“Le dichiarazioni di Silvio Berlusconi contro l’Italia multietnica sono preoccupanti e gravi. Rischiano di spostare la Cdl su un terreno rischioso e sdrucciolevole e dimenticano - ad esempio - che anche all’apertura sull’immigrazione Paesi come gli Stati Uniti devono una parte importante della loro grandezza”.
Incredibile! Notizione!! Esclusivo!!! Daniele Capezzone smentisce il suo leader!!!! E cosa sarà mai successo?
Ah no … non è così… scusate... un errore tecnico… sul mio pc - a causa di un virus comunista - è comparsa una dichiarazione di Daniele Capezzone del 2006.
Si prega pertanto di correggere la dichiarazione di Daniele Capezzone, erroneamente riportata qui sopra, con la frase pronunciata oggi da Daniele Capezzone:
“Da qualunque punto di vista si consideri la delicata questione dell’immigrazione, c’è un aspetto che non può essere messo tra parentesi: l’Italia non può e non deve adottare una linea di cedimento rispetto al fenomeno della clandestinità, a meno di volersi trasformare in una sorta di ventre molle dell’Europa”.
Controsensi politici italiani ( e poderose facce da c...o) su segnalazione de La Rana
La promessa di Berlusconi: in 24 mesi una città satellite a L'Aquila. Stessa promessa nel 2002 dopo il sisma in Molise. E non la mantenne.
New L'Aquila: una città tutta nuova in 24 mesi, al massimo in 28. La promessa di Silvio Berlusconi nel giorno del dramma abruzzese ha il fascino degli effetti speciali. Il presidente del Consiglio la chiama «new town», termine britannico per indicare gli insediamenti satellite, ma che in italiano ha un grande modello concreto: Milano 2, la prima creatura del Cavaliere, l'inizio della sua epopea. Le frasi pronunciate dal premier a L'Aquila hanno però qualcosa di déjà vu: «Entro due anni gli abitanti riavranno le case». Ricordate? Era lo choc di San Giuliano, il paesino del Molise dove il 31 ottobre 2002 il terremoto si era accanito contro la scuola uccidendo 27 bambini e la loro insegnante. Tre giorni dopo la strage, il premier convocò una conferenza stampa (video): «Mi sono intrattenuto con degli amici architetti per mettere a punto un'ipotesi di progetto per la costruzione di una nuova San Giuliano».
Anche allora il disegno era quello della new town, la città satellite: «Un quartiere pieno di verde con la separazione completa delle automobili dai percorsi per i pedoni e per le biciclette. Un progetto che potrebbe portare in 24 mesi a consegnare agli abitanti di San Giuliano dei nuovi appartamenti funzionali, innovativi, costruiti secondo le nuove tecniche della domotica».
Non sembrava un'impresa difficile: nel paese colpito gli abitanti erano soltanto 1.163 e gli edifici poche centinaia. «Vorrei in questa occasione dare risposte con dei tempi assolutamente contenuti e certi», ribadì il premier. E tutto il governo mostrava ottimismo, come sottolineò il ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu davanti al Parlamento: «Il presidente del Consiglio ha assicurato che entro 24 mesi il comune verrà riconsegnato alla completa e normale fruibilità degli abitanti».
Ma sette anni dopo, la ricostruzione di San Giuliano è ancora lontana dalla fine. E di domotica, ossia di edifici 'intelligenti' ad altissima tecnologia, non se n'è vista proprio. Persino per completare la nuova scuola - questo sì un istituto d'avanguardia, definito 'il più antisismico d'Italia' - di anni ce ne sono voluti quasi sei. Berlusconi ha fatto in tempo a finire il governo, lasciare la poltrona a Romano Prodi e tornare a Palazzo Chigi: è stato lui a presenziarne l'inaugurazione nello scorso settembre. Come è lontano quell'autunno del 2002 quando il premier volò a San Giuliano con il suo architetto di fiducia, quel Giancarlo Ragazzi che è stato uno dei progettisti di Milano 2 nel lontano 1970 e che dieci anni dopo aveva replicato l'opera con Milano 3 di Basiglio, altra new town del Biscione alla periferia del capoluogo lombardo. A dimostrazione del ruolo di progettista di corte, due anni fa Adriano Galliani spiegò a 'L'espresso' di avere nel cassetto un piano di Ragazzi per rifare anche lo stadio di San Siro. L'incarico al 'triplicatore di Milano' fu poi formalizzato dal sindaco molisano nel maggio 2003 assieme all'arrivo delle prime sovvenzioni statali: sei mesi erano già stati bruciati per definire la forma giuridica degli interventi.
A quella data, molte cose erano risorte grazie alla sottoscrizione popolare Un aiuto subito lanciata dal 'Corriere della sera' e Tg5: un complesso scolastico prefabbricato e 150 chalet del 'villaggio provvisorio'. Tutto realizzato in legno e considerato molto funzionale dagli abitanti. Le prime vere case sono state consegnate cinque anni dopo la scossa, quando 500 persone vivevano ancora nel villaggio provvisorio mentre un altro centinaio si era trasferito nei comuni vicini, meno danneggiati. Adesso si marcia verso il settimo anniversario e molte delle palazzine sono ancora un cantiere, con gli enti locali sul piede di guerra per ottenere altri contributi destinati alla 'ricostruzione pesante' del centro storico. Di soldi in realtà ne sono stati spesi tanti. Il Comune ha preventivato un costo di circa 250 milioni di euro. Nei primi cinque anni poco meno di 100 milioni sono andati per rifare le opere pubbliche e le infrastrutture, altri 70 per le case private. Il resto è oggetto del contendere tra sindaci, regioni e governo Berlusconi che nell'ultima Finanziaria ha decurtato le disponibilità. Ma sono in molti a parlare di sprechi nell'uso delle risorse. La Corte dei conti, per esempio, due anni fa ha aperto una istruttoria sulla Regione Molise che aveva ottenuto stanziamenti pari a 700 milioni.
Finora ne sono stati erogati ben 550, spesso investiti in modo discutibile: reti wifi anche per chi vive nei prefabbricati, finanziamenti per il turismo, la sponsorizzazione di un reality show estivo di Mediaset e delle selezioni di Miss Italia. È importante ricordare le dimensioni della tragedia. A San Giuliano nel 2002 ci furono 30 morti, in tutta l'area colpita tra Puglia e Molise i feriti furono 200, gli sfollati 3 mila in provincia di Campobasso e un migliaio in quella di Foggia. Un bilancio drammatico, ma assolutamente non paragonabile con la devastazione dell'Abruzzo dove i morti sono più di 200 e gli sfollati decine e decine di migliaia. Quanti fondi saranno necessari adesso? Il ministro Altero Matteoli ha detto: «A una prima stima, soltanto per l'edilizia e per le abitazioni private i soldi da stanziare si aggirano intorno a un miliardo e 300 milioni di euro, escludendo quello che servirà all'industria». Ma se San Giuliano con i suoi mille abitanti ha preventivato un costo di 250 milioni, come si può pensare di ricostruire tutto il centro storico dell'Aquila con la somma ipotizzata dal ministro?
E ancora, la questione dei tempi. Ha dichiarato sempre Matteoli: «Le case che si dovranno abbattere si possono ricostruire in 24 mesi snellendo tutte le procedure. Con i provvedimenti che siamo intenzionati a prendere si potrà fare in due anni».
Sicuri? La lezione di San Giuliano è stata inutile? Prima di promettere, forse sarebbe meglio aspettare e capire. Per non illudere chi ha già sofferto tanto.
Davanti al Gigi, sotto i portici, hanno appena rifatto il marciapiede. Trachite bianca per più o meno duecento metri di pavimentazione, lavori svolti in circa tre settimane, finiti da appena 14 giorni, e costati pare attorno agli 80mila euro.
Sabato a pranzo viene a mangiare, mi raccontano i colleghi (io non c'ero), un importante esponente della destra padovana. Parlando con il proprietario ad un certo punto esce con un: «Ha visto che bel lavoro che hanno fatto con questi marciapiedi? Siamo stati noi a farli fare sa, che gli altri non volevano... Immagino che sia contento...».
Sabato sera tardi, dopo teatro (qui invece c'ero), arriva invece il più importante esponente della sinistra padovana (i nomi ho scelto di non farli, ma potete arrivarci...). «Ha visto che siamo riusciti a farli fare questi benedetti marciapiedi? E sono venuti proprio bene! Ed è tutto merito nostro sa...».
Sto aspettando la sera in cui verrà a cena il manovale e tra una birra e l'altra mi dirà: «Ha visto che belli i marciapiedi qui di fuori? Li abbiamo fatti noi sa? Che se stavamo ad aspettare che gli altri si sciaquassero la bocca di tutte le loro belle parole, qui fuori ancora un po' e avrebbe avuto l'erba...»
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PS e nota curiosa. E' incredibile: ho postato immagini di tutti i tipi, da Corto Maltese a foto dell'Ansa, dalla Reuter alla Magnum, da Corriere a Repubblica, e la prima che mi viene tolta dal blog è quella di un pavimento stradale spaccato! Molto bella, se non non l'avrei messa qui, ma mi aspettavo che il primo caso sarebbe avvenuto per ben altra cosa! :)
Chiedo scusa a foto-blog.it da cui la foto proveniva per non aver avvisato, ma la prossima volta mandatemi una mail così almeno lo vedo e la tolgo subito! Sperando che la "Nuova porfidi 2004" da cui proviene l'immagine nuova delle piastrelle tolleri il "furto", un saluto a tutti!
Lettera del coordinatore nazionale di Forza Italia
PDL: BONDI, NON SARA' CANDIDATO CHI HA PROCEDIMENTI PENALI IN CORSO
«Esclusi naturalmente quelli che, come sappiamo, hanno un'origine di carattere politica»
ROMA - Nel Popolo delle libertà alle prossime elezioni non sarà candidato chi ha procedimenti penali in corso. Lo ha scritto Sandro Bondi, coordinatore nazionale di Forza Italia, in una lettera inviata ai coordinatori regionali, ai membri del comitato candidature e al presidente Silvio Berlusconi.
RICONFERME - «Fermo restando la decisione di riconfermare in linea di massima i parlamentari uscenti che abbiano lavorato con lealtà e impegno in questa legislatura, e riconfermando l'esclusione della candidatura per i consiglieri regionali e per i parlamentari europei, salvo per coloro che ricoprono responsabilità politiche nazionali o svolgono rilevanti funzioni in questa campagna elettorale, ti invito - continua la lettera - a tenere in considerazione nella formulazione di nuove proposte del loro grado di rappresentatività sul territorio locale di carattere locale o nazionale».
IMPEGNO - «Per quanto riguarda la riconferma dei parlamentari uscenti è necessario valutare il numero delle legislature ricoperte, il loro radicamento territoriale, l'impegno profuso a favore del partitospecialmente in occasione delle grandi manifestazioni promosse in due anni di opposizione, con l'obiettivo di favorire un necessario e naturale ricambio della nostra rappresentanza parlamentare, con particolare attenzione alle donne e ai giovani», prosegue la lettera di Bondi.
PROCESSI POLITICI - «In ultimo, ti ricordo, che eventuali procedimenti penali che riguardano nostri parlamentari o eventuali candidati, esclusi naturalmente quelli che, come sappiamo, hanno un'origine di carattere politico, costituiscono un motivo sufficiente di esclusione, soprattutto per un partito come il nostro che dalla sua nascita ha sempre potuto vantare un'assoluta onestà da parte di tutti i suoi rappresentanti», conclude Biondi.
BERLUSCONI - Intanto il collegio di difesa di Berlusconi, imputato a Milano per corruzione in atti giudiziari insieme a David Mills, ha reso noto che venerdì, giorno in cui il tribunale ha fissato il suo interrogatorio, l'ex premier non sarà in aula «per evidenti impegni parlamentari».
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L'Italia apprende la notizia con gioia: finalmente il Parlamento si libererà dei parlamentari corrotti! Tranne quelli ingiustamente perseguitati per spiccate motivazioni politiche, ovvio...
L'importante è crederci... Attendo ad ore lo stesso annuncio dal Pd...
Aggiunta delle 15:13 (22 febbraio): su gentile segnalazione di Francesca Terranova, che riporto integralmente:
"...Sandro Bondi (Forza Italia) in una lettera ai coordinatori regionali del partito chiede di escludere dalle liste tutti coloro che risultino coinvolti in "procedimenti penali", salvo però quelli che, "come sappiamo", lo siano "per motivi politici". Il fatto è che lo decidono loro stessi quali sono processi politici e quali no: ad esempio, uno a caso, MarcelloDell'Utri, nonostante la condanna in appello per associazione mafiosa (mica un reato qualunque), verrà regolarmente iscritto alle liste del PDL!".
Sempre sul Papa... (Tra un po' tacceranno di satanismo anche me...).
Ratzinger viene "censurato" all'Università La Sapienza di Roma: e Radio Maria come la prende? Abbastanza male direi! Difatti lo speaker dell'unica radio che trasmette anche via citofono (ricordate Striscia la Notizia?), padre Livio Fanzaga, si incazza un pochino..
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La foto sotto il logo del titolo è di Riccardo Roiter Rigoni (da www.venessia.com), lo sfondo è un rifacimento grafico di Corto Maltese, dal genio di Hugo Pratt.