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martedì 23 ottobre 2007

Wind multata per 100mila euro


Per tutti quelli che hanno bestemmiato come turchi al fantastico messaggino della Wind "Gentile Cliente, dal 01/05 il suo piano tariffario Wind 10 diventerà Wind 12. Per info sulle nuove condizioni chiami il 158".

Questo è per voi. (da Punto-informatico.it)

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Tariffe, Wind multata per 100mila euro

Roma - È Wind l'operatore che subisce le prime conseguenze dall'introduzione delle contestatissime rimodulazioni tariffarie: l'Autorità per le Garanzie della Comunicazione, secondo quanto riferito da UltimoMiglio.news, avrebbe infatti deciso di infliggere all'operatore una multa da 100mila euro. Non per aver attuato le rimodulazioni, ma per come ne ha dato informazione all'utenza.

Il notiziario di ADUC, nel sottolineare il carattere non ufficiale della notizia, riporta infatti alcune indiscrezioni che parlano della condanna motivata dal "mancato rispetto dell'articolo 70 comma 4 del Codice delle comunicazioni". Che dice testualmente: Gli abbonati hanno il diritto di recedere dal contratto, senza penali, all'atto della notifica di proposte di modifiche delle condizioni contrattuali. Gli abbonati sono informati con adeguato preavviso, non inferiore a un mese, di tali eventuali modifiche e sono informati nel contempo del loro diritto di recedere dal contratto, senza penali, qualora non accettino le nuove condizioni.

Come i lettori di PI Telefonia ricorderanno, lo scorso marzoWind aveva inviato ai propri utenti - con piano tariffario Wind 10 - un SMS con la seguente informativa: "Gentile Cliente, dal 01/05 il suo piano tariffario Wind 10 diventerà Wind 12. Per info sulle nuove condizioni chiami il 158". L'operatore sarebbe dunque stato punito proprio per la modalità con cui ha comunicato alla clientela la variazione tariffaria. Modalità che anche TRE aveva scelto per segnalare ai propri clienti alcune modifiche relative a determinati piani tariffari.

La sanzione dell'Autorità delle Comunicazioni non entra però nel merito dell'applicazione delle rimodulazioni che, di conseguenza, non sarebbero ritenute illegittime. Qualora il Garante delle Comunicazioni ravvisi le medesime irregolarità contestate a Wind nel comportamento di TRE, è verosimile prevedere che anche per quest'ultimo operatore sia in arrivo una multa.

Dario Bonacina

Una notizia vale 1000 cammelli


Giro e pubblico, dal sito del Corriere della Sera.

In Egitto il legame è tra giornalisti e cammelli: in Italia i giornalisti invece si avvicinano di più ai muli, se non altro per quanto sono pagati da collaboratori prima di avere un contratto! Cosa di cui non scrive nessuno, e di cui prima o poi mi occuperò con un post serio. I promise.

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per ottenere il perdono dovra' esporre 12 stendardi sui tetti di altrettanti notabili

EGITTO:GIORNALISTA DEVE PAGARE 1000 CAMMELLI

Il consiglio della tribù al Tarabin condanna cronista a versare l'equivalente del valore degli animali, circa 350mila euro

IL CAIRO (EGITTO) - Le cause civili esistono anche in Occidente. Ma in Egitto c'è una differenza: il prezzo di una condanna si paga ancora, come una volta, prendendo come valore di riferimento il cammello. Così nel Sinai egiziano, per essere stati offesi attraverso un articolo, il consiglio della tribù al Tarabin «condanna un giornalista a pagare l’equivalente del valore di mille cammelli». Il panarabo al Sharq al Awsat riferisce che i saggi dei Tarabin si sono detti disposti al perdono «A patto che, in segno di scuse, la tribù al Bayyadiya, a cui appartiene il giornalista, esponga 12 stendardi sui tetti delle case di altrettanti notabili».

MULTA - A dare la notizia è il quotidiano panarabo edito a Londra, al Sharq al Awsat che riferisce della «sorpresa» del giornalista del quotidiano d’opposizione egiziano al Ahrar, Amer Sulaiman della «multa inflittagli dalla sentenza del Consiglio Giuridico delle Tribù del Sinai». Interpellato dal quotidiano arabo, Sulaiman non ha esitato a «registrare le proprie scuse per i problemi e le polemiche sollevate dalla pubblicazione dell’articolo scritto da me senza alcun intento di offesa». La sentenza, in realtà prevede il pagamento della somma di 2,7 milioni di sterline egiziane (pari a circa 350mila euro), ma è stato il quotidiano arabo ad equiparare la somma al valore di mercato di cammelli nel Paese arabo. Per sospendere la multa, la tribù offesa , oltre alle scuse della tribù d’appartenenza del giornalista, chiede «la pubblicazione delle stesse su tre quotidiani nazionali».