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giovedì 4 marzo 2010

We are the world...for Polverini!

Dopo quel pasticciaccio brutto delle liste elettorali che ha visto escludere la candidata del Pdl Renata Polverini, un anonimo ha deciso di lanciare un appello per aiutarla.

Ecco a voi: "We are the world for Polverini".



L'autore al momento è ignoto, ma se vuole vincere un grammy è pregato di farsi vivo!

Update: ora c'è anche la seconda parte!!! Da "Sora Cesira Production..." :)




giovedì 30 luglio 2009

Lost in Berlusconi 2: il caso "escort"

Dopo il successo della prima puntata di Lost in Berlusconi, ecco finalmente la seconda parte! Come riusciranno gli sceneggiatori di Lost a spiegare il pasticciaccio brutto di Silvio e delle escort stavolta?

Non perdetevi il finale, che secondo me é semplicemente fantastico... :)



E per chi se la fosse persa, naturalmente qui sotto trovate anche la prima puntata.



Se volete saperne di più sugli autori andate invece qui sul sito ufficiale del progetto "Lost in Berlusconi": se vi piace potete anche lasciargli un soldino...

martedì 16 giugno 2009

Papa Ratzinger @ "The Club"

Papa Ratzinger, in una parodia molto carina di The Club scovata su Youtube... :)



Chiunque l'abbia creata è un genio.... ora aspettiamo quelle di Berlusconi, Franceschini & Co! Se le trovate segnalatemele!

giovedì 11 giugno 2009

La Ronda Padana di Oderzo – Veneto Sicuro. Cap. 1, "La fondazione"

Da La Rana, un cult intramontabile sulle ronde padane....

Siamo venuti in possesso dei verbali della Ronda Padana di Oderzo.
Ecco il resoconto della prima seduta.

Verbale n.1: atto di fondazione

.

Nel ventiseiesimo giorno del signore del giugno 2009 siamo riuniti nel casòn di Terzo Albertini, che d’ora in avanti, per brevità, chiameremo Sede della Ronda Padana di Oderzo – Veneto Sicuro. Sono presenti…
[Interviene Giuseppe Passi e fa mettere a verbale che prima di trasformare la stalla di Terzo nella sede della Ronda Padana di Oderzo - Veneto Sicuro bisognerebbe prima redigere e approvare l’atto di fondazione della Ronda Padana di Oderzo - Veneto Sicuro].
[Interviene Terzo Albertini e fa mettere a verbale che lui è da quando è bambino e che ha la parola che chiama casòn il suo casòn e che non è sicuro di voler chiamare il suo casòn Sede della Ronda Padana di Oderzo - Veneto Sicuro].
[Interviene Luigi Isalberti e fa mettere a verbale che Terzo del casòn ne avevamo già parlato e tu testone, tàco, stupido che cosa metti a verbale?]
[Interviene Gaetano De Mori e fa me me mettere a verbale che che che el ca ca casòn…] [Interviene Luisa Zirlottin, la consorte di Gaetano De Mori come lei stessa tiene a precisare, e fa mettere a verbale che corpo di sbrio baco restemo d’acordo che ela va vanti a la zerca dele parole che manca al marido e che dopo ela le parecia tutte insieme per noi].
[Interviene Giuseppe Passi e fa mettere a verbale che approfitta dell’interruzione dialettale per sottolineare che prima di redigere e approvare l’atto di fondazione della Ronda Padana di Oderzo - Veneto Sicuro e di trasformare la stalla di Terzo nella sede della Ronda Padana di Oderzo - Veneto Sicuro bisognerebbe prima scegliere la lingua da usare in tutti gli atti ufficiali e non ufficiali della Ronda Padana di Oderzo e anche la lingua da usare per comunicare tra noi. Il dialetto può essere un’arma in più nelle nostre mani perché tutti gli exxxtra là, i negher, i rom e gli albanesi non lo capiscono mica. E’ il nostro codice segreto].

Riprende la parola Luigi Isalberti: per prima cosa tàco prova a mettere a verbale un’altra parola che ti staco i maroni. Poi a tì, Bepi Posta, del dialetto avevamo già parlato. E a tì, Terzo, del casòn avevamo già detto. Il casòn è la sede, l’italiano è la lingua dei documenti ufficiali e non ufficiali. Quando dobbiamo scrivere al ministro Maroni sennò che si fa? E per mantenerci in contatto con le altre ronde padane? Che facciamo? Traduciamo i nostri verbali in 444 dialetti? Italiano punto e chiuso! Casòn sede della Ronda Padana di Oderzo – Veneto Sicuro punto e chiuso!
[Interviene Mara Calàr e fa mettere a verbale che dove stanno i Carabinieri si chiama Caserma, dove stanno i Poliziotti si chiama Commissariato e che noi a chiamarla solo sede stiamo già dicendo a tutta Oderzo che quelli hanno dei veri quartieri generali e noi solo una sede, ecco. Dovremmo trovargli un altro nome, più altisonante, più consono alla missione di rendere il Veneto Sicuro che ci siamo dati. Altro che sede, un altro nome ci vuole, grosso e importante. Anche le mie due figlie si sentono più sicure, eccome, se sanno che non stiamo in una sede, ma in una roccaforte, in un fortilizio o in un bunker].
[Interviene Terzo Albertini e fa mettere a verbale che lui è d’accordo, che sede non va bene. Propone il nome di Casòn, il Casòn della Ronda Padana di Oderzo - Veneto Sicuro. Suona molto meglio di sede].
[Interviene Giuseppe Passi e fa mettere a verbale che a dire il vero ancora non ci siamo dati il compito di rendere il Veneto Sicuro perché prima di darsi qualsiasi compito le persone qui riunite in assemblea devono redigere e approvare l’atto di fondazione della Ronda Padana di Oderzo - Veneto Sicuro].
[Interviene Gaetano De Mori e fa me me mettere a verbale che che che el di di dialèt…]. Apre la porta del casòn (o della sede? o della caserma? o del quartier generale?) la moglie di Terzo Albertini e dice che è pronta la cena (che faccio? metto a verbale?) e che cosa ci fanno tutti questi scansafatiche a ciceràr nel casòn e che andassero a perder tempo a casa loro che qui c’è gente che lavora. Fora Terzo, vieni fora da lì subito, a mangiare.

La seduta è sciolta e riconvocata per la prossima settimana, stesso luogo, stessa ora. Uscendo Mara Calàr nota che all’automobile di Mario Alberti mancano due ruote. “Te le sei perse?”, gli chiede. Giuseppe Passi sottolinea che non mancano due ruote, ma le due ruote posteriori. Luigi Isalberti osserva: ma che fai? ti metti a cambiare le gomme di sera, qui davanti al casòn?

Idioti! Me le hanno rubate!

giovedì 11 settembre 2008

La guerra dei social network

Un video troppo carino pescato su http://www.akille.net/ , sulle nuove mode dei siti di social networking...

Una cazzata carina nel giorno del mio post-compleanno, passato a resistere in redazione dopo le birre di ieri sera alle "Fontanelle" sui navigli... (Manco un post c'ho messo qui... che tragedia...)



In effetti devo dire che da quando mi hanno convinto a farmi un account su Facebook il blog lo trascuro un po'... Forse forse qualcosa di vero in questo video c'è...

lunedì 10 marzo 2008

"Io sono troppo leggenda", da Napoli con furore!

Oggi una vera perla per cominciare bene la settimana...


Su segnalazione di
Luca De Berardinis (che spero si decida ad aggiornare la sua pagina web prima o poi) va ora in onda nel blog "Io sono troppo leggenda", film-documentario verità sull'Ultimo uomo sopravvissuto all'emergenza rifiuti a Napoli: Simone Ruzzo.

Non vi dò anteprime: vi dico solo che dal 30 di gennaio, da quando è stato messo su Youtube, ha già collezionato più di 80.000 visite e un sacco di commenti entusiastici, compreso quello del vostro webmaster (mi piace questo titolo altisonante...) preferito!


Siore e siori, a voi il film... Il finale è fantastico... :)



Ah, naturalmente...se avete segnalazione di altri video del genere...MANDATEMELI!


Buona settimana!

martedì 22 gennaio 2008

A Milano scoppiano le Poste. Ma Topolino l'aveva già previsto dal 1976!

Oggi apro Repubblica.it e nelle pagine interne, tra la cronaca, trovo questo articolo!

"LE POSTE NEL CAOS: MILIONI DI LETTERE FERME NEI DEPOSITI, DISTRIBUZIONE IN TILT. La situazione più grave a Milano: ferme 200 tonnellate di corrispondenza. Tra le cause il progetto di riorganizzazione, gli scioperi e la mancanza dei mezzi".

Un nuovo pasticcio all'italiana? Assolutamente no!

Sapete infatti cosa ho scoperto rispolverando nei vecchi archivi di Topolino? La stessa identica storia, creata nientemeno che nel 1976! E' un pezzo della trama dei "Promessi paperi", la parodia dei Promessi sposi di Manzoni, pubblicata in due puntate sui numeri 1086 e 1087 di Topolino (19 e 26 settembre 1976) recentemente ripubblicata in volume unico all'interno del ciclo delle Grandi Parodie Disney. La sceneggiatura, finita incredibilmente per diventare realtà 32 anni più tardi, era di Edoardo Segantini, mentre i disegni di Giulio Cerchini.

Ho cercato le tavole originali sul web, ma non sono riuscito a trovarle, così per confermare resta solo il riassunto della trama (preso da Wikipedia) che riporto qui sotto:

"[...] Messo alle strette sia dai bravotti che da Paperella, Paperenzo chiede aiuto allo scienziato Mescolaintrugli. La soluzione di quest'ultimo è la seguente: usando uno speciale elisir di sua invenzione, l'"elisir dello sciopero", Paperenzo sarà in grado di mettere a tacere i bravotti, che non avranno alcuna voglia di lavorare dopo aver respirato l'effluvio sprigionato dall'elisir. Peccato che la giornata sia particolarmente ventosa e l'ampolla dell'elisir cada di mano a Paperenzo: sempre grazie al vento, l'elisir dello sciopero viene portato fino a Milano.

Proprio a Milano Paperenzo decide di fuggire, ignaro del fatto che la città è diventata inabitabile: l'elisir dello sciopero ha infatti colpito i postini milanesi; nella parodia non scoppia quindi la peste, ma scoppiano le poste. Le strade sono tappezzate di lettere mai recapitate e i postini gettano sacchi di missive dalle finestre per puro divertimento. Dopo alcune disavventure nella città lombarda, Paperenzo decide di attraversare l'Adda e di rifugiarsi dal fortunatissimo cugino Gastolo [...]".


Che dire...identico! Quando la fantasia diventa realtà, può succedere questo ed altro! E chissà che risate si farebbe anche Manzoni, a questo punto....

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Qui sotto anche il testo integrale dell'articolo di Repubblica.it:

MILANO - Centinaia di tonnellate di posta arretrata, giacenti. Lettere e cartoline in agonia da ormai due mesi. Ma anche corrispondenza pregiata, raccomandate, atti giudiziari, cumuli di "prioritaria" ancora da spedire. Uffici postali e centri di smistamento ingolfati; molti addirittura al collasso. I benevoli dicono che le poste italiane hanno il fiato corto. I malevoli che stanno scoppiando. Sullo stato di salute, forse, la verità sta nel mezzo. Nei tempi difficili che, complici una serie di fattori - primo fra tutti, sostengono i sindacati, gli effetti della riorganizzazione del servizio di recapito avviata da Poste italiane - stanno rendendo la vita amara ai 43 mila portalettere distribuiti nel nostro Paese.

La crisi delle consegne si è acutizzata a novembre del 2007. E sta allungando le sue "criticità" in tutta Italia. Da Nord a Sud, in particolare tra dicembre e gennaio, i tempi di recapito si sono diluiti fino a diventare, in alcune zone, imbarazzanti. I disagi maggiori hanno colpito la Lombardia, soprattutto Milano e provincia con un tappo di 200 tonnellate di corrispondenza arretrata. Qui, quattro giorni fa, l'amministratore delegato di Poste italiane, Massimo Sarmi, ha inviato una task force di ispettori per verificare cosa sta accadendo e perché. Ma Piemonte, Emilia Romagna, Puglia, Sicilia e Campania non se la passano tanto meglio.

"Sono disagi che hanno riguardato in particolare Milano - dice Sarmi - e li stiamo risolvendo. La nuova impostazione del servizio di recapito è basata su un progetto all'avanguardia che stiamo calando su tutto il territorio. In alcune zone si sono creati dei piccoli problemi, è vero, ma di qui a poco tutto rientrerà nella normalità".

Mario Petitto, segretario generale della Cisl Poste, la vede un po' diversamente: "Il progetto di riorganizzazione ha rotto il vecchio sistema ma, purtroppo, non è ancora decollato. Chiederemo all'azienda di rivederlo, di aggiustare gli errori che porta con sé, altrimenti la posta non riesce più a recapitare in condizioni normali". (Cisl intanto ha annunciato un altro mese di sciopero degli straordinari, dal 28 gennaio al 26 febbraio, che segue la protesta durata dal 13 dicembre al 12 gennaio).

In sostanza, il nuovo sistema - che pure i sindacati confederali avevano sottoscritto il 15 settembre del 2006 - prevede tre tipi di servizi: quello classico detto "universale", che resta nelle mani del portalettere ordinario. Quello "dedicato", con postini muniti di furgoni che servono i "grandi utenti" (società, aziende, studi professionali, grossi condomìni); e quello "speciale" per servizi aggiuntivi tipo la consegna di atti giudiziari o di oggetti di pregio. Diversificando e implementando il servizio di recapito, e dunque ritenendolo più snello e efficiente, Poste italiane ha stabilito di poter tagliare 4000 zone di recapito (oggi sono 42 mila). In più ha ridistribuito le forze in campo: centinaia di portalettere anziani (10-12 anni di servizio) sono stati messi agli sportelli e sostituiti con nuovi assunti a tempo determinato e con anche una robusta infornata di "ricorsisti".

Tutto questo, secondo i lavoratori, ha portato a un travaso di personale e di esperienza. E a un caos generale: con mancanza di mezzi e strutture idonee a far partire il nuovo sistema di consegna. Così molte zone sono rimaste scoperte. Dai paesi dell'hinterland di Milano, Torino e Palermo, al caso di Armeno, piccolo comune montano in provincia di Novara: 2.200 abitanti e un solo postino. Che si è ammalato.

Risultato: quattro giorni senza posta. Realtà diffuse, come le centinaia di cittadini che a dicembre e gennaio si sono trovate il telefono, la luce e il gas tagliati perché "morosi" nel pagamento di bollette arrivate in ritardo o non ancora arrivate. E' accaduto a Boltiere, nella bergamasca. Le Procure di Bergamo e Legnano, di fronte a decine di denunce, indagano addirittura per interruzione di servizio pubblico.