mercoledì 11 marzo 2009

La palestra degli eurodeputati e le opinioni ballerine del Corriere della Sera

Due giorni fa il Corriere della Sera ha lanciato un nuovo "scandalo" che ha coinvolto il Parlamento Europeo. La questione riguarda stavolta la palestra per gli eurodeputati, in procinto di essere allargata con nuovi lavori dal costo ancora indefinito. Nel titolo vengono suggeriti 5 milioni di euro, che vengono smentiti più tardi all'interno del pezzo stesso. Si suggerisce anche che l'ampliamento possa essere effettuato con soldi pubblici, anche se cio' resta al momento solo una delle ipotesi.

E' giusto - si domanda il giornalista Luigi Ofeddu, corrispondente del Corriere da Bruxelles - che i deputati abbiano a disposizione questo nuovo centro, la cui utilità viene giustificata con una generica "riduzione delle assenze"?


Ofeddu ci monta un caso, gridando all'indignazione popolare. Ma guardate cosa scriveva il suo giornale a proposito delle palestre in ufficio soltnto pochi mesi prima....

L'articolo di Elena Meli del 14 settembre 2008:
"Palestra in ufficio: meno assenze, e miglior rendimento".


Ma insomma/ la palestra in ufficio va bene, ma se é del Parlamento Europeo no? Almeno mettetevi daccordo!

...e voi invece che cosa ne pensate?

martedì 10 marzo 2009

GB: arriva il poliziotto...di cartone!

Dal sito di Corriere.it : Mi chiedo quando lo faranno anche in Italia, visti i tagli cronici alle forze dell'ordine nostrane... Ma soprattutto mi chiedo chi abbia avuto la fantastica idea, e se lavori ancora... :)

Si comincia nella cittadina di Redcar. Finora spese 10mila sterline per 80 sagome.

Gb: arriva il poliziotto di cartone

Immagini a grandezza naturale degli agenti davanti e dentro i negozi: si pensa di scoraggiare i furti

LONDRA (GRAN BRETAGNA) - Le forze dell'ordine scarseggiano. Tanto che i cittadini sono disposti ad accontentarsi anche di un poliziotto finto. Il nuovo deterrente contro il crimine in Gran Bretagna è il poliziotto cartonato. Le forze dell'ordine britanniche dispiegano infatti un nuovo esercito di immagini a grandezza naturale di agenti, allo scopo di dissuadere taccheggio e borseggio nei negozi. Il nuovo esperimento è arrivato lunedì in una cittadina del nord-est dell'Inghilterra, Redcar, racconta oggi il quotidiano britannico Daily Mail, dove vari agenti di cartone sono stati piazzati in alcuni negozi e presso i distributori di benzina, per evitare furti o fughe di automobilisti che non vogliono pagare.

IL MOTIVO - L'idea è che i taccheggiatori, pur riconoscendo chiaramente che si tratta di una foto e non di un poliziotto in carne e ossa, siano psicologicamente intimoriti dalla presenza e desistano dall'eventuale furto. Redcar non è il primo centro in cui si dispiegano gli agenti cartonati. Il surrogato di poliziotto era già stato considerato in Derbyshire dove, secondo il Daily Mail, sono state spese in due anni circa seimila sterline in finti agenti. Nelle West Midlands, l'investimento è arrivato addirittura a 10.000 sterline per 80 finti poliziotti. In tutto, sembra che in Inghilterra e Galles siano già 13 le amministrazioni delle forze dell'ordine che hanno investito nel nuovo metodo anti-taccheggio. A quanto pare in alcuni centri la polizia ha ipotizzato di chiedere un risarcimento dei costi per la stampa degli agenti ai commercianti che ne hanno beneficiato. Ma per adesso sembra che nessuno abbia accolto l'invito.

"Il signor PIL: un buffone pericoloso".

L'altro giorno sono rimasto sconvolto davanti ad una notizia che ho sentito, purtroppo non ricordo più dove: la stragrande maggioranza degli italiani non ha idea di che cosa sia - tra le altre cose - il "famigerato" PIL, il Prodotto Interno Lordo. Si', proprio quella sigla che in tempi di crisi fa capolino almeno tre volte al giorno per ogni telegiornale, e che governa le nostre ansie da nazione allo sfacelo.

Il che tradotto in simboli vuol dire più o meno che la stragrande maggioranza degli italiani non ha idea di cosa vogliano dire le notizie diffuse dai maggiori organi di informazione, e proprio su questa crisi che ci coinvolge tutti e di cui saremmo i più interessati a capirci qualcosa.

Per chi rientra nel novero ho trovato un simpatico post sul sito Altrenotizie.org che spiega proprio cosa sia questo nostro fantomatico alico, informandoci anche sul perché questa crisi forse in realtà sia molto meno pesante di quello che crediamo...

Siore e siori, ecco a voi "IL SIGNOR PIL: UN BUFFONE PERICOLOSO", di Ilvio Panullo.
Buona lettura...

Siamo bombardati da notizie che descrivono la nostra realtà, la qualità della nostra vita, il livello d’importanza della nostra nazione attraverso statistiche e numeri. Non esiste servizio, articolo o telegiornale che nel descrivere l’andamento piuttosto che lo stato dell’economia non parta e non finisca con una sterile elencazione di percentuali e grafici, che hanno come indiscusso nonché unico punto di riferimento il PIL: il Prodotto Interno Lordo.

Noi ascoltiamo attoniti i commenti, mentre il nostro occhio inorridisce davanti a grafici e proiezioni che non hanno nulla di comprensibile. Istintivamente siamo portati a disinteressarci rispetto a quanto viene detto, dando ragione a quanti credono che la conoscenza sia potere e che dunque debba essere competenza di pochi. Nel far questo, purtroppo, nessuno che ci dice questo signor PIL, in realtà, chi sia, da dove viene, come si calcola e soprattutto quale direzione ci suggerisce di prendere. Iniziamo a capire chi sia questo sconosciuto dispensatore di saggezza.

Per Prodotto Interno Lordo s’intende in economia il valore complessivo dei beni e dei servizi prodotti all'interno di un Paese in un certo intervallo di tempo (solitamente l'anno) e destinati ad usi finali (consumi finali, investimenti, esportazioni nette); non viene quindi conteggiato nel calcolo la produzione destinata ai consumi intermedi, che rappresentano il valore dei beni e dei servizi consumati e trasformati nel processo produttivo per ottenere nuovi beni e nuovi servizi. Il signor PIL può essere considerato anche come il valore totale della spesa fatta dalle famiglie per i consumi e dalle imprese per gli investimenti (l'identità vale in quanto la quota del prodotto destinata alla vendita ma non effettivamente venduta si traduce in un aumento delle scorte, che sono una componente degli investimenti) oppure come la somma dei redditi dei lavoratori e dei profitti delle imprese.

Tale Prodotto è detto Interno in quanto comprende il valore dei beni e dei servizi prodotti all'interno di un paese, indipendentemente dalla nazionalità di chi li produce. È detto poi Lordo perché è al lordo degli ammortamenti, intendendosi per ammortamento il procedimento con il quale si distribuiscono su più anni i costi dei beni a utilità pluriennale.
Ad oggi è la misura basilare usata in macroeconomia ed è l’indicatore a partire dal quale vengono pianificate le politiche economiche del governo.

Sappiamo, quindi, che se il signor PIL ingrassa il nostro governo è contento e ci racconta che tutto va bene, ma se il signor PIL, dopo essersi divorato mezzo mondo, inizia a perdere anche un grammo di tutto quel lardo ammassato in anni e anni di saccheggi, ecco che i governanti lanciano l’allarme: siamo in recessione, dobbiamo fare qualcosa per invertire la tendenza.
L’aspetto ridicolo della questione sta nel fatto che questo misterioso santone non solo concentra l’attenzione delle masse su di un concetto di sviluppo insostenibile, ma anche come indicatore macroeconomico è sostanzialmente fallace. Il Prodotto Interno Lordo si calcola, infatti, sui prezzi di mercato (PILM), arrivando così all’assurdo di considerare un avanzamento del benessere della società persino un aumento delle tasse (!). Se, infatti, il governo decide di aumentare le tasse sul lavoro o sull’impresa il risultato sarà l’inevitabile aumento dei prezzi per via della traslazione dell’effetto della tassa sul consumatore finale. Si registrerà, così, un aumento del PIL per la felicità dei governanti che – s’immagina – non soffriranno particolarmente dell’aumento dei prezzi. Dopotutto è il mercato, dolcezza.

Se si volesse conoscere veramente il livello di produttività di un paese si dovrebbe seguire sicuramente un altro criterio. In primo luogo, non si dovrebbero calcolare gli ammortamenti come utile, perché l’attività economica per essere descritta correttamente deve essere descritta per quella che è e non per quella che sarà o per quella che dovrebbe essere. Non più, dunque, un Prodotto Interno Lordo ma un Prodotto Interno Netto. In secondo luogo, non dovrebbero essere utilizzati come riferimento economico i prezzi del mercato ma i costi dei fattori (PINF), il prezzo cioè al netto delle imposte indirette.

Ma andiamo oltre. Ciò che più importa è la direzione che ci indica il nostro falso tuttologo dell’economia. L’assillo dell’economia rimane, infatti, sempre e soltanto uno: crescere. Crescere sempre, senza immaginare un possibile limite ambientale né un’eventuale saturazione del mercato. Il nostro signor PIL oltre ad essere un ciarlatano è anche particolarmente stupido. Ad oggi non ha infatti ancora afferrato un semplice fatto che per gli scienziati è ovvio: la dimensione della terra è fissa. Né la superficie né la massa del pianeta possono crescere o restringersi. La stessa cosa vale per la quantità dell’energia terrestre: la quantità assorbita dalla Terra, seppur impressionante, è equivalente a quella che la terra irradia. La dimensione dell’intero sistema – la quantità delle acque, delle terre, dell’aria, dei minerali e di tutte le altre risorse presenti nel pianeta su cui viviamo - è fissa. Abbiamo così un’economia lineare che prevede l’estrazione, la lavorazione, la distribuzione, il consumo e il rifiuto dei beni mentre il nostro ecosistema è circolare, in costante trasformazione e perenne trasformazione.

Il cambiamento più importante avvenuto in tempi recenti sulla Terra è stato l’enorme crescita dell’economia che ha richiesto una parte sempre più grande delle risorse planetarie. La popolazione mondiale ha impiegato millenni per arrivare agli inizi del novecento a contare due miliardi di anime, salvo poi impiegare solo un secolo, quello appena trascorso, per triplicarsi. Il numero degli animali, delle automobili, delle case e dei frigoriferi è, come se non bastasse, aumentato in modo ancor più esponenziale. L’attuale monolitica idea alla base della nostra economia sta ora raggiungendo il punto di rottura, il momento cioè in cui la corsa allo sviluppo supererà la sostenibilità terrestre. Basta pensare che se tutto il mondo consumasse come gli Stati Uniti sarebbero necessari cinque pianeti come il nostro, per comprendere l’insostenibilità di questo modo di produrre e di consumare. Di pianeta, infatti, ne abbiamo solo uno. Seguendo le dritte del nostro buffone, infatti, le principali filosofie di pensiero degli economisti sono tutte concentrare al sistema della circolazione del settore, a come distribuire in modo efficiente l’energia e le risorse, mentre tendono ad ignorare il suo sistema di smaltimento.

È questo il motivo per cui questo menzognero ciarlatano non fa altro che ripeterci continuamente che non ci sono limiti alla possibilità della sua crescita. È questo, dunque, un sistema in crisi. Un sistema che non funziona perché non può funzionare. Per nostra fortuna esistono persone che riescono ancora a ragionare con la propria testa e a riconoscere le bugie. Esistono persone che lavorano nell’ estrazione per salvare le foreste e la salute dei nostri mari e dei nostri laghi; persone che lavorano nella lavorazione per produrre in modo pulito, persone che si occupano dei lavoratori, del commercio equo e solidale, del consumo consapevole; persone che si attivano per bloccare discariche ed inceneritori e, cosa molto importante, per riportare il nostro governo sulla retta via, in modo che sia veramente formato dal popolo per il popolo.
Tocca solo credere a quanto ci dicono e sostenere i loro sforzi, ognuno secondo le proprie possibilità.

Ego brandizzato

Dalla fantasia della mia amica Lavinia, (http://jacquelinewas17.splinder.com/) un pezzettino curioso che mi piaceva e che ho deciso di pubblicare qui. Voi che ne pensate?


EGO BRANDIZZATO.

Sono bombardata dai payoff. Tutto è correttamente posizionato. Come avere la bottiglia di vodka nella mano destra, la bottiglia di tonica nella sinistra, il bicchiere nel mezzo, la sensazione che sia tutto a posto, tutto in ordine. Ogni marca se ne sta lì, posizionata accuratamente nel suo scaffalino.
Wind comunica in un soffio, Vodafone è tutta intorno a me, 3 un mistico magic number.


Quando avevo tra anni entrai in cucina e dissi con aria di superiorità: “Mamma, so fare le traduzioni”. “Cosa traduci amore?” chiese lei molto preoccupata. “Eh, ad esempio, non so, Galbani, hai presente Galbani? Galbani vuol dire fiducia.” Il mio intervento linguistico fu tradotto anch’esso, nel senso che si tradusse nel divieto totale di guardare la tv più di un’ora al giorno: addio Candy Candy, addio Mark Lenders, addio Drive In e Vito Catozzo, solo un’ora di Video music al giorno, in loop allucinogeno. Viene prima l’uovo o la gallina? Venne prima l’advertising o la musica? Non lo so, ma restano tuttora intrecciati indissolubilmente.

Resta il fatto che già allora tutto era posizionato, prodotti per famiglie, prodotti per bambini, prodotti per teenager, e a parte una breve parentesi in cui tutto si è fuso nell’enorme calderone del messaggio veicolato da stimolo sessuale (dobbiamo pubblicizzare uno shampoo antiforfora? Vai con la tettona. Solo una terza scarsa, che la quarta abbondante ci serve per i gusci dei telecomandi, e Rocco Siffredi per le patatine delle festicciole dei bambini) le cose stanno ancora così. Barilla dove c’è casa, silenzio parla Agnesi, o così o Pomì, più gusto di Burghy nessuno ti dà.

Una spintarella da Mtv e la fetta del target giovanile si è leggermente allargato, ma tant’è.
Tutto ha il suo posto ancora adesso.

All music/All in music, L’Oreal, perché voi valete, Muller, fate l’amore con il sapore.


E allora mi brandizzo anche io. Mi trovo un posticino, io che non so mai dove stare, che mi sento fuori posto dove sto e che se sto seduta composta come minimo rovescio un bicchiere addosso a qualcuno. Mi posiziono, mi concedo al mio target e poi, mal che vada, procedo al rinnovamento del brand. Ho anche il payoff, guarda. ALL YOU NEED IS LAV. Una di quelle cose che dici, non so, tu hai la macchina figa, vai in giro col Mercedes? Ah si, e io c’ho il payoff. E che cos’è? Non lo sai, lo vedi che sei sfigato, neanche sai cos’è il payoff, evapora, và.

Speriamo solo che non lo venga a sapere la mamma, altrimenti mi vieta di andare a lavorare per più di un’ora al giorno.

Anche un orologio rotto due volte al giorno ha ragione

2009, tempo di elezioni! A giugno infatti ( per chi ancora non lo sapesse) ci saranno le elezioni per i deputati da mandare al Parlamento Europeo. Ovviamente, una delle questioni centrali che tiene banco in questi giorni dove lavoro é proprio il "come convincere la gente ad andare a votare?".

In un'Italia sempre più delusa dalla politica, in cui ad ogni elezione cresce il partito degli astenuti e la disaffezione verso un "sistema" sentito come lontano ed irraggiungibile, l'ufficio del Parlamento Europeo a Milano si scervella da giorni insieme alle altre compagini europee per trovare le campagne e gli slogan più efficaci.

Oggi pero' nella calca della metropolitana ho avuto l'illuminazione! Guardate qui sotto la striscia di oggi di "Get Fuzzy" apparsa sul quotidiano free press Metro e ditemi se non é fantastica...


1) "Sai, parlare con Rob della candidatura di Mac mi ha fatto capire una cosa". "Che ha ragione e Mac non diventerà mai presidente?"
2) "No. E' che sono idioti come Rob a votare. Devi fingere che ti importa di loro anche se ti disgustano."
3) "..anche un orologio rotto avrà ragione due volte al giorno. Un elettore stupido puo' essere giusto una volta ogni 4 anni".
"AHEM!"
4) "Ah, ciao Rob! Pensavo di diminuire le tasse a quelli come te". "Furbo..."

Scherzi a parte, fate un esperimento: chi sa quanti sono i parlamentari che rappresentano ora l'Italia a Strasburgo? ...non vi sforzate, ve lo dico io: 78.

Ed ora ditemi: di quanti sapete dirmi il nome?

...

...

...

... bene.

Io prima di lavorare qui sforzandomi un po' ero arrivato a 6. Meno di un decimo.

Ora pensate che l'80 per cento dei provvedimenti del governo e del Parlamento italiano - sconvolgente, vero? - sono recepimenti di direttive o leggi europee. Fatte da un Parlamento di 732 persone, di cui solo questa piccola pattuglia di gente che nemmeno conoscete a rappresentare il nostro Paese. E ora guardate che impressione danno all'estero e all'Italia stessa quelle persone che voi ora potete sostituire. Adesso che potete cambiare tutto questo (anche grazie al fatto che in Italia sono rimaste anche le singole preferenze per i parlamentari da votare), non vorreste forse farlo?

"..anche un orologio rotto avrà ragione due volte al giorno. Un elettore stupido puo' essere giusto una volta ogni 4 anni". Non permettete a chi pensa di voi che possiate essere degli stupidi di avere ragione: se nelle scorse elezioni non siete andati a votare, se siete rimasti delusi da tutto, se volete cambiare quello che ora non vi piace...stavolta fatelo! Da cio' che deciderete dipenderà il vostro futuro, e l'immagine stessa della nazione che rappresentate!

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Nota di servizio: mi hanno suggerito di non pubblicare nei post riferimenti diretti a nomi di parlamentari, specialmente se se ne parla non proprio benissimo... In quanto membro dell'ufficio stampa del Parlamento Europeo infatti c'é il rischio che le mie posizioni - per quanto solo ed unicamente personali - siano scambiate o confuse per quelle dell'ente che al momento rappresento.

Ribadendo a scanso di equivoci che quanto trovate scritto in questo blog é frutto solo ed unicamente delle mie posizioni e dei miei convincimenti personali, vi annuncio pertanto che a parte i casi strettamente necessari nomi e riferimenti saranno per forza ridotti un po'. E' un piccolo prezzo da pagare per mantenere il blog pubblico, e per dare a voi una voce di riferimento con cui poter parlare ed un nome a garanzia di cio' che qui trovate scritto.

Detto questo, e sperando nella vostra comprensione...ci vediamo al prossimo post! :)


lunedì 9 marzo 2009

Sensualità a Corte: la quinta serie integrale!!!

...e come l'anno scorso, riparte su Calle del Vento la pubblicazione integrale della quinta seria di Sensualità a Corte!!!! Direttamente dal Web e dalla premiata fabbrica de "Mai dire Grande Fratello", eccovi le nuove avventure di Jean Claude, stavolta innamorato nientemeno che della fantastica (e baffuta) Wonder Woman!!! Per la gioia ovviamente di "Madre"... :)

Per gli appassionati inoltre nel blog é disponibile anche tutta la vecchia quarta serie! Fateci un salto... :)

PUNTATA 1 (24-02-2009)



PUNTATA 2 (03-03-2009)




PUNTATA 3 (10-03-2009)



PUNTATA 4 (17-03-2009)



PUNTATA 5 (24-03-2009)



PUNTATA 6 (31-03-2009)



PUNTATA 7 (07-04-2009)



PUNTATA 8 (21-04-2009, il ritorno di Doctor House!)



PUNTATA 9 (28-04-2009)



E anche per quest'anno é finita...ma tra poco arriverà anche il film!!!!
Se volete saperne di più cliccate qui...e arrivederci alla prossima serie!!!

martedì 3 marzo 2009

Sigarette: 1,50 euro di tassa per ogni pacchetto nel 2014

Fumatori, attenzione!

Dal 2014 le vostre sigarette potrebbero costare di più: per effetto di una normativa in discussione al Parlamento Europeo infatti, i balzelli applicati sulle sigarette potrebbero salire gradatamente di anno in anno fino al 2014, data in cui ogni pacchetto (secondo la proposta) dovrà essere tassato per un minimo di almeno1,50 euro.

Le finalità del provvedimento sarebbero quelle di uniformare la tassazione dei tabacchi tra gli stati membri dell´UE, nonchè di proteggere la salute dei cittadini assieme alla proibizione di effettuare campagne pubblicitarie per l´industria del tabacco e a campagne educative sui rischi del fumo.

Le tasse minime sulle sigarette dovrebbero ammontare a 64 euro per 1000 sigarette fino al gennaio 2012, per poi raggiungere quota 75 euro nel 2014. La Commissione ne aveva chiesti addirittura 90, ma la proposta non è stata accettata.

Chi fuma trinciato e rolla da sé non rida: se la proposta passerà anche questo tabacco infatti avrà il suo bel rincaro di tasse. Per la precisione 43 euro al kg fino al 2012, per raggiungere i 50 nel 2014. Anche qui la Commissione avrebbe voluto un rincaro totale di circa 60 euro al kg, che non è stato accettato. Per sigari e sigarilli si parla invece di un rincaro di 12 euro al kg entro il 2012, e 22 da raggiungersi entro il 2014.

La decisione finale sarà - come sempre quando si parla di tasse - del Consiglio Europeo, dopo che la Commissione ha approvato il provvedimento con 19 voti a favore, 1 contrario e 9 astenuti.

Nel frattempo, fumate tranquilli...

lunedì 2 marzo 2009

Parlamento Europeo, primo giorno di lavoro!

...primo giorno di lavoro alla rappresentanza milanese del Parlamento Europeo (Palazzo delle Stelline, corso Magenta 59: quello nella foto è il cortile...)!

Per ora solo poche righe, in attesa di avere un computer proprio e soprattutto mentre cerco di capire i trucchi di queste maledette tastiere per pc francesi (chissà perché qui quelle italiane non esistono... in compenso la mia ha tutte le dieresi del mondo, manco dovessi scrivere in finlandese..) e di districarmi tra gli uffici.

L´attività sarà a quanto pare soprattutto di rassegna stampa ed organizzazione eventi: il Parlamento Europeo ne copre un mucchio, e non ne avevo minimamente idea.. Nei prossimi giorni vedrò di mettervi al corrente di questo ed altro, insieme a tutte le altre scoperte!

Nel frattempo ho già una missione: scoprire come vengono assegnati gli incarichi in seno al Parlamento Europeo. Vi pare possibile che Vittorio Agnoletto, ex portavoce della protesta no global al G8 di Genova del 2001 contro il capitalismo americano, al Parlamento Europeo sia diventato "membro sostituto nella delegazione per i rapporti degli Stati Uniti"?
O che Mario Borghezio, europarlamentare leghista divenuto famoso per le sue affermazioni xenofobe o gli ati eroici come il disinfettare i treni dove sedevano gli "sporchi immigrati", al Parlamento Europeo sia divenuto "membro della commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni", membro della "delegazione per le relazioni con il Consiglio legislativo palestinese", e soprattutto "membro sostituto della delegazione per le relazioni con i paesi dell´Asia meridionale"?!?

Nell´attesa di scoprire queste ed altre cose, l´appuntamento è alla prossima...