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venerdì 20 febbraio 2009

Tv spazzatura? Forse gli italiani la preferiscono così.

Dal blog "Cablogrammi" di Massimo Russo, giornalista di Repubblica, un articolino carino di un po' di giorni fa (mi scuso per non averlo postato prima, ma ero in piena crisi da esame) che spiega un po' di cose ovvie ma forse sottovalutate sugli italiani di oggi.

Avete presente quelli che si lamentano dicendo che "la tv è piena solo di reality spazzatura come il Grande Fratello" e "non capiscono perchè "gli venga data solo quella robaccia e non programmi informativi, o più semplicemente di cultura"? Qui sotto la risposta. O meglio, una delle risposte possibili, che è tanto ovvia, quanto deprimente. Gli italiani semplicemente tutto questo...lo vogliono!!!

Gli italiani votano con il mouse: Grande Fratello batte Eluana 38 a 2

So che può sembrare blasfemo parlarne oggi, e a chi mi chiede un parere personale dico che mi sono identificato totalmente in quel che in questi giorni ha scritto Marco Cattaneo qui e qui. Però credo si debba avere il coraggio di guardare in faccia la realtà, anche (anzi soprattutto) quando non ci piace.

Ci pensavo da ieri sera, quando Enrico Mentana si è dimesso perché Canale 5 non ha cambiato il palinsesto, rifiutando di spostare la puntata del Grande Fratello per mandare in onda uno speciale di Matrix sulla morte di Eluana. Ebbene, se gli italiani avessero potuto votare con il telecomando, o meglio con il mouse, avrebbero dato ragione alla scelta dei vertici di Mediaset.


Il grafico che vede qui sopra è tratto da Google Insights, il servizio di Google che stima l’interesse degli utenti di internet per un certo tema, misurando le richieste che su quella parola chiave vengono fatte al motore di ricerca in un determinato arco di tempo. Le due curve mettono a paragone la popolarità delle ricercche Eluana (in rosso) e Grande Fratello (in azzurro). Ebbene, nei 30 giorni tra l’11 gennaio e l’8 febbraio, il Grande fratello batte Eluana 38 a 2. Vuol dire che in una scala da zero a 100 (dove 100 spetta al termine più cercato nel periodo), il reality televisivo ha avuto nella media dei 30 giorni una magnitudo 17 volte superiore alla vicenda di Eluana, se lo si misura in base al numero di richieste che sui due temi sono state fatte a Google. In particolare, poi, il picco assoluto delle ricerche si registra martedì 13 gennaio (lettera B), in concomitanza con la prima puntata del reality.

Basterebbe a farsi un’idea, non è tutto. Martedì 3 febbraio gli echi dell’uscita dalla casa del Grande Fratello di Daniela Martana - la hostess della Cai che ha dovuto lasciare la trasmisione non avendo ricevuto l’aspettativa, e di Leonia - fanno segnare un interesse pari a 40. Sabato, nel picco dello scontro tra primo ministro e presidente della Repubblica per la mancata firma di Napolitano al decreto legge del governo, il tema Eluana ha fatto registrare un’attenzione pari a 14. Circa un terzo di quella tributata alla hostess.

Certo, la rete non è sovrapponibile al paese. Si tratta di un campione, ma sono pur sempre 20 milioni di navigatori. Insomma, non è un sondaggio scientifico. Ma la sproporzione tra le cifre parla da sola. E il messaggio è oltremodo eloquente.

martedì 26 agosto 2008

Calcio oscurato in tv? Ma forse ci si guadagnerà solo...

...per la prima volta, a quanto pare, gli italiani non potranno vedere il calcio (in chiaro) in tv nè sentirlo per radio. Spariscono dai palinsesti quindi trasmissioni come "Tutto il calcio minuto per minuto",. "Novantesimo Minuto", "Controcampo" o "La Domenica Sportiva".

Il motivo? Come al solito, i soldi.

La Lega calcio ha deciso di non accettare l'offerta della Rai di 20,5 milioni di euro per i diritti degli "highlights" delle partite: nel 2007-2008 la Lega dai diritti tv (spartiti tra La 7, Sportitalia, Rai, Mediaset) ha ricevuto ricavi per 70 milioni di euro, ed ora non si vuole accontentare di nulla di meno. Domenica (salvo cambiamenti) saranno mute anche le radioline. E' stata infatti respinta l'offerta Rai di due milioni di euro per i soli diritti radio. "Si vendono assieme a tutto il pacchetto", è stata la risposta della Lega. A disposizioni delle emittenti, e solo per i loro telegiornali, 8 minuti di filmati da aggiustare a piacere: 4 per la serie A e 4 per la serie B.

Se mi dispiace? A dire la verità poco. Molto poco. Perchè forse riuscirò finalmente a vedere due cose che sogno da tempo...

1) Voglio vedere se il calcio, senza le trasmissioni nate apposta per far rissa (vedi specialmente "Controcampo") e che campano di scandali e polemiche si calmerà un po', e così i suoi tifosi.

2) Voglio vedere se finalmente al posto dell'onnipresente calcio trasmetteranno finalmente qualcuno degli altri sport che scopriamo solo per le Olimpiadi o per qualche grande evento, salvo ri-dimenticarcene la mattina seguente. Vela, tennis, nuoto, pallavolo, rugby...quanti ce ne sono? Eppure se ne vedono così pochi...

Riuscirà l'Italia a resistere senza calcio?

Io credo di sì, e pure guadagnandoci. ...Secondo voi?

lunedì 26 novembre 2007

Mastella contro "Il capo dei capi". Vorrebbe forse esserlo lui?

Mastella contro "Il capo dei capi".

L'arciministro della Giustizia (e in pectore "delle televisioni") Clemente Mastella ha lanciato un severo monito alla fiction tv trasmessa sulle reti Mediaset che racconta la vita del celeberrimo capo mafioso Totò Riina.
«Andrebbe sospesa - ha detto il Guardasigilli a Gela dove ha incontrato i vertici della Magistratura - Manca quell'aspetto educativo che rimanda ai valori di una società sana». Per chiarire ha poi aggiunto: «Il capo dei capi è un farabutto. Non credo si possa battere la mafia se non crescono i valori nella società. Quando si inneggia a un camorrista, a un mafioso, questo mi spaventa» ha detto il Clemente nazionale. Dicendo poi, per ripararsi dalle polemiche: «Io ho fatto da postino rispetto ad una richiesta che veniva dal presidente della Corte d’Appello di Messina. L’ho girato al direttore generale della Rai, al presidente della commissione di Vigilanza e il direttore generale ha preso le sue buone misure».

Il ministro, racconta il Corriere.it, non è nuovo a simili iniziative: già 3 giorni fa la Rai rimandò a data da destinarsi la fiction "La vita rubata", basata sulla storia di Graziella Campagna, una stiratrice di 17 anni uccisa nel 1985 a Villafranca Tirrena, paesino in provincia di Messina. La direzione generale si trovò anche allora davanti ad una "richiesta" del presidente della Corte di Appello di Messina, presentata ancora attraverso il Ministro della Giustizia, che segnalò come la messa in onda della fiction sull'assassinio di Graziella Campagna «avrebbe potuto turbare la serenità dei giudici della Corte d'Assise di Appello che dal 13 dicembre si riuniranno in udienza proprio per il processo che riguarda l'assassinio di Graziella Campagna». Riporto sotto il passo del Corriere che riassume la storia:

LA VICENDA - La fiction narra la vicenda di Graziella Campagna, 17 anni, che lavorava come stiratrice in una lavanderia di Villafranca Tirrena, paesino in provincia di Messina. Due boss mafiosi latitanti di Palermo dimenticano un'agendina nella tasca di una giacca lasciata in lavanderia. Graziella scopre che l'uomo che tutti in paese conoscono come l'ingegnere Cannata altro non era che il boss Gerlando Alberti junior, nipote dell'omonimo boss di Palermo. Il mafioso, per paura di essere scoperto, come emergerà dal processo, decide di eliminare la ragazza.
La sera del 12 dicembre 1985 Graziella non torna a casa. Qualche giorno dopo il suo cadavere viene trovato a pochi chilometri di distanza dal paese, crivellato di colpi. Sul delitto nessuno sembrava voler indagare. Eccetto il fratello Pietro, carabiniere. Un'indagine, durata 20 anni, fra inchieste stoppate e procedimenti giudiziari annullati. Il processo prende il via e si conclude nel dicembre 2004 con la condanna all'ergastolo di Alberti e del suo complice Giovanni Sutera.
Ma il nipote del boss palermitano dopo un anno e mezzo torna in libertà perché i giudici della Corte d'assise non depositano entro i termini stabiliti le motivazioni della sentenza di condanna e quindi viene annullata per decorrenza dei termini la custodia cautelare. Alberti, infatti, rimasto in cella per altri reati, ha lasciato il carcere perché avendo già scontato una condanna per traffico di droga e potendo
beneficiare dell'indulto per gli altri reati di cui è stato ritenuto colpevole torna un uomo libero. La vicenda suscita scalpore e il ministro Mastella nel settembre 2006 invia gli ispettori, che dopo alcuni mesi archiviano il caso sul magistrato che era stato accusato di avere ritardato il deposito delle motivazioni della sentenza.

Ora: mi sono perso qualcosa?

Da quand'è che il ministro Mastella fa le veci delle Poste? E da quando è così puro di cuore da potersi permettere di dire cosa sia giusto fare o non fare riguardo alla mafia/criminalità? Forse mi sbaglio io, ma non stiamo parlando dello stesso Clemente Mastella che fece togliere l'inchiesta Why Not sui finanziamenti illeciti in cui era finito lui stesso indagato al legittimo pm che se ne occupava, Luigi De Magistris? Quello che si fa eleggere ogni volta campando come un baronetto medievale sulle regalie date a mani basse ad un intero paese, come documentarono i servizi delle Iene? Quello amico del mafioso Francesco Campanella, di cui fu anche testimone di nozze? Quello che fu coinvolto nel fallimento nel 2004 del Napoli Calcio, società di cui a parer suo non ha mai partecipato alla gestione pur essendone dalle carte vicepresidente? Quello il cui giornale di partito, "Il Campanile", secondo una recente indagine dell'Espresso si è mangiato nel solo 2005 un milione e trecentomila euro di finanziamenti pubblici (di cui viaggi e trasferte della famiglia Mastella: 98.000 euro, liberalità e spese di rappresentanza: 141.000 euro, liberalità: 22.000, pacchi dolciumi e torroni: 17.000) ? Quello il cui blog censura i commenti negativi perchè sennò fanno cattiva impressione?

«Quando si inneggia a un camorrista, a un mafioso, questo mi spaventa», dice il ministro. Ma come fai allora quando la gente di Ceppaloni ti viene a trovare a casa coi cesti di doni ogni domenica e inneggia a te in ogni singolo bar, Clemente?!?!?