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martedì 30 settembre 2008

..e dopo "Il Giorno" viene il tramonto

...e dopo "il Giorno" viene il tramonto.

Arrivederci a tutti, dovunque finiate nei vostri vagabondaggi.
Il mio per ora ritorna verso casa.

Il blog riaprirà tra un po': a presto!

Per chi sa, ci si vede su Facebook, Msn, blog (i commenti comunque li vedrò), cellulare, posta, piccioni, telegrafo e quant'altro.

Appena ritrovo una sistemazione stabile ritorno anche qui.

martedì 16 settembre 2008

La maggior fucina di talenti milanesi? La metropolitana!

La maggior fucina di talenti a Milano? Non è lo Zelig, nè alcuno degli altri teatri cittadini. E' la metropolitana!

Oggi ho fatto un articolo su Nicolò Modica, il tipo che vedete qui a fiianco: un ragazzo che da tre anni gira suonando la chitarra e facendo il karaoke per le linee dei tram e della metropolitana meneghina. Forse alcuni di voi l'hanno già incontrato nei loro viaggi: è stato a Torino, Roma e infine proprio a Milano, Io l'ho incontrato per caso sulla metropolitana la settimana scorsa, rincorrendolo per avere il suo numero, ed oggi finalmente sono anche riuscito a scrivere una pagina intera su di lui e sulla sua storia.

L'articolo-intervista a Nicolò lo troverete in Edicola sul Giorno di Milano il prossimo giovedì. Contrariamente al solito, visto che si tratta di due giorni, l'articolo lo troverete pubblicato qui sul blog solo giovedì. Niente anteprime stavolta. Vi anticipo solo che molte delle cose scritte potrebbero stupirvi sul serio... Per ora accontentatevi del video della performance di oggi sulla linea rossa della metro, in cui canta il suo cavallo di battaglia preferito: "Terra promessa" di Raf. Giovedì poi ne posterò anche degli altri, fatti nelle due ore in cui ho girato con lui.

Quest'uomo è fantastico...e se mai nella vita riuscirà a sfondare come sogna, un poco lo dovrà anche a me... :)

Ps. domani/oggi probabilmente non scriverò nulla perchè sono al corso di aggiornamento per stagisti a Bologna. Fatto 13 giorni prima della fine dello stage non so quanto abbia senso, ma vedremo di scoprire anche quello...

Nell'attesa: a presto!

venerdì 18 luglio 2008

Da viale Jenner al Vigorelli: tutto quello che è successo realmente...

In anteprima per i lettori del blog, il pezzo che uscirà domani sul Giorno di Milano su quello che è accaduto oggi al velodromo Vigorelli di Milano, dove sono stati momentaneamente "trasferiti" oggi i fedeli islamici della mosche di viale Jenner.

SOLO 5OO FEDELI, E' POLEMICA
La Maiolo: "Shaari ammette, la maggioranza è clandestina"

di ALESSANDRO GIGANTE
- MILANO -
CI SI ATTENDEVA l’arrivo in massa di migliaia di fedeli ieri pomeriggio al velodromo Vigorelli e accanite proteste da parte di residenti. È finita invece con una polemica sulla clandestinità dopo tre ore di preghiera passate tutto sommato tranquillamente.

TUTTO COMINCIA verso le 12, quando fuori dalle porte del velodromo la strada viene invasa da giornalisti di ogni nazione, compresi due troupe di una tv russa e di un’emittente satellitare iraniana. Di fronte a loro un cordone di polizia di circa una cinquantina di uomini tra carabinieri e agenti della polizia locale.
Davanti alle porte del velodromo c’è solo un piccolo banchetto di sostenitori de La Destra, raggiunti poco dopo dalla leader del movimento Daniela Santanchè. «Siamo qui per manifestare contro questa decisione delle istituzioni di concedere ai musulmani questo luogo simbolo dello sport, perlopiù gratuitamente. Non si può profanare un simbolo dello sport come questo».

Mentre la Santanchè parla, i fedeli cominciano a giungere alla spicciolata all’ingresso opposto, sotto uno striscione bianco che recita «La nostra dignità, la vostra tranquillità. Un’unica cittadinanza che invoca rispetto». L’ex parlamentare protesta all’arrivo delle donne coperte dal burqa, chiedendone l’identificazione, ma l’ingresso prosegue senza incidenti.
Alla fine all’interno a seguire la preghiera dell’imam Abu Emad si conteranno circa 5-600 persone, a riempire coi loro tappetini verdi appena un quarto dello stadio.

«PER NOI È comunque un successo - spiega Abdel Hamid Shaari, direttore del centro islamico di viale Jenner -. Molti non sono venuti perchè hanno avuto paura, e anche perché parte di loro non ha purtroppo i documenti in regola». L’affermazione crea una bufera a palazzo Marino, con l’assessore alle Attività produttive Tiziana Maiolo che rilascia poco dopo una dichiarazione: «Quello che ha detto Shaari è molto grave, perchè ha ammesso che il centro culturale è stato per molto tempo luogo di copertura dell’illegalità, frequentato da immigrati clandestini». «La preghiera a tempo in un luogo chiuso e controllato è stata la scelta giusta», ha aggiunto il vicesindaco Riccardo De Corato.

Dopo un’oretta la preghiera finisce ed i fedeli sfollano tranquillamente, mentre si aspettano ancora decisioni certe per il prossimo venerdì. Lunedì Sharii si incontrerà con Didier Togni per discutere dell’affitto del Palasharp, mentre per martedì è già stato convocato un tavolo tecnico tra prefettura e istituzioni.

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Questo per l'ufficialità: quello che nessuna agenzia ne articolo vi dirà mai di quello che successo è questo...

1) innanzitutto l'odio istintivo per il collega improvvisato di C6.tv (nuovo esperimento di cityzen journalism con trasmissioni video in diretta streaming su internet), che tenta un innovativo tipo di diretta usando la webcam del proprio portatile anche nella ressa delle intervista per la Santanchè e per il direttore del centro islamico, dandolo in testa a tutti, continuando sempre a parlare e non facendo capire un tubo a nessuno. Innovativo, ma veramente rompic...i!
2) Lo spettacolo vero della Santanchè: arriva con le guardie del corpo e corre subito ai microfoni di Skytg24 perchè trasmette in diretta. Dopodichè si getta al baracchino di quelli de La Destra ( che nel frattempo pensano solo a spostare furiosamente le bandiere perchè si vedano!) chiedendo a tutti come ci si possa incatenare ai portoni e farsi inquadrare bene nel frattempo. (poi, per la cronaca, dopo un'ora e mezza passata a girare con le catene in mano stile naziskin infoiati i compagni di partito desisteranno da proposito. Era una cazzata, hanno fatto una figura stupida ma sono riusciti ad evitarsi la peggiore).

3) Lo show della passeggiata dell'ex onorevole Daniela. Prima corre su e giù per i confini del velodromo attorniata da decine di giornalisti e poliziotti urlando: "Dove sono? Non ce n'è uno, dove li hanno messi?", poi litiga con il dirigente del commissariato del centro da cui pretende l'identificazione delle donne in burqua (Fabiano Girolamo, che le risponde con un perentorio "Io sono una persona seria, non devo rendere conto a lei di quello che faccio. Mi chiamo Fabiano Girolamo, dirigente del commissariato di centro, e non ho paura di lei. Io non mi nascondo". Da applausi e strette di mano, come fanno giusto di lì a poco due signore). Infine dà il meglio di sè: "Io su questa cosa ci faccio un'esposto! E intanto un'Ansa! Dov'è il giornalista dell'Ansa? Trovatemi il giornalista dell'Ansa! [...] Ah beh, se no chiamo Roma e me la faccio fare!". Diva e donna.

Ps: la Santanchè scomparirà appena tutti i giornalisti entreranno dentro per fotografare gli islamici in preghiera, e nessuno la rivedrà più.

4) Un non ben precisato e sponente islamico che prima rilascia un'intervista a due ragazzi che dicono di essere di un'agenzia stampa, poi gli chiede per chi lavorino e riceve in risposta un mucchio di prese per il culo, incazzandosi poi con tutti i giornalisti presenti e mandandoli a fare in c**o in 4 lingue diverse. Incomprensibile.
Update: ho trovato chi sono! Quelli di Libero! Se non lo compro c'è un motivo...

5) L'assalto dei cronisti (me compreso) al banchetto di kebab e lattine varie dei fedeli musulmani allestito dentro il Vigorelli a fine preghiera. Dopo essere stati sotto il sole da mezzogiorno alle 15:30 senza aver toccato nè acqua nè cibo, è spettacolare assistere alla contesa dei panini tra giornalisti e islamici, ambedue impanicati che il cibo finisca prima del proprio turno. Spintoni, ressa, ma alla fine tutti soddisfatti! Va detto che il kebab era proprio buono: non quello ultraunto "commerciale" che si trova in giro ovunque, ma quello "Igp" con la carne tritata fine fine stile ragù al modico prezzo di soli 2 euro! Praticamente quando finalmente riusciranno a costruire la loro moschea, un po' potremo dire di aver contribuito anche noi... :)

6) Annie Smith di Rttv ( emittente russa) e Wolfgang Achtner di Press Tv, emittente satellitare iraniana in lingua inglese (l'Al Jazeera di lì..). Gentilissimi e preparatissimi, veri esempi di professionismo giornalistico. Da ringraziare per l'aiuto e le belle chiacchiere che abbiamo scambiato insieme: spero di ritrovarvi presto.

Che dire... That's all folks...

Ps: le foto del post sono dell'agenzia Newpress! Il loro copyright è STRETTAMENTE RISERVATO E L'USO PROIBITO! Ma fategli una bella pubblicità, che così mi perdonano di avergliele "rubate"... :)

venerdì 14 dicembre 2007

Quanto vale per lo Stato la libertà di un giornalista? 200 euro al giorno.

Dal sito dell'ordine dei giornalisti, pubblicato in data 19 dicembre. Lo volevo postare prima, ma non so perchè ultimamente la mia rete soffre sempre di più di rallentamenti diffusi dalle 4 di pomeriggio in poi e non ho ancora scoperto perchè. Mi starà mica spiando la Cia? Mah...


Piccola altra considerazione di chiusa: li dessero a me 200 euro al giorno sarei anche felice... Per il momento sogno e basta... :)

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DEL BOCA (presidente Odg): "PER L'AVVOCATURA DELLO STATO LA LIBERTA' DI UN GIORNALISTA VALE 200 EURO AL GIORNO".

Quanto vale la libertà personale di un giornalista? E quanto il diritto a svolgere quotidianamente il suo lavoro? Secondo l'Avvocatura di Stato, duecento euro al giorno. “Non sembra proprio che lo Stato tenga in grande considerazione il nostro mestiere”, il commento amaro del presidente dell'Ordine dei giornalisti Lorenzo Del Boca. “Quando un magistrato cita un giornalista per diffamazione a mezzo stampa – ha aggiunto Del Boca – i tribunali decretano risarcimenti per decine di migliaia di euro e, per di più, rendono la decisione immediatamente esecutiva. Se si tratta del contrario cioè di un giudice che sbaglia - e vistosamente, per considerazione della Suprema Corte - perché devono valere criteri così palesemente difformi e umilianti?”.


Questi i fatti. Il 7 aprile 2006 il cronista della Nazione Mario Spezi (nella foto sotto a sinistra), da anni impegnato a seguire per il suo giornale le terribili vicende del cosiddetto “mostro di Firenze”, viene arrestato con l'accusa di depistaggio delle indagini sull'omicidio di Francesco Narducci, un medico perugino coinvolto nell'inchiesta relativa ai presunti mandanti dei delitti del “mostro”. Spezi trascorre 23 giorni in carcere: una detenzione definita dalla Corte di Cassazione, nella sentenza di scarcerazione, “ illegale ed ingiustificata”.

Talmente ingiusta da provocare anche l'intervento del Committee to Protect Journalists, di New York, che scrive all’allora premier Berlusconi chiedendo “la liberazione di un giornalista incarcerato per aver fatto il suo mestiere meglio di altri, un giornalista coraggioso che non si è lasciato intimidire da accuse e denunce”.


Uscito dal carcere, Mario Spezi così commenta la sua prigionia: “Sono stato vittima dell’inquisizione, nessuno mi restituirà questi 23 giorni trascorsi in galera”. E avvia la procedura per il risarcimento per ingiusta detenzione.

Nei giorni scorsi, il 14 novembre, la prima udienza. Ed anche la prima sorpresa. L'Avvocatura di Stato si costituisce contro Mario Spezi ed offre un risarcimento di danni di 4.500 euro. Pari, appunto, a circa 200 euro al giorno.

Una decisione davvero singolare, anche perché è raro che l’Avvocato dello Stato si costituisca contro un privato cittadino, in questo caso giornalista.


L'ultima parola spetta ovviamente al magistrato che si è riservato di decidere.


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Vi terrò informati...


venerdì 23 novembre 2007

Frase del giorno - Albert Camus

Torniamo alle cose serie và....
Questa frase l'ho rubata dalla pagina web di Luca: mi garbava parecchio....

"La prima cosa che uno scrittore deve imparare è la capacità di saper rendere ciò che ha sentito in ciò che vuol far sentire. Le prime volte gli riesce per caso. Ma dopo occorre che il talento si sostituisca al caso"

Albert Camus (scrittore e filosofo)