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lunedì 15 settembre 2008

La diplomazia di Francia firmata Razzinghe.

Però, niente male il Razzinghè!

Parte per la Francia con una missione: riportare la Chiesa in uno dei paesi a più alto tasso di laicità del mondo, dove le cattedrali vanno sempre più svuotandosi quaotidianamente ed è rigida e tutelata la distinzione tra cosa è Stato e cosa è Chiesa (mica come da noi...). Serve diplomazia, tatto e forse anche una certa dose di concessioni reciproche, così come vuole la miglior tradizione politica, se si vuole sperare di ottenere qualcosa.

Ma Il Razzinghè che ti fa? Spara a zero su tutti!

Ai vescovi: accettate la messa in latino che è bella e suona sempre bene! Se poi non la capisce nessuno fa lo stesso: magari con tutti gli immigrati che ci sono che non parlano nemmeno in francese ci sentiamo tutti più vicini nell'ignoranza della lingua al cospetto di Dio.

Alla Chiesa francese: opponetevi quanto più possibile alle leggi che favoriscono le unioni civili, non indietreggiate, difendete il fortino "con fermezza, anche a costo di andare controcorrente, ai principi che fanno la forza e la grandezza del Sacramento del matrimonio".

Ps 1: la Francia è il Paese che al contrario dell'Italia ( persasi per strada tra Pacs, Dico e "Dico più nulla") è riuscita ad approvare una legge che tutela le unioni civili di fatto già nel 1999.

Ps 2: "La forza e la grandezza del matrimonio" per la Chiesa funzionano al momento un po' in modo strano. Solo per citarvi un caso: conosco una coppia divorziata dove il marito picchiava spesso la moglie. Un'unione che non funzionava granchè bene, tant'è che meno di un anno dopo lei chiede la separazione al Comune e la ottiene dopo le solite lunghe procedure; tenta la stessa cosa con la Chiesa, ma no! Dopo mesi, ancora nulla da fare! Per la Chiesa al momento il loro matrimonio è ancora giusto e leggittimo da tutelare, anche se i due si scannerebbero al solo vedersi! Ma 'ndo c***o vive 'sto clero?!?

E il Razzinghe imperversa a ruota libera.: ''L'unione stabile di un uomo e di una donna, ordinata alla edificazione di un benessere terreno, grazie alla nascita di bambini donati da Dio, non e' più, nella mente di certuni, il modello a cui l'impegno coniugale mira'', ha ammonito ancora il Razzinghe, aggiungendo: ''Tuttavia l'esperienza insegna che la famiglia è lo zoccolo solido sul quale poggia l'intera società''.

Se poi la famiglia è lo zoccolo della società, sacrilegamente mi chiedo che diritto abbiano i preti single, celibi e casti (almeno teoricamente) di parlarne...

Ma la cosa più bella è la chiusa di tutto l'intervento, così come è ripresa da Repubblica: "Malgrado la durezza dell'attacco, il Papa ha voluto comunque affermare che "la Santa Sede desidera rispettare l'originalità della situazione francese" riguardo alla distinzione tra Stato e Chiesa. "Sono convinto - ha spiegato - che le Nazioni non devono mai accettare di veder sparire ciò che costituisce la loro specifica identità".

COSA VUOL DIRE "L'ORIGINALITA' DELLA SITUAZIONE FRANCESE?!? NON DOVREBBE ESSERE LO STESSO ANCHE QUI?!?

Invece in Italia la Chiesa ti dice, anzi "ti consiglia caldamente per il tuo bene" cosa votare, cosa pensare di matrimoni & Co. , che leggi fare e quali "dimenticare" (vedi ricerca sulle staminali), come comportarti con i tuoi figli, quando e come puoi farti le pippe oppure no ( queste sorprendentemente sono state sdoganate anni fa: si vede che dopotutto ogni tanto servono a tutti.. :) e via così...

Che tristezza...

Non avranno il bidet, porteranno le baguette sotto le ascelle per chilometri e mangeranno anche un sacco di ostriche crude e semi indigeste... ma ogni tanto vorrei proprio andarmene in Francia...

giovedì 24 aprile 2008

Belle parole che hanno quasi 50 anni ma non li dimostrano...


(cliccate sull'immagine per allargare)



Da:
illaicista.ilcanocchiale.it.
Grazie per avermela fatta conoscere... :)


mercoledì 12 dicembre 2007

Esame di Stato di Giornalismo: finalmente in pensione la macchina da scrivere?

Grandi novità per chi si appresta a dare l'esame di ammissione per giornalisti professionisti: pare che si siano finalmente decisi ad eliminare la macchina da scrivere!

Per chi non è pratico della cosa, riassumo solo dicendo che fino ad oggi l'esame (ufficialmente onde evitare fenomeni di brogli e copiatura) era da farenelle parti scritte obbligatoriamente con la macchina da scrivere.
Il che comportava in genere non pochi problemi logistici, quali 1) trovare la suddetta macchina (provateci voi...), 2) imparare ad usarla (battere un testo al computer e batterlo a macchina non sono proprio la stessa cosa...) e 3)
diventare esperti nella difficile arte della riparazione veloce della suddetta (immaginatevi se si blocca proprio nel bel mezzo dell'esame!).

Che nell'era del computer si dovesse ancora scrivere con una Lettera 22 era già un anacronismo di per sè, ma dopo anni di richieste pare che questi problemi siano finalmente superati

La notizia è stata data oggi dal sito dell'Ordine Nazionale dei Giornalisti, con questo comunicato che riporto integrale:

Il Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti esprime soddisfazione per l’ approvazione da parte della Camera dei Deputati di una norma che consentirà di mettere a meritato riposo la macchina per scrivere.

La Commissione Cultura, infatti, ha varato in sede legislativa una norma che permetterà di usare, in occasione degli esami di idoneità professionale, i computer con tutte le garanzie necessarie.

Il Cnog ritiene doveroso ringraziare pubblicamente il presidente della Camera dei Deputati, On. Fausto Bertinotti, i presidenti della Commissione Cultura, On. Pietro Folena, e della Commissione Giustizia, On. Pino Pisicchio, e tutti i parlamentari che hanno sottoscritto la proposta.

Il Consiglio ringrazia anche il Governo, e in particolare il sottosegretario Ricardo Levi, e tutti i gruppi parlamentari per una decisione che consentirà un approccio moderno alla professione.


In attesa di sapere da quale sessione di esame sarà applicata la norma (essendo una legge, penso direttamente dalla prossima) un in bocca al lupo a tutti coloro che lo sosterranno!