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giovedì 9 luglio 2009

La vera storia delle tastiere del computer? Sono nate "geneticamente stupidizzate"!

Dal blog di Ismaele finalmente una conferma a quello che ho sempre pensato: le tastiere per il computer sono geneticamente programmate per incasinarti la vita! Al Parlamento Europeo poi, dove non si usano le QWERTY ma addirittura le tastiere francesi AZERTY, la cosa si fa esponenziale...

"Ho sempre pensato che la disposizione dei tasti nelle tastiere di computers e macchine da scrivere fosse il risultato di accurati studi volti a migliorare la velocità e la semplicità nella battitura dei testi. Ho sempre pensato cioè che la tastiera che tutti usiamo fosse stata ottimizzata in vista della massima facilità e comodità d'uso per l'utente. Oggi ho scoperto che invece è tutto il contrario.
Probabilmente ogni documento stampato che vi sia capitato sotto gli occhi è stato battuto su una tastiera QWERTY (o QZERTY), così detta perché queste sono le prime sei lettere da sinistra della prima fila. Può sembrare incredibile, ma questa disposizione dei tasti fu disegnata nel 1873 in modo da essere apposta irrazionale. E' progettata in modo da rallentare il lavoro di chi la usa, perché ad esempio le lettere più comuni sono distanti fra loro e concentrate sul lato sinistro. Questo fu fatto perché i modelli del 1873 si bloccavano se due tasti adiacenti erano battuti in rapida successione, e così gli ingegneri dovettero escogitare trucchi perché questo non accadesse.

Quando il progresso tecnico fece sparire il problema, si poté progettare una tastiera più efficiente; nel 1932 ne fu presentata una che raddoppiava la velocità e abbatteva del 95 per cento la fatica. Ma le QWERTY erano ormai saldamente trincerate dietro gli interessi di milioni e milioni di dattilografi, insegnanti, fabbricanti di macchine da scrivere e di computer, il che ha prevenuto ogni mossa verso una maggiore efficienza in questi ultimi sessant'anni.
Lo scrive Jared Diamond, nel suo splendido libro Armi, acciaio e malattie, del quale scriverò anche in futuro. Una tastiera stupidizzata. Non l'avrei mai pensato".

Invece é vero. Maledettamente vero.

giovedì 25 giugno 2009

Installare Flash su Firefox senza i diritti di amministratore: ecco come si fa!

Ce l'ho fatta!!! Dopo tanto tempo, aggirando tutte le protezioni varie, sono finalmente riuscito ad installare i maledetti plugin di Flash nel browser di Firefox anche nei sistemi del Parlamento Europeo senza godere di alcun diritto di amministratore!!!

Per chiunque si trovi nella stessa situazione, magari lavorando da un computer di ufficio senza avere la possibilità di fare alcunché per modificare il sistema, eccovi la pratica guida per risolvere il problema!

E per chi non conosce Firefox e si chiede il perché di tutto questo sbattimento, un piccolo suggerimento: installatevi Firefox (il segreto nei computer bloccati é di installare tutto in una cartella creata ad hoc sul desktop e non in quella di default all'interno del registro dei programmi di C://) e poi cercate nella sezione add on "Download Helper", "Illimitux" e "Fasterfox". Il mondo sarà ai vostri piedi... :)
  1. Scaricare il plugin Flash (click destro > salva destinazione con nome);
  2. Rinominare il file scaricato da flashplayer-win.xpi a flashplayer-win.xpi.zip;
  3. Aprire il file appena rinominato;
  4. Estrarre i file flashplayer.xpt e NPSWF32.dll nella cartella C:\Program Files\Mozilla Firefox\plugins;
  5. Rispondere in modo positivo alla richiesta dell’UAC;
  6. Riavviare il browser.
Se il problema si verifica su un computer in cui é installato Windows Vista occorre controllare che l’installazione manuale del plugin flash in Firefox sia andata a buon fine:
  1. Avviare il browser;
  2. Digiare about:plugins nella barra degli indirizzi e premere il tasto Invio;
  3. Controllare che nella lista dei plugin installati vi sia Shockwave Flash
Se qualcosa non va come deve, mandatemi una mail e vi darò una mano a risolvere il problema! :)

mercoledì 18 marzo 2009

Inizio di giornata al Parlamento Europeo

Inizio di giornata classico al Parlamento Europeo, con i pc ed internet che vanno lenti come le lumache...

Art form "Quiff by Ciuff")

Meno male che sono riuscito a rimettere in funzione la macchinetta del caffé dell'ufficio! E fa anche la schiumina... :D

lunedì 25 agosto 2008

Notebook Rubato? Ecco il software che trova il ladro.

Finalmente una cosa che serve davvero! Conosco almeno due miei amici a cui hanno rubato il portatile: l'avessero avuto magari sarebbe finita in un modo diverso...

La notizia arriva da Repubblica.it:

L'idea di un gruppo di ricercatori dell'Università di Washington
Il programma trova la rete a cui il computer viene collegato
C'E' UN SOFTWARE SALVA NOTEBOOK: "RITROVA IL PC RUBATO CON UN CLICK"
Sui Mac si può ottenere la foto del ladro. Presto la versione per cellulari

ROMA - Il furto di computer portatili è una pratica sempre più diffusa: basta un attimo di distrazione al bar, al parco o sulla metropolitana per vedere sparire il proprio notebook e con lui la tesi di laurea quasi conclusa, il progetto da consegnare in ufficio il giorno dopo e tutti i dati e le foto conservati gelosamente. Per trovare una soluzione a questo problema, un gruppo di ricercatori dell'Università di Washington, assieme ad alcuni colleghi dei campus della California, hanno dato vita ad "Adeona", un software pensato apposta per rintracciare il proprio computer. Adeona. Il programma, che prende il nome dalla dea romana protettrice del ritorno, è il primo nel suo genere ad essere fornito gratuitamente e sotto una licenza GPL, quindi open source.

Come dichiarano dalla
home page del progetto i suoi creatori, i punti di forza di Adeona sono tre: rispetto della privacy, affidabilità e, appunto, la sua natura open source. Il funzionamento. Il funzionamento di Adeona è semplice: il programma, eseguito in background, registra l'indirizzo IP attraverso cui la macchina è collegata alla rete. L'indirizzo viene poi crittografato e inviato a un sistema distribuito, pronto ad essere recuperato in caso di necessità: a differenza dei suoi predecessori, forniti a pagamento da aziende specializzate, Adeona non prevede l'invio dei propri dati ad un server centrale privato. Grazie all'indirizzo IP, è possibile rintracciare geograficamente il luogo da cui il nostro pc ha avuto accesso alla rete, ed andare a recuperarlo.

Quest'ultimo passaggio tuttavia, come consigliano gli stessi programmatori, è meglio lasciarlo fare alle forze dell'ordine, evitando di vestire i panni dei super eroi. Come usare Adeona. Per utilizzare Adeona, basta andare nella pagina del download, scaricare il programma (dal peso di circa 2 Mb) ed installarlo. Il software è disponibile per i sistemi operativi Windows Vista e Xp, Mac OS X e Linux. Una volta installato, il programma chiede all'utente di scegliere una password, che servirà per criptare e decriptare i dati. Nella malaugurata ipotesi che qualcuno si appropriasse del pc, basterà così installare Adeona su un'altra macchina ed utilizzare la propria password per reperire i dati che ci servono. Nella versione per i sistemi Apple, è anche prevista un'opzione aggiuntiva: si può impostare il programma affinchè scatti con regolarità una foto con la webcam integrata, che immortalerà il malvivente responsabile del furto.

I punti deboli e i piani futuri. Purtroppo Adeona ha diversi punti deboli. Per funzionare è infatti necessario che il ladro si colleghi ad internet, che non disinstalli l'applicazione o che non formatti l'hard disk. Inoltre il software è ancora in fase beta (versione 0.2.1a), con numerosi bug da sistemare. Nonostante le limitazioni, i programmatori sono fiduciosi di poter migliorare la loro creatura. Tra le modifiche in arrivo una procedura di disinstallazione più complicata, il mascheramento del programma sulla task manager e soprattutto una versione pensata ad hoc per i cellulari, perchè anche i possessori di un iPhone possano dormire sonni tranquilli.

martedì 5 agosto 2008

Il Ghana pattumiera del mondo (elettronico) : lo svela un'inchiesta di Greenpeace

Da Repubblica.it di oggi: dopo aver letto questo la prima cosa che mi è venuta in mente è stata un mio amico che cambia cellulare e computer praticamente ogni tre mesi... Chissà se ha idea di dove finiscono...

Il paese africano usato come discarica dei rifiuti elettronici nocivi. L'organizzazione ha ricostruito la rotta delle nuove navi dei veleni
E-WASTE, DENUNCIA DI GREENPEACE: LA NUOVA PATTUMIERA è IL GHANA
Le stime Onu parlano di 20-50 milioni di tonnellate di rifiuti ogni anno. Contengono elementi tossici che mettono a rischio ambiente e salute umana.

di ANTONIO CIANCIULLO

E' il remake di un film degli anni Ottanta, un brutto film. Gli slum africani utilizzati come pattumiera dei veleni dei paesi ricchi, i primi vani tentativi di bloccare il traffico, la rivolta dei nigeriani che, esattamente vent'anni fa, sequestrarono una nave italiana, con 24 uomini di equipaggio, come arma di pressione per costringerci a risanare la discarica pirata di Port Koko. Adesso ci risiamo. Nella versione tecnologicamente avanzata dell'e-waste, il rifiuto elettronico che fluisce sempre più abbondante. La nuova pattumiera del mondo industrializzato è il Ghana: è qui che finisce una buona parte degli oggetti che fino a un istante prima dell'abbandono sembravano indispensabili e che all'improvviso si sono rivelati inutili, cancellati nella possibilità d'uso da memorie più potenti, software più avanzati.

La denuncia viene da Greenpeace che, con un'azione di "spionaggio industriale" è riuscita a ricostruire il percorso delle nuove navi dei veleni. Il punto di partenza per l'Europa è Anversa, in Belgio, dove confluiscono scarti elettronici provenienti da Olanda, Germania, Italia, Danimarca e Svizzera. Non si tratta di piccoli numeri. Le stime Onu parlano di 20-50 milioni di tonnellate di rifiuti tecnologici prodotti ogni anno: i Raee, ovvero i rifiuti derivanti da apparecchiature elettriche ed elettroniche, rappresentano la tipologia di rifiuti pericolosi in più rapida crescita a livello globale (3-5% annuo, nel 2006 ogni cittadino europeo ne ha prodotto tra 17 e 20 chili all'anno). Contengono elementi tossici e persistenti (metalli pesanti, ftalati, pcb) che rappresentano un rischio per l'ambiente e la salute umana nelle fasi di trattamento, riciclaggio e smaltimento.

Dunque roba da maneggiare con attenzione. Ma le foto che potete vedere mostrano cosa succede veramente. Oggetti pericolosi trattati senza nessuna precauzione anche da bambini, materiale tossico bruciato vicino alle case, pozze di liquame contaminato in cui tutti sguazzano. E' questa la fine che fa una buona parte dell'e-waste occidentale: si perdono le tracce del 75 per cento dei rifiuti tecnologici prodotti nell'Unione Europea e di oltre l'80 per cento di quelli prodotti negli Stati Uniti. In parte restano nei garage e nelle cantine, in parte vengono smaltiti illegalmente nei paesi in cui sono stati usati, ma in buona parte salgono sulle navi dei veleni per arrivare nei luoghi in cui i lavoratori, spesso bambini, sono esposti ai rischi legati al cocktail di composti chimici che questi rifiuti sprigionano quando vengono trattati in modo non adeguato.

In Ghana l'indagine di Greenpeace ha messo in evidenza una rete di cimiteri clandestini. Le navi ufficialmente cariche di "beni elettronici di seconda mano" arrivano nel più grande porto del paese, a Tema, e da lì prendono la strada del centro di smaltimento di Agbogbloshie, ad Accra, la capitale. Oppure si sperdono nel marasma dei piccoli cimiteri sparsi un po' ovunque. Greenpeace ha fornito i dati relativi a quello di Korforidua, ma è un esempio tra tanti.

Un disastro ambientale, sociale, umano che rappresenta l'altra faccia del disastro politico che ci coinvolge direttamente. Vent'anni fa l'Occidente chiuse gli occhi sulle rotte dei veleni finché il contenzioso internazionale divenne troppo aspro per ignorarlo. Ora la capacità di risposta dei paesi che subiscono l'arrivo clandestino dei rifiuti elettronici (dall'Africa alle piazze asiatiche) è più alta ed è prevedibile che la tensione tornerà a salire molto presto.

lunedì 3 marzo 2008

Il pc all'esame da giornalisti: tutte le ultime novità.

Vi ricordate la "rivoluzione annunciata" del pc che avrebbe sostituito la vecchia ed obsoleta macchina da scrivere all'esame di Stato per giornalisti professionisti? La notizia era uscita il 9 di gennaio, ed era stata ripresa anche dal blog, ma poi come nella migliore tradizione non se ne è saputo più niente...

Fin quando ultimamente mi sono cominciate a giungere mail di chi chiedeva lumi sulla cosa, visto che la prossima sessione di Aprile si avvicina di giorno in giorno, e ho deciso di indagarci un po'... I risultati sono questi:

La prima news arriva dal sito www.francoabruzzo.it :

GIORNALISTI.
Pubblicata in Gazzetta la legge che prevede l'uso del pc negli esami di idoneità professionale. Entro un mese le modifiche al Regolamento: il battesimo del computer alla sessione di fine aprile?

Roma, 7 febbraio 2008. Pubblicata ieri nella Gazzetta Ufficiale la legge che consentirà di mettere a meritato riposo la macchina per scrivere all'esame di giornalista. All'articolo 32 della legge 3 febbraio 1963, n. 69, è aggiunto il seguente comma: «Per lo svolgimento della prova scritta è consentito l'utilizzo di elaboratori elettronici (personal computer) cui sia inibito l'accesso alla memoria secondo le modalità tecniche indicate dal Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti, sentito il Ministero della giustizia». Entro un mese dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Governo provvederà, con apposito provvedimento, ad apportare le modifiche necessarie al regolamento di cui al Dpr 4 febbraio 1965 n. 115 al fine di adeguarlo alle disposizioni della nuova legge. Avremo il battesimo del pc alla sessione di fine aprile?


Il punto è che secondo quello che dice qui, fino al 7 di marzo nessuno può sapere nulla con certezza! Così ho approfittato degli Stati Generali dell'Informazione per chiedere direttamente a Orazio Carruba ( nella foto a sinistra col microfono), giornalista ex telecronista Rai e in commissione nelle prove di ammissione al nostro master, scrittore tra l'altro di un manuale proprio per affrontare le domande dell'esame:


Dottor Carruba, questa rivoluzione annunciata del pc all'esame a che punto è?


"Al momento per attuare il cambio mancano i decreti attuativi. Una volta fatti quelli, si potrà procedere. Ma ci vorrà tempo".

Quanto ancora? La sessione di Aprile è vicina, e ancora chi la dovrà fare non sa ancora come...

"Per la sessione di aprile la vedo dura. Alquanto improbabile... Se voi fate conto della situazione attuale, con il Governo in situazione di scioglimento Camere, chi volete che faccia quei decreti adesso? Ora c'è la campagna elettorale, e ad Aprile si vota... Poi dopo i decreti ci vorrebbe ancora del tempo per organizzare tutto il resto: fate voi."

Per la sessione di Ottobre invece c'è più speranza? "Ancora, dipende da quando saranno emanati quei decreti e dal tempo che rimarrà per organizzare l'esame. La vedo più probabile, ma di sicuro non lo direi con certezza".

Conclusioni: continuerò ad indagare, ma per ora certezze non ne esistono da nessuna parte! Per chi è in sessione ad Aprile, comincerei ad imparare ad usare la macchina da scrivere...
A presto (spero) per i prossimi aggiornamenti, e un grazie a Paolina per lo spunto!

Se avete altri dubbi, domande o questioni scrivete al blog!

Il vostro aspirante reporter proverà a fare qual che può... :)




mercoledì 9 gennaio 2008

Esame per giornalisti: il computer è ufficiale!

Una buona notizia per cominciare bene il 2008 (almeno per gli aspiranti giornalisti!).


Ora è finalmente ufficiale!


Dal sito dell'
Ansa:

ESAME PER GIORNALISTI, ORA SI PUO' USARE IL COMPUTER


Cambia l'esame di Stato per i giornalisti: si può lasciare a casa la macchina da scrivere e portare il computer. La commissione Affari costituzionali del Senato ha approvato in via definitiva all'unanimità una legge dove si stabilisce che "per lo svolgimento della prova scritta é consentito l'utilizzo di elaboratori elettronici cui sia inibito l'accesso alla memoria secondo le modalità tecniche indicate dal Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti, sentito il Ministero della Giustizia". La legge di due soli articoli prevede che entro un mese dall'entrata in vigore delle nuove norme per l'esame da Giornalisti, il governo predisponga il nuovo regolamento per il suo svolgimento.

Per il Governo era presente il sottosegretario Luigi Scotti che ha sollevato in Commissione un rilievo sulla formulazione del testo dove si dice che le "modalità tecniche" su come utilizzare il proprio computer all'esame da giornalisti vengono decise dal Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti "sentito il Ministero della Giustizia". "In realtà - osserva Scotti - dovrebbe essere il contrario perché spetta al Ministero dare le indicazioni dopo aver sentito l'Ordine dei giornalisti". Comunque - aggiunge Scotti - si tratta di un rilievo che era giusto fare in Commissione ma non c'era il tempo di cambiare il testo.

Riguardo ai tempi di attuazione delle nuove norme per l'esame da Giornalisti il sottosegretario alla Giustizia teme che non sia possibile consentire l'utilizzo dei computer già dalla prossima sessione d'esame prevista per Aprile. "Il regolamento - spiega Scotti - lo fa il Ministero dopo aver sentito il Consiglio di Stato. Io faccio un appello perché il tutto si svolga il prima possibile ma un po' di tempo passa e non è detto che il tutto sia pronto per la prossima sessione d'esame". Secondo Scotti il problema sarà definire il modo come "neutralizzare le memorie" dei computer che gli aspiranti giornalisti possono portarsi da casa. In base alla nuova legge, comunque, non c'é un divieto formale all'utilizzo delle macchine da scrivere.