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martedì 28 settembre 2010
Democrazia a porte chiuse
Di sicuro ha dato e continua a dare fastidio ad Adro, dove il sindaco non teme di tappezzare una scuola pubblica con ben 700 cosidetti "Soli delle Alpi" o di incoraggiare cacce al clandestino con premi da 500 euro per ogni vigile diligente ma si dimostra ben più schivo davanti all'occhio di una telecamera, che viene ad ascoltare ciò lo stesso sindaco su quella scuola vorrebbe dire ai propri cittadini nel corso di un consiglio comunale promosso proprio per parlare della questione.
Un consiglio dapprima sospeso, con il sindaco che invita i giornalisti a uscire dalla sala senza fornire una valida motivazione, e poi definitivamente spostato a porte chiuse al giorno seguente dopo il trambusto che vedete nel video qui sotto.
La democrazia ad Adro c'è (almeno si spera) , ma su certe questioni opera evidentemente solo a porte chiuse. E poco importa se fuori dalla porta restano il garante della Privacy (il cui parere sulla presenza delle telecamere ai consigli comunali si può leggere qui) ed i poveri cittadini. Che una volta imbracciata una telecamera evidentemente tanto "liberi" non lo sono più.
lunedì 20 settembre 2010
...altrimenti?
Altrimenti? Se Bossi non lo chiederà? Che farà Oscar Lancini, il sindaco il leghista di Adro?
La domanda è rimasto nell'aria da questa mattina, perchè nessuno ha avuto il coraggio di ripetere questa piccola parola davanti alle affermazioni rese questa mattina dal sindaco di Adro, intervistato dopo la notizia della richiesta del ministro dell'istruzione MariaStella Gelmini di rimuovere dalla contestatissima scuola "padana" di Adro l'onnipresente simbolo del Sole delle Alpi.
"Non l'ho vista [la Gelmini] , ma prima - sono state le parole del sindaco - viene il mio capo". "Se il capo chiama io corro, perché prima che sindaco della Lega Nord sono un suo militante. Gli impegni sono abituato ad assolverli, le regole le rispetto, anche quelle della Repubblica Italiana".
La risposta a quel piccolo altrimenti è ciò che separa Adro dal diventare dopo Venezia un altro piccolo pezzo di Anti-stato leghista, dove le parole di un ministro della Repubblica non valgono quanto quelle del capo di un movimento. La risposta, a seconda del rumore che farà, è ciò che chiarirà invece se un sindaco debba essere più fedele al partito che l'ha eletto, o alla Repubblica che rappresenta ogni volta che indossa una fascia tricolore. "Altrimenti?", chiedevano in un famoso film a Bud Spencer e Terence Hill; "Altrimenti ci arrabbiamo", era la risposta. Qui ad Adro, in attesa che arrivi la risposta leghista alla magica parolina sospesa nell'aria, mi chiedo chi si arrabbierà per primo.
Voglio vedere se davvero stavolta saranno i padani, forcone e baionetta in mano, oppure gli italiani, stanchi di vedersi derubati pezzo a pezzo del loro Stato che non esiste più.
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