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martedì 21 aprile 2009

Cercate lavoro? Il 22 aprile lo trovate qui!

Da Repubblica.it, un'utile opportunità per chiunque cerchi lavoro!

Prende il via domani la prima fiera virtuale del lavoro. Gli studenti incontrano sul web aziende e università per scoprire come si trova un impiego. Durerà otto ore e i direttori del personale faranno colloqui ai candidati con una webcam. I migliori si conquisteranno un incontro faccia a faccia per avere il posto

BIP, il career day é virtuale. In video chat con le imprese
di FEDERICO PACE

Provano a passare per lo stretto occhio di una webcam le speranze dei giovani in cerca di lavoro. Non più le sale d’attesa dove i responsabili delle risorse umane si facevano attendere a lungo. Non più i grandi spazi anonimi delle fiere dove spaesati ci si ritrovava ad accumulare depliant e brochure pubblicitarie senza neppure un incontro. Ora ci si può sedere davanti a un pc e provare a confrontarsi direttamente con chi può darci un lavoro. La nuova frontiera dei career day, quelle occasioni di incontro tra studenti e operatori, è sempre di più online.

Kermesse virtuale. Si chiama Bip, ovvero borsa internazionale del placement, e prenderà il via domani, alle nove del mattino, quello che sembra essere il primo career day che si svolgerà interamente sul web (www.biponline.it). Alla grande kermesse virtuale parteciperanno la gran parte delle università italiane (ad oggi sono 72 ad avere risposto all'appello), piccoli e grandi atenei, molte imprese note e migliaia di studenti. Tra avatar e chat-room gli operatori che incontreranno i giovani proveranno a rendere meno complesso e labirintico il percorso, spesso troppo poco limpido, che dovrebbe portarli dai banchi dell’università (o delle scuole superiori) fin dentro il cuore operativo delle imprese.

Settori e aziende. Nonostante la crisi, o forse proprio per quello, sono in molte le imprese a partecipare. Forse perché così si può risparmiare una buona fetta di costi che questi eventi (quando sono reali) impongono tra stand e logistica. Quasi un centinaio le aziende. Ci sono operatori attivi nelle assicurazioni e nel credito come Bnl Gruppo Bnp Paribas e Banca Antonvenenta Gruppo MPS. Ci sono istituzioni come la Banca d’Italia. Imprese di consulenza e servizi come Accenture, Kpmg o Seat Pagine Gialle. C’è la grande distribuzione come Auchan, Carrefour, Autogrill e Upim. Ci sono le imprese dell’Ict come Cisco e Ibm, e non mancano i brand famosi come Adidas, Danone, Coca Cola, Microsoft e Procter & Gabmble.

Il match e la chat. Ciascuna di loro ha uno spazio virtuale dove inserire le offerte di lavoro, un profilo, statistiche, contatti e presentazioni video. Per ciascun impiego vacante, le aziende definiscono una scheda dettagliata con le caratteristiche del candidato “ideale” come ad esempio il voto minimo di laurea, la facoltà di provenienza, il livello desiderato di conoscenza delle lingue straniere. Dal suo canto, chi è in cerca di lavoro, deve registrarsi al sito e definire il proprio profilo. A quel punto potrà cercare le posizioni che più gli interessano. Il tutto avviene su una piattaforma, dal nome Bip Match, che mette a confronto le richieste dell’impresa con i requisiti del candidato. Se tutto “coincide” ci si potrà mettere direttamente in contatto con i selezionatori. Sarà poi la video-chat, o quella specie di colloquio-virtuale che si svolgerà in qualche minuto, a permettere di conquistarsi un vero e proprio incontro per la posizione di lavoro in azienda.

Gli inattesi partecipanti. In Italia ci sono già imprese che valutano candidati utilizzando il web o giochi di simulazione. Negli Usa si sono già svolte fiere di questo tipo a cui hanno partecipato, su Second Life, grandi imprese come eBay, Hewlett-Packard, Microsoft e Verizon Communications. Per molte di loro è un modo per raggiungere anche quel segmento di giovanissimi candidati, ad altissimo tasso tecnologico, che probabilmente altrimenti non passerebbe dalle loro parti. Un modo per dare l’opportunità ai giovani in cerca di lavoro di entrare in contatto con le imprese in un contesto più confortevole. In alcuni di questi eventi si è scoperto, con un pizzico di sorpresa, che i candidati approdati sulle isole virtuali erano tutt’altro che giovanissimi. La gran parte di loro, al contrario, erano figure con esperienza professionale di almeno cinque anni.

Le nuove frontiere e le porte a cui bussare. Difficile dire se in futuro la selezione del personale farà, davvero, fondamentale affidamento al web. La “digitalizzazione” dei processi di selezione delle risorse umane, come accade per molte delle cose che riguardano Internet, Procede per strappi e improvvise pause. Per slanci improvvisi, visioni futuristiche, improvvisi arresti e cauti passi indietro. A chi cerca lavoro non resta che provare a incamminarsi anche verso le nuove frontiere digitali, senza però dimenticare di continuare a bussare alle porte, non virtuali, di quelle imprese che hanno ancora voglia e capacità di investire sulle persone.

giovedì 22 novembre 2007

Tanto scarico!

Giravo in Internet quando sul blog "Generazione 1.000 euro" ho trovato questo post, che riporto integralmente:

21 novembre 2007
Di male in benefit

Stamattina, durante una pausa alle macchinette del caffé, ho conosciuto Giada, la nuova stagista dell'Ufficio Economato. Ha 24 anni, una laurea specialistica in Economia Aziendale con 108 e questo è il primo "lavoro" "stipendiato" (le virgolette sono d'obbligo in entrambi i casi, visto che si tratta di 3 mesi + 3 di eventuale rinnovo a 500 euro netti l'uno) che ha trovato dopo essere uscita dall'Università.

Mi raccontava, evidentemente a titolo di sfogo per avere già capito che aria tira in MRW, di avere messo le mani su una nota di Rimborso Spese di Mark relativa ad una sua trasferta di 2 giorni a Terni a metà ottobre per una conferenza con i rappresentanti della distribuzione. Ebbene: pare che Mark non si sia fatto mancare proprio niente, dall'albergo a 4 stelle alle cene al ristorante, dai plus in camera ai viaggi in T-Biz in prima classe per un totale di 541,63 euro. Cinquecentoquarantunovirgolasessantatrè euro per due-giorni-due a Terni (neanche in Costa Azzurra, a Saint Moritz o alle Maldive...), più di quanto dia a Giada per un mese di lavoro.

Non che la cosa mi stupisca più di tanto, anzi. Ormai l'ho imparato bene che nella maggior parte delle aziende italiane in cui si piange miseria dando la colpa a questo o a quell'altro Governo - la MRW ha appena decimato il personale del distaccamento romano e ha sostituito 4 co.co.pro. nel commerciale qui a Milano con 2 stagisti alla metà della retribuzione e al doppio degli incarichi - i soldi ci sono eccome, e sono quelli che vanno a finire in stipendi e benefit per i dirigenti.

Eppure ogni volta che mi arriva all'orecchio una ennesima riprova del teorema cominciano a prudermi le mani come se fosse sempre la prima. E poi si parla tanto della Casta in politica...
La Casta è ovunque si giri la testa, la Casta è il "sistema", la Casta è la regola.

Stagisti a 500 euro per un mese, dirigenti a 541,63 euro per due giorni.

Giuro che accetterei di buon grado la cassa integrazione pur di vederli saltare in aria insieme a me...


Claudio
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Ora: questo post mi ha colpito per una cosa.

Voi non avete idea di quante persone vengano al ristorante dove lavoro, cenino a "zuppa di pesce + astice + Muller Thurgau + tartufino + sorbetto + limoncello(si dovrà pur digerire in un modo o nell'altro)" e si presentino alla cassa dicendo candidamente: "Mi fa la fattura prego? Che la devo mettere in rimborso spese alla ditta...". A volte è successo addirittura che si tenessero da parte dei conti di altri, per darli all'amico che "tanto li scarico comunque, dico che sono miei", il tutto nell'indifferenza generale e nel "tanto si fa così".

E a questo punto mi è venuto un dubbio: sono cretino io o sono cretine le ditte italiane?!? Non dico che uno debba cenare mentre sia in trasferta tutte le sere con uno spartano ed economico "Camogli e Coca Cola", ma è possibile che le aziende rimborsino tutte le volte una cosa del genere senza fiatare?

Cazzo, un minimo di dignità! Fossi il direttore della ditta in questione io rimborserei solo un tot a pasto: il resto, se lo vuoi, ce lo metti tu! Vuoi il Brunello di Montalcino al posto del Cabernet? La differenza la paghi tu! Vuoi la pasta al ragù di "capriolo nostrano delle Dolomiti" al posto del volgare "ragù della nonna"? Vuoi il bicchierino di Remy Martin a fine pasto prima della sigaretta? Te lo paghi! Ecchecazzo! Perchè poi è facile pensare, come nel post sopra, che le aziende non assumano anche per colpa di questi costi...

Ho cercato per curiosità se esistesse una statistica in Rete dei rimbori spesa erogati dalle aziende nostrane: dopo 2 ore di ricerca ho concluso con un "nulla di fatto".

Mi resterà la curiosità, insieme ad un po' di amarezza per cose che vedono tutti ma che non cambia nessuno.

PS: Se ho scritto cose non veritiere e i rimborsi funzionano diversamente ditemelo: magari poi sto meglio. Se qualcuno può invece fornirmi dei dati in merito me lo faccia sapere! Un articolo potendo ce lo scriverei volentieri...