...e ogni tanto ti giri e scopri che il tuo mondo sta diventando un posto assurdo.Su Repubblica.it per esempio tornato dal mio giro per Ecopass scopro che sabato scorso (ma la notizia è balzata agli onori della cronaca oggi) a Termoli la polizia municipale, pur di fermare ed arrestare un pericolosissimo venditore ambulante immigrato (forse) clandestino, macchiatosi dell'unica colpa di spacciare dei "pericolosissimi" braccialetti per strada, ha dato veramente di matto.
Quando il venditore, una volta fermato, ha supplicato gli agenti di lasciarlo andare o almeno di restituirgli le sue cose, gli agenti l'hanno preso per il collo e trascinato schiena a terra per la strada, in mezzo alla gente intenta a passeggiare. Arrivati alla volante hanno fatto ancora di meglio: visto che il fastidioso nero piagnucolante ancora non voleva saperne di staccarsi dalle sue cose, la geniale pensata: "Insieme alla sua roba, infiliamo nel baule pure lui".
E, come documentano le foto, non si sono fatti pregare.A fermare questa follia solo la gente intorno, che ha cominciato ad inveire contro gli agenti radunandosi attorno alla scena costringendo gli stessi a caricare il malcapitato in macchina e scappare di gran carriera.
Ce ne sarebbero tante, a questo punto, di cose da dire: se non valga la pena fermarsi un attimo a pensare se davvero il problema più grave dell'Italia sia un venditore ambulante che sceglie di vendere braccialetti anzichè mettersi sul serio a spacciare (dove penso guadagnerebbe molto di più); se quest'ossessione della "sicurezza a tutti i costi" che ci arriva da tutti i mass media, governi e sindaci non ci abbia coinvolti un po' troppo, fino a farci sragionare e perdere il contatto con la realtà; se non sia un buon segnale tutto sommato che per una volta sia stata la gente comune a "svegliarsi" tentando di aiutare in qualche modo questo poveretto, anzichè far spallucce ed ignorare la cosa come troppo spesso capita.
Ma preferisco postare qui sotto la lettera di una signora come tante: una cittadina qualunque di Termoli, che la mattina dopo il fatto prende carta e penna e scrive una lettera ad un giornale della sua città, per denunciare tutto e dire: "Io non chiudo gli occhi".. Dentro c'è l'indignazione, la rabbia e la tristezza di chi si vergogna per la propria città, sentendosi come straniera in un Paese che non riconosce più.Spero solo che in tanti, leggendola, si riconoscano nelle sua parole. Allora, sia per me che per lei, questa Italia sarà davvera più confortevole e "sicura". Se non altro, di essere ancora umana.
Termoli. 23 agosto, Sagra del Pesce, l'estate termolese si sta chiudendo, allegria, confusione... .e violenza. Mio figlio 18enne rientra verso l'una stanotte, sconvolto dalla brutalità assurda cui ha assistito nel centro della nostra cittadina. La polizia ferma un venditore ambulante, lo trova senza licenza di vendita, lo arresta e, poichè non vuole lasciare la sua merce e si aggrappa alle sue povere cose, lo trascina malmenandolo in mezzo alla strada fino alla macchina e lo carica nel portabagagli!
Si radunano più di cento persone che protestano per questa inutile brutalità, e mio figlio riferisce che per pochissimo si è evitata la rissa, probabilmente perchè le forze dell'ordine, fiere di aver bloccato un criminale così pericoloso, sono ripartite a tuttà velocità.
Ho faticato ad addormentarmi, con questa scena ingiustificabile negli occhi, e mi sono sentita piena di vergogna per la polizia della mia città, che non sapevo così stupidamente brutale, per questa società che si accanisce con gli stranieri e i diversi, per la morte evidente dei valori di tolleranza e solidarietà nei quali larga parte della mia generazione è cresciuta. Davvero il pericolo più grave e il rischio più grande per l'ordine pubblico per la mia città in questo periodo sono i venbitori abusivi? E quand'anche fosse così, non c'è altro modo per arginare il pericolo che picchiare e portare via una persona come fosse una cosa vecchia o una carcassa di animale, chiuso in un portabagagli.Mi rallegra solo pensare che le persone presenti abbiano avvertito la stupida cattiveria dell'accaduto e abbiano protestato, e posso solo rallegrarmi di non essere stata presente, perchè probabilmente avrei rischiato anch'io l'arresto.
Resta la tristezza per un episodio purtroppo in sintonia con il clima del nostro paese, con la caccia allo straniero, con la giustificazione a priori della violenza, e resta un grande sgomento nel vedere che Termoli si sta mettendo in linea con un'Italia nella quale sono io a sentirmi straniera. Non credo sia mai successo niente di simile nei 25 anni che ho vissuto qui.
Per chi volesse saperne di più, qui trovate il link a Primonumero.it, il giornale web che per primo si è occupato della cosa e dove trovate oltre ad altre foto dell'accaduto anche la versione originale della lettera postata sopra.
L'uomo, a quanto risulta dai primi rapporti, sarebbe scivolato sulla strada mentre cercava di fuggire dai controlli degli agenti, e sarebbe rimasto deliberatamente a terra, attirando l'attenzione dei passanti con urla e lamenti e aggrappandosi con le mani alla cassetta contenente la merce che stava vendendo, opponendo perciò resistenza alla confisca, operata dai Vigili Urbani dopo aver verificato che il venditore ambulante non era in possesso della licenza di vendita».