lunedì 16 marzo 2009

Perché in fondo non le capiremo mai...

...dedicato alla cucciola, e a tutte le donne che conosco! Un pianeta incasinatissimo, ma di cui noi maschietti non potremmo mai fare a meno... :) Anche se a volte c'é davvero da diventare matti!








...e poi si ricomincia...chi non ci si é mai riconosciuto almeno una volta? :)

giovedì 12 marzo 2009

Interrotto dal blitz chiede il rimborso alla lucciola!

"Soddisfatti o rimborsati" é uno slogan che nel commercio funziona sempre, si sa. Ma quello che ha fatto questo anonimo signore, interrotto da un blitz della polizia mentre era impegnato in "prodezze amorose" con una prostituta in un appartamento di via Porpora a Milano, ha veramente dell'incredibile. Se non altro per la faccia tosta...

Da 02 blog, a voi la storia completa... :)


SENZA VERGOGNA: INTERROTTO DAL BLITZ CHIEDE RISARCIMENTO ALLA LUCCIOLA

Soddisfatti o rimborsati, se questo slogan vale per il detersivo del supermercato e per lo yogurt che riduce il gonfiore, perché non dovrebbe valere per il sesso mercenario? Almeno così deve aver pensato il cliente di una prostituta che è stato pizzicato ieri notte in un appartamento di via Porpora, dove sono intervenuti i vigili urbani insospettiti da strani movimenti notturni.

Da qualche giorno alcune ragazze sudamericane adescavano clienti per strada per poi portarli nelle loro stanze, quando il blitz a fermato il mercato di sesso a pagamento. Almeno una decina le persone fermate per accertamenti scoperti nell’alcova delle ragazze, due persone arrestate (un italiano e un peruviano) per sfruttamento della prostituzione.

Peccato che l’irruzione improvvisa abbia interrotto “sul più bello” una delle ragazze, appartata con un uomo. L’uomo ha quindi preteso la restituzione del denaro sborsato per non aver ottenuto il risultato della prestazione, pagata ovviamente in anticipo. Senza vergogna, ma con 50 euro in più nel portafoglio. Con la crisi fa comodo anche quello…

mercoledì 11 marzo 2009

Sorpresa: per Meteo.it il muro di Berlino non è mai caduto!

Guardate la mappa presa oggi dal sito www.meteo.it delle previsioni del tempo sull'Europa dei prossimi 16-20 giorni:

...notato niente di strano? Beh, sulle prime nemmeno io! Ma ora provate a dare un occhio ai confini della Germania, e a confrontarli con quelli di una cartina aggiornata come quella qui sotto, presa da Wikipedia...

...I CONFINI NELLA MAPPA SONO ANCORA QUELLI DEL 1989, ALL'EPOCA DEL MURO DI BERLINO!!! MANCA TUTTA LA PARTE CHE CORRISPONDE ALLA GERMANIA DELL'EST ASSIEME A TUTTE LE REPUBBLICHE BALTICHE!!!!

Dimenticanza? distrazione? Voglia ossessiva di compiacere il premier cancellando tutto quello che c'era al di là della comunistissima "Cortina di ferro"? Mah! il mistero permane...

Una cosa è certa: l'accaduto ha fatto piombare nella disperazione l'ufficio milanese del Parlamento Europeo. Già é difficile informare gli italiani su quanto sia importante l'Unione e cosa faccia per loro: figuratevi se devono ricominciare anche daccapo a spiegargli com'é fatta... :)

Un grazie a Gilles per la segnalazione: ci volevano i francesi... :)

One moment of quiet

(Art from Jordi Labanda)

La palestra degli eurodeputati e le opinioni ballerine del Corriere della Sera

Due giorni fa il Corriere della Sera ha lanciato un nuovo "scandalo" che ha coinvolto il Parlamento Europeo. La questione riguarda stavolta la palestra per gli eurodeputati, in procinto di essere allargata con nuovi lavori dal costo ancora indefinito. Nel titolo vengono suggeriti 5 milioni di euro, che vengono smentiti più tardi all'interno del pezzo stesso. Si suggerisce anche che l'ampliamento possa essere effettuato con soldi pubblici, anche se cio' resta al momento solo una delle ipotesi.

E' giusto - si domanda il giornalista Luigi Ofeddu, corrispondente del Corriere da Bruxelles - che i deputati abbiano a disposizione questo nuovo centro, la cui utilità viene giustificata con una generica "riduzione delle assenze"?


Ofeddu ci monta un caso, gridando all'indignazione popolare. Ma guardate cosa scriveva il suo giornale a proposito delle palestre in ufficio soltnto pochi mesi prima....

L'articolo di Elena Meli del 14 settembre 2008:
"Palestra in ufficio: meno assenze, e miglior rendimento".


Ma insomma/ la palestra in ufficio va bene, ma se é del Parlamento Europeo no? Almeno mettetevi daccordo!

...e voi invece che cosa ne pensate?

martedì 10 marzo 2009

GB: arriva il poliziotto...di cartone!

Dal sito di Corriere.it : Mi chiedo quando lo faranno anche in Italia, visti i tagli cronici alle forze dell'ordine nostrane... Ma soprattutto mi chiedo chi abbia avuto la fantastica idea, e se lavori ancora... :)

Si comincia nella cittadina di Redcar. Finora spese 10mila sterline per 80 sagome.

Gb: arriva il poliziotto di cartone

Immagini a grandezza naturale degli agenti davanti e dentro i negozi: si pensa di scoraggiare i furti

LONDRA (GRAN BRETAGNA) - Le forze dell'ordine scarseggiano. Tanto che i cittadini sono disposti ad accontentarsi anche di un poliziotto finto. Il nuovo deterrente contro il crimine in Gran Bretagna è il poliziotto cartonato. Le forze dell'ordine britanniche dispiegano infatti un nuovo esercito di immagini a grandezza naturale di agenti, allo scopo di dissuadere taccheggio e borseggio nei negozi. Il nuovo esperimento è arrivato lunedì in una cittadina del nord-est dell'Inghilterra, Redcar, racconta oggi il quotidiano britannico Daily Mail, dove vari agenti di cartone sono stati piazzati in alcuni negozi e presso i distributori di benzina, per evitare furti o fughe di automobilisti che non vogliono pagare.

IL MOTIVO - L'idea è che i taccheggiatori, pur riconoscendo chiaramente che si tratta di una foto e non di un poliziotto in carne e ossa, siano psicologicamente intimoriti dalla presenza e desistano dall'eventuale furto. Redcar non è il primo centro in cui si dispiegano gli agenti cartonati. Il surrogato di poliziotto era già stato considerato in Derbyshire dove, secondo il Daily Mail, sono state spese in due anni circa seimila sterline in finti agenti. Nelle West Midlands, l'investimento è arrivato addirittura a 10.000 sterline per 80 finti poliziotti. In tutto, sembra che in Inghilterra e Galles siano già 13 le amministrazioni delle forze dell'ordine che hanno investito nel nuovo metodo anti-taccheggio. A quanto pare in alcuni centri la polizia ha ipotizzato di chiedere un risarcimento dei costi per la stampa degli agenti ai commercianti che ne hanno beneficiato. Ma per adesso sembra che nessuno abbia accolto l'invito.

"Il signor PIL: un buffone pericoloso".

L'altro giorno sono rimasto sconvolto davanti ad una notizia che ho sentito, purtroppo non ricordo più dove: la stragrande maggioranza degli italiani non ha idea di che cosa sia - tra le altre cose - il "famigerato" PIL, il Prodotto Interno Lordo. Si', proprio quella sigla che in tempi di crisi fa capolino almeno tre volte al giorno per ogni telegiornale, e che governa le nostre ansie da nazione allo sfacelo.

Il che tradotto in simboli vuol dire più o meno che la stragrande maggioranza degli italiani non ha idea di cosa vogliano dire le notizie diffuse dai maggiori organi di informazione, e proprio su questa crisi che ci coinvolge tutti e di cui saremmo i più interessati a capirci qualcosa.

Per chi rientra nel novero ho trovato un simpatico post sul sito Altrenotizie.org che spiega proprio cosa sia questo nostro fantomatico alico, informandoci anche sul perché questa crisi forse in realtà sia molto meno pesante di quello che crediamo...

Siore e siori, ecco a voi "IL SIGNOR PIL: UN BUFFONE PERICOLOSO", di Ilvio Panullo.
Buona lettura...

Siamo bombardati da notizie che descrivono la nostra realtà, la qualità della nostra vita, il livello d’importanza della nostra nazione attraverso statistiche e numeri. Non esiste servizio, articolo o telegiornale che nel descrivere l’andamento piuttosto che lo stato dell’economia non parta e non finisca con una sterile elencazione di percentuali e grafici, che hanno come indiscusso nonché unico punto di riferimento il PIL: il Prodotto Interno Lordo.

Noi ascoltiamo attoniti i commenti, mentre il nostro occhio inorridisce davanti a grafici e proiezioni che non hanno nulla di comprensibile. Istintivamente siamo portati a disinteressarci rispetto a quanto viene detto, dando ragione a quanti credono che la conoscenza sia potere e che dunque debba essere competenza di pochi. Nel far questo, purtroppo, nessuno che ci dice questo signor PIL, in realtà, chi sia, da dove viene, come si calcola e soprattutto quale direzione ci suggerisce di prendere. Iniziamo a capire chi sia questo sconosciuto dispensatore di saggezza.

Per Prodotto Interno Lordo s’intende in economia il valore complessivo dei beni e dei servizi prodotti all'interno di un Paese in un certo intervallo di tempo (solitamente l'anno) e destinati ad usi finali (consumi finali, investimenti, esportazioni nette); non viene quindi conteggiato nel calcolo la produzione destinata ai consumi intermedi, che rappresentano il valore dei beni e dei servizi consumati e trasformati nel processo produttivo per ottenere nuovi beni e nuovi servizi. Il signor PIL può essere considerato anche come il valore totale della spesa fatta dalle famiglie per i consumi e dalle imprese per gli investimenti (l'identità vale in quanto la quota del prodotto destinata alla vendita ma non effettivamente venduta si traduce in un aumento delle scorte, che sono una componente degli investimenti) oppure come la somma dei redditi dei lavoratori e dei profitti delle imprese.

Tale Prodotto è detto Interno in quanto comprende il valore dei beni e dei servizi prodotti all'interno di un paese, indipendentemente dalla nazionalità di chi li produce. È detto poi Lordo perché è al lordo degli ammortamenti, intendendosi per ammortamento il procedimento con il quale si distribuiscono su più anni i costi dei beni a utilità pluriennale.
Ad oggi è la misura basilare usata in macroeconomia ed è l’indicatore a partire dal quale vengono pianificate le politiche economiche del governo.

Sappiamo, quindi, che se il signor PIL ingrassa il nostro governo è contento e ci racconta che tutto va bene, ma se il signor PIL, dopo essersi divorato mezzo mondo, inizia a perdere anche un grammo di tutto quel lardo ammassato in anni e anni di saccheggi, ecco che i governanti lanciano l’allarme: siamo in recessione, dobbiamo fare qualcosa per invertire la tendenza.
L’aspetto ridicolo della questione sta nel fatto che questo misterioso santone non solo concentra l’attenzione delle masse su di un concetto di sviluppo insostenibile, ma anche come indicatore macroeconomico è sostanzialmente fallace. Il Prodotto Interno Lordo si calcola, infatti, sui prezzi di mercato (PILM), arrivando così all’assurdo di considerare un avanzamento del benessere della società persino un aumento delle tasse (!). Se, infatti, il governo decide di aumentare le tasse sul lavoro o sull’impresa il risultato sarà l’inevitabile aumento dei prezzi per via della traslazione dell’effetto della tassa sul consumatore finale. Si registrerà, così, un aumento del PIL per la felicità dei governanti che – s’immagina – non soffriranno particolarmente dell’aumento dei prezzi. Dopotutto è il mercato, dolcezza.

Se si volesse conoscere veramente il livello di produttività di un paese si dovrebbe seguire sicuramente un altro criterio. In primo luogo, non si dovrebbero calcolare gli ammortamenti come utile, perché l’attività economica per essere descritta correttamente deve essere descritta per quella che è e non per quella che sarà o per quella che dovrebbe essere. Non più, dunque, un Prodotto Interno Lordo ma un Prodotto Interno Netto. In secondo luogo, non dovrebbero essere utilizzati come riferimento economico i prezzi del mercato ma i costi dei fattori (PINF), il prezzo cioè al netto delle imposte indirette.

Ma andiamo oltre. Ciò che più importa è la direzione che ci indica il nostro falso tuttologo dell’economia. L’assillo dell’economia rimane, infatti, sempre e soltanto uno: crescere. Crescere sempre, senza immaginare un possibile limite ambientale né un’eventuale saturazione del mercato. Il nostro signor PIL oltre ad essere un ciarlatano è anche particolarmente stupido. Ad oggi non ha infatti ancora afferrato un semplice fatto che per gli scienziati è ovvio: la dimensione della terra è fissa. Né la superficie né la massa del pianeta possono crescere o restringersi. La stessa cosa vale per la quantità dell’energia terrestre: la quantità assorbita dalla Terra, seppur impressionante, è equivalente a quella che la terra irradia. La dimensione dell’intero sistema – la quantità delle acque, delle terre, dell’aria, dei minerali e di tutte le altre risorse presenti nel pianeta su cui viviamo - è fissa. Abbiamo così un’economia lineare che prevede l’estrazione, la lavorazione, la distribuzione, il consumo e il rifiuto dei beni mentre il nostro ecosistema è circolare, in costante trasformazione e perenne trasformazione.

Il cambiamento più importante avvenuto in tempi recenti sulla Terra è stato l’enorme crescita dell’economia che ha richiesto una parte sempre più grande delle risorse planetarie. La popolazione mondiale ha impiegato millenni per arrivare agli inizi del novecento a contare due miliardi di anime, salvo poi impiegare solo un secolo, quello appena trascorso, per triplicarsi. Il numero degli animali, delle automobili, delle case e dei frigoriferi è, come se non bastasse, aumentato in modo ancor più esponenziale. L’attuale monolitica idea alla base della nostra economia sta ora raggiungendo il punto di rottura, il momento cioè in cui la corsa allo sviluppo supererà la sostenibilità terrestre. Basta pensare che se tutto il mondo consumasse come gli Stati Uniti sarebbero necessari cinque pianeti come il nostro, per comprendere l’insostenibilità di questo modo di produrre e di consumare. Di pianeta, infatti, ne abbiamo solo uno. Seguendo le dritte del nostro buffone, infatti, le principali filosofie di pensiero degli economisti sono tutte concentrare al sistema della circolazione del settore, a come distribuire in modo efficiente l’energia e le risorse, mentre tendono ad ignorare il suo sistema di smaltimento.

È questo il motivo per cui questo menzognero ciarlatano non fa altro che ripeterci continuamente che non ci sono limiti alla possibilità della sua crescita. È questo, dunque, un sistema in crisi. Un sistema che non funziona perché non può funzionare. Per nostra fortuna esistono persone che riescono ancora a ragionare con la propria testa e a riconoscere le bugie. Esistono persone che lavorano nell’ estrazione per salvare le foreste e la salute dei nostri mari e dei nostri laghi; persone che lavorano nella lavorazione per produrre in modo pulito, persone che si occupano dei lavoratori, del commercio equo e solidale, del consumo consapevole; persone che si attivano per bloccare discariche ed inceneritori e, cosa molto importante, per riportare il nostro governo sulla retta via, in modo che sia veramente formato dal popolo per il popolo.
Tocca solo credere a quanto ci dicono e sostenere i loro sforzi, ognuno secondo le proprie possibilità.

Ego brandizzato

Dalla fantasia della mia amica Lavinia, (http://jacquelinewas17.splinder.com/) un pezzettino curioso che mi piaceva e che ho deciso di pubblicare qui. Voi che ne pensate?


EGO BRANDIZZATO.

Sono bombardata dai payoff. Tutto è correttamente posizionato. Come avere la bottiglia di vodka nella mano destra, la bottiglia di tonica nella sinistra, il bicchiere nel mezzo, la sensazione che sia tutto a posto, tutto in ordine. Ogni marca se ne sta lì, posizionata accuratamente nel suo scaffalino.
Wind comunica in un soffio, Vodafone è tutta intorno a me, 3 un mistico magic number.


Quando avevo tra anni entrai in cucina e dissi con aria di superiorità: “Mamma, so fare le traduzioni”. “Cosa traduci amore?” chiese lei molto preoccupata. “Eh, ad esempio, non so, Galbani, hai presente Galbani? Galbani vuol dire fiducia.” Il mio intervento linguistico fu tradotto anch’esso, nel senso che si tradusse nel divieto totale di guardare la tv più di un’ora al giorno: addio Candy Candy, addio Mark Lenders, addio Drive In e Vito Catozzo, solo un’ora di Video music al giorno, in loop allucinogeno. Viene prima l’uovo o la gallina? Venne prima l’advertising o la musica? Non lo so, ma restano tuttora intrecciati indissolubilmente.

Resta il fatto che già allora tutto era posizionato, prodotti per famiglie, prodotti per bambini, prodotti per teenager, e a parte una breve parentesi in cui tutto si è fuso nell’enorme calderone del messaggio veicolato da stimolo sessuale (dobbiamo pubblicizzare uno shampoo antiforfora? Vai con la tettona. Solo una terza scarsa, che la quarta abbondante ci serve per i gusci dei telecomandi, e Rocco Siffredi per le patatine delle festicciole dei bambini) le cose stanno ancora così. Barilla dove c’è casa, silenzio parla Agnesi, o così o Pomì, più gusto di Burghy nessuno ti dà.

Una spintarella da Mtv e la fetta del target giovanile si è leggermente allargato, ma tant’è.
Tutto ha il suo posto ancora adesso.

All music/All in music, L’Oreal, perché voi valete, Muller, fate l’amore con il sapore.


E allora mi brandizzo anche io. Mi trovo un posticino, io che non so mai dove stare, che mi sento fuori posto dove sto e che se sto seduta composta come minimo rovescio un bicchiere addosso a qualcuno. Mi posiziono, mi concedo al mio target e poi, mal che vada, procedo al rinnovamento del brand. Ho anche il payoff, guarda. ALL YOU NEED IS LAV. Una di quelle cose che dici, non so, tu hai la macchina figa, vai in giro col Mercedes? Ah si, e io c’ho il payoff. E che cos’è? Non lo sai, lo vedi che sei sfigato, neanche sai cos’è il payoff, evapora, và.

Speriamo solo che non lo venga a sapere la mamma, altrimenti mi vieta di andare a lavorare per più di un’ora al giorno.