martedì 14 settembre 2010
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lunedì 25 febbraio 2008
"Le gondole si ispirano alle cozze": essere guida turistica (abusiva) a Venezia
VENEZIA, LE BUFALE DEI (FINTI) CICERONI
Venezia - Che ci fa la procace Ingrid con un ombrellino (chiuso) sulla testa? Semplice: la guida turistica. Abusiva. Un codazzo di 20 persone la segue fedelmente senza perdere di vista quella specie di manganello foderato che Ingrid - nata in Russia, ma da 4 anni nel nostro Paese - tiene sempre sollevato per evitare che qualche membro del suo gruppo si perda nella folla.
Con il viso e il fisico che si ritrova, potrebbe fare la modella. O altro. Ma, chissà perché, ha scelto il mestiere di «cicerona», sprovvista però di regolare tesserino professionale. Lei - sedicente «laureata in Archeologia all’università di Mosca» - entra trionfalmente in piazza San Marco a Venezia, raccontando, a modo suo, l’epopea della città. A «modo suo» significa che Ingrid spara a raffica una serie di bufale buone per fare le mozzarelle, ma non certo per insaporire storia, arte e cultura della Serenissima.
Complice la nebbia che avvolge la laguna, ci accodiamo al gruppo di gitanti baresi preso in consegna da Ingrid. Ne sentiremo di tutti i colori. Nella hit parade delle castronerie meritano di essere menzionate le seguenti «spiegazioni»: «La forma e il colore delle gondole si ispirano alle cozze...»; «Il cappello dei gondolieri è fatto con paglia intrecciata originaria della Cina...»; «Le piazze di Venezia sono dette campi, perché nell’antichità i cittadini erano dediti all’agricoltura...»; «Palazzo Ducale fu eretto in onore del primo doge della città...»; «Il Campanile di San Marco fu distrutto nel 1489 a seguito del terremoto...».
In quest’ultimo caso quel gran pezzo di guida abusiva della Ingrid quasi ci azzeccava: nel 1489 il campanile simbolo di Venezia fu infatti sì seriamente danneggiato, ma per colpa di un fulmine; mentre il sisma (anch’esso con gravi effetti sulla torre) avvenne qualche tempo dopo: nel marzo del 1511.
Dettagli di poco conto per Ingrid e i suoi tanti colleghi raccontatori più di barzellette che di tradizioni veneziane. Del resto per 60 euro a visita (la metà della tariffa standard) non si può andare troppo per il sottile. Lo sanno bene i tour operator sparagnini che si affidano alle guide «taroccate» e lo sanno bene anche i turisti costretti a chiudere un occhio (ma spesso anche un orecchio) dinanzi a «informazioni» buone per Zelig.
I primi due strafalcioni sono facilmente smascherabili: su una qualsiasi enciclopedia si legge infatti che «Marco Polo nacque a Venezia il 15 settembre 1254», altro che Croazia...; mentre non bisogna essere Giulio Carlo Argan per sapere che la Basilica di San Marco è il più noto esempio di arte Bizantina in Italia.
Ma sulla «notizia» della «Gestapo al Fontego» - ammettendo la mia ignoranza - sono costretto a rivolgermi ad Anna che, grazie al cielo, è una vera guida turistica: «Ma quale Gestapo... Il Fontego fu per secoli il luogo in cui vissero e lavorarono i mercanti tedeschi, artisti e artigiani». Lezione chiara ed esauriente. Insomma, com’è abitudine dei professionisti «garantiti» dalle associazioni presiedute da Guido Lion e Barbara Tosato. Entrambi col dente avvelenato contro Ingrid & C.: «Un esercito di guide turistiche fasulle che da mesi invade Venezia, millantando conoscenze inesistenti e distruggendo l’immagine della città, con strafalcioni clamorosi».
Una situazione ormai fuori controllo, denunciata dalle associazioni di categoria: «L’abusivismo c’è sempre stato ma era contenuto nei limiti fisiologici, oggi invece operano non meno di 200 guide fai-da-te, a fronte di altrettante guide regolarmente autorizzate. È stata la Legge del 2 aprile, ex decreto Bersani sulle liberalizzazioni, a stravolgere tutto. Così oggi siamo spettatori impotenti davanti al proliferare di accompagnatori turistici che ricoprono le mansioni di guide e di sedicenti guide straniere che arrivano a Venezia raccontando quello che vogliono».Un duro colpo per le guide doc che, per conseguire il patentino, hanno sostenuto esami rigorosissimi, mentre appannaggio delle guide abusive c’è solo un’aneddotica ispirata a rubriche della Settimana Enigmistica, del tipo «Strano ma vero» e «Risate a denti stretti». Il tutto sotto gli occhi dei vigili urbani. Che allargano le braccia: «Non conosciamo le lingue e quindi non siamo in grado di capire gli eventuali strafalcioni storico-artistici che le guide improvvisate spacciano per veritieri ai gruppi che accompagnano».
Marco Polo, dalla Croazia, se la ride...---
Gente, che ignoranza... :)
