Eccovi l'editoriale di oggi di Avvenire, sul tema delle polemiche scatenate dal no di Benedetto XVI all'uso del preservativo...
Leggete e ditemi...che ne pensate?!? Ma soprattutto...CHE COSA C***O VUOL DIRE?!?!?!?!?
IL PROBLEMA DEL PRESERVATIVO.
PROTEGGERE GLI ALTRI, UNA SCELTA NELL’ORIZZONTE DELLA VERITÀ.
(come se qualcuno davvero l'avesse in mano...)
FRANCESCO D’AGOSTINO
Il diritto ci impone di rispettare l’altro. L’etica ci impone di rispettare l’altro e di rispettare noi stessi. In genere non ci crea alcuna difficoltà capire le ragioni del diritto; ben più difficile è capire le ragioni dell’etica: non è forse vero che "io sono mio"? E se "sono mio", perché non dovrei fare di me stesso tutto ciò che voglio? (perché non va bene al Papa?) Così ragionano gli individualisti radicali, senza rendersi conto di erodere l’etica dal suo stesso interno, fino a farla implodere.
Prendiamo come esempio l’esperienza della sessualità, che è tornata prepotentemente di scena, col recentissimo e critico riferimento che il Papa ha fatto all’uso dei preservativi. Il diritto proibisce ogni forma, anche lieve, di violenza sessuale sull’altro: questo lo capiscono tutti. L’etica sessuale è ben più esigente: pretende che io controlli i miei desideri e le mie pulsioni non solo quando sono violente, ma ogni qual volta esse, pur se non violente, pur se poste in essere col consenso del partner, possono incrinare o farmi perdere qualcosa della mia umanità. Non posso infatti abbandonarmi all’atto sessuale mettendo tra parentesi la mia dignità e la dignità di ciò che sto facendo: unendomi all’altro, trascendo la mia animalità di individuo dotato di una pulsione sessuale inserendo nell’atto sessuale la dimensione personalissima e quindi propriamente umana del dono che di me faccio all’altro e nel momento stesso in cui ricevo dall’altro il dono di sé. (Miii, che casino... Una volta lo chiamavano solo "fare l'amore"...)
In questa prospettiva, il no della Chiesa all’uso dei preservativi è in realtà un sì alla compiutezza umana dell’atto sessuale, un atto che fisiologicamente può essere considerato del tutto analogo da quello compiuto dagli animali (soprattutto dai mammiferi superiori), ma antropologicamente è radicalmente diverso, per il significato globale che veicola. L’uso del preservativo, pur giuridicamente lecito, è moralmente problematico, perché toglie alla sessualità umana, almeno in parte, la pienezza del suo orizzonte, frantumandone l’unitarietà in una molteplicità di aspetti destinati a restare separati e non connessi tra loro. Ma in tutte le sue funzioni ( sessuali, familiari, sociali, estetiche, lavorative, ecc.) l’uomo deve restare sempre presente a se stesso nell’unità del suo essere: è a questo che la morale ci chiama. (e questo lo lascio decifrare a voi...)
Si obietta: ma l’uso del preservativo ha un’essenziale funzione profilattica, soprattutto in Africa, dove l’Aids è endemico e dove ogni atto sessuale non protetto è rischiosissimo. I preservativi, si è detto, salvano la vita. È vero, come è vero affermare che tutti gli atti sessuali posti in essere da persone contagiate dal virus sono potenzialmente portatori di morte. Situazione disperata e paradossale, quella in cui l’impegno per la vita, cioè l’impegno per il massimo bene umano immaginabile, si pretende che sia affidato, prima che alla responsabilità delle persone, adeguatamente formate e informate sulla malattia, a strumenti tecnici così elementari e così fallosi come i profilattici! (io vorrei sapere quanto ci ha pensato il tipo per usare l'aggettivo "fallosi" per definire i preservativi...)
La lotta per la vita merita di essere presa ben altrimenti sul serio, come dimostra il fatto che fino ad oggi nessuna campagna per la diffusione dei preservativi in funzione anti- Aids ha registrato alcun concreto successo per il contenimento dell’epidemia, né in Africa, né in altri Paesi. (E questa a parer mio é una bestemmia colossale!) È per questo che il cuore della questione paradossalmente non è sanitario, ma antropologico, cioè in definitiva etico. Le parole del Papa: « I preservativi aumentano i problemi» vanno capite in questo contesto e hanno una profondità che tanti frettolosi commentatori non sono riusciti a cogliere. (certo pero' che pure rileggendole 'un é che si colga tutto sto ché...)
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Ora vi chiedo...ma voi, che ne pensate?!? Io non pretendo di possedere la verità su tutto...ma il diritto a mettere le cose in discussione si'! Specie se i dogmi, come in questo caso, lasciano morire milioni di persone... E voi?!?