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venerdì 20 marzo 2009

Africa: dietro le polemiche sui preservativi c'é di più.

...perché forse non é solo colpa dei condom se é successo questo caos...

Da
Metro, un interessante pensiero di Bruno Mastroianni, docente di comunicazione:

IL CONDOM MEDIATICO OCCULTA LE COLPE DELL'OCCIDENTE


Ci stavamo quasi cascando. Per un attimo abbiamo veramente pensato che al centro della polemica ci fossero l’Aids e il preservativo. Ma poi, mettendo insieme un paio di dati, ci siamo ricreduti. Non c’entrano i profilattici, non c’entrano l’Aids e il Papa. Il problema è che l’attenzione che il pontefice sta attirando sull’Africa potrebbe svelare alcune magagne dell’Occidente, se solo la gente se ne accorgesse.


A parlare sono i dati dell’Ocse nel Development Cooperation Report reso pubblico nei giorni scorsi. Uno tra tutti: quegli stessi Paesi che oggi gridano contro il Papa per le sue parole sul condom, hanno tra il 2006 e il 2007 diminuito i loro aiuti verso il continente africano dell’8,5%. Con picchi piuttosto alti: la Francia – che ha iniziato la polemica – ha diminuito gli aiuti del 16,4%. D’altronde tanta violenza polemica sul preservativo faceva sorgere un po’ il sospetto: ormai di studi che ne rilevano l’insufficienza come unico mezzo della lotta all’Aids ce ne sono fin troppi.


Uno dei più recenti è dell’Università di Harvard (pubblicato su Science nel 2008) che mostra come la strategia “solo preservativo” in 25 anni in Africa ha dato pochi risultati. Lo sa bene l’OMS visto che ogni anno, nonostante la diffusione dei condom, registra un aumento dell’epidemia. E poi la Chiesa conosce perfettamente la situazione: da sola copre circa il 30% dei servizi sanitari del continente, ricevendo degli aiuti internazionali solo il 5%. Ci si sarebbe aspettato un costruttivo scambio di opinioni tra esperti. Invece hanno prevalso accuse e stracciamenti di vesti.

Da qui il sospetto: non è che tutta questa polemica è un bel preservativo mediatico per evitare che la gente si infetti, scoprendo che l’Occidente fa poco per l’Africa?


(Bruno Mastroianni Docente di comunicazione)


giovedì 19 marzo 2009

Avvenire ed i preservativi "fallosi" di papa Ratzinger

Eccovi l'editoriale di oggi di Avvenire, sul tema delle polemiche scatenate dal no di Benedetto XVI all'uso del preservativo...

Leggete e ditemi...che ne pensate?!?
Ma soprattutto...CHE COSA C***O VUOL DIRE?!?!?!?!?

IL PROBLEMA DEL PRESERVATIVO.
PROTEGGERE GLI ALTRI, UNA SCELTA NELL’ORIZZONTE DELLA VERITÀ.
(come se qualcuno davvero l'avesse in mano...)

FRANCESCO D’AGOSTINO

I
l diritto ci impone di rispettare l’al­tro. L’etica ci impone di rispettare l’altro e di rispettare noi stessi. In ge­nere non ci crea alcuna difficoltà ca­pire le ragioni del diritto; ben più dif­ficile è capire le ragioni dell’etica: non è forse vero che "io sono mio"? E se "sono mio", perché non dovrei fare di me stesso tutto ciò che voglio? (perché non va bene al Papa?) Così ragionano gli individualisti radicali, senza rendersi conto di erodere l’eti­ca dal suo stesso interno, fino a farla implodere.

Prendiamo come esempio l’esperien­za della sessualità, che è tornata pre­potentemente di scena, col recentis­simo e critico riferimento che il Papa ha fatto all’uso dei preservativi. Il di­ritto proibisce ogni forma, anche lie­ve, di violenza sessuale sull’altro: que­sto lo capiscono tutti. L’etica sessua­le è ben più esigente: pretende che io controlli i miei desideri e le mie pul­sioni non solo quando sono violente, ma ogni qual volta esse, pur se non violente, pur se poste in essere col consenso del partner, possono incri­nare o farmi perdere qualcosa della mia umanità. Non posso infatti ab­bandonarmi all’atto sessuale metten­do tra parentesi la mia dignità e la di­gnità di ciò che sto facendo: unendo­mi all’altro, trascendo la mia anima­lità di individuo dotato di una pulsio­ne sessuale inserendo nell’atto ses­suale la dimensione personalissima e quindi propriamente umana del do­no che di me faccio all’altro e nel mo­mento stesso in cui ricevo dall’altro il dono di sé. (Miii, che casino... Una volta lo chiamavano solo "fare l'amore"...)

In questa prospettiva, il no della Chie­sa all’uso dei preservativi è in realtà un sì alla compiutezza umana dell’at­to sessuale, un atto che fisiologica­mente può essere considerato del tut­to analogo da quello compiuto dagli animali (soprattutto dai mammiferi superiori), ma antropologicamente è radicalmente diverso, per il significa­to globale che veicola. L’uso del pre­servativo, pur giuridicamente lecito, è moralmente problematico, perché toglie alla sessualità umana, almeno in parte, la pienezza del suo orizzon­te, frantumandone l’unitarietà in una molteplicità di aspetti destinati a re­stare separati e non connessi tra loro. Ma in tutte le sue funzioni ( sessuali, familiari, sociali, estetiche, lavorative, ecc.) l’uomo deve restare sempre pre­sente a se stesso nell’unità del suo es­sere: è a questo che la morale ci chia­ma.
(e questo lo lascio decifrare a voi...)

Si obietta: ma l’uso del preservativo ha un’essenziale funzione profilatti­ca, soprattutto in Africa, dove l’Aids è endemico e dove ogni atto sessuale non protetto è rischiosissimo. I pre­servativi, si è detto, salvano la vita. È vero, come è vero affermare che tutti gli atti sessuali posti in essere da per­sone contagiate dal virus sono poten­zialmente portatori di morte. Situa­zione disperata e paradossale, quella in cui l’impegno per la vita, cioè l’im­pegno per il massimo bene umano immaginabile, si pretende che sia af­fidato, prima che alla responsabilità delle persone, adeguatamente forma­te e informate sulla malattia, a stru­menti tecnici così elementari e così fallosi come i profilattici! (io vorrei sapere quanto ci ha pensato il tipo per usare l'aggettivo "fallosi" per definire i preservativi...)

La lotta per la vita merita di essere presa ben al­trimenti sul serio, come dimostra il fatto che fino ad oggi nessuna cam­pagna per la diffusione dei preserva­tivi in funzione anti- Aids ha registra­to alcun concreto successo per il con­tenimento dell’epidemia, né in Afri­ca, né in altri Paesi.
(E questa a parer mio é una bestemmia colossale!) È per questo che il cuore della questione paradossal­mente non è sanitario, ma antropolo­gico, cioè in definitiva etico. Le paro­le del Papa: « I preservativi aumenta­no i problemi» vanno capite in questo contesto e hanno una profondità che tanti frettolosi commentatori non so­no
riusciti a cogliere. (certo pero' che pure rileggendole 'un é che si colga tutto sto ché...)

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Ora vi chiedo...ma voi, che ne pensate?!? Io non pretendo di possedere la verità su tutto...ma il diritto a mettere le cose in discussione si'! Specie se i dogmi, come in questo caso, lasciano morire milioni di persone... E voi?!?