuori...che dite?


GIOVANI NELLA TRAPPOLA DELLO STAGE: QUATTRO LAUREATI SU DIECI SENZA PAGA.

Tanti non ricevono alcun rimborso per lavorare anche più di 48 ore a settimana. La gran parte non è inserita in alcun progetto formativo e il 53 per cento è costretto a farne almeno due. Soprattutto nelle piccole imprese. I risultati della nostra indagine insieme a Gipd, dopo l’allarme della Commissione europea sull’abuso dei tirocini, su duemila stagisti e cento imprese. TABELLE: le volte, la retribuzione, il progetto, l’orario, le proposte di lavoro : LA TESTIMONIANZA: Francesco Pedemonte da Genova

di FEDERICO PACE

La gran parte di loro ha meno di ventisei anni, possiede almeno un titolo di laurea, e non riceve neppure un euro per lavorare, o imparare a lavorare, anche fino a 48 ore a settimana. Più della metà degli stagisti ha ripetuto, o è stato costretto a ripetere, l’esperienza più di una volta e, alla fine di quei mesi trascorsi in azienda, un terzo di loro ha dovuto amaramente confessare che lo stage non è servito a nulla. Ma soprattutto, la maggior parte di loro non ha avuto, durante il tirocinio, alcun progetto formativo.

Sono questi alcuni dei risultati della nostra indagine realizzata, insieme all’associazione del personale Gidp, sull'esperienza degli stage dei giovani, che ha coinvolto duemila stagisti e cento imprese, dopo che la Commissione europea ha lanciato l’allarme sull’abuso dello strumento dei tirocini. Dopo che l'istutuzione europea ha annunciato, per l’anno prossimo, l’adozione di una serie di interventi per stimolarne l’uso corretto e virtuoso con l’inquadramento del tirocinante in un adeguato percorso formativo seguito anche dalla presenza di un tutor.

Quella che è, e deve essere, un’opportunità per avvicinarsi al mondo delle aziende, rischia, forse in troppi casi, di diventare una specie di trappola. Lo stage così, come se fosse un panetto di plastilina, prende forme che la discostano dalla natura per cui è stato pensato e promosso.

Ma iniziamo dalla paga. Il quaranta per cento degli stagisti ha dichiarato di non avere ricevuto alcun rimborso mentre un altro dieci per cento ha detto di avere dovuto fare fronte a un rimborso inferiore ai duecento euro al mese. Un altro sette per cento ha ricevuto una somma compresa tra duecento e trecento euro. Pochi invece i fortunati che hanno potuto fare conto, a fine mese, su qualcosa che non avesso solo un carattere simbolico. Il tredici per cento ha ricevuto una cifra compresa tra 500 e settecento euro mentre un altro dodici per cento ha avuto una cifra superiore ai settecento euro (vedi tabella).

Quanto invece al progetto formativo solo il 35 per cento ha dichiarato di averlo avuto e di essere stato seguito da un tutor. A questi si aggiunge un 15 per cento che però, seppure con un progetto, non è stato seguito da alcun tutor. Ma quel che desta allarme è quel 51 per cento che dichiara di non essere stato inserito in alcun progetto formativo (vedi tabella). Ma quali sono le realtà dove si fa un uso distorto dei tirocini? “Come gestore delle risorse umane – ci ha detto Paolo Citterio, presidente associazione direttori risorse umane GIDP/HRDA – vedo troppe malinconiche situazioni specie nelle piccole imprese che ancora non hanno capito né percepito che un laureato può fornire, ad esempio, nell'area del marketing o dello sviluppo della ricerca, un contributo importante ove l'imprenditore, che "sta sul pezzo" anche 12 ore al giorno e non ha il tempo né la cultura per crescere. Queste imprese hanno bisogno, forse non di maggiori controlli punitivi ma di facilitazioni, spiegazioni, indicazioni su come utilizzare al meglio i nostri stagisti laureati”.

Se si guarda alle ore trascorse in azienda ci si accorge che un terzo degli stagisti lavora più di 43 ore a settimana e di questi il dodici per cento arriva a lavorare per più di quarantotto ore (vedi tabella).

Se c’è qualcosa di positivo è di certo il ruolo crescente delle università nell’avvicinamento al mondo del lavoro. L’80 per cento delle imprese dichiara di utilizzare proprio il canale delle facoltà per individuare le risorse da inserire al proprio interno in percorsi di tirocini. “La nostra azienda – ci ha detto Maurizio Villa direttore del personale di Leaf Dolciaria – utilizza ampiamente lo stage con vicendevole soddisfazione attraverso convenzioni fatte con le principali università, tra queste la Cattolica, la Bocconi, il Politecnico, l'università di Parma e altre”.

Ma in quali divisioni vengono inseriti per lo più i giovani? Molti trovano spazio nelle attività legate al marketing (il 21 per cento) e nella divisione dell'amministrazione, controllo e finanza (il 18 per cento). Un altrettanto numero significativo ha la possibilità di entrare nella ricerca e sviluppo e nella produzione.

Alla fine per molti il tirocinio, seppure a un prezzo alto, non è tempo perso. I due terzi dicono che è servito in qualche modo a qualcosa mentre per un 33 per cento è servito a poco o nulla. Per il 31 per cento il tempo trascorso in azienda è stato utile per affinare le competenze mentre il 27 per cento, ne ha approfittato per capire meglio quello che accade in un'impresa. Altri, più concretamente, ritengono che alla fine il tirocinio sia soprattutto servito a inserire nel proprio cv un'esperienza di lavoro.

Quanto all’esito occupazionale, a quasi sei stagisti su dieci non è stato proposto alcun contratto (il 55 per cento), al venti per cento è stata proposta una collaborazione a progetto, al dieci per cento un contratto a tempo determinato e al sei per cento un contratto a tempo indeterminato (vedi tabella). D’altronde il tasso di crescita dell’occupazione è ancora molto esiguo e le aziende si mostrano molto caute. “Oggi l'inserimento in azienda non è affato scontato – ci ha detto Tommaso Raimondi direttore personale e organizzazione di OM Linde - e le aziende sono molto attente ad inserire le persone giuste al posto giusto dopo averne ampiamente valutate le potenzialità. Il considerare lo stage a volta con qualche pregiudizio, ritenendolo in definitivo come una modalità di sfruttamento delle risorse da parte delle imprese senza sicurezza di essere poi assunti, porta inevitabilmente a perdere delle occasioni duplici: colmare il gap di conoscenza rispetto alla realtà aziendale e sicuramente escludere comunque di dischiudersi qualche opportunità di definitivo inserimento”.

TABELLE:
Tutti le volte di uno stage
La retribuzione
Il progetto
L’orario
Le proposte di lavoro ricevute

LA NUOVA INDAGINE: UNDER 30, DAI BANCHI DI SCUOLA AL LAVORO:
RIEMPI IL QUESTIONARIO

INTERVISTE: Paolo Citterio, presidente Gidp "Quello che le imprese e gli stagisti dovrebbero fare" Gianni Lo Storto, direttore amministrativo e personale Luiss "Dall'università al lavoro, quando il tirocinio parte dalla facoltà" Maurizio Villa direttore del personale di Leaf Dolciaria "L'opportunità per fare una scelta professionale" Tommaso Raimondi, direttore personale e organizzazione di OM Linde

mercoledì 5 dicembre 2007

Tre storie di oggi (adoro la cronaca!)

Tre storie di oggi.
Adoro la cronaca....


1) Giallo a Londra: ricompare il canoista "morto" 5 anni fa. L'uomo dato per annegato nel 2002 va alla polizia: "Ho perso la memoria". E due settimane fa sparisce la moglie.

Storia di un uomo, creduto morto da 5 anni in un naufragio al mare con la sua canoa, che un bel giorno si presenta alla polizia dicendo "credo di essere una persona dispersa". Lo riconoscono come tal John Darwin, dato per disperso effettivamente da anni, mentre lui dichiara di non sapere come e dove abbia vissuto in questo tempo. Torna a casa e scopre che la moglie è scappata, dicono all'estero, dopo aver venduto tutte le case e avere, si vocifera sempre, incassato la sua assicurazione sulla vita!

Cosa organizzata o no? La storia la trovate qui, sul sito del Corriere.

Nuovo aggiornamento (ore 15:13) : hanno arrestato il canoista ricomparso!

Due le versioni: 1) il canoista non è il canoista, ma solo un truffatore molto somigliante. 2) Il canoista non era morto, ma era già stato avvistato più volte negli anni della scomparsa a Panama con la moglie (che ora è scappata comunque).
In ognuno dei due casi, non è che si metta molto bene per lui...

Comunque, gli ultimi aggiornamenti sono qui, sempre su Corriere.it!


2) Usa, il giallo del dirottatore fantasma. Continua da 36 anni la caccia al fantomatico D.B.Cooper, che nel '71 sequestrò un Boeing e scappò con 200.000 dollari. L'uomo si paracadutò in volo, l'Fbi non ha ancora chiuso le indagini.

Dopo 36 anni continua la caccia degli inquirenti Usa ad un uomo, presentatosi con lo pseudonimo di Dan Cooper, che il 24 novembre 1971 dirottò un aereo di linea Northwest statunitense mostrando una presunta bomba. Nell'arco di 5 ore, dalle 14:58 alle 20:15, l'uomo fece dapprima scendere l'aereo a Seattle liberando i passeggeri, poi aspettò sulla pista finchè non gli furono consegnati i i 200.000 dollari richiesti,e infine ripartì con tre membri dell'equipaggio ancora in ostaggio. Durante il volo, sullo stato di Washington lungo il fiume Columbia, l'uomo apre il portellone di coda e scompare buttandosi con un paracadute. E' l'inizio di un mistero che dura ancora oggi.

La storia si riapre nel febbraio del 1980 per merito di Brian Ingram, 8 anni. Il bambino durante una scampagnata trova quattromila dollari, coperti dalla terra, sulla sponda del fiume Columbia. Sono una parte del riscatto ottenuto da Cooper. La scoperta sembra confermare la tesi di chi pensa che il pirata sia deceduto e spinge molti «cacciatori» nella zona attratti dal miraggio del ritrovamento del bottino.

Nel frattempo varie persone, specialmente in punto di morte, si dichiarano il dirottatore, ma per nessuna di queste vengono trovate prove sufficienti per confermarne la storia. Uno è addirittura ucciso dalla stessa Fbi durante un tentativo di evasione. Ad oggi, l'identità del dirottatore e il bottino non sono ancora stati scoperti. Ma la caccia continua.

La storia la trovate qui, sul sito del Corriere.

3) Eccezionale scoperta durante il restauro della Chiesa di Santa Barbara. Nei fondi, i sepolcri di uomini e donne della famiglia ducale.

Nel restauro della Chiesa di Santa Barbara, a Mantova, è stata scoperta una cripta dimenticata da decenni. Dentro, i sepolcri della famiglia ducale dei Gonzaga, signori di Mantova. Le cripte sarebbero due, una per i signori ed una per le signore, ed all'interno sarebbero stati trovati i resti di almeno tre duchi, non ancora identificati.

La notizia la trovate qui, dal sito di Repubblica, con in aggiunta un'ampia galleria di foto.

lunedì 3 dicembre 2007

Il 2007 visto dagli occhi dell'agenzia Reuters.

Dal sito di Repubblica.it: guardatevo queste 5 gallerie di foto, che raccontano il 2007 visto attraverso gli obbiettivi dell'agenzia Reuters. Sono stupende....nonostante manchino completamente di didascalie! Però vale la pena...

"Sono gli occhi del mondo ed appartengono ai fotografi dell'agenzia Reuters. Testimoni oculari che hanno solcato i confini del pianeta per raccontare attraverso le immagini quello che forse, senza di loro, non avremmo mai potuto vedere. Più della televisione e dei satelliti hanno con il loro lavoro fermato quell'attimo che può dire e spiegare più di un reportage. In queste gallerie è stata selezionata una parte dell'immenso archivio dentro il quale c'è la storia del 2007 che sta per finire. Spettacoli, esteri, ambiente, sport e i personaggi: ecco quello che resta di un anno segnato da gioie e dolori attraverso i volti e le storie raccolte a tutte le latitudini".

Godetevele...

giovedì 29 novembre 2007

"E' Natale? Scopiamo?". L'ultima provocazione di Oliviero Toscani.

...c'è altro da aggiungere? Un altra delle fantastiche improvvisate del fotografo Oliviero Toscani!
«È dedicata a Milano - ha detto - perchè così ingessata, non si gode più! E alla Moratti, l´unico politico arrapante».

Il bello è che questa maglietta finirà ra le 30 messe in vendita per beneficenza durante la serata della Christmas Light in via della Spiga a Milàn! Prezzo? 60 euro l'una! Per me andranno a ruba...

Tra l'altro Oliviero Toscani ho anche potuto intervistarlo quando lavoravo all'Agr a Milano, e vi giuro che è uno che crede davvero nelle cose che fa! "L'arte è provocazione - mi disse quella volta (era per il famoso caso della pubblicità sull'anoressia con la modella di 30 kg nuda finita su tutti i muri di Milano e non) : io fotografo quello che vedo, e quello che vedo è questo! Non si può mascherarlo! La polemica è tutta pubblicità: più se ne parla e più gente lo vedrà! A me va bene così! E continuerò così!".

Mitico Oliviero!

Appena riesco a capire come posso fare metto l'audio....

Per chi volesse saperne di più, qui ci sono i link degli articoli sul tema di Corriere.it e Repubblica.it. E, se avete due minuti liberi, fate un salto anche qui: è una galleria di foto (tra cui anche una famosissima sempre di Toscani, quella del bacio tra prete e suora) censurate all'epoca della loro uscita perchè "troppo ardite") che sono veramente carine...

Intanto buon Natale... io sono da solo a casa... :)

venerdì 23 novembre 2007

La porno-prof di Pordenone sospesa dall'insegnamento. Ma il web l'appoggia (ma dai?)...)

Per gli appassionati delle vicende della porno-prof Anna Ciriani pubblico le ultime notizie sul tema... :)

La povera professoressa infatti dopo l'ultimo video è stata sospesa dall'insegnamento! Ma non tutto il male viene per nuocere, commentano i più sul web: avrà più tempo per il resto.... :)

Sotto l'articolo di Repubblica.it


Si complica la posizione dell'insegnante di lettere di una scuola media
In cattedra impeccabile docente, su internet pornodiva di successo nota come Madameweb

LA PORNO-PROF NELLA BUFERA. E' STATA SOSPESA DALLA SCUOLA.

ROMA - Sospesa dall'insegnamento. La professoressa di lettere di una scuola media serale per adulti, Anna Ciriani, meglio nota come Madameweb per i suoi filmini a luci rosse diffusi su internet, è stata sospesa dal servizio su disposizione del Direttore regionale scolastico.

E' questo l'ultimo sviluppo della vicenda della porno-prof, iniziata dopo la protesta dei genitori dei ragazzini di una scuola
media di Pordenone dove insegnava, che non volevano più in cattedra una docente dalla "doppia vita", impeccabile di giorno, senza veli di notte. La porno-prof era stata quindi trasferita in una scuola media serale nella provincia friulana, dove fino a oggi ha insegnato a cittadini extracomunitari adulti per ottenere la licenza media attraverso le "150 ore".

Nuove polemiche e relative proteste sono scoppiate quando Madameweb è tornata su internet con un video girato alla recente Fiera dell'Eros di Berlino
, in cui gira nuda per la capitale tedesca e si rende protagonista di improvvisati show pornografici con gli ospiti della rassegna "a luci rosse". Questa volta è intervenuto Il direttore scolastico regionale del Friuli Venezia Giulia, Ugo Panetta che, si legge in una nota, "ha dato disposizione di sospendere dal servizio l'insegnante i cui comportamenti tenuti fuori dalla sede scolastica, sono risultati gravi e in contrasto con l'azione educativa.
La sospensione è stata seguita da un commento della portavoce del ministro della Pubblica istruzione, Tiziana Ragni, che risponde al capogruppo dell'Udc alla Camera, Luca Volonté, che stamane aveva accusato il ministro Fioroni di non aver parlato sul caso della porno-prof. "Rassicuriamo l'onorevole Volonté sul silenzio del ministro: ci sono circostanze nelle quali forse è più opportuno agire che commentare. E' questo il caso - aggiunge Ragni - dell'insegnante di Pordenone che oggi è stata sospesa dal servizio, provvedimento in grado di parlare da solo. Possiamo ugualmente rassicurarlo anche sul tiro a segno visto che, per questo tipo di disciplina olimpica, nei Giochi studenteschi è espressamente vietata la pratica e sono consentite solo lezioni teoriche. Ciò a cui, invece, va sempre prestata massima attenzione - conclude la portavoce di Fioroni - è il 'tiro al bersaglio' che però è tutt'altro tipo di sport e che molti, effettivamente, praticano".

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Ma su internet già si alzano le barricate in sua difesa: leggete qui sotto questa agenzia dell'Agi (Agenzia Giornalistica Italia) ...


(AGI) - Pordenone, 23 nov. - Titoli a nove colonne oggi sui giornali del Friuli-Venezia Giulia sulla vicenda della pornoprof di Pordenone, Madameweb, al secolo Anna Ciriani. La sua sospensione dalla scuola ha diviso sindacati, colleghi e sostenitori. Ugo Panetta, direttore scolastico del Friuli Venezia Giulia, e’ stato chiaro: ‘I comportamenti tenuti fuori dalla sede scolastica - e’ stata la motivazione trasmessa in nota al dirigente della scuola media di Lugugnana nel sanvitese - sono risultati gravi e in contrasto con l’azione educativa’.

Non e’ stata licenziata, ma la sua cattedra oggi e’ rimasta vuota. Studenti stranieri delusi, quindi, nel centro di via Galante a Ligugnana. ‘Ci dispiace tantissimo’ hanno detto in coro i colleghi, stupiti come gli iscritti ai corsi serali. L’effetto sorpresa c’e’ stato, per tutti: nemmeno l’ufficio scolastico provinciale sapeva, ieri pomeriggio, dell’atto formale approvato con procedura d’urgenza. L’intervento del ministero dell’Istruzione ha dato l’accelerata al caso pornoprof, sospesa comunque in via precauzionale.

Quel che e’ certo e’ che gli amici del forum di Madameweb fanno muro: hanno protestato e protestano con migliaia di messaggi ‘postati’ on line. Dicono: ‘Massima solidarieta’ e anche ‘Siamo in pieno medioevo’, oppure ‘i video a luci rosse di Berlino sono girati fuori da scuola. Se ogni datore di lavoro dovesse valutare i dipendenti per quello che fanno fuori, che valore avrebbero competenza a impegno professionale?’. ‘Anna dovrebbe appellarsi contro la decisione, con un formale ricorso’. All’orizzonte perfino una colletta: ‘Sono disposto - e’ stata la mail di un fedelissimo delle ‘gangbang’ - a offrire un contributo economico per sostenere eventuali spese legali e invito tutti a fare altrettanto’. (AGI)


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Certo me la vedo la colletta delle gang-bang: "Hai dato con Anna? Dai anche qui!".
Ma fatemi il favore và....

lunedì 19 novembre 2007

Frase del giorno

Frase del giorno: "Italiani brava gente".

«Noi italiani. Rivendichiamo sicurezza ma siamo comprensivi con chi la minaccia. Siamo inflessibili con “gli altri” e con gli “stranieri”, ma indulgenti con noi stessi. Ogni casta, ogni clan, ogni famiglia usa la propria bussola etica. Di cui modifica i punti cardinali, in modo disinvolto. A seconda del momento e della necessità».

Ilvo Diamanti, la Repubblica 18 novembre