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giovedì 7 ottobre 2010
Interpretare Bossi
Roma, 6 ott. (Apcom) – “Bisogna sempre interpretare Bossi, io ho la chiave interpretativa e sono assolutamente tranquillo”. Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi rispondendo a chi gli chiedeva se la scelta di continuare la legislatura non confligga con le ripetute invocazione delle urne di Umberto Bossi.
Non so a voi, ma a me quando ho letto ieri questa parole del presidente del Consiglio la prima cosa che è venuta in mente è stata il video qui sotto...
Per la cronaca, sono Bud Spencer e Terence Hill nel film "Non c'è 2 senza 4". Per il commento, secondo me il "linguaggio" del video è anche più comprensibile del linguaggio "bossiano"...e pure con la cultura non ci allontaniamo di tanto...
martedì 28 settembre 2010
Democrazia a porte chiuse
Di sicuro ha dato e continua a dare fastidio ad Adro, dove il sindaco non teme di tappezzare una scuola pubblica con ben 700 cosidetti "Soli delle Alpi" o di incoraggiare cacce al clandestino con premi da 500 euro per ogni vigile diligente ma si dimostra ben più schivo davanti all'occhio di una telecamera, che viene ad ascoltare ciò lo stesso sindaco su quella scuola vorrebbe dire ai propri cittadini nel corso di un consiglio comunale promosso proprio per parlare della questione.
Un consiglio dapprima sospeso, con il sindaco che invita i giornalisti a uscire dalla sala senza fornire una valida motivazione, e poi definitivamente spostato a porte chiuse al giorno seguente dopo il trambusto che vedete nel video qui sotto.
La democrazia ad Adro c'è (almeno si spera) , ma su certe questioni opera evidentemente solo a porte chiuse. E poco importa se fuori dalla porta restano il garante della Privacy (il cui parere sulla presenza delle telecamere ai consigli comunali si può leggere qui) ed i poveri cittadini. Che una volta imbracciata una telecamera evidentemente tanto "liberi" non lo sono più.
lunedì 20 settembre 2010
...altrimenti?
Altrimenti? Se Bossi non lo chiederà? Che farà Oscar Lancini, il sindaco il leghista di Adro?
La domanda è rimasto nell'aria da questa mattina, perchè nessuno ha avuto il coraggio di ripetere questa piccola parola davanti alle affermazioni rese questa mattina dal sindaco di Adro, intervistato dopo la notizia della richiesta del ministro dell'istruzione MariaStella Gelmini di rimuovere dalla contestatissima scuola "padana" di Adro l'onnipresente simbolo del Sole delle Alpi.
"Non l'ho vista [la Gelmini] , ma prima - sono state le parole del sindaco - viene il mio capo". "Se il capo chiama io corro, perché prima che sindaco della Lega Nord sono un suo militante. Gli impegni sono abituato ad assolverli, le regole le rispetto, anche quelle della Repubblica Italiana".
La risposta a quel piccolo altrimenti è ciò che separa Adro dal diventare dopo Venezia un altro piccolo pezzo di Anti-stato leghista, dove le parole di un ministro della Repubblica non valgono quanto quelle del capo di un movimento. La risposta, a seconda del rumore che farà, è ciò che chiarirà invece se un sindaco debba essere più fedele al partito che l'ha eletto, o alla Repubblica che rappresenta ogni volta che indossa una fascia tricolore. "Altrimenti?", chiedevano in un famoso film a Bud Spencer e Terence Hill; "Altrimenti ci arrabbiamo", era la risposta. Qui ad Adro, in attesa che arrivi la risposta leghista alla magica parolina sospesa nell'aria, mi chiedo chi si arrabbierà per primo.
Voglio vedere se davvero stavolta saranno i padani, forcone e baionetta in mano, oppure gli italiani, stanchi di vedersi derubati pezzo a pezzo del loro Stato che non esiste più.
mercoledì 15 settembre 2010
L'anti-stato e l'eroismo della signora Lucia
Segnatevi questa data: 15 settembre 2010.
Mi dispiace per la signora Lucia, che quest'anno non ha potuto appendere come ogni anno al balcone il suo piccolo tricolore davanti al grande palco verde dove parlava Bossi, a causa dello sfratto che l'ha costretta ad andar via dalla casa da dove viveva da 25 anni. Con lei, abbiamo scoperto adesso, se n'è andato anche il piccolo pezzo di Italia che ancora trovava patria in quella riva.
E' il giorno in cui un pezzettino dello stato italiano è diventato di fatto un anti-stato, e dove uscire per le strade con la bandiera tricolore è diventato di fatto "proibito". Sinonimo di provocazione, motivo di insulto e causa di rischio per la propria salute.
L'hanno scoperto un consigliere comunale di Venezia, Marco Gavagnin della lista Cinque stelle e il blogger Paolo Papillo di Informazione dal basso quando durante la Festa dei popoli padani di domenica scorsa hanno provato ad avvicinarsi al palco leghista con una bandiera italiana. Il risultato è stato quello di ritrovarsi insultati e derisi dalla folla padana, e costretti ad essere scortati fuori dalla polizia che suggeriva di non esporre la bandiera, gesto che poteva essere considerato "di provocazione politica".
Il tutto in un luogo (riva dei 7 martiri) intitolato a uomini che per quella bandiera hanno combattuto e sono morti, all'interno di una città che del rispetto per tutte le culture ha fatto per secoli la propria bandiera.
Qui sotto trovate dal blog di Paolo Papillo il video di quanto è accaduto. Qui invece la cronaca da Repubblica.it.
Se fossi in Napolitano, oggi la proporrei per una medaglia al valor civile.
Per la sua piccola, eroica resistenza nell'aver mantenuto lo Stato italiano dove oggi non esiste più
mercoledì 8 settembre 2010
Ma quante sono le baionette padane?
Ma siamo sicuri che esistano davvero tutti questi 10 milioni di elettori leghisti incazzati pronti a inforcare le baionette e mettere a ferro e fuoco l'Italia?
Andando a fare due conti, si scopre che alle ultime grandi elezioni tenutesi nel belpaese ( le europee del 6-7 giugno 2009) il corpo elettorale risultava composto da "50.664.596 unità, di cui 24.432.720 elettori e 26.231.876 elettrici" (fonte: AMI).
Ponendo che il corpo elettorale sia rimasto grosso modo lo stesso, non ci vuole molto per capire che i 10 milioni di padani paventati da Bossi rappresenterebbero più o meno il 20% di tutto l'elettorato italiano. Ora: dato che secondo l'ultimo sondaggio diffuso sulle intenzioni di voto effettuato da Sky TG 24 diffuso ieri (7 settembre 2010) la Lega Nord risultava attestarsi ad un 11,7% (il sondaggio integrale lo trovate qui) anzichè al 20% deducibile dalle parole di Bossi le soluzioni sono due: o 4 milioni di Italiani sono diventati leghisti negli ultimi due giorni, o qualcuno la sta sparando un po' grossa...
Ma il senatur pare non essere nuovo a questo tipo di esagerazioni. Il 31 luglio scorso dalle colonne de Il Mattino infatti l'Umberto tuonava:
La matematica di nuovo ci pone davanti ad un'interessante questione: se ad agosto i simpatizzanti leghisti erano secondo Bossi 20 milioni, che si sono poi ridotti a "soli" 10 milioni nelle sue dichiarazioni di oggi, dove è finita la metà delle baionette padane?
In conclusione: state sempre attenti alle cifre sbandierate dai politici e riportate senza alcun controllo dalla stragrande maggioranza degli organi di stampa: come vedete, molto spesso alla prova dei fatti questi numeri si ridimensionano alquanto...
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giovedì 8 luglio 2010
Bossi? E' come un immigrato rumeno
Che differenza c'è tra il leader della Lega Nord Umberto Bossi ed un immigrato clandestino rumeno?
Meno di quella che pensate: guardate infatti che combina il rumeno...
...e l'Umberto!
Forse la differenza è solo questa: uno lo espellono. L'altro ci tocca tenerlo ancora per un pezzo...
giovedì 17 giugno 2010
Il coraggio e l'onestà di un popolo
...di politicanti che trova ancora il coraggio di tirare fuori slogan come "Roma Ladrona" o "Abbasso gli sprechi, quando i suoi rappresentanti ne fanno (come gli atri) di cotte e di crude.
Leggetevi questo articolo tratto da Il Messaggero di oggi...
MILANO (16 giugno) - Adesso il lampadario pende dal soffitto di Cà Corner sede dell’Amministrazione Provinciale di Venezia. Uno scintillante lampadario in vetro di Murano di cui la presidentessa leghista della Giunta va orgogliosissima: «Mica potevamo mettere un neon nella sede della Provincia» ha spiegato Francesca Zaccariotto. Come darle torto? Solo che, forse, non era il caso di spendere 9.240 euro di soldi pubblici per un lampadario. O no?
Molti leghisti sono fatti così: acchiappano voti urlando contro gli sprechi di “romaladrona”, ma quando tocca a loro gestire le casse degli Enti pubblici non badano a spese. Proprio la leghista Zaccariotto ne è un esempio fulgido. Appena eletta - un anno fa - decise di festeggiare la conquista di una Provincia da sempre in mano al centrosinistra (quella di Venezia appunto) con un bell’aumento di stipendio per sé e per gli assessori: «Abbiano ottemperato agli obblighi imposti dalla Corte dei Conti» si è giustificò. Peccato che la sua sia la sola Amministrazione ad aver “ottemperato”, incurante del fatto che l’aumento costa 43 mila euro l’anno, duecentomila sull’intero mandato.
Le Province sono il piatto forte del “buongoverno” leghista, ne presiedono una quindicina. Non a caso gli uomini di Bossi difendono la loro esistenza a dispetto di un programma elettorale che ne prevedeva l’abolizione, e continuano a volerne di nuove. Il Carroccio minacciò perfino l’uscita dal governo, a metà del decennio, se non fosse nata la Provincia di Monza. Fu accontentato malgrado il fatto che il solo parto dell’Ente succhiò quasi 50 milioni di euro. Ancora oggi, contro ogni logica di contenimento dei costi, il deputato leghista Caparini invoca l’istituzione della Provincia della Valcamonica guidata da una metropoli del calibro di Breno, cinquemila anime.
Il primo presidente di Provincia della storia leghista venne eletto nel ’98 a Treviso. Era un trentenne che faceva “pierre” per alcune discoteche, si chiamava Luca Zaia, poi diventato Ministro dell’Agricoltura e governatore del Veneto. Un pasdaran del taglio agli sprechi. Un anno prima di lasciare l’incarico, volle lasciare il suo segno imponendo la creazione di una nuova sede della Provincia, malgrado quella esistente fosse più che sufficiente. La sede è stata inaugurata nel novembre scorso: 80 milioni di euro per la ristrutturazione di un ex manicomio, fra cui spiccano investimenti degni di uno sceicco. Un tavolo da 13 mila euro per la sala riunioni, mezzo milione di euro per gli arredi, fino ai centomila euro fumati per l’inaugurazione. Andato via Zaia, il suo successore (sempre leghista) vuole essere all’altezza. Ha appena stanziato 200mila euro di spot sulle tv locali per promuovere le attività della Provincia. Quali?
Insomma, quando ci sono di mezzo i loro interessi i padani non si distinguono dal resto delle ”popolazioni italiche”. Fu proprio Bossi, un anno fa, a puntare i piedi per impedire che Elezioni Europee e Referendum sulla legge elettorale si svolgessero lo stesso giorno pur sapendo che lo scherzetto sarebbe costato allo Stato oltre 400 milioni di euro. Sempre Bossi fece fuoco e fiamme per spingere la Rai a finanziare il kolossal su Barbarossa del regista Martinelli. Doveva raccontare alle popolazioni padane la nascita della loro storia, si è rivelato una ”boiata pazzesca”, per dirla alla Fantozzi. Per dirla coi numeri: un flop clamoroso. Costato 30 milioni di euro (roba da Hollywood) ha incassato meno di un milione.
San Donà di Piave, Cornuda, Asolo, Bussolengo. Cos’hanno in comune? Sono cittadine venete dove nel 2009 si sono insediate giunte leghiste le quali, appena elette, hanno pensato bene di alzare le retribuzioni di sindaco e assessori. Chi del dieci per cento, chi del doppio (è il caso di Asolo). Lo stesso ha fatto la padana Elena Poma, primo cittadino di Stezzano (Bergamo). Al terzo giorno di mandato si è raddoppiata lo stipendio, da 1400 a 2800 euro al mese. Commentando così: «Me lo merito».
Non ha mai commentato nulla, invece, Fabio Rolfi assessore alla sicurezza del Comune di Brescia. Al pari dei altri suoi colleghi del Pdl, si è messo in mostra per lo spensierato utilizzo delle carte di credito affidate agli assessori bresciani per le spese di rappresentanza. In poco più di un anno Rolfi ha scialacquato 5 mila euro (per l’esattezza 4969,82) di cui quasi la metà in ristoranti. E se a qualcuno sembra poca cosa, sappia che in quattro anni la precedente giunta di centrosinistra aveva speso al completo (sindaco più assessori) 2000 euro in più di quelli spesi dal solo esponente della Lega in quattordici mesi.
Sempre a Brescia, un leghista doc come Daniele Molgora appena salito alla presidenza della Provincia (un anno fa) ha sforbiciato tutto quello che poteva sforbiciare. Tranne il suo progetto di creare una Orchestra di Brescia di cui si conoscono già i costi (duecentomila euro l’anno) e il nome del direttore: Enzo Rojatti, già direttore - guarda un po’ - della disciolta Orchestra della Padania.
Del resto, gli amministratori leghisti non badano a spese se c’è di mezzo la ”cultura padana”. Dal film su Barbarossa (come abbiamo visto) alla più piccola sagra. In Veneto il Comune di Paese ha recentemente organizzato due feste popolari poi rivelatesi feste parapadane alla modica cifra di 100 mila euro, compreso un opuscolo in cui si inneggia con tanto di maxi-foto alle doti di leghisti come Zaia e il sindaco di Verona, Tosi. Ne hanno spesi molti di meno al Comune di Cantù (Como): appena 9 mila euro per una festa celtica. Con due controindicazioni: che Cantù è uno di quei Comuni con le finanze alla canna del gas, e che la celebrata festa celtica svoltasi domenica scorsa ha raccolto meno di trenta persone. Anche gli elettori leghisti - la maggioranza in paese - l’hanno disertata.
Leggetevi questo articolo tratto da Il Messaggero di oggi...
Lega sciupona al Nord, tra stipendi doppi, spot da 200mila euro e lampadari da 9mila.
Così i leghisti sprecano denaro pubblico. Pressing per nuova provincia Valcamonica, capoluogo Breno: 5mila abitanti
Così i leghisti sprecano denaro pubblico. Pressing per nuova provincia Valcamonica, capoluogo Breno: 5mila abitanti
Molti leghisti sono fatti così: acchiappano voti urlando contro gli sprechi di “romaladrona”, ma quando tocca a loro gestire le casse degli Enti pubblici non badano a spese. Proprio la leghista Zaccariotto ne è un esempio fulgido. Appena eletta - un anno fa - decise di festeggiare la conquista di una Provincia da sempre in mano al centrosinistra (quella di Venezia appunto) con un bell’aumento di stipendio per sé e per gli assessori: «Abbiano ottemperato agli obblighi imposti dalla Corte dei Conti» si è giustificò. Peccato che la sua sia la sola Amministrazione ad aver “ottemperato”, incurante del fatto che l’aumento costa 43 mila euro l’anno, duecentomila sull’intero mandato.
Il primo presidente di Provincia della storia leghista venne eletto nel ’98 a Treviso. Era un trentenne che faceva “pierre” per alcune discoteche, si chiamava Luca Zaia, poi diventato Ministro dell’Agricoltura e governatore del Veneto. Un pasdaran del taglio agli sprechi. Un anno prima di lasciare l’incarico, volle lasciare il suo segno imponendo la creazione di una nuova sede della Provincia, malgrado quella esistente fosse più che sufficiente. La sede è stata inaugurata nel novembre scorso: 80 milioni di euro per la ristrutturazione di un ex manicomio, fra cui spiccano investimenti degni di uno sceicco. Un tavolo da 13 mila euro per la sala riunioni, mezzo milione di euro per gli arredi, fino ai centomila euro fumati per l’inaugurazione. Andato via Zaia, il suo successore (sempre leghista) vuole essere all’altezza. Ha appena stanziato 200mila euro di spot sulle tv locali per promuovere le attività della Provincia. Quali?
San Donà di Piave, Cornuda, Asolo, Bussolengo. Cos’hanno in comune? Sono cittadine venete dove nel 2009 si sono insediate giunte leghiste le quali, appena elette, hanno pensato bene di alzare le retribuzioni di sindaco e assessori. Chi del dieci per cento, chi del doppio (è il caso di Asolo). Lo stesso ha fatto la padana Elena Poma, primo cittadino di Stezzano (Bergamo). Al terzo giorno di mandato si è raddoppiata lo stipendio, da 1400 a 2800 euro al mese. Commentando così: «Me lo merito».
Non ha mai commentato nulla, invece, Fabio Rolfi assessore alla sicurezza del Comune di Brescia. Al pari dei altri suoi colleghi del Pdl, si è messo in mostra per lo spensierato utilizzo delle carte di credito affidate agli assessori bresciani per le spese di rappresentanza. In poco più di un anno Rolfi ha scialacquato 5 mila euro (per l’esattezza 4969,82) di cui quasi la metà in ristoranti. E se a qualcuno sembra poca cosa, sappia che in quattro anni la precedente giunta di centrosinistra aveva speso al completo (sindaco più assessori) 2000 euro in più di quelli spesi dal solo esponente della Lega in quattordici mesi.
Sempre a Brescia, un leghista doc come Daniele Molgora appena salito alla presidenza della Provincia (un anno fa) ha sforbiciato tutto quello che poteva sforbiciare. Tranne il suo progetto di creare una Orchestra di Brescia di cui si conoscono già i costi (duecentomila euro l’anno) e il nome del direttore: Enzo Rojatti, già direttore - guarda un po’ - della disciolta Orchestra della Padania.
Del resto, gli amministratori leghisti non badano a spese se c’è di mezzo la ”cultura padana”. Dal film su Barbarossa (come abbiamo visto) alla più piccola sagra. In Veneto il Comune di Paese ha recentemente organizzato due feste popolari poi rivelatesi feste parapadane alla modica cifra di 100 mila euro, compreso un opuscolo in cui si inneggia con tanto di maxi-foto alle doti di leghisti come Zaia e il sindaco di Verona, Tosi. Ne hanno spesi molti di meno al Comune di Cantù (Como): appena 9 mila euro per una festa celtica. Con due controindicazioni: che Cantù è uno di quei Comuni con le finanze alla canna del gas, e che la celebrata festa celtica svoltasi domenica scorsa ha raccolto meno di trenta persone. Anche gli elettori leghisti - la maggioranza in paese - l’hanno disertata.lunedì 12 aprile 2010
Lasciateli almeno morire in pace
Alla fine per i militanti leghisti (almeno a Paderno, in Friuli) il problema è sempre l'immigrato. Anche se ha la faccia di una neonata appena morta che i genitori vorrebbero solo seppellire in pace.Nella cittadina friulana infatti la Lega Nord Locale ha promosso una manifestazione di protesta (dopo una raccolta firme che ha visto partecipare più di 1700 persone) per il fatto che nel locale cimitero sia stata concessa ai musulmani un'area dove poter essere sepolti con il rito della propria terra.
A chi ha vergognosamente preso parte a questa protesta idiota vorrei solo ricordare che concedere alle varie comunità un pezzetto di terra dove poter essere sepolti secondo i propri riti si fa ovunque da secoli: ricordiamo i cimiteri dei morti di guerra di tutte le etnie in giro per tutto il mondo, o anche solo quelli ebraici (per citare un esempio qualsiasi) come ci sono a Venezia, Pisa, Roma e quasi ovunque in Italia.
Ma evidentemente per i manifestanti leghisti l'evoluzione continua costantemente a procedere a marcia indietro, specialmente quando si parla di immigrazione. Anche se la storia riguarda solo un neonato morto, che vorrebbe (e dovrebbe) soltanto essere lasciato a riposare in pace.
giovedì 7 maggio 2009
Metro', la Lega propone: "Posti riservati soltanto ai milanesi"
"L'unico modo per applicare questa sua proposta è mettere stelle sul petto, di diversi colori a seconda della razza". Così il presidente della commissione Politiche sociali di Palazzo Marino, Aldo Brandirali (Pdl) commenta la proposta. "Salvini pur di conquistare voti - dice Brandirali - è disposto a rischiare la ferocia umanitaria. Il problema è che queste proposte non si risolveranno con la fine della campagna elettorale e la conquista del consenso. Proseguirà con la sua influenza sulla gente, sempre più chiusa in se stessa e in conflitto con il diverso. E' scandaloso il ruolo diseducativo che Salvini svolge".
Pero' bisogna ammettere che alla Lega l'originalità non manca mai...
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venerdì 24 aprile 2009
Borghezio appeso ai lampioni come Mussolini e sacrestani con le svastiche. Storie di un'Italia che non riesce a liberarsi dai propri fantasmi.
E' quello che si sono trovati davanti alcuni ignari passanti ieri notte davanti alla sede della Lega Nord in via Poggio 23 a Torino. L'azione é stata rivendicata piu' tardi rivendicata dalla federazione anarchica torinese: "nella nostra citta', in occasione del 25 aprile, c'e' chi ha voluto ricordare che oggi il fascismo ha il volto della Lega e colpisce ogni giorno".
La notizia, sostanzialmente ignorata dai grandi media (a parte una nota dell'ADNKronos non ho trovato altro), é stata ripresa soltanto dal network di Indymedia. Sui muri di Torino accanto al fantoccio appeso troneggiavano anche le scritte 'Lega=fascismo' e 'Borghezio... piazzale Loreto c'e' ancora posto!', con accanto il simbolo dell'anarchia. Sotto al campanello degli uffici della Lega Nord e' stato affisso anche un cartello con la scritta 'Bossi, Maroni e Borghezio... a p.le Loreto c'e' ancora tanto posto!'.
Nel frattempo - per restare in tema - oggi é uscita su Corriere.it la notizia shock del sacrestano di Vigevano, in provincia di Pavia, che martedi' scorso ha accolto i parrocchiani davanti alla propria chiesa con l'effigie di una svastica nazista indossata sul braccio con surreale naturalezza. Angelo Idi, 51 anni, da 5 anni canonico della parrocchia di San Francesco, lo ha fatto proprio martedi', il giorno del ricordo delle vittime dell'Olocausto in cui tutto il mondo si é raccolto per tributare gli onori alle vittime dei campi di concentramento nazisti.
Tutto questo accade all'indomani del 25 aprile, festa nazionale della Liberazione. Quel giorno di tanti anni fa l'Italia ha festeggiato la vittoria contro il nazifascismo. Ma é triste constatare come ancora oggi, a distanza di tanti anni, non sia riuscita anche a liberarsi dai suoi fantasmi.
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venerdì 17 aprile 2009
Elezioni 2009: usa il tuo voto (ma prima guarda Borghezio che da' lezioni di politica ai francesi)
Elezioni Europee 2009: chi vorreste nel Parlamento Europeo?
Nel video, trasmesso poche settimane fa dall’emittente francese Canal+, si vede uno spezzone del documentario “Europe, ascenseur pour les fachos” in cui vengono trasmesse le immagini girate durante un meeting organizzato dal movimento di estrema destra “Nissa Rebela” guidato da Philippe Vardon, condannato tra le altre cose per incitamento all’odio razziale.
Nell'incontro l'ospite speciale Mario Borghezio, eurodeputato della Lega Nord (il suo curriculum lo trovate qui) spiega le tecniche di infiltrazione del suo movimento politico, la Lega Nord, per arrivare ai vertici della scena politica italiana.

Nel video, trasmesso poche settimane fa dall’emittente francese Canal+, si vede uno spezzone del documentario “Europe, ascenseur pour les fachos” in cui vengono trasmesse le immagini girate durante un meeting organizzato dal movimento di estrema destra “Nissa Rebela” guidato da Philippe Vardon, condannato tra le altre cose per incitamento all’odio razziale.
Nell'incontro l'ospite speciale Mario Borghezio, eurodeputato della Lega Nord (il suo curriculum lo trovate qui) spiega le tecniche di infiltrazione del suo movimento politico, la Lega Nord, per arrivare ai vertici della scena politica italiana.
[pausa]
Elezioni Europee 2009: usa il tuo voto.
Informarti su chi puoi mandare al Parlamento Europeo é un dovere civico.
Informarti su chi puoi mandare al Parlamento Europeo é un dovere civico.
giovedì 2 aprile 2009
Il sindaco sceriffo Gentilini e la biografia pagata dal Comune
Treviso: il comune paga la "biografia" del sindaco sceriffo Gentilini
Le parole di Giancarlo Gentilini spesso sono materia da aula di giustizia. Proprio ieri è stato rinviato a giudizio per istigazione all'odio razziale per le sue frasi su rom, immigrati e musulmani. Ma nella deriva italiana ci siamo abituati a tutto. E così non scandalizza scoprire che il Comune di Treviso ha stanziato diecimila euro per fare stampare un volume sull'opera del più celebre "sceriffo" leghista. Un finanziamento deciso mentre lo stesso municipio taglia con la scure i fondi per assistenza sociale e per altre iniziative di più diretta utilità.
Gentilini, ex primo cittadino per due mandati ora costretto a fare il vice sindaco ma di fatto dominus dell'amministrazione, ha difeso l'auto-sovvenzione: "È giusto che i cittadini sappiano cosa è stato fatto. E anche quelli di Treviso devono sapere, altrimenti si dimenticano del casino che c’era prima del mio arrivo, nel 1994. I soldi quindi li spendo prima per i miei cittadini, per far vedere loro cosa abbiamo fatto per la città. Per i servizi sociali, per gli immigrati, arriveranno altre somme più avanti". Il popolo è sovrano e in ben quattro elezioni consecutive i trevigiani hanno ribadito la loro fiducia a "Super G".
giovedì 14 agosto 2008
Borghezio, le Olimpiadi e la superiorità etnica del Nord padano
In effetti era da un po' che Borghezio non se ne usciva con una cazzata degna di nota... Ma direi che con questa ha recuperato...
OLIMPIADI: BORGHEZIO, IL MEDAGLIERE DIMOSTRA LA SUPERIORITA' ETNICA DEL NORD PADANO
Secondo Mario Borghezio, europarlamentare leghista, il ricco medagliere degli azzurri a Pechino evidenzia una prevalenza di atleti del Nord e dimostra la superiorità etnica dei padani.
"Le prime medaglie d'oro olimpiche assegnate ad atleti del Nord hanno certamente motivazioni di vario tipo. Nessuno, pero', sembra avere il coraggio - prosegue Borghezio - di dire la cosa piu' ovvia ed evidente e cioe' che esse dimostrano la superiorita' etnica dei padani, anche in questo campo".
"Ovviamente - continua l'europarlamentare della Lega - non si deve trarre da questa realta' alcuna conseguenza di tipo razzista, ma parimenti nessuno e' legittimato a ignorarla, come invece fanno i commentatori della Rai, pagati anche da noi".
Vai, così mi gioco anche l'eventuale assunzione a " La Padania"... :)
"Le prime medaglie d'oro olimpiche assegnate ad atleti del Nord hanno certamente motivazioni di vario tipo. Nessuno, pero', sembra avere il coraggio - prosegue Borghezio - di dire la cosa piu' ovvia ed evidente e cioe' che esse dimostrano la superiorita' etnica dei padani, anche in questo campo".
"Ovviamente - continua l'europarlamentare della Lega - non si deve trarre da questa realta' alcuna conseguenza di tipo razzista, ma parimenti nessuno e' legittimato a ignorarla, come invece fanno i commentatori della Rai, pagati anche da noi".
Vai, così mi gioco anche l'eventuale assunzione a " La Padania"... :)
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martedì 20 novembre 2007
Chi se le ricorda? Le lire padane...
Ora si trovano solo a due euro su Ebay...
Altro che il partito unico di Silvio....LA SECESSIONE!!!!!
Una banconota da "Cincmila lire padane" ce l'ho anche a casa: me l'aveva portata il padre di una mia amica che era andato ad un raduno a Pontida... Mi aveva raccontato che, per dimostrare di essere un vero padano, all'ingresso dovevi cambiare le tue LLR (Ladre Lire Romane) con queste, che all'interno potevi spendere dappertutto...
Un po' come i Linden Dollar di Second Life insomma: cambi i tuoi soldi in monete che altrove non esistono e puoi spendere solo lì, entri in un mondo virtuale dove tutto va (più o meno) come vuoi tu, conosci tanti amici che la pensano come te...
OH, MA VUOI VEDERE CHE L'UMBERTO ERA GIA' PIU' AVANTI DI TUTTI E G'AVEVA RAZON LU'?!?!?
OH, MA VUOI VEDERE CHE L'UMBERTO ERA GIA' PIU' AVANTI DI TUTTI E G'AVEVA RAZON LU'?!?!?
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