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martedì 13 aprile 2010

Cosa è successo realmente nel Lambro? Le accuse del dossier "scomodo" della Lipu

Oggi dalle agenzie di stampa esce la notizia che forse si è trovato il dna di quello che potrebbe essere uno dei sabotatori che hanno causato il disastro ecologico del fiume Lambro con lo sversamento dalle cisterne della Lombarda Petroli di una quantità ancora imprecisata di liquidi inquinanti (chi dice idrocarburi, chi dice trieline, chi dice tutto ed il contrario di tutto) nelle acque del fiume lombardo. Insieme a quella che la triste pratica dello sversamento degli inquinanti nel fiume, una volta cessati i controlli dell'emergenza, è ripresa come se nulla fosse accaduto.

Ma - a distanza di un mese e 13 giorni dal 1 marzo in cui il capo della protezione civile Guido Bertolaso dichiarava chiusa l'emergenza Lambro - su questo caso sono ancora troppe sono le domande rimaste senza risposta. Ed alcune di queste sono veramente pesanti, come emergerebbe da un dossier della LIPU che dimostra come dalle autopsie degli uccelli trovati morti sulle rive non emergerga la presenza degli idrocarburi di cui tutti hanno parlato, ma quella di liquidi sconosciuti "capaci di causare ai volatili emorragie a vari organi interni, fegato spappolato, problemi neurologici".

Cosa c'era realmente nelle cisterne della Lombarda Petroli? Quanto di quel materiale è finito realmente nelle acque del fiume Lambro? Perchè i risultati delle indagini svolte dagli organismi di controllo sulle acque di Lambro prima e Po dopo cambiano in maniera quantomeno sospetta? L'emergenza è stata davvero gestita nella maniera corretta e risolta come affermano Bertolaso ed i vertici politici regionali?

Potete leggere o scaricare il dossier della LIPU "Lambr-ugie" cliccando qui, ed il mio invito è quello di diffnoderlo e farlo leggere anche nei vostri siti e blog personali. Non lasciamo seppellire questa storia sotto colate di fango: conoscere la verità è un nostro diritto.

lunedì 10 dicembre 2007

Coste e petrolio: quando finirà tutto questo?

Disastro ambientale in Corea del Sud. Il greggio finito in mare dopo l'urto tra una petroliera e una chiatta al largo di Taean ha devastato 17 km di costa. La spiaggia di Mallipo, area naturale protetta, è ricoperta da uno strato di petrolio di 10 cm, mentre circa 5600 uomini stanno ancora lottando per impedire che tutte le 10.500 tonnellate di petrolio fuoriuscite finiscano slle spiagge coreane. È la peggiore catastrofe naturale del Paese. Dal sito del Corriere.it, foto Reuters. Cliccare sopra le foto per ingrandirle.







...quando ci accorgeremo che un giorno sarà tropppo tardi per fermare cose come queste?