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venerdì 2 luglio 2010

Nuova campagna anti intercettazioni

Dopo le manifestazioni di ieri nelle piazze italiane contro la legge bavaglio, il PDL corre ai ripari con una nuova campagna stampa anti intercettazioni, di cui vi forniamo le anteprime in esclusiva:



giovedì 1 luglio 2010

Diciamo "No al bavaglio": sul blog la diretta online delle manifestazioni in Italia

Per dire no alla legge bavaglio, e tutelare il diritto di tutti noi ad essere informati. Per non mettere il bavaglio alle inchieste giudiziarie, e fermare la ricerca delle verità sulle magagne e sui reati che avvengono ogni giorno in Italia.

Per questo e per tutto quello che rischia di esserci tolto, oggi l'Italia intera manifesta nelle piazze italiane per dire no alla vergognosa legge che vuole fermare la stampa e la magistratura italiana!

Qui sotto la diretta delle manifestazioni in streaming da tutta Italia (grazie al network "Libera rete")



Martin Luther King diceva: "Non è grave il clamore chiassoso dei violenti, bensì il silenzio spaventoso delle persone oneste". Se potete andate a manifestare di persona, altrimenti...diffondete e diffondete!!!!

giovedì 10 giugno 2010

Lirio, che con la nuova legge sulle intercettazioni sarebbe già morto

L'uomo nella foto si chiama Lirio Abbate. E' un giornalista dell'Ansa di Palermo che fu minacciato di morte dalla mafia per i suoi articoli scomodi e che scampò, proprio grazie ad alcune intercettazioni che parlavano di un attentato da eseguire di lì a poco nei suoi confronti - ad una bomba destinata ad ucciderlo.



Le intercettazioni permisero infatti alla Polizia di mettere il giornalista sotto scorta e di dare il via alle indagini che gli salvarono la vita.

Con la legge bavaglio approvata oggi, come ha giustamente ricordato Claudio Fava (Sinistra Ecologia e Libertà) , Lirio Abbate sarebbe già morto.

Ma magari, con la nuova legge, la prossima volta ce la faranno ad ammazzarlo. O - se non sarà lui - sarà qualcun altro tra le mille persone scomode che ogni giorno tentano di fare qualcosa contro la mafia e contro il crimine.

Se non facciamo nulla ora per fermare questa legge ignobile che mette il bavaglio ad informazione, magistratura e forze dell'Ordine, la colpa di questo - quando succederà - sarà anche un po' nostra.

Non è il momento per essere ignavi. Facciamoci sentire.

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Dall'intervista a Lirio Abbate di Repubblica del 5 settembre 2007:

[...] Dice Lirio che hanno ragione il capo dello Stato e il governo a chiedere che "la società civile" faccia la sua parte contro la mafia. È la parte del problema con cui egli sente di dover fare più dolorosamente i conti, oggi. "È un paradosso. Credi di dover fare in modo accurato il tuo lavoro di cronista per illuminare nell'interesse dell'opinione pubblica, di quella "società civile", gli angoli bui e sporchi del cortile di casa. Poi scopri che sei un ingenuo. Nessuno vuole guardare da quella parte, in quegli angoli - no - preferiscono voltarsi da un'altra parte anche se stai lì a tirargli la giacchetta. E allora perché lo faccio?, ti chiedi. Perché infliggo a chi mi è caro ansia, paura, apprensione e, Dio non voglia, pericoli? Perché, mi chiedo, non ascolti chi ti dice: ma chi te lo fa fare, vattene da qui, vattene subito, non ti accorgi che non vale la pena?".

La voce di Lirio sembra rompersi ora. Percettibilmente, il timbro diventa roco e trattenuto come di chi si sta sforzando di controllare un'emozione che forse è rabbia, forse è avvilimento o forse entrambe le cose. Dopo qualche secondo, Lirio dice finalmente: "Lo sai perché non decido di andarmene? Per onore. Sì, per onore! Non per il mostruoso, folle, ridicolo onore di cui si riempiono la bocca mafiosi deboli con i forti e forti con i più deboli, ma per quell'onore che mi chiede di avere rispetto di me stesso, che mi impedisce di inchinarmi alla forza e alla paura, di scendere a patti con ciò che disprezzo. Quell'onore che molti siciliani hanno dimenticato di coltivare".


Non inchiniamoci. Contro la mafia, e contro le leggi che aiutano mafiosi e criminali a farla franca, una volta di più.

Intercettazioni: gli audio che non potrete più ascoltare

Oggi entro le 14 il voto di fiducia sulla contestatissima legge Bavaglio. Siete pronti a dire addio al vostro diritto ad essere informati, e a conoscere cose come queste?



Se pensate che in tutto questo ci sia qualcosa di sbagliato...fatevi sentire!!!

giovedì 11 giugno 2009

Dal 2007 al 2009, il progetto del ddl contro le intercettazioni ora (quasi) realizzato

Era il 21 Aprile 2007.

Con 447 voti a favore e 7 astenuti il Ddl Mastella sulle intercettazioni ha avuto martedì il via libera della Camera. A farne le spese saranno soprattutto i giornalisti, poiché tale legge prevede il divieto di pubblicare intercettazioni e atti di indagine fino alla conclusione delle indagini preliminari, anche se non coperte da segreto istruttorio. Qualora il processo prenda avvio gli atti non potranno essere pubblicati se non dopo la pronuncia della sentenza d’appello. Coloro che infrangeranno il divieto incorreranno in pesanti sanzioni: arresto fino a 30 giorni oppure ammenda da 10 mila a 100 mila euro. Verrà inoltre ampliato il potere di controllo della Corte dei Conti, che dovrà vagliare le spese delle Procure relative alle intercettazioni.

Che cosa cambia quindi? I rischi derivanti da questa legge sono stati ottimamente evidenziati da Marco Travaglio in un articolo comparso giovedì su L’Unità e da cui riprendo due stralci significativi:“… Nessuno si lasci ingannare dall’uso furbetto delle parole: non è una legge “in difesa della privacy” (che esiste da 15 anni) nè contro “la gogna delle intercettazioni”. Questa è una legge che, se passerà pure al Senato, impedirà ai giornalisti di raccontare - e ai cittadini di conoscere - le indagini della magistratura e in certi casi persino i processi di primo e secondo grado. Non è una legge contro i giornalisti. È una legge contro i cittadini ansiosi di essere informati sugli scandali del potere, ma anche sul vicino di casa sospettato di pedofilia. Vediamo perché.

Oggi gli atti d’indagine sono coperti dal segreto investigativo finché diventano “conoscibili dall’indagato”. Da allora non sono più segreti e se ne può parlare. Per chi li pubblica integralmente, c’è un blando divieto di pubblicazione, la cui violazione è sanzionata con una multa da 51 a 258 euro, talmente lieve da essere sopportabile quando le carte investono il diritto-dovere di cronaca. Dunque i verbali d’interrogatorio, le ordinanze di custodia, i verbali di perquisizione e sequestro, che per definizione vengono consegnati all’indagato e al difensore, non sono segreti e si possono raccontare e, di fatto, citare testualmente (alla peggio si paga la mini-multa). È per questo che, ai tempi di Mani Pulite, gli italiani han potuto sapere in tempo reale i nomi dei politici e degli imprenditori indagati, e di cosa erano accusati. È per questo che, di recente, abbiamo potuto conoscere subito molti particolari di Bancopoli, Furbettopoli, Calciopoli, Vallettopoli, dei crac Cirio e Parmalat, degli spionaggi di Telecom e Sismi. Fosse stata già in vigore la legge Mastella, Fazio sarebbe ancora al suo posto, Moggi seguiterebbe a truccare i campionati, Fiorani a derubare i correntisti Bpl, Gnutti e Consorte ad accumulare fortune in barba alle regole, Pollari e Pompa a spiare a destra e manca. Per la semplice ragione che, al momento, costoro non sono stati arrestati né processati: dunque non sapremmo ancora nulla delle accuse a loro carico. Lo stesso vale per i sospetti serial killer e pedofili, che potrebbero agire indisturbati senza che i vicini di casa sappiano di cosa sono sospettati.”

“…E i dibattimenti? Almeno quelli sono pubblici, ma fino a un certo punto: “non possono essere pubblicati gli atti del fascicolo del pm, se non dopo la pronuncia della sentenza d’appello”. Le accuse raccolte (esempio, nei processi Tanzi, Wanna Marchi, Cuffaro, Cogne, Berlusconi etc.) si potranno conoscere dopo una decina d’anni da quando sono state raccolte: alla fine dell’appello. Non è meraviglioso?”

E si é arrivati al 10 giugno 2009, data in cui la Camera ha approvato con la fiducia proprio quel maledetto decreto. Due anni, per non cambiare niente. Oggi alle 15 il voto definitivo al Senato, ma ormai dispero.

Complimenti a tutti.

A proposito di Mastella: ma i simpatizzanti del PDL che intasavano il sito del partito di proteste alla notizia della possibile ricandidatura del Clemente alle europee (ricordate? Leggete qui...) oggi che é stato non solo candidato ma addirittura eletto dove sono finiti?!? Mi piacerebbe che qualcuno avesse davvero mantenuto la promessa di non votare il partito che lo candidava... Se ci siete, battete un colpo!

lunedì 3 dicembre 2007

Come costuire un intercettatore di telefoni cellulari con meno di 10 dollari. Su Youtube.

Questo ha del clamoroso....


Pensate che le vostre telefonate siano sicure? Sbagliate, e clamorosamente!
Questo video, che ho trovato su Youtube, dimostra come sia possibile costruire un intercettatore di telefoni cellulari in 4 minuti con meno di 10 dollari!

Dagli stessi autori: come costruire un amplificatore hi-fi con meno di 2 dollari, come far partire qualsiasi cosa (da una tv a quello che volete) con una batteria AAA, e un mucchio di altre cose interessanti stile Mc Gyver che potete trovare qui.

Guardate e stupitevi...