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mercoledì 20 ottobre 2010

Error 404 - censura nel blog di Generazione Italia?

Stamattina il sito Giornalettismo dà notizia così dei commenti indignati che piovono sul blog di Generazione Italia (vicino a FLI) su un post di Fabio Granata dal Titolo "Tranquilli, faremo la cosa giusta".

"Non l’hanno presa bene. Gli elettori di Fini, o per lo meno quelli che hanno deciso di commentare nel post di Fabio Granata la decisione di Futuro e Libertà di votare in commissione il sì al Lodo Alfano costituzionalizzato e con retroattività al Senato si sono arrabbiati molto per l’ok.

LA COSA GIUSTA 

Il titolo del post sembra una citazione da un vecchio film di Spike Lee “Tranquilli, faremo la cosa giusta”, ma la risposta dei commentatori è sferzante: “Tranquilli, faremo la cosa giusta… VOTEREMO IL LODO ALFANO E LE LEGGI AD PERSONAM!!!”, scrive Alberto, mentre Er6n1980 è ancora più deluso: “io vedo (vedevo) Fli come qualcosa di diverso.. un’alternativa “pulita” con valori di destra come sono i miei… finchè sarò simpatizzante di fli è giusto che faccia sentire la mia voce cercando, con le mie critiche, di migliorare (secondo me) la rotta di questo movimento. come puoi vedere tantissima gente (praticamente il 90%) è sconcertata per la giornata politica di ieri.. ora…aspettiamo…ma è dura andare avanti cosi…l’umore è bassissimo”.

C’è anche chi dice che cambierà partito: “Che delusione….come tanti credo che FLI sia praticamente finito prima ancora di iniziare….da ex Montanelliano mi sono iscritto pensando a qualcosa di diverso e invece siamo all’approvazione del lodo Alfano, addirittura retroattivo! Mi spiace….finirò, come tanti di destra, col votare Di Pietro, perchè la giustizia è una cosa seria e sconti al nano non se ne possono fare”. C’è anche chi parla di boccone amaro da ingoiare, e dice di comprendere le ragioni che hanno portato FLI al sì.

Questo pomeriggio pare che a fare la loro personale "cosa giusta" siano stati gli autori del blog (anche se non si può averne la matematica certezza):  il post citato e tutti i 300 e rotti commenti ricevuti sono infatti spariti dal sito dove erano ancora presenti in mattinata: ad aprire la pagina viene fuori un laconico "Error 404 - Non trovato". Il post, tanto per fugare i dubbi, risulta infatti sparito anche dall'archivio del sito.



Ma cercando nella cache di Google eccolo ricomparire a questo link, anche se "catturato" quando i commenti erano ancora fermi a quota 152.

Ecco com'è ora l'archivio...

 ...e come compariva invece nella copia cache di stamattina, con il post incriminato:



Che dire? Per un partito che voleva opporsi al dispostismo berlusconiano ed alla censura delle opinioni altrui promuovendo la libertà di pensiero, come inizio non c'è male.... Saranno ancora così tranquilli che il loro partito sappia fare la cosa giusta, gli elettori di Futuro e Libertà?

martedì 4 dicembre 2007

Due spiegazioni ben fatte sul prezzo della benzina

Un articolo interessante (anche se un po' datato, 24 maggio 2007...) che ho trovato sul blog di Aspo Italia... E' carino più che altro perchè spiega un po' quelle dinamiche sul prezzo della benzina (speculazioni a parte) di cui tutti si chiedono il perchè... Notare prego il prezzo del petrolio 7 mesi fa: 65 dollari al barile... Oggi è 97-8....

"La "Signora del Petrolio," Debora Billi, ha azzeccato un'altra volta un punto interessantissimo nel suo blog, raccontandoci della folle idea del congresso americano di far causa all'OPEC per via degli aumenti dei prezzi della benzina.

Idea, appunto, folle; ma - come si suol dire - in certe follie c'è un metodo. Il congresso sta cercando un capro espiatorio per il problema che non sia, per carità, l'innominabile e politicamente scorrettissimo "picco del petrolio". Se il congresso o il senato dovessero ammettere che stiamo esaurendo le risorse, la gente gli domanderebbe "perché non ce lo avete detto prima?". Quindi, hanno preso l'OPEC come bersaglio per prima cosa. Ultimamente, si sono anche accorti che c'è qualcosa di strano nella relazione fra il prezzo della benzina e il prezzo del petrolio, cosa che ora gli consentirà di prendersela con le compagnie petrolifere.


Ci informa il Washington Post che il prezzo della benzina negli Stati Uniti è vicino al record storico. Siamo a 3.2 dollari al gallone, che è uguale - tenendo conto dell'inflazione - al record del momento più nero della crisi del petrolio, nel 1979. Però c'è una differenza. Nel 1979, il barile di petrolio costava - sempre tenendo conto dell'inflazione - circa 90 dollari al barile. Oggi ne costa circa 65. Ma allora perché la benzina costa così tanto? C'è veramente un complotto delle compagnie petrolifere?

Secondo i rappresentanti dei democratici al congresso, è proprio così (come ci racconta sempre il Washington Post)
. Ma è una fesseria. Il prezzo del barile non è il solo elemento che determina il prezzo della benzina. Bisogna raffinare il petrolio per farne benzina, e qui sono le dolenti note. Nel 1979, il mercato della benzina era molto più piccolo, ma la capacità di raffinazione negli Stati Uniti non era molto diversa dall'attuale. Oggi, il mercato si è espanso e le raffinerie non ce la fanno a star dietro alle richieste. Le raffinerie sono poche e stanno facendo grossi profitti (come ci racconta Econbrowser). In più, nel 1979 ci furono degli interventi governativi di calmierazione dei prezzi. Probabilmente fecero più danni che altro, incluse le code ai distributori. Ora, sembrerebbe che l'idea sia di lasciar crescere i prezzi per ridurre i consumi attraverso il meccanismo della distruzione della domanda.

Quindi, niente di particolarmente strano negli aumenti dei prezzi della benzina. Di petrolio ce n'è sempre di meno ed è ovvio che la benzina costi sempre di più. Meno ovvio che si debba dar la colpa a qualcuno che non sia noi stessi, ma così vanno le cose nel mondo reale. Negli Stati Uniti si da la colpa all'OPEC o ai cattivi petrolieri. Vedrete che da noi si darà la colpa al governo e si ricomincerà fra breve a chiedere di ridurre le accise sui carburanti."