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lunedì 25 maggio 2015

"Papà, perché non scendi?"


Tutte le proteste hanno un simbolo. E per me oggi al San Matteo è stata una bambina di 2, forse 3 anni con il vestitino rosa, che dal basso, a fianco della mamma e della Polizia, chiamava il papà arrampicato su un tetto perché scendesse da lei. "Papà, scendi!", diceva. "Papà non può, amore - rispondeva da sopra il papà, con voce a metà tra il tono deciso delle grandi occasioni e il titubante, quasi tremolo -. Papà non può, adesso". "Perché non scendi?", insisteva la figlia. "Papà non può, amore". "Perché?".

Ma come fai a spiegare a tua figlia, che ti vuole lì accanto a lei per andare a pranzo come sempre, che sei a guardarla da un tetto perché vuoi difendere il tuo lavoro e il tuo salario (che vogliono tagliare del 20%)? Come fai a spiegarle che stai lì in alto sotto il sole proprio perché quel pranzo di ogni giorno vuoi continuare a garantirglielo? Come fai a spiegarle che non scendi per giocare con lei perché oggi stai giocando in giochi molto più grandi di te, dove sei solo una casella alla voce "tagliare" e poco altro?. E' dura, impossibile gridando da 10 metri di altezza: e infatti papà non ce l'ha fatta, a spiegarlo. Dopo pochi minuti la bimba è andata via piangendo, accompagnata dalla mamma, e chiedendo a lei perché il papà cattivo non volesse venire da lei nonostante le sue chiamate.

Da papà a papà però, operaio sul tetto, posso dire che ti capisco, e - chiamatela sedizione, o umana comprensione, o quel che volete - un po' ti ammiro. E spero che tu riesca a vedere e salvare questa foto, e mostrarla a tua figlia un domani, quando potrà capire. Perché possa rimpiazzare i pianti di oggi con i suoi sorrisi di domani, quando vedendo questa foto anziché pensare "papà non è sceso" possa dire orgogliosa ai compagni e agli amici "Quello in alto è il mio papà. Che non è sceso, e l'ha fatto per me".

lunedì 12 aprile 2010

Lasciateli almeno morire in pace

Alla fine per i militanti leghisti (almeno a Paderno, in Friuli) il problema è sempre l'immigrato. Anche se ha la faccia di una neonata appena morta che i genitori vorrebbero solo seppellire in pace.

Nella cittadina friulana infatti la Lega Nord Locale ha promosso una manifestazione di protesta (dopo una raccolta firme che ha visto partecipare più di 1700 persone) per il fatto che nel locale cimitero sia stata concessa ai musulmani un'area dove poter essere sepolti con il rito della propria terra.

A chi ha vergognosamente preso parte a questa protesta idiota vorrei solo ricordare che concedere alle varie comunità un pezzetto di terra dove poter essere sepolti secondo i propri riti si fa ovunque da secoli: ricordiamo i cimiteri dei morti di guerra di tutte le etnie in giro per tutto il mondo, o anche solo quelli ebraici (per citare un esempio qualsiasi) come ci sono a Venezia, Pisa, Roma e quasi ovunque in Italia.

A Venezia la Repubblica della Serenissima concesse il terreno per il cimitero ebraico addirittura nel 1386. A Trieste, nella stessa regione, il cimitero viene creato (con l'ampliamento di uno preesistente più vecchio) nel 1842, mentre un altro più vecchio sorge già dal 1648 a Gorizia.

Ma evidentemente per i manifestanti leghisti l'evoluzione continua costantemente a procedere a marcia indietro, specialmente quando si parla di immigrazione. Anche se la storia riguarda solo un neonato morto, che vorrebbe (e dovrebbe) soltanto essere lasciato a riposare in pace.

lunedì 4 maggio 2009

I vù cumprà, i cartelli gialli e i veneziani: sfida all' OK Corral all'ombra del doge.

Due file parallele, a guardarsi in cagnesco, sotto il sole di mezzogiorno che tagliava le gambe ai turisti impegnati in quel momento ad affollare la Riva degli Schiavoni nel tratto delimitato da Palazzo Ducale da una parte e l'Arsenale dall'altra. Un'atmosfera da sfida all'OK Corral davanti alla laguna di Venezia, con due teorie di uomini in attesa a pugni chiusi, gli sguardi fermi, ognuno con la certezza di dover evitare provocazioni e al contempo rimanere saldo a difendere la posizione.


Il primo gruppo é nero: circa 50-60 persone, schierate schiena al mare. Sono i venditori ambulanti, perlopiù africani, disposti uno a fianco all'altro con un piccolo telo bianco davanti ad ognuno di loro dove espongono la merce: quelle borse Louis Vuitton o Prada che piazzano ai turisti ad un centesimo del prezzo degli originali esposti nei negozi. Il secondo gruppo, che li guarda negli occhi ma che subito abbassa lo sguardo con evidente disagio, é quello dei residenti. I manifestanti, i "veneziani doc che ancora esistono", sponsorizzati dall'ASCOM, che indossando magliette a manica corta passeggiano davanti ai cartelli che li dividono dall'opposta fazione.

A dividere i due gruppi una fila di cartelloni gialli, illuminata dal sole. "I venditori di strada sono foraggiati dalle mafie", "Comprare da loro é illegale", "Le merci degli abusivi sostengono la criminalità organizzata e non sono originali". Sono queste le frasi che i veneziani ci hanno appiccicato sopra incollando ritagli di giornali, piazzandoli poi a mo' di sfida davanti ai posti dove di solito si schierano gli ambulanti. Ma questi, anziché andarsene, stavolta hanno preferito restare. E schierarsi davanti ai cartelli a resistere, ignorando la probabile tentazione di saltare addosso al più sparuto gruppetto di residenti, stimato in circa 20-30 persone.


Più lontano, a "vigilare" sul tutto c'era la polizia, che schierava la bellezza di due carabinieri a due ponti di distanza. Forse per evitare di riscaldare gli animi, forse per evitare provocazioni, la sparuta pattuglia si limitava ad osservare da lontano e a venire filmata dalla piccola Minolta di un'entusiatica turista giapponese, giubilante di fornte a due veri "calabinieli".

Non so da quanto andasse avanti la protesta. Se fosse il primo giorno, il secondo o l'ennesimo. Non so come sia finita, né chi abbia vinto. Se i residenti, riuscendo a far calare il traffico di borsette false degli Schiavoni, o gli immigrati, dimostrando che i turisti scelgono consapevolmente di comprare da loro.
So che c'era nervosismo, quello si. E qualcuno si lamentava che "oggi vendere poco", e "oggi brutta giornata", anche se il sole spaccava le pietre. So che le foto non erano gradite, come mi hanno fatto capire alcuni di loro a gesti e parole quando ho tirato fuori la macchina per scattare queste immagini.



Non ho voluto essere io a far scoppiare la tensione. Cosi', visto che in quel giorno ero un semplice turista, ho rinfilato la mia piccola digitale nella custodia e me ne sono andato. Quello che volevo farvi vedere, l'atmosfera che c'era li' ieri alle ore 13:05, ormai l'avevo in tasca. Sono ripassato 4 ore dopo, ed erano ancora li', tutti e due i gruppi, a guardarsi ancora sotto il sole. L'unica assente, la polizia: i due agenti sul ponte al ritorno non li ho più visti.

Non so come sia andata e finita la protesta, ma mi piacerebbe tanto che qualcuno me lo dicesse. E raccontasse, non solo a me, se davvero tutti sono riusciti a rimanere fermi e civili, mostrando ognuno in faccia all'altro le proprie ragioni senza dare in escandescenze. L'esperimento dei cartelloni infatti era già stato tentato dal Comune l'anno prima davanti alla chiesta di San Moisé con delle colonnine fisse, che finirono pero' distrutte dagli stessi ambulanti poche sere dopo la loro posa.


Oggi so che i vù cumprà, come li chiama ormai la gente, sono andati sotto il palazzo del sindaco per chiedere di poter avere come in Francia un metro quadrato a testa dove poter esporre le merci. Pagando licenza, ovviamente. La maggior parte delle persone infatti non lo sa, ma molti di quelli che si incontrano in strada la licenza di venditore ambulate già la posseggono. Solo che non gli permetterebbe di vendere nei centri storici delle città con più di 50mila abitanti per cui ne servirebbe un'altra ben più costosa che azzererebbe in pratica i loro guadagni. Chi ha la licenza, tra l'altro, per non perderla non vende falsi. Chi é clandestino, e non puo' permettersi i soldi per farla, rischia vendendo quello che puo'.

Vedremo come finirà, per entrambe le cose. E rimarremo in attesa di sapere se avranno luogo ancora altre sfide all'Ok Corral all'ombra del doge, dove lunghe file di genti rimarranno a guardarsi in fila sotto il sole per disputarsi i turisti; sullo sfondo di una città bellissima che pian pianino muore, sacrificando al commercio anche un po' della sua umanità.

martedì 23 settembre 2008

Applausi italiani

Applausi a Mario Borghezio, che partecipando alla manifestazione anti islamica a Colonia ha fatto fare all'Italia l'ennesima figura di merda che ci potevamo benisssimo evitare. Notare l'acume che traspare dallo sguardo reso saldo dalla grappa e il gesto della vittoria fatto senza un perchè.

Il "Mario" infatti ignora di avere al fianco alla propria destra uno dei suoi acerrimi nemici giurati: Raffele Romano Riverso, giornalista e "terrone calabrese DOCG" ! E' quello con la maglietta marrone e lo sguardo sconcertato: cercate di capirlo, stare a fianco a chi lo vuole "secessionare" di forza dal resto d'Italia è dura...

Applausi al "Giorno di Milano" che per illustrare l'articolo sull'ordinanza che proibisce "Il consumo di droghe in luogo pubblico" per "motivi di decoro urbano" (tradotto. "Mettiamo quello che non ci piace sotto il tappeto", con la consueta ipocrisia. A casa posso devastarmi di canne e diventare tossicomane di 14 sostanze diverse, ma fuori devo essere ordinato e "decoroso") piazza sotto questa foto intitolata "Spinelli in strada".

Il tossico, o l'assuntore indecoroso di spinelli, è d'altra parte solito indossare durante il misfatto il tipico abbigliamento da militante Hezbollah per la vergogna del suo gesto illegale. I più assuefatti riescono anche a fumare uno spinello attraverso la sciarpa senza nemmeno srotolarla. In casi eccezionali bypassano anche un casco integrale, senza nemmeno alzare la visiera. Ma per favore...

Applausi al Comune di Venezia che ha permesso che, per i restauri in corso al Palazzo Ducale e al palazzo a fianco, ha permesso che il Ponte dei sospiri fosse ridotto così. Un vero schifo! La foto viene da Venessia.com, l'unico che abbia denunciato la cosa. Io l'ho vista e fotografata sabato sera di notte. Speravo di ripassare durante il giorno successivo per farne un'altra migliore, ma non ci sono riuscito, così la "scrocco" dal loro sito...

L'autore di cotanto scempio? Pare sia Oliviero Toscani, che avrebbe ottenuto l'appalto per piazzare la pubblicità su entrambi i lati del canale. Il Comune ha ceduto perchè gli sponsor avrebbero permesso di recuperare i 5 milioni di euro necessari agli interventi di consolidamento, che peraltro pare dureranno circa 3 anni! Se andate a Venezia, scordatevi la foto...

E per oggi direi che basta così....

venerdì 18 luglio 2008

Da viale Jenner al Vigorelli: tutto quello che è successo realmente...

In anteprima per i lettori del blog, il pezzo che uscirà domani sul Giorno di Milano su quello che è accaduto oggi al velodromo Vigorelli di Milano, dove sono stati momentaneamente "trasferiti" oggi i fedeli islamici della mosche di viale Jenner.

SOLO 5OO FEDELI, E' POLEMICA
La Maiolo: "Shaari ammette, la maggioranza è clandestina"

di ALESSANDRO GIGANTE
- MILANO -
CI SI ATTENDEVA l’arrivo in massa di migliaia di fedeli ieri pomeriggio al velodromo Vigorelli e accanite proteste da parte di residenti. È finita invece con una polemica sulla clandestinità dopo tre ore di preghiera passate tutto sommato tranquillamente.

TUTTO COMINCIA verso le 12, quando fuori dalle porte del velodromo la strada viene invasa da giornalisti di ogni nazione, compresi due troupe di una tv russa e di un’emittente satellitare iraniana. Di fronte a loro un cordone di polizia di circa una cinquantina di uomini tra carabinieri e agenti della polizia locale.
Davanti alle porte del velodromo c’è solo un piccolo banchetto di sostenitori de La Destra, raggiunti poco dopo dalla leader del movimento Daniela Santanchè. «Siamo qui per manifestare contro questa decisione delle istituzioni di concedere ai musulmani questo luogo simbolo dello sport, perlopiù gratuitamente. Non si può profanare un simbolo dello sport come questo».

Mentre la Santanchè parla, i fedeli cominciano a giungere alla spicciolata all’ingresso opposto, sotto uno striscione bianco che recita «La nostra dignità, la vostra tranquillità. Un’unica cittadinanza che invoca rispetto». L’ex parlamentare protesta all’arrivo delle donne coperte dal burqa, chiedendone l’identificazione, ma l’ingresso prosegue senza incidenti.
Alla fine all’interno a seguire la preghiera dell’imam Abu Emad si conteranno circa 5-600 persone, a riempire coi loro tappetini verdi appena un quarto dello stadio.

«PER NOI È comunque un successo - spiega Abdel Hamid Shaari, direttore del centro islamico di viale Jenner -. Molti non sono venuti perchè hanno avuto paura, e anche perché parte di loro non ha purtroppo i documenti in regola». L’affermazione crea una bufera a palazzo Marino, con l’assessore alle Attività produttive Tiziana Maiolo che rilascia poco dopo una dichiarazione: «Quello che ha detto Shaari è molto grave, perchè ha ammesso che il centro culturale è stato per molto tempo luogo di copertura dell’illegalità, frequentato da immigrati clandestini». «La preghiera a tempo in un luogo chiuso e controllato è stata la scelta giusta», ha aggiunto il vicesindaco Riccardo De Corato.

Dopo un’oretta la preghiera finisce ed i fedeli sfollano tranquillamente, mentre si aspettano ancora decisioni certe per il prossimo venerdì. Lunedì Sharii si incontrerà con Didier Togni per discutere dell’affitto del Palasharp, mentre per martedì è già stato convocato un tavolo tecnico tra prefettura e istituzioni.

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Questo per l'ufficialità: quello che nessuna agenzia ne articolo vi dirà mai di quello che successo è questo...

1) innanzitutto l'odio istintivo per il collega improvvisato di C6.tv (nuovo esperimento di cityzen journalism con trasmissioni video in diretta streaming su internet), che tenta un innovativo tipo di diretta usando la webcam del proprio portatile anche nella ressa delle intervista per la Santanchè e per il direttore del centro islamico, dandolo in testa a tutti, continuando sempre a parlare e non facendo capire un tubo a nessuno. Innovativo, ma veramente rompic...i!
2) Lo spettacolo vero della Santanchè: arriva con le guardie del corpo e corre subito ai microfoni di Skytg24 perchè trasmette in diretta. Dopodichè si getta al baracchino di quelli de La Destra ( che nel frattempo pensano solo a spostare furiosamente le bandiere perchè si vedano!) chiedendo a tutti come ci si possa incatenare ai portoni e farsi inquadrare bene nel frattempo. (poi, per la cronaca, dopo un'ora e mezza passata a girare con le catene in mano stile naziskin infoiati i compagni di partito desisteranno da proposito. Era una cazzata, hanno fatto una figura stupida ma sono riusciti ad evitarsi la peggiore).

3) Lo show della passeggiata dell'ex onorevole Daniela. Prima corre su e giù per i confini del velodromo attorniata da decine di giornalisti e poliziotti urlando: "Dove sono? Non ce n'è uno, dove li hanno messi?", poi litiga con il dirigente del commissariato del centro da cui pretende l'identificazione delle donne in burqua (Fabiano Girolamo, che le risponde con un perentorio "Io sono una persona seria, non devo rendere conto a lei di quello che faccio. Mi chiamo Fabiano Girolamo, dirigente del commissariato di centro, e non ho paura di lei. Io non mi nascondo". Da applausi e strette di mano, come fanno giusto di lì a poco due signore). Infine dà il meglio di sè: "Io su questa cosa ci faccio un'esposto! E intanto un'Ansa! Dov'è il giornalista dell'Ansa? Trovatemi il giornalista dell'Ansa! [...] Ah beh, se no chiamo Roma e me la faccio fare!". Diva e donna.

Ps: la Santanchè scomparirà appena tutti i giornalisti entreranno dentro per fotografare gli islamici in preghiera, e nessuno la rivedrà più.

4) Un non ben precisato e sponente islamico che prima rilascia un'intervista a due ragazzi che dicono di essere di un'agenzia stampa, poi gli chiede per chi lavorino e riceve in risposta un mucchio di prese per il culo, incazzandosi poi con tutti i giornalisti presenti e mandandoli a fare in c**o in 4 lingue diverse. Incomprensibile.
Update: ho trovato chi sono! Quelli di Libero! Se non lo compro c'è un motivo...

5) L'assalto dei cronisti (me compreso) al banchetto di kebab e lattine varie dei fedeli musulmani allestito dentro il Vigorelli a fine preghiera. Dopo essere stati sotto il sole da mezzogiorno alle 15:30 senza aver toccato nè acqua nè cibo, è spettacolare assistere alla contesa dei panini tra giornalisti e islamici, ambedue impanicati che il cibo finisca prima del proprio turno. Spintoni, ressa, ma alla fine tutti soddisfatti! Va detto che il kebab era proprio buono: non quello ultraunto "commerciale" che si trova in giro ovunque, ma quello "Igp" con la carne tritata fine fine stile ragù al modico prezzo di soli 2 euro! Praticamente quando finalmente riusciranno a costruire la loro moschea, un po' potremo dire di aver contribuito anche noi... :)

6) Annie Smith di Rttv ( emittente russa) e Wolfgang Achtner di Press Tv, emittente satellitare iraniana in lingua inglese (l'Al Jazeera di lì..). Gentilissimi e preparatissimi, veri esempi di professionismo giornalistico. Da ringraziare per l'aiuto e le belle chiacchiere che abbiamo scambiato insieme: spero di ritrovarvi presto.

Che dire... That's all folks...

Ps: le foto del post sono dell'agenzia Newpress! Il loro copyright è STRETTAMENTE RISERVATO E L'USO PROIBITO! Ma fategli una bella pubblicità, che così mi perdonano di avergliele "rubate"... :)

giovedì 10 aprile 2008

Panificio Pavin: parte seconda.

Ore 13:50. Sto parcheggiando la bicicletta davanti al panificio Pavin, quando mi viene incontro la cassiera che sta abbassando la serranda:

Cassiera: «Ciao».
Io: «Ciao!»
Cassiera: «Ho visto quello che hai scritto su internet...»
Io: «Sì, lo so. l'ho scritto io...»
Cassiera: «Non è una bella cosa quello che hai scritto...»
Io: «Nemmeno quello che avete fatto voi. Prima avete alzato i prezzi, e poi avete messo quella specie di tassa dei 50 cent... Pensavo fosse una cosa temporanea, ma è ancora lì. Per quello ho scritto quello che ho scritto, e poi per coerenza non ci ho più messo piede».
Cassiera: «Sì. Ma non sei tu a dover decidere i prezzi...»
Io: «E' vero. Ma ho sempre il diritto di dire la mia»
Cassiera: «Ma non è una bella pubblicità».
Io: «Nemmeno quello che avete fatto voi a me pare bello. E mi sono limitato a scriverlo...».

Stasera secondo me sotto casa mi trovo lui...


...e se domani non arrivo al master, sapete perchè... :)

Per chi non si ricordasse il resto, qui trovate il link al vecchio post che spiega le ragioni della mia protesta.
Mi dispiace per il rapporto che si è guastato, ma il mio portafogli purtroppo non guarda in faccia a nessuno...

venerdì 9 novembre 2007

Nuovo video: la manifestazione di protesta degli specializzandi di Padova



Nuovo video, stavolta fatto ieri (sempre con Luca De Berardinis) e montato oggi pomeriggio sulla manifestazione degli specializzandi di medicina di Padova. Cosa chiedono? Un adeguamento dello stipendio (guadagnano 2 o 3 euro per 12-14 ore al giorno) e maggiori garanzie come la maternità e la tutela in sala operatoria: se sbagliano infatti, al contrario dei medici, non li copre nessuno!

Ecco a voi "La manifestazione degli specializzandi di medicina di Padova"!