giovedì 16 aprile 2009
giovedì 12 marzo 2009
Interrotto dal blitz chiede il rimborso alla lucciola!
Da 02 blog, a voi la storia completa... :)
SENZA VERGOGNA: INTERROTTO DAL BLITZ CHIEDE RISARCIMENTO ALLA LUCCIOLA
Soddisfatti o rimborsati, se questo slogan vale per il detersivo del supermercato e per lo yogurt che riduce il gonfiore, perché non dovrebbe valere per il sesso mercenario? Almeno così deve aver pensato il cliente di una prostituta che è stato pizzicato ieri notte in un appartamento di via Porpora, dove sono intervenuti i vigili urbani insospettiti da strani movimenti notturni.
Da qualche giorno alcune ragazze sudamericane adescavano clienti per strada per poi portarli nelle loro stanze, quando il blitz a fermato il mercato di sesso a pagamento. Almeno una decina le persone fermate per accertamenti scoperti nell’alcova delle ragazze, due persone arrestate (un italiano e un peruviano) per sfruttamento della prostituzione.
Peccato che l’irruzione improvvisa abbia interrotto “sul più bello” una delle ragazze, appartata con un uomo. L’uomo ha quindi preteso la restituzione del denaro sborsato per non aver ottenuto il risultato della prestazione, pagata ovviamente in anticipo. Senza vergogna, ma con 50 euro in più nel portafoglio. Con la crisi fa comodo anche quello…
lunedì 25 agosto 2008
Termoli: la municipale e l'ambulante trascinato nel portabagagli
...e ogni tanto ti giri e scopri che il tuo mondo sta diventando un posto assurdo.Su Repubblica.it per esempio tornato dal mio giro per Ecopass scopro che sabato scorso (ma la notizia è balzata agli onori della cronaca oggi) a Termoli la polizia municipale, pur di fermare ed arrestare un pericolosissimo venditore ambulante immigrato (forse) clandestino, macchiatosi dell'unica colpa di spacciare dei "pericolosissimi" braccialetti per strada, ha dato veramente di matto.
Quando il venditore, una volta fermato, ha supplicato gli agenti di lasciarlo andare o almeno di restituirgli le sue cose, gli agenti l'hanno preso per il collo e trascinato schiena a terra per la strada, in mezzo alla gente intenta a passeggiare. Arrivati alla volante hanno fatto ancora di meglio: visto che il fastidioso nero piagnucolante ancora non voleva saperne di staccarsi dalle sue cose, la geniale pensata: "Insieme alla sua roba, infiliamo nel baule pure lui".
E, come documentano le foto, non si sono fatti pregare.A fermare questa follia solo la gente intorno, che ha cominciato ad inveire contro gli agenti radunandosi attorno alla scena costringendo gli stessi a caricare il malcapitato in macchina e scappare di gran carriera.
Ce ne sarebbero tante, a questo punto, di cose da dire: se non valga la pena fermarsi un attimo a pensare se davvero il problema più grave dell'Italia sia un venditore ambulante che sceglie di vendere braccialetti anzichè mettersi sul serio a spacciare (dove penso guadagnerebbe molto di più); se quest'ossessione della "sicurezza a tutti i costi" che ci arriva da tutti i mass media, governi e sindaci non ci abbia coinvolti un po' troppo, fino a farci sragionare e perdere il contatto con la realtà; se non sia un buon segnale tutto sommato che per una volta sia stata la gente comune a "svegliarsi" tentando di aiutare in qualche modo questo poveretto, anzichè far spallucce ed ignorare la cosa come troppo spesso capita.
Ma preferisco postare qui sotto la lettera di una signora come tante: una cittadina qualunque di Termoli, che la mattina dopo il fatto prende carta e penna e scrive una lettera ad un giornale della sua città, per denunciare tutto e dire: "Io non chiudo gli occhi".. Dentro c'è l'indignazione, la rabbia e la tristezza di chi si vergogna per la propria città, sentendosi come straniera in un Paese che non riconosce più.Spero solo che in tanti, leggendola, si riconoscano nelle sua parole. Allora, sia per me che per lei, questa Italia sarà davvera più confortevole e "sicura". Se non altro, di essere ancora umana.
Termoli. 23 agosto, Sagra del Pesce, l'estate termolese si sta chiudendo, allegria, confusione... .e violenza. Mio figlio 18enne rientra verso l'una stanotte, sconvolto dalla brutalità assurda cui ha assistito nel centro della nostra cittadina. La polizia ferma un venditore ambulante, lo trova senza licenza di vendita, lo arresta e, poichè non vuole lasciare la sua merce e si aggrappa alle sue povere cose, lo trascina malmenandolo in mezzo alla strada fino alla macchina e lo carica nel portabagagli!
Si radunano più di cento persone che protestano per questa inutile brutalità, e mio figlio riferisce che per pochissimo si è evitata la rissa, probabilmente perchè le forze dell'ordine, fiere di aver bloccato un criminale così pericoloso, sono ripartite a tuttà velocità.
Ho faticato ad addormentarmi, con questa scena ingiustificabile negli occhi, e mi sono sentita piena di vergogna per la polizia della mia città, che non sapevo così stupidamente brutale, per questa società che si accanisce con gli stranieri e i diversi, per la morte evidente dei valori di tolleranza e solidarietà nei quali larga parte della mia generazione è cresciuta. Davvero il pericolo più grave e il rischio più grande per l'ordine pubblico per la mia città in questo periodo sono i venbitori abusivi? E quand'anche fosse così, non c'è altro modo per arginare il pericolo che picchiare e portare via una persona come fosse una cosa vecchia o una carcassa di animale, chiuso in un portabagagli.Mi rallegra solo pensare che le persone presenti abbiano avvertito la stupida cattiveria dell'accaduto e abbiano protestato, e posso solo rallegrarmi di non essere stata presente, perchè probabilmente avrei rischiato anch'io l'arresto.
Resta la tristezza per un episodio purtroppo in sintonia con il clima del nostro paese, con la caccia allo straniero, con la giustificazione a priori della violenza, e resta un grande sgomento nel vedere che Termoli si sta mettendo in linea con un'Italia nella quale sono io a sentirmi straniera. Non credo sia mai successo niente di simile nei 25 anni che ho vissuto qui.
Per chi volesse saperne di più, qui trovate il link a Primonumero.it, il giornale web che per primo si è occupato della cosa e dove trovate oltre ad altre foto dell'accaduto anche la versione originale della lettera postata sopra.
L'uomo, a quanto risulta dai primi rapporti, sarebbe scivolato sulla strada mentre cercava di fuggire dai controlli degli agenti, e sarebbe rimasto deliberatamente a terra, attirando l'attenzione dei passanti con urla e lamenti e aggrappandosi con le mani alla cassetta contenente la merce che stava vendendo, opponendo perciò resistenza alla confisca, operata dai Vigili Urbani dopo aver verificato che il venditore ambulante non era in possesso della licenza di vendita».lunedì 11 agosto 2008
Anteprima del Giorno: I Navigli milanesi in mano ai ladri
Probabilmente professionisti del settore, che salutano chi li vede all'opera e non hanno paura di telecamere e polizia.
di ALESSANDRO GIGANTE
UN QUARTIERE in ostaggio di furti, rapine ed ogni altro genere di spaccate notturne, dove i ladri rispondono salutando con la mano a chi li vede dalle finestre e chiama la polizia. Un quartiere "dimenticato" dallo schieramento di soldati avvenuto pochi giorni fa in città, che ha paura di uscire di casa la sera, ma anche di rimanerci di notte perchè dopo le due, quando le vie diventano terra di nessuno, tutto può accadere. Un quartiere che non è come si potrebbe pensare nelle periferie più degradate, ma quasi nel centro della movida nottura cittadina: si tratta dei Navigli, e la loro punta sud attorno alle colonne di San Lorenzo.
lunedì 19 maggio 2008
Se questo è l'uomo.
"Queste immagini potrebbero urtare la vostra sensibilità", sta scritto nella prima slide della galleria di Repubblica: qui non avete scelta.
Lì non hanno avuto scelta.
Per la questione italiana, invece, ancora possibilità ci sono
Dall'inizio di maggio, contro questi poveri disperati che fuggono da carestie e tumulti politici si è scatenata la rabbia dei sudafricani. Al grido di "cacciamo gli stranieri" anche ieri una folla inferocita ha razziato uno dei sobborghi di baracche alla periferia di Johannesburg: dodici persone sono state uccise, bruciate vive o bastonate fino alla morte, le donne sono state stuprate e le catapecchie date alle fiamme; almeno cinquanta sono i ricoverati in ospedale.
Sono arrivati i blindati, che una volta il regime bianco mandava a disperdere le sommosse nelle township in rivolta contro l'apartheid, i poliziotti hanno cercato di mettere in fuga le gang armate di pistole e machete con i gas lacrimogeni e hanno arrestato centinaia di persone, ma soprattutto hanno cercato di portare via gli immigrati terrorizzati.
Popoli che fuggono, e non sanno dove andare.
Voi che fareste, se foste in loro?
giovedì 29 novembre 2007
A 15 anni offre foto osè per ricarica del telefonino: ma dove diavolo stiamo andando a finire?
Che tristezza cominciare la giornata così... Apri l'Ansa e leggi: questo....
A 15 ANNI OFFRE FOTO OSE' PER RICARICARE TELEFONINO
TRIESTE - Una ragazzina di 15 anni ha offerto, via web, dal computer di una scuola del Friuli Venezia Giulia, la propria immagine osé in cambio di una ricarica di 25 euro per il telefonino. L'episodio è stato scoperto dalla Polizia Postale di Udine che l'ha segnalato all'autorità giudiziaria, la quale - ha riferito stamani la stessa Polizia Postale - ha archiviato il fascicolo non ravvisandovi alcun reato.
L'offerta della foto - secondo i risultati delle indagini resi noti ieri dalla Polizia - è stata fatta dalla ragazzina nel pomeriggio di un giorno di scuola, ma fuori dell'orario di lezione, da un istituto di secondo grado del Friuli Venezia Giulia. A raccoglierla è stato un ispettore della Polizia Postale di Udine che, in incognito, era entrato in contatto con lei nell'ambito di una serie di controlli informatici. Pensando di interloquire con un coetaneo, la ragazza, che frequenta il primo anno del corso di studi, gli ha proposto proprie immagini 'senza velo' in cambio della ricarica. Le indagini hanno accertato che l'iniziativa era dalla ragazza senza alcun collegamento con qualunque altra persona.
L'episodio è uno dei sette (tre a Udine; due a Pordenone; uno a Gorizia e uno a Trieste) che coinvolgono in tutto 13 minori tra i 12 ed i 15 anni, scoperti dalla Polizia Postale di Udine dall'inizio dell'anno scolastico in Friuli Venezia Giulia, l'unico però nel quale vi è certezza che i minori chiedessero un compenso in cambio delle loro foto. Tutti gli episodi sono stati segnalati alla magistratura e in tutti i casi i fascicoli sono stati archiviati per non avere i fatti alcun rilievo penale. Durante i controlli, la Polizia Postale ha trovato una ragazza di 13 anni in possesso di tre telefoni cellulari.
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Ma dove diavolo stiamo andando a finire.....?
mercoledì 28 novembre 2007
Africani, non venite in Svizzera! Lo spot della tv elvetica.
Dal sito Hai sentito.it.
Riporto così com'è...
La Svizzera è uscita dalla sua proverbiale neutralità. E lo ha fatto esprimendo le sue opinioni in merito all’immigrazione sul proprio territorio. Durante la partita amichevole tra le nazionali svizzera e nigeriana, è andato in onda uno spot che, velatamente, invita gli africani, ma anche tutti gli altri stranieri, ad evitare di venire in Svizzera a cercare la fortuna. Perchè non c’è lavoro per gli svizzeri, figurarsi per gli stranieri. Qui sotto il video.
Il video è chiaro. Un ragazzo di colore chiama il padre (che si trova in una casa che non sembra si trovi in Africa!) da una cabina telefonica. E gli racconta di come sta vivendo bene in Svizzera, di come gli studi universitari procedono bene. Insomma, gli racconta che la sua vita in Svizzera è tutta rose e fiori. E invece il ragazzo è uno di quei tanti immigrati che mente alla propria famiglia, inventandosi una vita che in Svizzera non ha. In realtà lui vive per strada, chiede l’elemosina ed è perseguitato dalla polizia svizzera. Una campagna chiara che ha un unico messaggio: inutile venire in Svizzera a cercare lavoro, perchè non c’è. E l’unica sorte è la strada.
Lo spot è stato realizzato dal dipartimento dell’emigrazione svizzero. “Abbiamo la responsabilità di aprire gli occhi a queste persone affinché si rendano conto della vita che potrebbe attenderle”. E pare che tutti gli svizzeri siano d’accordo. Anche perchè il dipartimento è chiaro: “La forza lavoro africana è ricercata poco o nulla. L’unica chance è quella di chiedere asilo, una trafila complicata e lunga, da cui intendiamo scoraggiarli. E poi il nostro è anche un modo per risparmiare sul budget previsto per i rifugiati”.
Davvero un messaggio forte e chiaro!
Coccodrillo di peluche «dirotta» aereo: "Troppo grande, non si parte!"
Peluche ferma aereo... Sembra una storia di Gianni Rodari.... :)
Dal sito del Corriere.it:
La proprietaria del giocattolo alla fine ha preferito restare a terra
«Coccodrillo» a bordo, l'aereo non decolla
A ritardare la partenza di un volo tra Ciampino e Bergamo un grande peluche che le hostess non volevano tra i sedili
VOLO NATO MALE - Il volo, bisogna dirlo, era nato male. Prima l'imbarco spostato per un ritardo tecnico. Poi un bisticcio con un passeggero che aveva piazzato una valigia davanti all'uscita di sicurezza e non voleva spostarla. Infine a sbarrare la strada del decollo è sceso in campo l'enorme coccodrillo. L'assistente di volo che si è trovata a dover gestire la bestiaccia ha cercato di convincere la padrona del mostro che non si poteva decollare con un pupazzo grande come un monolocale parcheggiato fra i sedili e aveva posto la questione in termini drastici: o via la bestiaccia o non si decolla. Lo stesso comandante lo ha chiarito attraverso l'interfono: «signori, non si può decollare per colpa del coccodrillo».
PARAPIGLIA A BORDO - I passeggeri si sono subito divisi in due partiti: uno propendeva per tenere il coccodrillo piazzandolo nelle file vuote in coda; gli altri, più drastici, votavano per l'immediata «soppressione». La padrona del pupazzone ha difeso la creatura con tutte le sue forze, usando toni pesanti e strattonando la hostess. Tanto che è dovuta intervenire la polizia di frontiera. Come se non bastasse un passeggero si è messo a riprendere il parapiglia con il telefonino e gli agenti lo hanno identificato. Per calmare tutti c'è voluta un'autorità superiore, una suora, che si è alzata, ha parlato con l'equipaggio, con gli agenti e alla fine anche con la padrona del coccodrillo che alla fine si è alzata, si è caricata in spalla l'animale ed è scesa. E l'aereo ha potuto finalmente decollare.
lunedì 12 novembre 2007
Della morte di Gabriele Sandri, delle sottovalutazioni della stampa e dei disordini che (forse) si potevano evitare
Cosa è successo ieri nell'area di servizio dell'A1 vicino ad Arezzo? Ancora per certo non lo sa nessuno. L'unica cosa certa della storia, per dirla all'hard-boiled, è il morto. Un ragazzo di 28 anni, ucciso in una macchina con un proiettile al collo. Punto. Il resto è una marea di forse, supposizioni, indiscrezioni, che rimbalzano di media in media per tutta la giornata, e che causano (o meglio. sicuramente rinfocolano) la violenza negli stadi e fuori che seguirà di lì a poco.Ieri si è parlato tanto nelle varie trasmissioni tv e radio anche di questo: l'informazione ha agito bene?
Mi spiego: se non avesse collegato istantaneamente, in base a dubbie prove, la passione da tifoso di Gabriele Sandri alla sua morte, sarebbe successo tutto quello che è accaduto dopo lo stesso, con la guerriglia urbana dei tifosi nelle strade? Se non fosse stato "un tifoso della Lazio" ma "un ragazzo qualunque", tutto quello che è seguito negli stadi sarebbe accaduto comunque?
Per quello che penso io, forse no. Non si è pensato, credo, alla polveriera-tifosi su cui si stava seduti, in una situazione che dopo l'omicidio Raciti non è cambiata per nulla. E l'informazione ha sbagliato, sottovalutando tutto questo. Ho provato a capire come sia sata raccontata la storia ieri andando a veder le prime agenzie. Ho preso quelle dell'Agr, dove ho lavorato, perchè conosco l'agenzia e perchè in genere sono abbastanza fedeli alle agenzie così come escono. Guardarle tutte sarebbe stato troppo lungo per i tempi a mia disposizione.La prima notizia viene data all'una, e dalle agenzie viene sparata così: ho preso il primo lancio dell'Agr, che è datato 11:50.
Arezzo: scontro tra tifosi in area di servizio A1, un morto
11 nov 11:50 Cronache
AREZZO - Una persona e' morta dopo uno scontro tra tifosi in un'area di servizio lungo l'A1, nel territorio di Arezzo. Secondo le prime informazioni la vittima sarebbe un tifoso laziale. Non e' ancora chiara la dinamica di quanto accaduto e le responsabilita' sulla morte del tifoso. Sembra, secondo quanto emerso, che la vittima sia stata raggiunta da un colpo di pistola. Tutto e' avvenuto nell'area di servizio di Badia al Pino dove si sarebbero scontrati tifosi della Lazio e della Juventus. Sul posto e' intervenuta la polizia. (Agr)
Arezzo: scontro tra tifosi, a sparare forse un poliziotto
11 nov 12:07 Cronache
AREZZO - Sarebbe stato un poliziotto a sparare il colpo di pistola che ha ucciso il tifoso laziale nell'area di servizio lungo l'autostrada A1, nell'aretino. Secondo le prime ricostruzioni, l'agente avrebbe aperto il fuoco per sedare i tafferugli scoppiati tra le tifoserie biancocelesti e juventine che si sono scontrate nell'area di servizio di Badia al Pino. (Agr)
Alle 13 si scopre l'identità del ragazzo (citato solo come "tifoso") ucciso: un dj romano di 28 anni. In meno di un'ora il tam tam della curva svelerà il nome, e comincerà ad organizzare le proteste. Si attende una sospensione delle partite, come successe per la vicenda dell'ispettore Filippo Raciti. Ancora non è resa nota nessuna possibile dinamica dell'accaduto. Si sa solo che un poliziotto ha probabilmente ucciso un tifoso. Senza alcun apparente motivo. E ancora nessuno si rende conto delle conseguenze a cui questo potrà portare.
Arezzo: tifoso ucciso, e' un dj romano
11 nov 13:01 Cronache
AREZZO - Sarebbe un dj del litorale romano, di 26 anni, l'ultras ucciso negli scontri tra le tifoserie della Lazio e della Juventus scoppiati nell'area di servizio dell'A1. La vittima stava andando in auto a Milano per seguire la partita contro l'Inter insieme ad altri tre tifosi laziali. Questi ultimi sarebbero stati poi portati alla questura di Arezzo per essere ascoltati come testimoni. A riferirlo sono altri supporter biancocelesti che, dopo aver appreso la notizia della morte del tifoso, hanno raggiunto la caserma della polizia stradale di Arezzo. Sempre nell'area della caserma si
trova l'auto su cui viaggiava la vittima. La macchina avrebbe il finestrino posteriore sinistro infranto. (Agr)
Alle 13:37 la notizia dei primi scontri a Bergamo. Nel frattempo ancora nessuna versione ufficiale sulla dinamica dei fatti. Voci, solo voci. Che nessuno conferma o smentisce. Lasciando le tifoserie ad organizzarsi e l'informazione nel caos, mentre rimbalzano le dichiarazioni del fratello della vittima che parla di "omicidio volontario".
Bergamo: scontri tra tifosi e forze dell'ordine
11 nov 13:37 Sport
BERGAMO - Scontri tra tifosi e forze dell'ordine a Bergamo, dove e' in programma la partita Atalanta-Milan. La tensione e' esplosa all'arrivo della notizia della morte dell'ultra' laziale, rimasto ucciso in un'area di servizio vicino ad Arezzo. Secondo le prime informazioni, la polizia avrebbe lanciato lacrimogeni, e ci sarebbero alcuni contusi. (Agr)
A questo punto cominciano ad uscire le prime versioni sulla dinamica, non riportate dalle agenzie. Sono perlopiù le televisioni a dare la notizia, e restano assurdamente ferme per tre ore a parlare di una versione che fa acqua da tutte le parti. L'agente, accortosi dall'altra parte dell'autostrada (nell'autogrill in senso di marcia opposto a quello dei ragazzi) (!) dei tafferugli, spara due colpi in aria per avvertimento. La versione non regge per tre lampanti motivi, che però non vede nessuno. 1) Da un lato all'altro dell'autostrada ci sono sei corsie per complessivi 18 metri di strada, guardrail, jersey e rete di protezione, oltre al traffico circolante. Come fa l'agente a sentirli litigare e a veder bene la scena? 2) L'agente dichiara di aver sparato due colpi in aria per avvertimento. Come fa uno di questi a colpire il finestrino di una machina che è più basso addirittura della traiettoria di un colpo sparato ad altezza uomo? Il proiettile ha forse rimbalzato su un gabbiano di passaggio? 3) Le versioni successive dicono che al momento dello sparo dell'agente la lite si fosse già conclusa, e le macchine si stessero avviando verso l'uscita della piazzola di sosta. Perchè l'agente spara proprio in quel momento?
Queste domande sorprendentemente sembra non porsele nessuno, e la versione viene divulgata fino alle prime incertezze che le agenzie addebitano addirittura al questore. Cominciano ad essere messe in dubbio anche le versioni che legano la lite all'essere tifosi da parte dei partecipanti. Si cerca di slegare il tutto dall'ambiente del tifo. Questo però solo alle 14:48, 12 minuti prima dell'inizio delle partite.
Tifoso ucciso: questore, "Tragico errore"
11 nov 14:48 Cronache
ROMA - ''E stato un tragico errore''. Lo ha detto il questore di Arezzo Vincenzo Giacobbe, in riferimento alla morte del giovane tifoso laziale. ''Il nostro agente era intervenuto per evitare che i tafferugli tra due esigui gruppi di persone che non erano stati individuati come tifosi degenerassero, con gravi conseguenze per entrambi - ha spiegato - esprimo profondo dolore e sincere condoglianze alla famiglia della vittima''. (Agr)
E' ormai troppo tardi per tornare indietro, e la nuova domenica assurda del calcio italiano finisce così, tra caccia ai poliziotti, ai giornalisti e devastazioni ai commissariati e al palazzo del Coni a Roma. (Altri link di riassunto ai fatti di ieri qui (Rai news 24), qui (La Repubblica) e qui (il Sole 24 ore sport)).
Mi sono chiesto come avrei fatto se fosse toccato a me da giornalista raccontare le cose. Forse sarei caduto anch'io, lo ammetto sinceramente, nella trappola del "tifoso", a legare tutto a risse per il calcio. Non conoscendo il morto e volendo dare una caratterizzazione all'evento, legarsi a questo era facile, e confesso che non credevo avrebbe scatenato le violenze che invece sono poi seguite. Poteva succedere in un lunedì, anzichè in quella "maledetta domenica. Poteva succedere fuori da una discoteca, come ha detto qualcuno. Poteva essere, e tutto sarebbe stato quasi sicuramente diverso, niente mo toglie questa idea. Quasi sicuramente penso che avrei posto dei dubbi da subito sulla versione fornita dalla questura: troppi i particolari che non collimavano, per non accorgersene, e troppe le interpretazioni errate che stavano nescendo in ogni dove per non sentirle e rendersi conto di dove si andava. Altrettanto sicuramente sarei stato picchiato se fossi andato a riprendere le immagini degli scontri, perchè non mi sarei accontentato di vederli da lontano.
Intanto mi accontento di imparare una lezione: tutto quello che fai e dici porta a conseguenze, che a volte nemmeno ti immagini se non tieni conto del terreno in cui agisci. Pare semplice, ma non lo è stato. Se mai mi toccherà in futuro qualcosa del genere, mi ricorderò di quello che è successo ieri e oggi.
L'inchiesta va avanti, le contestazioni e i fatti anche, ma non è di questo che volevo parlare. Volevo solo sperare in un piccolo pensiero da parte degli addetti ai lavori, perchè secondo me ieri, nel mondo della stampa, qualcuno un po' ha sbagliato. A voi non pare?
Fatemi sapere.

