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lunedì 22 settembre 2008

Maria de Filippi uccide

Sempre detto che è un programma tv che da guardare secondo me fa male, però ad arrivare a questo... Dal sito dell'Ansa:

LECCO - Una battuta interpretata male. Una banale divergenza mentre guardavano in tv il programma di Maria De Filippi 'C'e' posta per te', ospiti il capitano della Roma Francesco Totti e la moglie Ilary. E' cominciato così il dramma, a Torre Dé Busi, paese al confine tra le province di Lecco e Bergamo, dove Lucia Cavalli, 35 anni, ha ucciso con una coltellata Salvatore Caliri, 33 anni, con cui da tempo aveva una relazione sentimentale travagliata, fatta di continui addii e ritorni. La donna, che ora si trova nel carcere di Monza accusata di omicidio volontario, ha inizialmente tentato di simulare il suicidio dell'uomo (che aveva precedenti per rapina) e ha ripulito e riposto l'arma del delitto, un coltello da cucina. Solo nella notte ha confessato tutto ai Carabinieri della compagnia di Lecco.

L'allarme è scattato poco prima delle 23 di sabato. A lanciarlo è stato un vicino di casa della trentacinquenne, che lavora come operaia in una ditta di Airuno. La donna si era rivolta a lui per chiedere di chiamare un'ambulanza perché, diceva, un suo amico aveva tentato di togliersi la vita. Il vicino, che aveva visto Salvatore Caliri a terra, proprio all'ingresso dell'appartamento di Cavalli, ha invece chiamato il 113. Quando i militari della stazione di Calolzio e della radiomobile di Lecco sono arrivati sul posto, Caliri era già morto dissanguato. A quel punto sono scattate le indagini e i Carabinieri si sono resi conto che la versione iniziale della donna non stava in piedi. Un interrogatorio serrato e Lucia è crollata.

Ha raccontato che Salvatore Caliri è andato a trovarla. I due, che in passato avevano avuto una relazione e per qualche tempo avevano anche vissuto insieme, si vedevano ancora, ma il rapporto era combattuto e, soprattutto, fatto di continui litigi. Liti anche violente tanto che Lucia Cavalli, nel giro di pochi mesi, aveva presentato due querele ai Carabinieri per le percosse ricevute dal compagno. Si trattava, secondo quanto ammesso dalla donna ai militari della Compagnia di Lecco, di diverbi che nascevano per futili motivi. Proprio come quello di sabato sera. I due, dopo cena, hanno iniziato a guardare 'C'é posta per té. E' arrivato il momento degli ospiti: il capitano Totti e la moglie parlavano di casa, famiglia e figli. Lucia ha fatto una battuta che ha scatenato l'ira di Salvatore che, sempre secondo la donna, l'avrebbe accusata di non essere adatta al matrimonio. L'alterco é degenerato e la donna è andata in cucina a prendere un coltello. Poi ha intimato più volte all'ex compagno di andarsene, ma la lite è continuata anche davanti alla porta di casa. Ed è proprio lì che è partita la coltellata che ha ucciso l'uomo.

mercoledì 28 maggio 2008

Gli rubano la bici...e spara al ladro col bazooka!

Dal Corriere.it di oggi. Anche a me sono girate le scatole parecchio le volte (purtroppo più di una) in cui da qualche parte mi hanno rubato la bicicletta... Però non credo che sarei mai arrivato a questo... :)

In Sudan

LADRO DI BICI CENTRATO DA BAZOOKA

Colpito da un lanciatore di granate a razzo Rpg.
Il proprietario condannato per omicidio volontario

Non ha potuto appellarsi al concetto di legittima difesa il padrone di una bicicletta che, in Sudan, ha pensato bene di sventare il furto del suo mezzo utilizzando un bazooka. La vicenda è stata raccontata dal sito internet della tv saudita al Arabiya. Tutto è avvenuto nell’elegante quartiere residenziale di al Riad, nella capitale sudanese. Il ladro, a dir poco sfortunato, è saltato su una bici, come nel famoso film di Vittorio De Sica, ma ha trovato ben vigile il proprietario e, tra l’altro, in possesso di un’arma non proprio delle più comuni: un lanciatore di granate a razzo Rpg.

ESECUZIONE - A quanto racconta al Arabiya si sarebbe trattato di una vera e propria esecuzione. Quando l’irascibile ciclista ha premuto il grilletto, infatti, il ladro era ormai stato messo in fuga dai passanti. Il tutto è accaduto in pieno giorno. L’emittente riferisce che il giudice della prima sezione del Tribunale penale di Khartoum «ha ritenuto l’imputato colpevole di omicidio volontario» e non ha concesso l’attenuante della legittima difesa, in quanto «l’imputato era troppo distante dalla vittima al momento dello sparo». Il giudice, inoltre, non ha inteso concedere attenuanti neanche rispetto agli articoli di legge sulla difesa delle proprietà personali: «Il ladro aveva ormai abbandonato la refurtiva», quando è stato centrato in pieno e ucciso dal razzo, ha detto il magistrato. Il processo, che ha avuto luogo lunedì, è stato aggiornato «per permettere alla parte lesa di esporre le sue richieste dei danni, prima di emettere la sentenza»

venerdì 23 novembre 2007

I manifesti di Forza Nuova: Rudy Guede "contro" la droga

...vogliamo parlarne?!?

Questi sono i manifesti apparsi ieri a Perugia ad opera del movimento di Forza Nuova, che ritraggono i principali indagati nell'omicidio della studentessa americana Meredith Kercher, Amanda Knox e l'ivoriano Rudy Herrman Guede.

Lo slogan lo leggete da voi: "Contro ogni droga. Dio, patria e famiglia". (In inglese: "Against every drugs. God, Homeland, Family"). A parte il fatto che vedere Forza nuova contro la droga è già un delirio di per sè, ma unito al resto fa ancora peggio!

Le immagini sono prese dal sito di Repubblica.it.
Qui anche il link all'articolo con le ultime novità sulle indagini in corso

mercoledì 7 novembre 2007

"Avevi il diritto di fidarti". Letterina a Meredith Kercher

Da "Letterine", la rubrica di Franco Bomprezzi (tra le altre cose mio caporedattore all'Agr durante lo stage che ho fatto lì quest'estate) sul quotidiano online "Affari Italiani".
Mi sembra valga la pena di leggerla...


Cara Meredith, avevi il diritto di fidarti
Martedí 06.11.2007 13:00

Cara Meredith, da dove ti trovi adesso per favore non leggere i giornali, non ascoltare i telegiornali. La tua vita, le tue ultime ore, il tuo corpo, sono sottoposti a un massacro per certi versi peggiore di quello che ti ha inferto il tuo carnefice. Un lettore mi ha scritto parlando di "condanna a morte" che a te è stata sentenziata senza che tu potessi opporti, mentre sicuramente l'assassino, se sarà individuato, non verrà ripagato con la stessa pena. Io non so come tu la pensassi, ma credo che le parole di questi giorni, in molti animi, siano davvero formulate senza pensare alle conseguenze.

I delitti, specialmente quelli che hanno uno sfondo sessuale
, sono sempre caricati di una attenzione speciale, morbosa, attirano l'opinione pubblica che da un lato si indigna, dall'altro scava nei dettagli.

Condannare a morte il tuo assassino non è certo la risposta di un paese civile.
E non ti riporterebbe in vita. Sulla pena di morte, a costo di ripeterlo in continuazione, non potrò mai cambiare idea, perché sarebbe la sconfitta della civiltà giuridica che questo Paese ha esportato nel mondo.

Altra cosa è la pietà e il silenzio, che forse ci vorrebbero attorno a casi come il tuo, lasciando agli investigatori il compito non facile di trovare i colpevoli. Secondo me ci riusciranno, e forse scopriremo che sono nostri simili, tuoi conoscenti, persone delle quali ci si poteva "fidare", certamente non brutti, sporchi e cattivi.

Non c'è nessuna morale da trarre, cara Meredith. Neppure sul tuo tipo di vita. Perché a 22 anni, in Italia per studiare e per vivere, avevi tutto il diritto di fidarti e di cercare esperienze anche personali. Che nessuno ti giudichi, che molti ti ricordino per il tuo sorriso.

franco.bomprezzi@affaritaliani.it